lllllllll

oggi è un bel giorno per morire
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03 luglio 2012

Goodbye Indonesia


Aeroporto internazionale, ma per favore sta cadendo a pezzi, Polonia in Medan Sumatra Indonesia, aspettiamo l'aereo, 3 ore di ritardo, per Penang in Malesya. Poche ore fa abbiamo sistemato la nostra moto su una "onion boat" insieme a sacchi di patate e altre mercanzie, poi abbiamo preso un taxi ed eccoci qua...ma dove siamo, mah...speriamo che l'aereo sia in ben altre condizioni. 

Avevamo lasciato Yakarta giovedì 21 giugno, finalmente non ne potevamo più, troppo rumore troppo caos e aria irrespirabile. Direzione Medan, nord di Sumatra, il traffico è impressionante fortuna che abbiamo le mascherine antismog  ai carboni che ci hanno regalato alla redazione di Motor Plus. A proposito questo è il primo articolo uscito sul magazine di Motor Plus, è solo una presentazione, il vero articolo uscirà con il prossimo numero di Bikers il mensile dedicato alle moto. Con queste mascherine si respira molto meglio, le usano anche molti automobilisti, vi garantisco che lo smog qua lo si può vedere, ti si attacca addosso, l'aria è grigia. 

Verso sera arriviamo a Merak, individuiamo il porto ma non ci andiamo, sono le 4 e se ci imbarchiamo ora arriviamo a Sumatra alle 7 con il buio e trovare un posto per campeggiare non è facile, preferiamo rimanere e troviamo un posto non lontano, solo 6 kilometri, dal porto in un campo di banane in riva al mare montiamo la tenda e cuciniamo.

venerdì22   uffi che tardi, sono le 7 è un pò di tempo che non riesco ad alzarmi presto, sarà che ancora il mio corpo come dice shizu non sta bene.
Esco dalla tenda e un contadino sta zappettando il campo affianco la tenda, mi dice anche il nome della piante ma non me lo ricordo più. Mentre facciamo colazione  arrivano anche la moglie e la figlia ad aiutare il vecchietto.
Arriviamo al porto faccio il biglietto, 75000 rupie, a dire il vero prima me ne fanno uno da 32000 rupie, poi arriva un altro ragazzo che guarda la moto e dice -” besar ”- vuol dire grande, dico nooo è  normale  e lui - besar besar -  e alla fine ho pagato 75000 rupie , convertite in euro sono 7.
Salgo a bordo e sorpresina la ruota è a terra, pazienza quando arriveremo a Sumatra ci penseremo. Due ore dopo sbarchiamo ma prima di scendere do una pompatina alla ruota. Il primo gommista sulla strada, non bisogna cercare molto sono a decine, mi fermo, smonto la ruota ma la camera come la gonfio per controllare dov’é il buco mi esplode in mano tra le risa di un gruppo di nullafacenti sbracati li vicino, non importa  ne ho una di riserva la cambio rimonto e andiamo.
Non so quanto durerà, in effetti non abbiamo fatto la classica foratura da chiodo, per dirla così, il copertone essendo rotto internamente…umh..diciamo…“mangia” e a volte pizzica la camera d’aria, speriamo di riuscire a trovare un copertone di questa misura.
Comincio a odiare queste strade, gli automobilisti non rispettano niente, è una totale anarchia stradale.
Vediamo un campo di cocchi e ci fermiamo, per cena cucineremo la nostra famosissima zuppa di patate e riso bianco, ci mancava davvero tanto, buonanotte.


sabato 23 giugno
devo dare una stretta al canotto di sterzo, stranamente si è mollato…boh.. mezz’oretta e siamo di  nuovo in marcia ma, dobbiamo aver sbagliato strada perché invece del mare ci ritroviamo in montagna, poco importa sono le 3 sono stanco, ci fermiamo sulle sponde di un fiume a Ulu Ogan.
Primo bagno dopo 3 giorni, sulle strade indonesiane ti fai nero come il carbone, ora siamo freschi e puliti, che bella sensazione.
Shizu attira sempre la curiosità dei locali, uomini  donne e bambini,  che in questo fiume assieme ai bufali vengono a lavarsi, credo dipenda dal fatto che shizu si lava in mutandine e reggiseno, mentre loro i locali  usano avvolgersi in un lenzuolo, che poi è il loro abito tradizionale, chiamato sarung.
i bufali… non ne parliamo, quelli..non è da credere, come entrano in acqua devono scaricare e se fregano chi c’è piu sotto, non guardano niente e ne fanno quantità industriali, eehh… ho capito che il fiume lava tutto, però adesso mi tocca rinsaponarmi.
domenica 24
i rumori fuori ci svegliano, che strano pensavamo fosse tranquillo almeno la mattina presto, esco  e dentro il fiume ci sono diverse persone che accovacciate e avvolte nel loro sarung stanno facendo… e su via capitemi, come i bufali la sera.
Poi si lavano i denti, si insaponano una sciacquata e finito tornano alle loro case.
Noi aspettiamo ancora un pò poi ci laviamo anche noi…  e speriamo che più a monte la gente stia ancora dormendo.
Smontiamo il campo e ci rimettiamo in cammino.
Non so dove siamo ma la ruota è di nuovo a terra, mi fermo nel cortile di un piccolo negozio e la smonto.
Stessa storia di ieri, il copertone ha “bucato” la camera, che palle. In questo paese strano ma non ci sono gommisti, consegno la camera e 100 mila rupie a un ragazzo che con la sua moto va a cercare un gommista nel paese vicino, io ho i rattoppi ma  ho finito la colla.
Un’ora dopo ritorna con la camera rattoppata, rimonto tutto salutiamo e andiamo. 

Il copertone ora ha, a causa delle tele rotte, una bella bugna  e la moto ondeggia, devo andare piano e non devo prendere buche, va beh non ci voglio pensare, speriamo solo di arrivare da qualche parte.  Attraversiamo solo piccoli villaggi e nessuno ci sa dire quanti kilometri mancano per arrivare a Bengkulu, che dovrebbe essere una città abbastanza grande dove poter trovare un copertone nuovo, staremo a vedere.
Non voglio affaticare troppo il copertone alle 2 ci fermiamo in un campo di caffè e montiamo la tenda, appena in tempo e si scatena un nubifragio, 30 minuti poi ritorna il sereno.
È la prima volta che vedo una pianta di caffè, ci sono anche alberi di chiodi di garofano, qua mettono a seccare i frutti del caffè direttamente sulla strada, così risparmiano la spesa della decortificazione, le macchine i camion le moto passandoci sopra li puliscono. 
Ora siamo in tenda, abbiamo cenato solo riso bianco, chissà domani quanta strada riusciremo a fare.  Buonanotte








lunedì 25

 Ore 5, fuori è ancora buio, aspettiamo ancora un po’, poi colazione smontiamo la tenda e andiamo.
Sono le 6,45 quando ci mettiamo in movimento, la ruota è peggiorata la moto muove tutta e faccio fatica a tenerla in direzione, due ore dopo arriviamo a Pagar Alam e mi fermo dalla prima officina che incontro. Spiego al ragazzo la situazione e con la sua moto andiamo alla ricerca di un copertone nuovo, visitiamo i tre negozi di ricambi ma non c’è niente che possa andare bene, forse in tre o quattro giorni possono procurarmi una gomma.
Decidiamo comunque di continuare e tentare la sorte, salutiamo i ragazzi e andiamo, non siamo ancora fuori dal paese che vedo una pila di gomme usate davanti un gommista, provo mi fermo e chiedo, c’è una gomma che potrebbe andarmi bene, è vecchia dura come le pietre ma è pur sempre meglio della mia, contratto il prezzo, prima spara alto, 100 mila rupie, dico no e subito scende a 50mila, sono quasi 5 euro, la prendo.   Rapidamente smonto e sostituisco, guardate che bella, si fa per dire, che vergogna è un ruotino stradale è  piccola di misura ma credo ci porterà a destinazione.
Foto saluti e ci rimettiamo in strada, la ruota è davvero strana ma mi ci abituerò. Alle 3 siamo a Bengkulu, fermo un ragazzo per chiedere da che parte è il centro città, ma siccome non parla inglese telefona a un suo amico che dopo 5 minuti arriva e ci scorazza tra i vari ricambisti alla ricerca di una ruota, ma anche qua niente.
Conosciamo poi anche Nandes, Untoro e Anto bikers del Bengkulu Merzy Club che avvisati dal nostro amico Solihin, leader del Merzy Club di Jember.   Ora siamo loro ospiti al Vista hotel, hanno voluto pagare loro.
Domani andiamo via, verso Medan e che la gomma ci assista.













martedì 26 alle 7 bussano alla porta è la colazione, solo un the e per di più con tanto zucchero, imbevibile per noi.
Alle 9 siamo in strada, direzione Medan.      Il paesaggio ve l’ho detto tante volte è bello se non si fa caso alla spazzatura che c’è in ogni dove. Le strade sono belle, anche se a volte qualche tratto è malmesso, ma sono i guidatori indonesiani il problema maggiore, con il loro modo di comportarsi creano continui ingorghi con il risultato che la velocità media è dei 40 km ora e noi riusciamo a fare solo poco più di 200 kilometri al giorno.
Montiamo la tenda in una piantagione di palme da…non me lo ricordo, eppure Ali Murid me lo aveva detto il nome di questa pianta, Ali Murid è il simpatico signore che viene a far legna in questa foresta, ci ha visto e si è fermato a salutarci.








mercoledì 27
che notte, all’improvviso, saranno state le 11, shizu si sente male, di corsa fuori dalla tenda, vomita e continuerà così con vomito e altre cose per 3 ore.
Poi sfinita riesce a prender sonno, io aspetto ancora un po’ poi mi addormento.
È ridotta male, non vuole mangiare niente, solo riesco a farle bere un sorso di the. Carico tutto sulla moto e andiamo.
Ci fermeremo a Painan in collina e sotto un grande albero di mango monto la tenda. Sono appena le 2 ma shizu è distrutta e si corica subito.
Io vedo di organizzare un riparo con il nylon perché credo, guardando il cielo , che verrà a piovere.
Sono le 4 quando comincia a piovere, alle 9 ancora continua, shizu ancora dorme, non la sveglio, mangio qualcosa poi entro in tenda. 
 Dentro è un lago, non fa niente, sono stanco e non ho voglia di pensarci, poi shizu è sul materassino all'asciutto, domani si vedrà.










giovedì 28   Yeh!!  siamo ritornati a testa in su... 
siamo in mezzo al fango, ieri ha piovuto molto l’acqua è entrata da tutte le parti. Poco importa, shizu sembra stare meglio e questo è bene.
Pieghiamo la tenda con tutto il fango e speriamo di trovare un fiume stasera.
Andiamo, ci fermiamo per pranzo ma mangerò soltanto io, per shizu solo un the, il tipo è  onesto, il conto 10mila rupie, finalmente era qualche giorno che cercavano sempre di fregarci.
Sono le 2 siamo a Bukittinggi, abbiamo percorso solo 140 kilometri ma non ne posso più, la sella della moto è diventata insopportabile, dopo un paio d’ore stare seduti è una tortura.
Passeranno ancora 2 ore prima che troviamo un posto per montare il campo.
È un bel fiume, solo 2 tentativi e trovo il passaggio e un posto perfetto, c’è ancora il sole laviamo tutto e anche noi, poi quando la tenda si è asciugata la montiamo. Siamo a Bonjol e proprio qua passa l'equatore, yeh dopo più di un anno siamo ritornati a testa in su.
Mentre cuciniamo arriva un gruppo di persone che accendono anche un fuoco per mandare via le zanzare, si cerca di fare conversazione, ma saranno molte di più le risate che le parole, come il fuoco si spegne ci salutano e vanno via.

venerdì 29 sono le 5 suona la sveglia, ma fuori è ancora buio, aspettiamo, intanto piego i materassini.
Esco dalla tenda, speravo tanto di essere solo invece nel fiume ci sono già due persone, una a monte e una a valle, accovacciate e avvolte nel loro lenzuolo, e va beh.. mi unisco anch’io alla coppia e metto il mio culo bianco a mollo eee…
Ok, qua abbiamo finito, colazione fatta, moto pronta andiamo, la strada è bella 150 kilometri di curve veloci e tornantini, ci siamo divertiti molto.
Verso le 8 inizia il traffico, che poi non sarebbe nemmeno molto, ma gli automobilisti indonesiani ve l’ho detto…
Pranziamo un ottimo pesce e dopo caricato acqua di sorgente ci fermiamo in una foresta di pini e alberi della gomma.
Esattamente non sappiamo dove siamo, credo vicino a Padang Sidempuan, ma adesso devo mettere su il nylon, pioverà anche stasera.
sabato30 giugno un’altra notte da dimenticare, come era successo a shizu 2 giorni fa ora tocca a me, sto male, forti dolori alla pancia vomito e diarrea, la febbre che sale e scende, la testa che gira e niente forze.
Ma dobbiamo metterci in viaggio, ci rimangono 10 giorni prima che il visto ci scada e non sappiamo se e quando partirà una barca per la Malesya.
Facciamo solo 90 kilometri, di più non posso, siamo a Tarutung è una cittadina con un sacco di hotel, tante chiese, ma tutto carissimo.
Al terzo hotel, quello più economico,  ci fermiamo 120 mila rupie.  Io crollo subito a letto.
Anche il giorno dopo lo passerò nel letto.


lunedì 2 luglio ho messo la sveglia alle 5 oggi dobbiamo arrivare a Medan, anzi a Belawan.
Sto meglio, sono le 6 andiamo, l’aria è frizzante, siamo a 1000 metri, c’è nebbia ma a quest’ora siamo davvero in pochi sulla strada e si può camminare.  Guido per quasi 3 ore, paesaggi bellissimi, costeggiamo la sponda destra del Lake Toba, noi volevamo fare quella sinistra ma ci siamo ritrovati qua...eee cosa volete che vi dica ...avranno spostato la strada...mah. Quando ci fermiamo per prendere un caffè e riposare mi accorgo che il copertone ha ormai le ultime tele fuori e non credo ci porti a destinazione, comunque a fatto 1450 km, proviamo a cercarlo ma qua non lo troviamo. Continuiamo e fortuna vuole che dopo un’ora a Pematang vedo appesa a bordo strada una ruota che dovrebbe… mi fermo…è molto usata ma…va benissimo, la cambio al volo pago, 40 mila rupie e andare.
All’una comincia  a piovere, ne approfittiamo per riposare e pranzare, alle 2 rifocillati ci rimettiamo in cammino e 3 ore più tardi arriviamo esausti davanti all’ufficio dello spedizioniere. La barca parte una volta alla settimana e guarda la fortuna domani, meglio di così non poteva andare, abbiamo appuntamento per domani mattina alle 9, ora andiamo a cercare un hotel. 












martedì3   ore 9 siamo dallo spedizioniere, andiamo all'ufficio della dogana, foto controlli compilazione del carnet e  poi al porto, con una gru solleviamo la moto e la poggiamo sulla coperta di una barcone in legno, poi ritorno in ufficio paghiamo il conto, 700 mila rupie.  È mezzogiorno prendiamo un taxi per l’aeroporto, ci metteremo un’ora e mezza ad arrivare, il traffico indonesiano..





17 luglio 2011

bruum bruum....Broome...

Che splendida caldissima giornata, uff…30 gradi
Siamo a Broome, piccola località situata nella regione del Kimberley, è una penisola e sulla costa nord c’è la famosa Cable Beach, 22 kilometri di finissima spiaggia da dove ammirare bellissimi tramonti e, nella parte sud la Roebuck Bay con le sue albe .

Che cosa , non ci state più a capire niente, vi avevo lasciato con il post Perth in avvicinamento, è vero… ma ora siamo qua a Broome e questa è una bella storia, almeno per noi, di quelle in linea con la nostra filosofia.
Però, a dir il vero anche a Perth ne sono successe di interessanti, umhh…. Ok ok,  lasciamo in sospeso, per ora,  Broome e ritorniamo a Perth:

O guarda era domenica anche a Perth, domenica3 luglio, era una splendida giornata c’era il sole, ma non era affatto caldo, solo 12 gradi.
Smontata la tenda, fatto colazione…dai, via via Perth ci aspetta.








Arrivati facciamo un giro per conoscere la città ed individuare la via dov’è situata la biblioteca, oggi non c’è traffico, così domani ci risulterà più facile ritrovarla.
In ogni città per prima cosa cerchiamo sempre la biblioteca pubblica, è un ottimo posto per reperire informazioni, c’è internet free, prese di corrente, divanetti dove passare comodamente al caldo o al fresco, dipende, la giornata, pulitissimi bagni dove fare rifornimento di salviettine, dobbiamo dire che quelle delle biblioteche sono davvero resistenti, non sono sapete di quelle che come toccano l’acqua si disfano, quindi un grazie anche alle pubbliche biblioteche australiane.  
 Quanto verde, c’è anche un grandissimo fiume, e parchi, giardini, l’immancabile barbecue,  insomma… tutto come sempre, al solito, come tutte le città Australiane sapete,  vista una… questa assomiglia un poco ad Adelaide.
Ora andiamo al supermercato e poi dobbiamo trovare dentro o fuori la città, ma non troppo, un posto per la tenda, dove sia possibile lasciarla montata un paio di giorni, abbiamo da fare alcune cose in città.
Fatta la spesa prendo una strada verso est, sulla mappa sono indicati dei parchi, ne incontriamo uno e mi fermo, è un campo da criket, non adatto, o meglio sarebbe perfetto per la tenda, ma credo che non me lo permettano, comunque c’è un rubinetto, già che ci sono  riempio la nostra tanichetta d’acqua, Shizuyo nel mentre va  a  dare un’occhiata in giro.
Mentre aspetto che ritorni  parcheggia affianco alla Poderosa un pick up,  scende un signore e un ragazzo con una  palla ovale, lo fermo e gli chiedo indicazioni per una zona tranquilla nelle vicinanze dove sia possibile montare una tenda.
Parliamo un po’, poi si consulta con il ragazzo, e mi dice: -vi va di venire da noi stanotte-, non disturbiamo, -no worries-, ok -allora d’accordo, io sono Mark, lui è mio figlio Marcel, aspettate,  facciamo due tiri e poi se mi seguite, andiamo a casa-.
Dopo una mezz’ora che facevano lanci e tiravano calci alla palla, ritornano.     Andiamo, 10 minuti e siamo arrivati,  -la casa stanotte è vuota, io sono divorziato  Marcel  torna dalla madre e io passo la notte dalla mia fidanzata-.
Perfetto, sistemiamo le nostre cose nella stanza di Marcel,  poi Mark prepara dei sandwich e un caffè, facciamo merenda mentre aspettiamo la madre di Marcel e la nuova fidanzata di papa.
Conosciamo Debora, la fidanzata, è molto simpatica, maestra d’asilo, divorziata anche lei con 3 figli, Mark invece ne ha 2.
Mark stappa una bottiglia di ottimo vino rosso accompagnata però da delle tartine farcite con del formaggio Australiano dal classico sapore di plastica.
Tra una plastica..sorry..tra una tartina e un sorso di vino facciamo conversazione e ci danno un sacco di dritte su un bel po’ di posti da visitare nel nostro cammino verso Darwin, poi vanno via e rimaniamo soli.
Sapete, è tutta un’altra cosa dormire in casa quando fuori fa freddo, e stanotte faceva sul serio, 2 gradi…brrr…da battere i denti.
Con Mark siamo stati in giro per Perth e dintorni, ci ha scorrazzato in lungo e in largo a bordo di una delle sue 6  bentley, però ha anche 2 stupende jaguar e 3 maserati, la biturbo è il suo toys, il suo giocattolo, così dice, è quella con cui si diverte a fare rally.
Mark è un tipo simpatico, sempre sorridente, mette allegria, pensate che il padre è italiano di Caulonia, Reggio Calabria, gli ho anche parlato per telefono, vive ad Adelaide  e abbiamo anche ricevuto un invito.
Mark però di italiano, a parte le solite 4 parole.. che non sto a ripetere,  e poi buongiorno buonasera spaghetti e cappuccino, non sa niente.
Mark una volta aveva un sacco di soldi, nel 1990 ha fatto il giro del mondo con la  prima moglie, ma gente, non di quelli così così,  ma di quelli senza badare a spese, trafficava in borsa, ma come dice lui: un giorno sei ricchissimo, il giorno dopo…tutto finito.
E ora? gli chiedo, e lui con un sorriso grande mi risponde…ora, ora sono felice.
A Mark gli piacciono le vecchie macchine, ne ha potute collezionare un po’, e adesso è diventato uno dei suoi lavori, le noleggia.
Dico uno dei suoi lavori perché come dice lui diversifica, vende anche insegne luminose magnetiche pubblicitarie,  birra cola ecc. ecc, le fa fare a Taiwan, poi è anche manager di una compagnia di trading o giù di lì, insomma è un tipo vulcanico, che forse è italiano…
Sono passati 3 giorni, con Mark ci siamo divertiti, abbiamo conosciuto due suoi amici davvero simpatici, abbiamo anche ricevuto una interessantissima proposta di lavoro ma…no, adesso non ci interessa.
 Domani  lasciamo Perth, e questa volta facciamo sul serio, arriveremo a Darwin in tempo record…cosa?… non ci credete…




 In effetti è così, abbiamo lasciato Perth la mattina del giorno 6 e ci siamo diretti a nord, siamo stati a visitare un piccolo paese, distante un 130/150 km, di nome New Norcia, l’unica città monastica di tutta l’Australia, che ci avevano detto essere interessante, ma poi invece di continuare siamo  ritornati a Perth.   Perché??
vedete, il giorno prima riceviamo un email da un altro viaggiatore, Matteo, di speriamo di non forare, anche lui partito dall’Italia in moto, con una transalp come la nostra, ora è fermo a Perth, sta lavorando per rimettere in sesto la moto, qualche mese fa ha avuto un incidente e la moto ne è uscita malconcia.

Ed eccoci un’altra volta a Perth, a casa di Matteo, cena con penne al sugo e parmigiano, una birrozza, qualche foto, racconti,  scambio di informazioni, e all’una a nanna , Matteo la mattina alle 7 va a lavorare, fa il meccanico in giro per le miniere.
La mattina lo salutiamo, facciamo colazione una doccia poi caricata la poderosa andiamo, questa volta andiamo sul serio.
La strada la conosciamo, è la stessa di ieri, oh guarda l’indicazione di New Norcia, - per favore mauri non guardare vai dritto-…che forse non gli è piaciuta…mah.
Io vado dritto ma non per molto: c’è un posto chiamato Pinnacles desert, tutti gli australiani dicono che è da vedere, bellisssimo, stupendo, ok, andiamo  anche noi…ummhh, non sappiamo che dire, un no comment però non ci sta male,  comunque bello ma ne ho visto di molto meglio.



Shizu tiriamo dritti senza deviazioni, mi sono stufato.




Dopo 387 kilometri  ci fermiamo a Cliff Head, 30 kilometri da Dongara e montiamo la tenda sulla spiaggia, sono le 5,30 cuciniamo davanti a un bellissimo tramonto, ma fa un freddo assassino.
È il giorno 9 sabato, andiamo, non succede niente di interessante a parte il fatto che fa freddo, che piove e che lo farà a momenti alterni per altri 2 giorni.
Noi continuiamo su questa strada dritta, ci sarebbero anche altre belle strade ma con questo tempo per noi non sono praticabili.

La sera quando monto il campo dopo accendo un fuoco,  è molto bello e soprattutto utile per  scaldarci e asciugare i vestiti.

Come ho detto dopo due giorni di noiosa strada con solo la pioggia a tenerci compagnia il giorno 12 arriviamo al Karijini National Park, 900 metri di quota, ha smesso di piovere, la temperatura finalmente piacevole, siamo rilassati se non fosse che questo posto è pieno di mosche.
 Strane mosche a pensarci bene, noi  abbiamo una teoria, crediamo siano mosche fotovoltaiche, si si, devono andare ad energia solare, è una cosa stranissima, come le illumina il sole si mettono in movimento, se una nuvola copre il sole si fermano, spariscono, poi appena un raggio le colpisce…ehhh che palle, ma noi previdenti questa volta ci siamo attrezzati..hi hi hi.










Passiamo la notte fuori dal parco in una ampia radura, facciamo il fuoco, non per scaldarci stavolta, ma per compagnia.
 cosa ci manca…niente, però un bicchiere di vino rosso non guasterebbe in una serata come questa.
La mattina entriamo al parco e questa volta paghiamo, sono 5 dollari.
Oggi la moto ha uno strano oscillamento, la guardo, così da lontano…sembra a posto!!.andiamo.
Alla stazione di entrata dove ho pagato prendo anche un depliant informativo, quelli con i percorsi disegnati.
Sono 37 kilometri sempre dritto poi svoltare a sinistra altri 8 e siamo arrivati, facile.
Per noi questi 37 diventeranno 60 kilometri di fuoristrada massacrante, corrugato, che smonterà questa volta davvero la moto.







Arriviamo finalmente, e qua capisco con l’aiuto di un ragazzo giapponese che questa mappa era da guardare... diciamo da un'altra prospettiva, la strada c’era ed era anche asfaltata, pazienza, siamo qua godiamoci il parco e le sue bellezze.
Vediamo le cascate percorriamo tutto un canyon di roccia di ferro stratificata dalle forme e dai colori stupendi sino ad arrivare a una piscina naturale dove è possibile nuotare, un percorso di più di 4 ore, che camminata, ma davvero molto suggestivo, ci è piaciuto.









Tornati alla moto sotto un sole che spacca le pietre con mio grandissimo dispiacere mi accorgo che la casetta dei ferri causa la strada della mattina si è aperta è abbiamo perso tutte le chiavi a bussola, da ¼ da ½ … la 8 la 13 la 24..il crichetto la prolunga lo snodo…tutte..che dolore, per me una grande sofferenza, queste chiavi erano con me da quasi 30 anni, fatemi tutto ma non toccate i miei ferri…sigh sigh sigh…
Sto ancora piangendo e mi accorgo che la ruota posteriore ha 2 raggi rotti e gli altri si sono mollati.
Do una prima tirata e poi sempre tra i singhiozzi andiamo a cercare un posto per la notte

Ci siamo accampati su una collinetta, accendiamo un fuoco e cuciniamo, spero di riuscire a dormire stanotte, senza le mie bussole mi sento tanto solo…
Ho dormito male, lo sapevo, mi sveglio presto metto la moto sul cavalletto centrale e controllo con attenzione la ruota, siamo messi davvero male, peggio di come pensavo.
La ruota è completamente mollata e decentrata, devo tenere fermi i raggi con la pinza grip perchè girano nella loro sede, riesco a dare una sistemata più o meno decente e continuiamo.










Si pensava di andare 200 km a sud verso Newman e poi ritornare a nord facendo  un percorso da fuoristrada di 300 km ma in queste condizioni non possiamo.
Arriviamo  Port Hedland dove facciamo provviste, avrei potuto fermarmi in questa città e cercare un ricambiata, però…che volete che vi dica …ho preferito continuare, in fondo la ruota ancora sta reggendo e potrebbe farlo per altri  giorni o per pochi minuti chissà, ma a me piace affrontare il problema quando si presenta.


A fine giornata il parziale segna 366 kilometri, non male, anche stanotte ottimo posto e un altro gran bel fuoco.

Gran bella mattinata, fa caldo e mi sento ispirato, ho deciso che ci fermeremo a Broome, si pronuncia Bruum, nome simpatico, bruum bruum, da fiducia vero… dai andiamo.
Metto la Poderosa sui 100 km/ora spaccati con le chiappe sempre all’erta pronte a captare il ben che minimo movimento e dopo 510 kilometri arriviamo a Broome,  ma è tardi e le mie chiappe sono stanche, ci accampiamo fuori città, domani  vedremo.
Che notte calda, colazione, accendo il portatile mi collego e cerco un ricambiata..umhh…eccolo, l’unico..in fondo Broome è una piccola città.
Eccoci qua, siamo arrivati ondeggiando ma facilmente, ma oggi è sabato, che strano i problemi ci capitano sempre i fine settimana, forse vorrà dire qualcosa…Shizu dice che è un modo per farci riposare…magari.
Dicevo oggi è sabato e Phil il proprietario mi dice “sorry  ma tra un’ora si chiude”, ok, posso almeno dare una lavata alla ruota e poi ritorno lunedì  “no worries”..

Lavata la ruota, più ondeggianti di prima ritorniamo in strada e cerchiamo un posto per la tenda, ci allontaniamo un po’ verso Cable Beach,  non si può campeggiare, ma in 22 kilometri di spiaggia penso di riuscire a trovare un posticino nascosto.
A un certo punto…tan tan tan… mi fermo, altri  5 raggi rotti e ora fanno sette,  tutti in fila, la ruota poverina è tutta storta di lato.
Andando come nelle comiche, avete presente nelle comiche quando le auto o le moto hanno un incidente… dopo come camminano..ecco, ora è così che viaggia la Poderosa, sposto la moto fuori strada, sotto l’ombra di un albero:  scarichiamo tutto  smonto le valige e accovacciato affianco penso a cosa fare.
Si ferma una macchina e ci chiede se va tutto bene, dico no, ho un problema con la ruota, -vuoi che chiamo la stazione di servizio-, non serve, il problema è più grande, -allora va tutto bene-, si si.. grazie no worris.
Sono ancora accanto alla moto e Shizuyo sempre lontana, quando penso mi lascia spazio dice che mi innervosisco, che si ferma un’altra macchina, un’altra signora, la stessa domanda la stessa risposta, ma la tipa insiste, allora mi avvicino al finestrino e cominciamo a parlare, le spiego il problema e lei mi chiede ora cosa faccio, le dico niente, metteremo la tenda qua da qualche parte e aspettiamo lunedì.
-Venite da me , c’è posto per la tenda..dai, caricate le cose in macchina, tu riesci a portarla per un kilometro-, ci proverò, andiamo.
Ed ora siamo qua a casa di …ehh, aspettate un attimo, lasciateci ambientare e riprendere fiato, questa storia ve la racconterò domani.