Mappe Tour Timor Leste e Indonesia 27-01-2012-- --03-07-2012
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06 luglio 2012
Mappe Timor Leste e Indonesia
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03 luglio 2012
Goodbye Indonesia
Aeroporto internazionale, ma per favore sta cadendo a pezzi, Polonia in Medan Sumatra Indonesia, aspettiamo l'aereo, 3 ore di ritardo, per Penang in Malesya. Poche ore fa abbiamo sistemato la nostra moto su una "onion boat" insieme a sacchi di patate e altre mercanzie, poi abbiamo preso un taxi ed eccoci qua...ma dove siamo, mah...speriamo che l'aereo sia in ben altre condizioni.
Avevamo lasciato Yakarta giovedì 21 giugno, finalmente non ne potevamo più, troppo rumore troppo caos e aria irrespirabile. Direzione Medan, nord di Sumatra, il
traffico è impressionante fortuna che abbiamo le mascherine antismog ai carboni che ci hanno regalato alla
redazione di Motor Plus. A proposito questo è il primo articolo uscito sul
magazine di Motor Plus, è solo una presentazione, il vero articolo uscirà con
il prossimo numero di Bikers il mensile dedicato alle moto. Con queste mascherine si respira molto meglio, le usano anche molti automobilisti, vi garantisco che lo smog qua lo si può vedere, ti si attacca addosso, l'aria è grigia.

Avevamo lasciato Yakarta giovedì 21 giugno, finalmente non ne potevamo più, troppo rumore troppo caos e aria irrespirabile. Direzione Medan, nord di Sumatra, il
traffico è impressionante fortuna che abbiamo le mascherine antismog ai carboni che ci hanno regalato alla
redazione di Motor Plus. A proposito questo è il primo articolo uscito sul
magazine di Motor Plus, è solo una presentazione, il vero articolo uscirà con
il prossimo numero di Bikers il mensile dedicato alle moto. Con queste mascherine si respira molto meglio, le usano anche molti automobilisti, vi garantisco che lo smog qua lo si può vedere, ti si attacca addosso, l'aria è grigia. 
Verso sera arriviamo a Merak,
individuiamo il porto ma non ci andiamo, sono le 4 e se ci imbarchiamo ora
arriviamo a Sumatra alle 7 con il buio e trovare un posto per campeggiare non è
facile, preferiamo rimanere e troviamo un posto non lontano, solo 6
kilometri, dal porto in un campo di banane in riva al mare montiamo la tenda e
cuciniamo.
venerdì22 uffi che tardi, sono le 7 è un pò di tempo che non riesco ad alzarmi presto, sarà che ancora il mio corpo come dice shizu non sta bene.
Esco dalla tenda e un contadino sta
zappettando il campo affianco la tenda, mi dice anche il nome della piante ma
non me lo ricordo più. Mentre facciamo colazione arrivano anche la moglie e la figlia ad aiutare il vecchietto.
Arriviamo al porto faccio il biglietto,
75000 rupie, a dire il vero prima me ne fanno uno da 32000 rupie, poi arriva un
altro ragazzo che guarda la moto e dice -” besar ”- vuol dire grande,
dico nooo è normale e lui - besar
besar - e alla fine ho pagato 75000
rupie , convertite in euro sono 7.
Salgo a bordo e sorpresina la ruota è a
terra, pazienza quando arriveremo a Sumatra ci penseremo. Due ore dopo
sbarchiamo ma prima di scendere do una pompatina alla ruota. Il primo gommista
sulla strada, non bisogna cercare molto sono a decine, mi fermo, smonto la
ruota ma la camera come la gonfio per controllare dov’é il buco mi esplode in
mano tra le risa di un gruppo di nullafacenti sbracati li vicino, non
importa ne ho una di riserva la cambio
rimonto e andiamo.
Non so quanto durerà, in effetti non
abbiamo fatto la classica foratura da chiodo, per dirla così, il copertone
essendo rotto internamente…umh..diciamo…“mangia” e a volte pizzica la camera
d’aria, speriamo di riuscire a trovare un copertone di questa misura.
Comincio a odiare queste strade, gli
automobilisti non rispettano niente, è una totale anarchia stradale.
Vediamo un campo di cocchi e ci
fermiamo, per cena cucineremo la nostra famosissima zuppa di patate e riso
bianco, ci mancava davvero tanto, buonanotte.

sabato 23 giugno

sabato 23 giugno
devo dare una stretta al canotto di
sterzo, stranamente si è mollato…boh.. mezz’oretta e siamo di nuovo in marcia ma, dobbiamo aver sbagliato
strada perché invece del mare ci ritroviamo in montagna, poco importa sono le 3
sono stanco, ci fermiamo sulle sponde di un fiume a Ulu Ogan.
Primo bagno dopo 3 giorni, sulle strade indonesiane ti fai nero come il carbone, ora siamo freschi e puliti, che bella
sensazione.
Shizu attira sempre la curiosità dei
locali, uomini donne e bambini, che in questo fiume assieme ai bufali
vengono a lavarsi, credo dipenda dal fatto che shizu si lava in mutandine e
reggiseno, mentre loro i locali usano
avvolgersi in un lenzuolo, che poi è il loro abito tradizionale, chiamato sarung.
i bufali… non ne parliamo, quelli..non
è da credere, come entrano in acqua devono scaricare e se fregano chi c’è piu
sotto, non guardano niente e ne fanno quantità industriali, eehh… ho capito che
il fiume lava tutto, però adesso mi tocca rinsaponarmi.
domenica 24
i rumori fuori ci svegliano, che strano pensavamo fosse tranquillo almeno la mattina presto, esco e dentro il fiume ci sono diverse persone che accovacciate e avvolte nel loro sarung stanno facendo… e su via capitemi, come i bufali la sera.
domenica 24
i rumori fuori ci svegliano, che strano pensavamo fosse tranquillo almeno la mattina presto, esco e dentro il fiume ci sono diverse persone che accovacciate e avvolte nel loro sarung stanno facendo… e su via capitemi, come i bufali la sera.
Poi si lavano i denti, si insaponano una
sciacquata e finito tornano alle loro case.
Noi aspettiamo ancora un pò poi ci
laviamo anche noi… e speriamo che più a
monte la gente stia ancora dormendo.
Smontiamo il campo e ci rimettiamo in
cammino.
Non so dove siamo ma la ruota è di nuovo a
terra, mi fermo nel cortile di un piccolo negozio e la smonto.
Stessa storia di ieri, il copertone ha
“bucato” la camera, che palle. In questo paese strano ma non ci sono gommisti,
consegno la camera e 100 mila rupie a un ragazzo che con la sua moto va a
cercare un gommista nel paese vicino, io ho i rattoppi ma ho finito la colla.
Un’ora dopo ritorna con la camera
rattoppata, rimonto tutto salutiamo e andiamo.
Il copertone ora ha, a causa delle tele
rotte, una bella bugna e la moto
ondeggia, devo andare piano e non devo prendere buche, va beh non ci voglio
pensare, speriamo solo di arrivare da qualche parte. Attraversiamo solo piccoli villaggi e nessuno ci sa dire quanti
kilometri mancano per arrivare a Bengkulu, che dovrebbe essere una città
abbastanza grande dove poter trovare un copertone nuovo, staremo a vedere.
Non voglio affaticare troppo il
copertone alle 2 ci fermiamo in un campo di caffè e montiamo la tenda, appena
in tempo e si scatena un nubifragio, 30 minuti poi ritorna il sereno.
È la prima volta che vedo una pianta di
caffè, ci sono anche alberi di chiodi di garofano, qua mettono a seccare i frutti del caffè direttamente sulla strada, così risparmiano la spesa della decortificazione, le macchine i camion le moto passandoci sopra li puliscono.
Ora siamo in tenda, abbiamo cenato solo
riso bianco, chissà domani quanta strada riusciremo a fare. Buonanotte


lunedì 25
Ore 5, fuori è ancora buio, aspettiamo ancora un po’,
poi colazione smontiamo la tenda e andiamo.
Sono le 6,45 quando ci mettiamo in
movimento, la ruota è peggiorata la moto muove tutta e faccio fatica a tenerla
in direzione, due ore dopo arriviamo a Pagar Alam e mi fermo dalla prima
officina che incontro. Spiego al ragazzo la situazione e con la sua moto
andiamo alla ricerca di un copertone nuovo, visitiamo i tre negozi di ricambi
ma non c’è niente che possa andare bene, forse in tre o quattro giorni possono
procurarmi una gomma.
Decidiamo comunque di continuare e
tentare la sorte, salutiamo i ragazzi e andiamo, non siamo ancora fuori dal
paese che vedo una pila di gomme usate davanti un gommista, provo mi fermo e
chiedo, c’è una gomma che potrebbe andarmi bene, è vecchia dura come le pietre
ma è pur sempre meglio della mia, contratto il prezzo, prima spara alto, 100
mila rupie, dico no e subito scende a 50mila, sono quasi 5 euro, la
prendo. Rapidamente smonto e
sostituisco, guardate che bella, si fa per dire, che vergogna è un ruotino
stradale è piccola di misura ma credo
ci porterà a destinazione.
Foto saluti e ci rimettiamo in strada, la ruota è davvero strana ma mi ci abituerò. Alle 3 siamo a Bengkulu, fermo un ragazzo
per chiedere da che parte è il centro città, ma siccome non parla inglese
telefona a un suo amico che dopo 5 minuti arriva e ci scorazza tra i vari
ricambisti alla ricerca di una ruota, ma anche qua niente.
Conosciamo poi anche Nandes, Untoro e Anto bikers del Bengkulu Merzy Club che avvisati dal nostro amico Solihin, leader del Merzy Club di Jember. Ora siamo loro ospiti al Vista hotel,
hanno voluto pagare loro.
martedì 26 alle 7 bussano alla porta è la colazione, solo un the e per di più con tanto zucchero, imbevibile per noi.
Alle 9 siamo in strada, direzione
Medan. Il paesaggio ve l’ho detto
tante volte è bello se non si fa caso alla spazzatura che c’è in ogni dove. Le
strade sono belle, anche se a volte qualche tratto è malmesso, ma sono i
guidatori indonesiani il problema maggiore, con il loro modo di comportarsi
creano continui ingorghi con il risultato che la velocità media è dei 40 km ora
e noi riusciamo a fare solo poco più di 200 kilometri al giorno.
Montiamo la tenda in una piantagione di
palme da…non me lo ricordo, eppure Ali Murid me lo aveva detto il nome di questa
pianta, Ali Murid è il simpatico signore che viene a far legna in questa foresta, ci
ha visto e si è fermato a salutarci.


mercoledì 27
che notte, all’improvviso, saranno
state le 11, shizu si sente male, di corsa fuori dalla tenda, vomita e
continuerà così con vomito e altre cose per 3 ore.
Poi sfinita riesce a prender sonno, io
aspetto ancora un po’ poi mi addormento.
È ridotta male, non vuole mangiare
niente, solo riesco a farle bere un sorso di the. Carico tutto sulla moto e
andiamo.
Ci fermeremo a Painan in collina e sotto
un grande albero di mango monto la tenda. Sono appena le 2 ma shizu è
distrutta e si corica subito.
Io vedo di organizzare un riparo con il
nylon perché credo, guardando il cielo , che verrà a piovere.
Sono le 4 quando comincia a piovere,
alle 9 ancora continua, shizu ancora dorme, non la sveglio, mangio qualcosa poi
entro in tenda.
giovedì 28 Yeh!! siamo ritornati a testa in su...
siamo in mezzo al fango, ieri ha piovuto molto l’acqua è entrata da tutte le parti. Poco importa, shizu sembra stare meglio e questo è bene.
Pieghiamo la tenda con tutto il fango e
speriamo di trovare un fiume stasera.
Andiamo, ci fermiamo per pranzo ma
mangerò soltanto io, per shizu solo un the, il tipo è onesto, il conto 10mila rupie, finalmente era qualche giorno che
cercavano sempre di fregarci.
Sono le 2 siamo a Bukittinggi, abbiamo
percorso solo 140 kilometri ma non ne posso più, la sella della
moto è diventata insopportabile, dopo un paio d’ore stare seduti è una tortura.
Passeranno ancora 2 ore prima che
troviamo un posto per montare il campo.
È un bel fiume, solo 2 tentativi e
trovo il passaggio e un posto perfetto, c’è ancora il sole laviamo tutto e
anche noi, poi quando la tenda si è asciugata la montiamo. Siamo a Bonjol e proprio qua passa l'equatore, yeh dopo più di un anno siamo ritornati a testa in su.
Mentre cuciniamo arriva un gruppo di
persone che accendono anche un fuoco per mandare via le zanzare, si cerca di
fare conversazione, ma saranno molte di più le risate che le parole, come il
fuoco si spegne ci salutano e vanno via.
venerdì 29 sono le 5 suona la sveglia, ma fuori è
ancora buio, aspettiamo, intanto piego i materassini.
Esco dalla tenda, speravo tanto di
essere solo invece nel fiume ci sono già due persone, una a monte e una a
valle, accovacciate e avvolte nel loro lenzuolo, e va beh.. mi unisco anch’io
alla coppia e metto il mio culo bianco a mollo eee…
Ok, qua abbiamo finito, colazione
fatta, moto pronta andiamo, la strada è bella 150 kilometri di curve veloci e
tornantini, ci siamo divertiti molto.
Verso le 8 inizia il traffico, che poi
non sarebbe nemmeno molto, ma gli automobilisti indonesiani ve l’ho detto…
Pranziamo un ottimo pesce e dopo
caricato acqua di sorgente ci fermiamo in una foresta di pini e alberi della
gomma.
Esattamente non sappiamo dove siamo, credo
vicino a Padang Sidempuan, ma adesso devo mettere su il nylon, pioverà anche
stasera.
sabato30 giugno un’altra notte da dimenticare, come era successo a shizu 2 giorni fa ora tocca a me, sto male, forti dolori alla pancia vomito e diarrea, la febbre che sale e scende, la testa che gira e niente forze.
sabato30 giugno un’altra notte da dimenticare, come era successo a shizu 2 giorni fa ora tocca a me, sto male, forti dolori alla pancia vomito e diarrea, la febbre che sale e scende, la testa che gira e niente forze.
Ma dobbiamo metterci in viaggio, ci
rimangono 10 giorni prima che il visto ci scada e non sappiamo se e quando
partirà una barca per la Malesya.
Facciamo solo 90 kilometri, di più non posso, siamo a Tarutung è una cittadina con un sacco di hotel, tante chiese, ma
tutto carissimo.
Al terzo hotel, quello più economico, ci fermiamo 120 mila
rupie. Io crollo subito a letto.
Anche il giorno dopo lo passerò nel
letto.
lunedì 2 luglio ho messo la sveglia alle 5 oggi dobbiamo arrivare a Medan, anzi a Belawan.
Sto meglio, sono le 6 andiamo, l’aria è
frizzante, siamo a 1000 metri, c’è nebbia ma a quest’ora siamo davvero in pochi
sulla strada e si può camminare. Guido
per quasi 3 ore, paesaggi bellissimi, costeggiamo la sponda destra del Lake Toba, noi volevamo fare quella sinistra ma ci siamo ritrovati qua...eee cosa volete che vi dica ...avranno spostato la strada...mah. Quando ci fermiamo per prendere un caffè e riposare mi accorgo che
il copertone ha ormai le ultime tele fuori e non credo ci porti a destinazione,
comunque a fatto 1450 km, proviamo a cercarlo ma qua non lo troviamo. Continuiamo e
fortuna vuole che dopo un’ora a Pematang vedo appesa a bordo strada una ruota
che dovrebbe… mi fermo…è molto usata ma…va benissimo, la cambio al volo pago,
40 mila rupie e andare.
All’una comincia a piovere, ne approfittiamo per riposare e
pranzare, alle 2 rifocillati ci rimettiamo in cammino e 3 ore più tardi
arriviamo esausti davanti all’ufficio dello spedizioniere. La barca parte una
volta alla settimana e guarda la fortuna domani, meglio di così non poteva
andare, abbiamo appuntamento per domani mattina alle 9, ora andiamo a cercare
un hotel.






martedì3 ore 9 siamo dallo spedizioniere, andiamo all'ufficio della dogana, foto controlli compilazione del carnet e poi al porto, con una gru solleviamo la moto e la poggiamo sulla coperta di una barcone in legno, poi ritorno in ufficio paghiamo il conto, 700 mila rupie. È mezzogiorno prendiamo un taxi per l’aeroporto, ci metteremo un’ora e mezza ad arrivare, il traffico indonesiano..

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18 giugno 2012
Yakarta
martedì 12
Lasciata Yogyakarta ci dirigiamo verso
la capitale Yakarta, la strada è molto trafficata, l’aria irrespirabile e fa
caldo, alle 4 ci fermiamo vicino Bandung, montiamo la tenda in un campo,
ceniamo con riso e pollo goren (fritto)
comprato in un "warum", piccolo ristorante su ruote, a bordo strada prima
di fermarci. E ora buonanotte, siamo
stanchissimi.
mercoledì 13
oggi sveglia presto, non perché ne
avessimo voglia , ma una moschea vicino dalle 4,30 trasmetteva a tutto volume
lamenti per noi incomprensibili ed era impossibile dormire. Ore 6,30 ci mettiamo in marcia, dopo 45 kilometri
decidiamo di lasciare questa strada e provare con la via a nord, a Ngamprah c’è
una deviazione che porta su a nord, scelta azzeccata, la strada è tutta
un’altra cosa, è di quelle che piacciono a noi, poco traffico a volte niente e
il paesaggio da respirare finalmente, e
non ce ne importa niente se sarà più lunga.
Ci fermiamo a pranzo in un ristorante
sulla strada, un ottimo nasi campur, riso con verdure e nel nostro caso pesce, ma come era piccante. Continuiamo sotto un sole implacabile sino a quando, saranno state più o meno le 3 vediamo una piantagione di alberi della gomma, cerco il posto migliore per entrare, che sia lontano dalla strada e ci fermiamo, monto la tenda ci facciamo un caffè e aspettiamo che arrivi la sera seduti al fresco sotto gli alberi. Di zanzare nemmeno l'ombra.

anche oggi la sveglia è all'alba, non siamo molto
distanti da Yakarta e preferirei arrivarci la mattina.
Quando esco dalla tenda c’è un signore
che incide la corteccia degli alberi per far colare la gomma in un recipiente
posto sotto, è velocissimo nel suo lavoro.
Faccio un paio di foto poi via, il
tratto finale di strada quando ormai siamo alla periferia di Yakarta è un
calvario, caldo smog tantissimo smog e un rumore assordante, ma questa gente
non ci fa caso, per loro è normale. Vivono ammassati uno sull’altro, non rispettano
niente, è un caos, girerei la moto e scapperei via, ma dobbiamo entrare in
città, abbiamo bisogno di uno spedizioniere, ci servono informazioni su come,
da dove e dove sarà più economico spedire la moto per la nostra prossima destinazione.
Sono le 2 quando arriviamo in centro, ma solo alle 7 troviamo un hotel quasi decente a un prezzo indecente, è sporco caldo e puzzolente e non c'è wi-fi, affianco c'è un "warnet", un internet point, piccolo più sporco e puzzolente dell'hotel, ma sono ugualmente contento perchè quando rientro in hotel la camera mi sembra una reggia...o quasi, solo per pochi attimi però.
Mister Gembong non si smentisce neppure questa volta, come ha saputo del nostro arrivo a Yakarta ha subito avvisato gli amici biker che si sono messi in contatto con me.
La sera stessa conosciamo Hery, anche
lui possiede un Honda Phantom, una rapida chiacchierata davanti a un caffè e
poi stanchi rientriamo in hotel. I prossimi due giorni siamo liberi, con Hery e alcuni
suoi amici abbiamo appuntamento
domenica per un tour della città, Hery questi due giorni lavora, è infermiere, a
proposito, shizu non sta ancora bene, gli è ritornato il mal di gola e la
tosse.

Domenica ore 8 Hery passa a prenderci e andiamo al luogo dell'appuntamento. A parte Hery che ha un Honda Phantom
tutti gli altri viaggiano su delle Harley, tutte modificate naturalmente.
Facciamo conoscenza con tutti, c’è
anche Mr. Indro, un famosissimo attore indonesiano con i suoi 2 figli, anche loro
motociclisti.
Una corsa di mezz’ora e raggiungiamo il
ristorante, hanno un meeting come tutte le domeniche, ma questa volta in nostro
onore si sono riuniti tutti, il loro motoclub i "Black Angels" ha 33 anni. Hery invece la settimana prossima entrerà negli "Hell Noise", ma sono
tutti amici e corrono sempre insieme, il pranzo ce lo hanno offerto e abbiamo
ricevuto anche dei regali, una maglietta degli "Hell Noise" e un foular per shizu.
Ho anche parlato con un amico di Hery che si occupa di trasporti, per saper quanto ci costerebbe spedire la moto da qua, domani ci farà sapere e poi decideremo.
![]() |
| Hery e la sua Honda Phantom |

Lunedì 18
Oggi Hery è di festa, viene
all’hotel alle due, dice che una rivista mensile di moto la "Bikers motorplus
magazine" saputo di noi vuole intervistarci, abbiamo appuntamento ora, Shizu non
sta bene ha la febbre ma vuole venire anche lei, ok andiamo.
Alla redazione ci aspettano, foto e poi presentazione a tutto lo staff,
ci invitano a pranzo e dopo si fa
l’intervista, sono tutti molto simpatici, tutti motociclisti si capisce,
e anche qua altri regali.
Alle 7 rientriamo in hotel e riceviamo
un sms dall’amico di Hery, il preventivo per la spedizione, è un buon prezzo ma
…non siamo convinti di questa scelta, decidiamo di non far niente e
aspettare…troppe voci… vai qua…vai la…passa da questa strada...no è meglio
questa...troppa gente ha attraversato il ruscello e ora l’acqua è torbida, non si
vede niente, l’unica cosa giusta da fare è sedersi sul bordo ed aspettare, prima o poi tutto si farà limpido di nuovo.
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11 giugno 2012
Salam Satu Jiwa
venerdi 8
Mi sveglio presto, mister Narko, l’uomo
della security, ci porta il caffè, preparo la moto voglio andare a rifornire
così da non creare intoppi alla partenza.
Poi arriva Nunung con la colazione, finito di
sistemare le ultime cose ce ne andiamo un paio d’ore in centro, mister Tigre,
Gembong tradotto significa tigre… ah, un'altra cosa il sig. Gembon o Tigre ha
chiamato i suoi due figli uno Puma e l’altro Jaguar, ha una vera passione per i
felini, in casa ha dodici gatti, ha anche diverse di tigri, ma quelle sono di
pietra, dicevo che ce ne andiamo un paio d’ore in centro, abbiamo tempo mister
G ha fissato la partenza per le 2, che poi saranno le 3 e poi ancora le 4.
![]() |
| mr Mokhtar and mr Gembong |

Prima di lasciare la città siamo stati
alla sede del giornale il Radar Malang per le foto e un’intervista sul raduno
di Blitar, poi finalmente sotto la pioggia si parte.


Arriveremo a Blitar alle 7,
registrazione spuntino di benvenuto, ci consegnano il pass e ci dirigiamo
sempre scortati dalla polizia al luogo della manifestazione.
Un paesino sulle colline e tutt’intorno piantagioni di caffè. Nel campo
da calcio ci sono montate le tende le toilette e le cucine. C’è il palco per la
band e c’è anche una grande catasta di legna che servirà per il falò di
inaugurazione, ah… cosa importantissima ci sono tavolate stracolme di cose
buone, lo spero, da mangiare.
sabato 9
Che serata, ci hanno chiamato sul
palco e intervistato, poi mi hanno costretto a ballare il dangut la famosissima
danza indonesiana. Io, diciamo la verità con il ballo non ci azzecco proprio
niente, ma stare in mezzo a quelle due ballerine che muovevano uhm…tutto quello che si può
muovere… ne è valsa la brutta figura, altro che falò, qua ci vuole del
ghiaccio, tanto ghiaccio.
A mezzanotte io mi butto in branda
esausto, la mattina alle 6 attorno ai resti del falò ci sono i miei amici Eko e
mister G. che ancora dormono. Alle 7
tutti in piedi, un po’ di aerobica per svegliarsi e dopo colazione. Aspettiamo
che arrivino tutti i motociclisti e via tour della città con visita alla tomba
del primo e amatissimo presidente Sukarno … e ancora sul palco e intervista
assieme al non mi ricordo il nome ma mi dicono sia il primo cittadino.
Poi ancora un ballo con maschere
tradizionali assieme al
governatore, foto e bla bla, e ancora in
moto a 20 forse 30 kilometri dalla
città, su una bellissima spiaggia dove
un gruppo di suonatori con dei danzatori bambini ci aspettavano. Fresche noci di cocco come benvenuto e poi la
danza del cavallo di bambù.
È
toccato danzare anche a me e al
governatore, ma nemmeno la presenza del cavallo di bambù mi ha salvato da un’altra brutta figura, oh…
ci tengo a precisare che anche il governatore era un tantino rigido.
Ma non è finita, tornati in città al
palazzo della regione, chiamiamolo così, dove abbiamo fatto la cena ci sono
state le premiazioni ai motociclisti, il governatore ha avuto la sua prima
spilla dei 1500 kilometri, anche io sono stato premiato con quella dei 2500, è
la più grande che hanno, e ancora una volta non è finita, il governatore mi ha
cantato happy birthday…e si gente oggi è il mio compleanno, in effetti è
dopodomani ma qua hanno voluto anticipare, siete curiosi…ecco qua accontentati,
sono 50 tondi tondi.
I motociclisti del Honda Phantom
Indonesia e anche tutti gli altri mi hanno fatto le felicitazioni, mi è toccato
il solito discorso e anche questa sera sono stato trattenuto sul palco in mezzo
alla band e alle ballerine, ormai non arrossisco neanche più.








domenica 10
Giornata finale, abbondante
colazione, noi ci limiteremo a un riso bianco e un uovo sodo, poi tutti in fila
percorriamo la strada dei misteri che porta in cima al monte Kelud, un vulcano attivo.

![]() |
| mr.Eko |
Anche qua ci hanno fatto salire sul
palco presentato al pubblico e intervistato, poi mr. Gembong tra le lacrime ci
saluta e mr Eko dal palco ci canta una canzone. Ci consegnano a un gruppo di
bikers di Yogyakarta, la nostra prossima destinazione. Ora abbiamo la scorta e un posto per dormire
stanotte, a casa di Andy, un mister
Jefferson indonesiano, ve lo ricordate mr Jefferson, quel simpatico negretto del telefilm
che aveva 7 lavanderie a Park Avenue, Andy
ne ha 70 sparse in tutta l’Indonesia. Beach laundry
lunedi 11 giugno giorno del mio compleanno
Oggi andiamo al tempio di Borobudur, ma
prima passiamo alla sede del Kedaulatan Rakyat il giornale di Yogyakarta per un’altra intervista,
e questo è l’articolo.

Borobudur è il tempio buddista più grande al mondo, ma quando
arriviamo ricevo un messaggio che mi rattrista, mi dice che Ivan il mio amico
di Jember è morto in un incidente stradale poche ore fa.
Con shizu decidiamo di ritornare a Yogyakarta e ripartire per Jember,
chiamo mr G. per avvisarlo delle nostre intenzioni e tempo 10 minuti ricevo
telefonate da ogni dove. Sono bikers che mi dicono di non ritornare a Jember,
la strada è troppa e non è il caso, io non so che fare, ma prima di prendere la
decisione finale voglio parlare con Ika, la moglie di Ivan. Solo a sera
riuscirò a parlare con Ika, alla fine della nostra chiacchierata Ika mi augura
buon viaggio e dice di stare attento, decidiamo così di ascoltarla e continuare
per la nostra strada.
Come vanno le cose, avevo parlato di
Ivan proprio ieri, con un motociclista di Ambulu, amico anche lui di Ivan che
mi diceva appunto che Ivan era a Bali e
che sarebbe tornato la notte, già la notte, ma la notte se lo è portato via.
Penso ad Aris e Sandra che il giorno
che abbiamo lasciato Jember loro sono andati arrabbiatissimi a cercare Ivan e
volevano picchiarlo, ho saputo poi che gli hanno portato via la moto e venduta
per due lire, non hanno nemmeno recuperato tutti i loro soldi, come si
sentiranno ora…
Una volta ho raccontato a shizu un
fatto successo anni fa, mi è rimasto impresso e me lo ricordo sempre nitido
come se stesse accadendo ora.
È successo quando è morta mia nonna
Eva, sono passati tanti anni, io ero ragazzo, forse 18 anni, non so, sapete che
con le date… comunque.. sinceramente non saprei dirvi di più perché ricordo
solo una sera e la mattina dopo.
Mia nonna stava seduta a letto, credo
di ricordare che non si alzasse più molto, non stava molto bene, ma la cosa che
mi ricordo perfettamente è che mia madre
gli porta la cena. Ma quella sera la
cena non era di suo gusto e non voleva mangiare, mia madre si arrabbia con lei,
gli grida sbatte..insomma le solite cose, si va a dormire e la mattina troviamo
mia nonna morta, mia madre si dispera,- come
faccio, ieri sera l’ho sgridata mi sono arrabbiata e adesso non posso dirgli
niente-… io non ho mai dimenticato la disperazione e le lacrime di mia
madre. Ho sempre pensato che ogni
sera quando mi addormento devo essere “apposto”, la vita è fatta di attimi non puoi tornare a vivere l’attimo passato e non puoi vivere l’attimo futuro,
abbiamo solo quell’attimo e in quell’attimo io ci voglio essere, presente
consapevole e con tutto il mio amore, perché alla fine quello che conta veramente
quello che resta è l’amore, tutto il resto …per quanto mi riguarda …fan culo.
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