lllllllll

oggi è un bel giorno per morire

27 dicembre 2010

E' ARRIVATO.......

E’ arrivato…
no, no, che cosa avete capito, non il carnet, quello……mah!, chissà.
 è arrivato il natale, e noi siamo ancora qua, questo è il secondo natale che passiamo in Giappone.
Unica nota positiva di questo periodo è l’incontro con due amici,  conosciuti tramite mia sorella Patrizia, e visti solo grazie a Skype.
Maurizio e Kayoko sono i loro nomi, come si può capire, lui, Maurizio, è italiano e lei, Kayoko, giapponese.

Maurizio e Kaioko vivevano in Italia, a Montecarlo, un paese in provincia di Lucca, e qui vive anche un altro Maurizio sposato con una giapponese di nome Kiyoko, tre maurizio che si incontrano …una coincidenza un po’…ma questa è un’altra storia e ne parleremo un’altra volta, era solo una curiosità, per dire il caso.
Patrizia, mia sorella, e Mario suo marito, collaborano con Emergency, sapete quell’organizzazione umanitaria italiana di medici fondata, da Gino Strada,  per portare aiuto alle vittime civili delle guerre e della povertà.
Patrizia scrive monologhi teatrali, e Mario in qualità di attore li interpreta e li porta in giro nei vari teatri, e il ricavato serve a finanziare l’associazione.
Ad uno di questi spettacoli Patrizia Mario Maurizio e Kayoko si sono conosciuti, poi gli interressi comuni,  Kaiyko  e Maurizio anche loro collaborano con Emergency, stanno organizzando una succursale in Giappone, si sono dicevo conosciuti e sono diventati amici.

 Ma tornando a noi, circa un anno fa mia sorella me li presenta tramite email, e tempo dopo ci conosciamo con skype, e anche loro si sono appassionati al nostro viaggio.
Il caso vuole che dopo 15 anni di Italia Maurizio e Kayoko si trasferiscono in Giappone, precisamente a Sasayama,  quasi 75 km da Osaka, dove noi siamo bloccati da quasi 2 mesi causa burocrazia o burocrati italiani,…. fate voi.
Ottima occasione per poterci incontrare e conoscere di persona, nessun problema, ci contattiamo, e la loro casa diventa anche la nostra.
Lasciamo l’ostello di Osaka e via verso Sasayama, abbiamo un invito a pranzo.
Quando arriviamo l’accoglienza è…è come se ci conoscessimo da tempo, con Maurizio a parte il nome condivido diversi interessi.

Entrate, fa freddo, questa è la vostra stanza, di qua la sala, li c’è il bagno, lo studio e la c’è la nostra camera, e questa è la cucina, fate come a casa vostra, ma non toccate la stufa a legna…………….
che cosaaa….no, sto scherzando, è una battuta, dovete sapere che Maurizio si è portato dall’Italia una di quelle stufe economiche, credo si chiamino così, a legna e ci tiene moltissimo, la ”cura”, la coccola,  e allora a volte lo prendiamo un pò  in giro.
Ma devo dire che ha fatto benissimo, la stufa contribuisce anche lei a dare alla casa quella atmosfera calda e familiare che si respira, e poi il pesce con patate ci viene buonissimo.

Eravamo all’invito a pranzo, Kayoko è un ottima cuoca, spaghetti con pomodoro, olio di oliva portato dall’Italia,  pecorino parmigiano di 36 mesi, e spek, mortadella, salsiccia e pane, pane fatto in casa, dopo più di un anno di sushi ci sembra un sogno fantastico.
Ah visto che siamo in argomento: anche la colazione è di quelle fatte in casa, pane caldo e marmellata di agrumi, ma non di quella comprata al supermercato, ma fatta da Maurizio con gli agrumi che lui ha raccolto da tre alberi del suo giardino, e poi cotta  udite udite, cotta sulla stufa a legna, meglio di così.

Passiamo 2 giorni tranquilli a casa loro, un giro a Sasayama, poi passeggiamo nel bosco con il cane Aiko, aiuto anche Maurizio a tagliare la legna, aperitivo sotto le stelle davanti a un bel fuoco in compagnia di un bicchiere di vino,
 due giorni interessanti, e poi il Mauri ha un sacco di storie da raccontare, di quelle che non smetterei mai di ascoltare.
Maurizio e Kayko sono preoccupati per noi, ora fa freddo dormire in tenda non è confortevole, un mese in hotel costa un sacco di soldi.
 Loro i primi di gennaio tornano in Italia per lavoro e allora Kayoko telefona a una loro amica, una signora giapponese che vive a Kobe, vuole chiederle se conosce qualcuno che può avere una sistemazione a buon prezzo per noi, ma non fa in tempo a finire la spiegazione che dall’altro capo del telefono Hitomi, cosi si chiama la loro amica dice: io ho una casa vuota, è di mia madre ma ormai sta in ospedale, sono felice di darla ai tuoi amici:             incredibile, ci da appuntamento per il giorno dopo, che bello, abbiamo un appartamento dove passare questo tempo di attese.

Maurizio e Kayoko ci raccontano un pò di Hitomi, come e dove si sono conosciuti, ci dicono che  stravede per l’Italia, ama tutto del bel paese,  anche gli italiani….che storia.
Il giorno dopo andiamo a Kobe, 70 km, abbiamo un appuntamento a casa di Hitomi, per conoscere lei e il marito, caspiterina che casa.
Accoglienza calorosa con qualche parola in italiano, Hitomi è simpaticissima, una vitalità sconvolgente, è buffa quando vuole parlare l’italiano e non ricorda le parole, allora sta “minuti” a pensare tutta in agitazione, concentratissima e non permette di aiutarla, vuole ricordare da sola, che sagoma.
Hitomi aveva già preparato dolci frutta caffe è un ottima zuppa, dopo le presentazioni, il pranzo e le mille domande, andiamo tutti dall’altra parte della città a vedere il “nostro” appartamento.
È una bella zona, tranquilla, l’appartamento è… come dire, lo avevo immaginato più…insomma…io pensavo…capperi, questo non è un appartamento, sorpresa sorprendente è una villetta di due piani, con tanto di giardino con alberi in stile Jap.
Visita guidata per la casa, un the e qualche chiacchera attorno al tavolo, poi Hitomi e il marito ci salutano, e mi ricordano che domani mattina alle 9 verrà il tecnico del gas per riallacciarlo.
  Rimaniamo con Maurizio e Kayoko , tutti noi 4 ancora piacevolmente sconvolti della gentilezza e disponibilità di Hitomi.
Maurizio mi aiuta a scaricare la poderosa e poi andiamo a prendere un caffè in un ristorante di un loro amico, anche lui innamorato dell’Italia, soprattutto della toscana.
il ristorante fa cucina italiana, ooooh…….  ora non ricordo il nome, però il tipo è simpaticissimo, anche lui motociclista, possedeva una vespa,  è entusiasta del nostro viaggio: ma ora si è fatto tardi, è gia buio, ci gustiamo il caffè e poi ci salutiamo, Maurizio e Kayoko ritornano a Sasayama e noi nella nostra nuova casa.

La mattina del 24 alle 9 in punto con giacca e cravatta si presenta biglietto da visita in mano l’omino del gas, e dopo le classiche frasi di rito (tipicamente giapponesi) passa subito al lavoro, prima fuori dove c’è la caldaia poi entra in casa e controlla il funzionamento della cucina, la tenuta dei tubi , l’acqua calda di vasca doccia etc etc .
Tutto ok, ci consegna un numero imprecisato di fogli utili e altri inutili, ci spiega a mo di nastro registrato (tipicamente giapponese) cosa fare in caso riscontrassimo un malfunzionamento o odore di gas, chiede se abbiamo domande da fare (ancora tipicamente giapponese) e poi continuando a inchinarsi procedendo all’indietro va via, ore 9,20 abbiamo il gas.
Più tardi ci telefona Maurizio per sapere come è andata la prima notte:
uhm… la prima notte,  non gli ho raccontato tutto, che diamine un po’ di discrezione, comunque bene, anzi  benissimo .

Nel pomeriggio Hitomi viene a farci visita e ci porta una stufa a gas, nuova nuova, ancora imballata, lei dice che l’ha comprata tempo fa…, mah!  io ho qualche dubbio, in ogni caso, arigato.

La sera del 26 siamo andati a cena con Hitomi e il marito, è venuta a prenderci con la sua macchina, una benz, cosi i giapponesi chiamano la mercedes.
Ci hanno portato in un ristorante di yakiniku, finalmente ho mangiato il famoso manzo di Kobe, l’ho mangiato sia cotto che crudo, poi anche la lingua e tante altre cosette.
Per concludere la serata siamo stati sulle colline  a vedere il panorama, sotto di noi Kobe illuminata dava al posto un’atmosfera romantica, quassù ci vengono le coppiette a sbaciucchiarsi e ad attaccare i lucchetti dell’amore, anche se con il freddo che faceva ci vuole una bella fantasia per avere certi pensieri; ma si sa l’amore scalda il cuore, ma noi avevamo troppo freddo e ce ne siamo andati.
Bellissimo posto, ci ritorneremo.

 Perbacco, mi stavo dimenticando, vi do gli ultimi aggiornamenti sul carnet de passage: la fideiussione è arrivata, (200 kilometri, da Vinovo a Chiavari, e solo 9 giorni!!!, un record per le poste italiane!!!) consegnata all’ufficio ACI di Genova, e vai!,
 ma il giorno dopo… brutta notizia, da Roma rispondono che non va bene, io non so proprio più che fare, ho eseguito alla lettera tutto quello che mi hanno richiesto via email,  e anche l’impiegato dell’ufficio di Genova si è attenuto alle istruzioni dell’email: contatto nuovamente Roma, la sig. Marisa Grillo e mi dice:
 - manca ancora-...
…..ma scusi dove è scritto?
..- ehh.. ma sa era sottinteso-
....sottintesoooooo!!!!!!
ognuno faccia i commenti che vuole;  io… ma va&%$$£?!!!!…e ho detto tutto.

Non so se questa è una buona notizia, il giorno 3 gennaio ho un appuntamento telefonico con il dott. Paolo Diamante,  capo supremo dell’ufficio relazioni internazionali ACI di Roma, come sempre vi terrò informati, fino ad allora godetevi le feste.


volevo mettere un paio di foto della casa, ma oggi non riesco a caricarle, sono collegato così di straforo e c'è poco segnale, la prossima.

Nessun commento:

Posta un commento