lllllllll

oggi è un bel giorno per morire
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26 marzo 2012

Dili- Timor Est 60 giorni dopo...


Ancora a Dili..ma che ci fate…vi piace così tanto?…direte voi.
Già, ancora a Dili,  non è che ci piace particolarmente, è che come sapete questo era l’unico paese, che con un po’ di fantasia, ci avrebbe fatto  entrare anche senza Carnet .
Qua i nostri piani prevedevano una sosta giusto il tempo per riavere un nuovo Carnet, ma si sa come sono andate queste cose.
Come ho raccontato nel post precedente sembrava tutto risolto, dopo aver parlato con il Dott. Paolo Diamante il grande capo dell’ACI  di Roma, il quale ci aveva concesso, proprio come favore personale per permetterci di poter rientrare in italia,  un nuovo Carnet a patto di fare una nuova fideiussione, ora solo mancava trovare una compagnia di assicurazioni che emettesse questa benedetta fideiussione.
La compagnia da noi utilizzata l’anno precedente ora non si occupa più di fideiussioni, allora bombardo letteralmente di mail un numero spropositato di agenzie in tutta italia isole comprese, risultato…-no, noi non facciamo questo tipo di pratiche…no con i privati niente fideiussioni…no..ci dispiace-…le risposte erano tutte più o meno simili.
Ho chiesto anche aiuto a altri amici viaggiatori, Fabrizio,  Massimiliano,  Ture.. ma anche da queste agenzie consigliate dai miei amici la risposta è stata  sempre la stessa…- no, da quest’anno non facciamo più questo tipo di pratiche-.    Solo una, la Coface del sig. Bianchi dopo una settimana di tentennamenti ha accettato, ma pretendeva che mia sorella andasse a firmare di persona a Teramo…questa della firma è davvero una cosa strana.
Che fare? Roma dall’alto del suo colle nella sua grande magnanimità ci aveva concesso un’altra possibilità e noi adesso non riusciamo a fare sta c..avolo di fideiussione.
Mia sorella Rita mossa a compassione chiede aiuto alla sua banca, interminabile sia la lista di documenti che le chiedono e a parte il costo il tempo necessario per espletare la pratica, niente di sicuro ma le dicono che ci sono buone possibilità che ci concedano la fideiussione sotto  la sua garanzia.
Nel frattempo io continua a cercare in rete altre soluzioni, visito siti stranieri e capito sulla pagina del Touring Club Svizzero,  e sorpresa loro rilasciano il Carnet anche ai non residenti in svizzera.
Fanno le pratiche online e lo spediscono in tutto il mondo, anche sulla luna non appena la Nasa metterà a disposizione un servizio di  space shuttle postale.
Che mi costa, proviamo. È venerdì mattina, invio una timida mail per chiedere se la cosa fosse vera e come fare, poi continuo a mandare mail a altre assicurazioni in italia, preferisco la fideiussione assicurativa a quella bancaria.
 Sono le 12 35 sono ancora qua che smanetto con il pc quando ricevo la mail di risposta dalla svizzera…che rapidità, quando scrivo all’ACI non ricevo risposta prima di ¾ giorni…ma poi penso… la svizzera è piccolina, ci abita solo il nonno con Heidi e 4 caprette…questi non hanno niente da fare tutto il giorno, è normale che siano così veloci, invece Roma…all’ACI di Roma…ehh quanto si lavora…
La risposta è stata questa, grazie per la tua mail, certamente  noi possiamo darti il Carnet.
Compila il questionario e invia la copia del passaporto libretto e  patente.
Facci sapere dove spedirti il Carnet(ambasciata o hotel)  se vuoi posta o  corriere dhl.
Dopo il pagamento ti inviamo il Carnet.
Ti dirò la spesa dopo che riceverò  i tuoi documenti.  Questo in sintesi e conclude..
Spero che ti sia tutto chiaro e rimango a tua disposizione. Saluti ecc ecc.
Apro una piccola  parentesi, questa invece è la chiusura dell’ennesima mail ricevuta dall’ACI con sempre nuove e mai conclusive richieste:..
Gentile sig. Pasqui, bla bla. su incarico del dr. Diamante bla bla bla..Nella delega bla bla bla ..Anche Sua sorella bla bla bla 
Credo sia tutto
Cordiali saluti
Marisa Grillo
Credo sia tutto…!!.. si può rispondere così all’ennesima richiesta di informazioni..va bè, chiusa parentesi.

Mi metto subito al lavoro, scarico il questionario sul pc, è in formato PDF, io non ho un programma per scriverci sopra così lo converto in immagine JPG e con un semplice programma di fotoritocco ci scrivo su. 
Compilo tutti campi, nome…nascita…moto…modello..numero..la data e… eccoci ci siamo… “dove”…ma in fondo a sinistra, proprio qua vedete.. c’è scritto firma…è da un po’ di tempo che  quando sento questa parola  non so, mi viene l’agitazione.  E adesso che faccio, questi sono precisi, sapete come si dice precisione svizzera, devo stare attento, scegliere bene, non posso correre rischi.      Passo in rassegna tutti i caratteri di word e alla fine dopo tante prove sfinito ma entusiasta opto per il carattere Vivaldi, un corsivo elegante ma con carattere, mi piace,  fa tanto  retrò. Ecco fatto, ancora una prova per azzeccare la dimensione e lo spessore poi lo sistemo per benino proprio sopra la riga tratteggiata… mmmh…ottimo lavoro sembra vero.
 Shizu, portami la camera, faccio la foto al passaporto al libretto e alla patente, le scarico nel pc le converto in PDF e invio tutto a Evelyne, cosi si firma la tipa che segue le pratiche del Carnet.
Due ore dopo…si ho detto due ore dopo, ricevo la risposta, -tutto ok in allegato trovi il modulo da firmare con l’importo della garanzia, firma e rinvia… come riceveremo i soldi invieremo il Carnet… tempo approssimativo 5 giorni, grazie saluti ecc ecc.-
Il lunedì faccio il bonifico on line, non resta che  aspettare.
Venerdì, dopo 5 giorni approssimativi, ricevo l’mail ,  -il carnet è pronto in allegato trovi le prime due pagine  e anche alcune utili informazioni sui paesi che visiterai, buon viaggio distinti saluti ..ecc ecc.-
Fantastico anche le schede informative dei paesi che attraverseremo, e poi guarda shizu che bello il nostro nuovo Carnet.   
O mio dio, ma questo che cos’è.?  Il numero della targa non è questo, però è quello che io ho scritto sul questionario, ma dove c..arnet avevo la testa.  
Ok, non perdiamo la  calma devo scrivere a Evelyne, gli scrivo cosi: cara Evelyne, il numero sul Carnet non è quello della targa, questo può essere un problema?  Un’ora dopo la risposta:- Caro sig: pasqui.  Si, certamente che è un problema! questo non è il numero di targa?  È il numero che tu hai scritto sul modulo.  Fammi sapere urgentemente che richiamo subito la spedizione. Grazie.
  Questo è quello che mi ha scritto, ma in realtà avrebbe voluto dirmi ben altre parole, lo so, anche voi lo pensate vero, su dai non fatevi problemi, lo penso anch’io, sono proprio un coglione, non dovevo far altro che ricopiare 4 semplici numeri, chissà cosa mi passava per la testa .
A mio favore solo il fatto che stavo male, molto male, ho preso la dengue, ho avuto per tre giorni, notte e giorno, la testa che sembrava esplodere, un dolore fortissimo dietro gli occhi, deambulavo a fatica, mai  mi ero sentito così, comunque ora sto bene .
Non pensiamoci più, ho inviato un mail di risposta a Evelyne ma adesso sono le 5, l’ufficio è chiuso e per la risposta dobbiamo aspettare  un'altro lunedì… come si dice.. per far presto è tardi…e allora che ci vuoi fare…è un vero  peccato, lo avevo tra le mani…ma va bè, cambiamo discorso, parliamo di nuovi amici.

In questo tempo di attese per risparmiare ci siamo trasferiti in spiaggia, sembra strano, ma questo ad oggi è uno dei paesi più cari, siamo a livello Australia, pensate che basta attraversare la frontiera 120 km più su, entrare in Indonesia e il costo della vita si riduce della metà.
In spiaggia come sempre la vita è tranquilla, io sono esperto pescatore e quasi ogni giorno prendo un pesce, tranne una domenica.
Non solo io sono stato sfortunato, anche un pescatore locale che tutti i giorni viene a pescare qua davanti la spiaggia con il suo fucile di legno, oggi ha fatto la sua solita nuotata ma è ritornato a terrà senza neanche un pesce, dice che è colpa del tempo, stanotte ha fatto burrasca.






Ora capisco, non è che ho perso il mio tocco, è colpa del tempo, dai andiamo shizu tanto oggi non si può continuare, ho perso l’ultimo, il solo amo che avevo.
Ci incamminiamo verso la tenda, noi si va a pescare  su una scogliera non troppo lontana dalla spiaggia, ci stiamo avvicinando e vediamo che il nostro accampamento è circondato da gente e macchine delle UN, nazioni unite, sapete che queste organizzazioni non godono della mia simpatia.


Sono tutti uomini, chi prende il sole chi nuota e altri hanno allestito un barbecue vicino alla nostra tenda, al lato del grande albero, credo che questo posto per così dire sia il loro, sicuramente si sistemavano sotto l’albero all’ombra, al posto della nostra tenda.
Qualche sguardo, un accenno di saluto niente di più, fino a che non esce dall’acqua Carlos, è cosi che si presenta, si avvicina e ci chiede se siamo italiani, poi dice che ha un amico in Italia, un carabiniere conosciuto in missione in Kosovo.
Lui Carlos è un militare Portoghese, in forza a Dili con le nazioni unite, fa parte delle forze speciali, quella  polizia multinazionale nata in Europa ma a quanto pare sotto il controllo degli americani...come dire...umh...meglio non dire, va va,  passiamo oltre
È un motociclista  e come tutti i motociclisti ha un sogno, quello di viaggiare in moto, ma lo farà dice appena va in pensione.
Si parla di moto di raduni, ci chiede del viaggio ci racconta di lui del suo lavoro delle sue esperienze, si beve birra  facciamo conoscenza con il resto della squadra e poi tante foto assieme alla poderosa e per finire gradita e desiderata sorpresa ci invitano a pranzo, oggi era dura eravamo rimasti solo con riso e due banane, perfetto le conserveremo per la cena.
Che mangiata, pane fatto in casa, chorizo originale portoghese, asado, pollo alla brace, bacalao portoghese, insalata frutta birra vino e caffè.
E poi ancora a raccontare, sono tutti molto simpatici, qualcuno è già un po’ brillo in questo caso la simpatia aumenta, quando se ne vanno ci lasciano un paio di kili tra arance e mele, una grande papaia, acqua e succhi di frutta e ancora pollo bacalao insalata pane, tanto buon pane e un paio di litri di vino, ma non basta, ci invitano a pranzo per il lunedì.













Verso sera passa a salutarci Carlos, non Carlos il militare ma il pescatore, non quello con il fucile, ma un altro, e ohh… si chiamano tutti Carlos.
A parte Carlos il pescatore con il fucile conosciamo un altro Carlos, pescatore pure lui  ma questo Carlos ha la barca,  ufff che fatica… avete capito però.
Allora diciamo così, Carlos pescatore con la barca passa a salutarci, sta raccogliendo lattine per poi venderle a Dili, dice che oggi e domani non c’è pesce, colpa del tempo e poi si è rotto il motore della barca.

Gli raccontiamo la nostra giornata e dividiamo con lui il vino e il cibo, per noi erano troppe cose, prima di andare ci invita a casa sua.
Abita, così dice, nel primo villaggio  lungo la costa prima di arrivare sulla strada, la terza tenda quella con la scritta, ma la spiegazione è un po’ confusa, rimaniamo comunque che ci saremmo andati domani mattina verso le 10 appena smontato il campo.
La mattina il tempo è ancora incerto, la notte ha piovuto e sembra aver voglia di continuare, le nuvole sono minacciose e ogni tanto ci scaricano addosso un po’ d’acqua.
Smontiamo la tenda e la riponiamo bagnata come tutto il resto, carichiamo la poderosa e con attenzione andiamo, la strada è fango e buche, a shizu un paio di volte toccherà scendere per controllare il passaggio meno rischioso.
La spiegazione era veramente confusa, ma dopo un paio di andate e ritorno finalmente vedo l’entrata.
Il nostro amico Carlos abita davvero in un bel posto, una baracca una tenda niente di più, ma sulla spiaggia.
Ad attenderci lui con la giovane moglie Celestina  e i due figli piccoli, il cane e due maiali.
Anche la moglie vuole sapere del viaggio, facciamo foto, mangiamo calamari giochiamo con i bimbi, Carlos ci invita a stare li da lui, possiamo montare la tenda sulla sua spiaggia vicino alla sua.
Non pensiate sia stato facile capirci, loro parlano solo Tetum, no inglese e niente portoghese, solo qualche parola sciolta, ma come sempre alla fine ci si capisce.

Carlos ci racconta che ha anche un’altra moglie e un’altro figlio in Baucau, faccio un paio di battute lo prendo un po’ in giro e Celestina ride divertita, contenta lei…ma questa è un’altra storia ed è arrivata l’ora di andare a Dili.









Arriviamo in caserma, al quartiere della GNR,  la Guardia Nazionale Repubblicana. 

 Che accoglienza, Carlos Nuno Rodriges Cavaco e gli altri, ci presentano anche al capitano che dice che per qualsiasi cosa possiamo contare con il loro aiuto, officina  infermeria insomma tutto.
Pranziamo nella mensa insieme a tutti i militari, il cibo ottimo, non avevamo dubbi, i cuochi sono gli stessi del barbecue in spiaggia, poi un  caffè espresso sotto la veranda del bar.


Giro della caserma, la foto con il  plotone  davanti lo stemma del reggimento e ancora saluti e strette di mano,  poi cominciano i regali…-i regali ?-… si si proprio così.
Un bel paio di anfibi militari , qualcuno si è accorto che i miei stivali erano rotti, il tenente mi porta un paio di pantaloni e una maglietta, Carlos ancora un pantalone, quelli che indossano i ragazzi che fanno la scorta al presidente, anche a shizu nonostante sia piccolina è toccato qualcosa, una maglietta.
Anche dall’infermeria ci fanno un regalo, una scorta di farmaci di prima necessita e abbondante spray antizanzare.
È stato un accoglienza calorosa, brava gente.
Carlos ha fatto diverse missioni, è stato in kosovo in Afganistan e qua, già diverse volte, la prima nel 2006 durante la rivolta, dice che era impressionante, sempre battaglie per le strade e case che venivano incendiate ogni notte, davvero pericoloso, ma ora è super tranquillo, tanto che le forze di polizia delle UN lasceranno Timor Est in dicembre.

Ora andiamo,  Carlos prima di salutarci dice che dobbiamo ritornare per cena, dico no Carlos  è troppo davvero ti ringrazio ma no..e lui - ma non sono io che ti invito, la cena è offerta da  Rodriguez, comincia ad abituarti perché qua siamo 140 e ride, -  ok allora 7,30 solo oggi però.

Ora ogni fine settimana facciamo pranzo o cena in caserma, ospitalità portoghese, e i regali continuano, questo fine settimana hanno regalato più cose a shizu, quasi quasi mi offendo.
 Questo sabato come al solito siamo andati a pranzo in caserma, siamo seduti sotto la  veranda a bere il caffè, shizu sta guardando le sue nuove magliette,  quando vediamo arrivare Joao.   Joao è un poliziotto che abbiamo conosciuto il giorno del nostro arrivo a Dili, lo  incontriamo ogni giorno e ogni giorno ci fermiamo a parlare con lui.   Joao è amico dei portoghesi e regolarmente passa in caserma, noi si pensava che il tipo fosse un semplice adetto al traffico, invece è il capo della polizia stradale di Dili, un pezzo grosso.
Come ci vede... ma voi che fate... ah siete amici dei portoghesi... avete problemi... vi do il telefono qualsiasi cosa... un problema…fate il mio nome, poi ci penso io... prima di andare via ha voluto fare una foto con noi,  Carlos mi dice che è una brava persona, 28 anni nella polizia, ed è un tipo corretto, cosa non abituale da queste parti.
Bene che altro vi racconto… cose ne avrei, tante da consumarmi i polpastrelli sulla tastiera, ma per ora basta.








03 marzo 2012

un giorno di ordinaria...burocrazia

 Il lunedì 21, dopo quello strano fine settimana con l’ombra del venerdì 17 che ci seguiva, porto la batteria a caricare e scopro che è irrimediabilmente fusa  lè sciupà esaurita nu ghe n’è, in una parola (due) morta sepolta. (e c'è costato pure 5 dollari)
Faccio il giro di tutti e dico tutti i negozi officine di moto macchine e anche i  negozi cinesi, quelli hanno sempre di tutto, ma niente la mia batteria è troppo grande.
Non importa, sfiniti per le interminabili passeggiate sotto il sole nella polvere dopo 2 giorni, mercoledì decido per una batteria da 8 ampere, la più grande che hanno, la nostra è 14 ampere, non fa un grande differenza...per ora, e poi è l’unica che hanno.
La monto, prime misurazioni sembra tutto ok, anche se i valori del regolatore non sono del tutto corretti e soprattutto non sono stabili, hanno dei picchi anomali, ma qua da nessuna parte ho trovato un nuovo regolatore o un qualcosa da adattargli, e siccome passeremo ancora molto tempo a Timor, ho tutto il tempo per ordinarlo su ebay.

Perché staremo ancora tanto tempo a Timor,  oh la cosa è molto semplice… Roma.
 -Roma?! che cosa centra Roma-…centra centra, mi spiego: il carnet de passage l’ACI ricordate… quella storia infinita che a quanto pare si ripete…    avvicinatevi che vi dico una cosa…quelli non si smentiscono mai, nessuna sorpresa, con loro solo certezze.. fedeli nei secoli come…
Ma siccome la speranza è l’ultima a morire e i miracoli possono accadere, giovedì mattina controllo la mia posta con trepidazione. Niente… da roma nessuna risposta alle mie  mail.  Decido allora di telefonargli, che strano anche l’altra volta quando chiamai, guarda caso la stessa signora, dal Giappone mi rispose la stessa cosa…ma non mettiamoci a far polemica, lasciamo perdere.
Ascolto le sue parole con rassegnata attenzione, proverò a fare i documenti che mi ha chiesto, anche se qua la situazione negli uffici è un bel po’ incasinata, non si riesce mai a parlare con il responsabile, sono sempre in giro, aggiornamenti riunioni viaggi..mah prendiamola così, come viene.

Primo ci occorre, visto i tempi di Roma, prolungare il Visa di altri 2 mesi.
Andiamo all’ufficio immigrazione, dove con semplicità e rapidità ci sfilano 150 dollari americani  ci consegnano un tagliando e… - ripassate fra 2 settimane per ritirare i passaporti-.
L’ufficio ACI di Roma mi ha richiesto una procura a favore di mia sorella Rita, è lei che, anche questa volta,  si occuperà di fare i nuovi documenti per il Carnet.  Quella che feci l’anno scorso non gli piace più e anche se la mia fideiussione è valida ancora per due anni mi hanno detto che è meglio, è più semplice farne una nuova…certo, tanto pago io vero…
Ok dai, non posso neanche mettermi a discutere, non ci sono altre scelte, avere o non avere il carnet dipende solo da loro.
Qua non c’è l’ambasciata italiana, quella portoghese però, in caso di necessità può essere di aiuto.
Siamo stati all’ambasciata portoghese, che caos…è un palazzo in uno stato di semi abbandono.
 Mi avvicino alla porta di ingresso, porta!! per essere una porta è una porta, ma è tutta storta e non chiude, la guardia sbirciando da dietro il vetro mi fa un cenno con la testa come a dire che vuoi. Sono italiano ho un problema e vorrei parlare con qualcuno, mi risponde qualcosa…ma che cavolo di lingua parli, portoghese, noo, inglese noo…ah ah, siamo messi bene.
C’è un ufficio…devo firmare… e gli mostro il documento, lui mi indica uno scalone, l’unico che  c’è e fa cenno di salire.
Salgo e mi ritrovo su una terrazza coperta, un cartello che penzola dal soffitto con scritto sala d’aspetto, tanta gente seduta ai due lati,  in un angolo una scrivania con due vecchietti seduti.
Penso boh!.. mi avvicino, scusi dovrei …-non parlo inglese-..ooh..mi rivolgo all’altro scu..-no english-  e mi fa: - indonesiano?- sorry no – tetum-  no –balinese-… balinese!!??… ma mi hai visto in faccia.
Shizu, ma oggi è giornata di prese in giro?!
Riusciamo a capire che per oggi non c’è nulla da fare e di ripassare la prossima settimana.
È venerdì, è mezzogiorno sono affamato e questo non è un buon segno, anche se l’ambasciata è aperta sino alle 6  decido che per oggi basta, il venerdì non porta bene, torneremo la prossima settimana lunedì.

Sono le 8,30 è lunedì e siamo davanti l'ambasciata, la solita porta la solita guardia, questa volta non aspetto il suo consenso, spingo la porta e entro riversando sulla guardia una infinità di vocaboli in una lingua inventata così sul momento, tanto non capisce, e velocemente saliamo la scalinata lasciando il poverino a bocca aperta seguirci con lo sguardo.
 In cima ancora il vecchietto, che come ci vede fa subito di no con la mano e mi dice  la prossima settimana… e no dai, questo me lo hai gia detto…  sorry  i-o    i-t-a-l-i-a-n-o   m-i-a   a-m-b-a-s-c-i-a-t-a    j-a-k-a-r-t-a   d-e-t-t-o   v-e-n-i-r-e   q-u-a   f-i-r-m-a-r-e   d-o-c-u-m-e-n-t-o  e aggiungo con voce ferma o-r-a.  
Il fine settimana avevo chiesto aiuto a google traduttore, una decina di parole in indonesiano che poi ho sistemato alla bellè meglio…mah!!
Non sono sicuro di aver detto esattamente queste parole, ma italiano jakarta ambasciata queste si capiscono, comunque  qualunque cosa sia venuta fuori sembra aver ottenuto un buon risultato, il vecchietto  ci fa cenno di sederci li, un’ora dopo ci indica un ufficio, la signora che ci accoglie parla portoghese e anche inglese, gli spiego guarda legge il documento, esce poco dopo ritorna e mi dice che è meglio che la delega sia scritta anche in inglese.
Ok, sembra tutto facile, che ci vuole. Gasati per la semplicità della cosa torniamo all’ostello, computer e scrivo una nuova delega bilingue, poi la scarico su una chiavetta, via al negozio delle fotocopie e ritorniamo all’ ambasciata che sono le 11.
La stessa guardia all'ingresso ci fa un sorriso, chissà cosa mai avrà capito prima...mah!! va bè, saliamo lo scalone e mi dirigo senza far caso al vecchietto che si agita e sbraita qualcosa di incomprensibile  nell’ufficio della signora di prima.  Gli consegno il nuovo documento … ah, il vecchietto nel mentre mi aveva raggiunto e preso per un braccio mi voleva portare fuori, ma la tipa gli fa cenno che va tutto bene  e continua  a leggere  il foglio, -ok aspetta-  dove? – qua qua- dice indicandomi una sedia. 
Dopo poco arriva il responsabile, una giovane donna dai lineamenti occidentali  “la chefe”  come lo ha chiamato la signora, che mi chiede un documento di identità, il passaporto non ce l’ho perchè è all’ufficio immigrazione  e gli mostro il tagliando e anche la fotocopia, va bene lo stesso mi dice, wow… tiro un respiro di sollievo.
Osserva con attenzione la fotocopia del mio passaporto e mi dice -dov’è la sua firma-, non lo so, forse non c’è sul passaporto italiano, - non ha un altro documento-.. ho la patente e gliela consegno…-va bene…ma la sua firma-…in effetti non ho mai firmato la patente, credo mi sia  arrivata per posta e non ci ho mai pensato, poi mai nessuno e fidatevi, l’ho esibita una marea di volte, mi ha mai detto niente.
Aspetti ho anche la mia carta di identità, qui qui c’è la mia firma, la gira e rigira tra le mani.. -ops ma è scaduta-,  si lo so, è scaduta ma qui c’è la mia firma e questo sono io.
-Ma come glielo spiego… in italiano si dice firma-…guardi che ho capito che vuole la firma, ma quello che mi occorre è un timbro su questo documento che dice: io maurizio… autorizzo mia sorella…a firmare per mio conto…mi sembra molto semplice, ha il mio passaporto la carta di identità la patente, non capisco cosa altro serve… -Devo confrontare le firme…dov’è la sua firma autentica- …confrontare le firme…firma autentica!!??…io non ci sto più a capire nulla.
 -Vada all'immigrazione e veda se le ridanno il passaporto-.
Andare all’immigrazione e chiedere se mi ridanno il passaporto perché l’ambasciata vuole vedere la mia firma…mi sembra una stronzata e mi sento preso in giro, ma corro, volo letteralmente all’immigrazione.  Niente, per il passaporto ancora 10 giorni… shizu non so che fare, e lei che mi conosce- ora andiamo a mangiare, l’ambasciata riapre alle 2 poi ritorniamo-.
Mi viene in mente che ho anche la patente internazionale e la carta di identità giapponese e queste hanno la mia firma, prima di ritornare all’ambasciata  passiamo all’ostello a prenderle.

2,30  siamo all’ambasciata portoghese, il vecchietto mi dice che è chiuso di ritornare  domani …si si tranquillo, ho parlato con la chefe  e devo fare oggi.
Ci sediamo e aspettiamo, alle 4 ci riceve, per farla breve non gli va bene nessuno dei miei documenti, la patente internazionale è… poco internazionale, la carta di identità giapponese  scritta anche in inglese non è un documento europeo e no, non va.
Sono rassegnato, sembra proprio che ci tocchi aspettare questi 10 giorni, ritirare i passaporti e ritornare qua.       Che altre soluzioni ho, chiedo alla chefe, - torni all’immigrazione e si faccia fare una fotocopia, a me va bene ma ci deve essere la sua firma…c’è la sua firma sul passaporto vero? in caso contrario passaporto o no non posso autenticare questo documento-.

Sono le 5, l’ufficio immigrazione chiude alle 6, arriviamo, non c’è nessuno, la porta è spalancata e i 4 impiegati guardano a tutto volume una soap opera indonesiana.
Gli faccio vedere il tagliando del passaporto, - no, no, i passaporti sono in un altro ufficio, non sono pronti, ci vogliono 10 giorni-, lo so lo avete detto prima, ma ho bisogno… e gli spiego il problema dicendogli che all’ambasciata portoghese  gli basta anche una fotocopia e che è urgente, il tipo mi fa -no, i passaporti non ci sono il responsabile è in Indonesia per una riunione-, e ti pareva…
Non sappiamo che cos’altro raccontargli quando uno dei quattro mi fa: - di dove sei-, gli biascico itali…-italia- ribadisce  e si alza di scatto in piedi, apre una grande cassa di legno posizionata su un tavolo dietro di loro ...è zeppa di passaporti.
Ne prende un mazzetto e comincia a cercare…-itali itali itali..ecco qua- , si si,  è proprio il mio gli faccio mettendo su una faccia stupita.. -pronto-
 Gli faccio i complimenti per la velocità del lavoro svolto e shizu: 2 settimane e invece meno di una, ooh bravissimi, e loro… - eh eh Timor e italia good- . Prima mentre sfogliava i passaporti per trovare il mio avevo adocchiato anche quello di shizu, cosi gli dico, magari chi sa, forse ci può anche essere quello di mia moglie, è  giapponese.  Shizu intanto continua a parlare con uno di loro, ed è bravissima nell’intortarlo alternando complimenti dei più lecchini a domande personali tipo tu sei di Timor…la tua famiglia…moglie, noo.. e giu risate…ma chi cavolo gli ha insegnato questi trucchetti…iioo…naaaaaaaaa.
-Japan…japan eccolo qua, pronto..itali japan timor good. -
Grazio grazie siete stati meravigliosi, ancora grazie e ci vediamo.
Ma il tipo non aveva detto 10 giorni…non ci sono…non sono pronti…via via scappiamo prima che ci ripensino, qui son tutti matti, ma che ridere, oh…stai imparando sei stata bravissima.

5,20 di nuovo di corsa all’ambasciata, anche questa alle 6 chiude.
La guardia come ci vede apre la porta e sorride, risaliamo per l’ennesima volta lo scalone e il vecchietto…ma non fa a tempo ad aprir bocca che lo precedo...si si mi siedo li  gra…zzie, 10 minuti dopo mi fa cenno di entrare, ma blocca shizu.
Guardi un colpo di fortuna il passaporto era pronto, va bene? la signora lo guarda… -e ma la firma-, guardi è qua, nell’altra pagina, - in un altra pagina?-  e li fanno cosi in italia.
Perché non va bene, guardi che è originale.   -Non so devo sentire la chefa-  ed  esce, poco dopo rientra, -ok va bene-  ok va bene!!…è un passaporto, se diceva il contrario avrei fatto…non lo sò…  in effetti sul passaporto italiano  non tutte le informazioni sono nella stessa pagina, la foto e alcuni dati sono a pagina 4 e non si possono modificare, diciamo così, sono protetti da una pellicola trasparente, la firma invece è apposta sulla sesta pagina senza nessun timbro o protezione.
Alla fine ore 5,45  con  20,29 dollari  in meno abbiamo la procura firmata e timbrata dall’ambasciata portoghese.
Il primo passo è fatto, non ci resta che spedirla in italia, ancora non ho trovato un assicurazione che mi faccia una fideiussione ma non dispero, e poi aspettare.
Siamo in fondo allo scalone che già la guardia con un bel sorriso messo su ci tiene aperta la porta, ci fermiamo gli do una pacca sul braccio e "thanks my friend see you" gli dico, lui non risponde ride timidamente.
 Che giornata, shizu andiamo al super, stasera compriamo due dollari di pesce e anche una birretta, oggi si festeggia, ce lo meritiamo.

16 febbraio 2012

vita in spiaggia


La vita liberi all’aria aperta è bella e in  spiaggia ci piace ancora di più.
Questo è il terzo giorno che siamo accampati qua in spiaggia e…cosa dite…come facciamo a lavarci e  l’acqua da bere…e per!!… per cosa…ah…quel per!!!
Allora, a lavarci direttamente in mare e aggiungo che questo mare non ha una forte salinità, la pelle dopo non ti “tira” e il nostro sapone biologico, così c’è scritto, fa anche un pochino di schiuma.  E  poi vuoi mettere che sensazione  lavarsi in questa gigantesca vasca da bagno.


 In Australia ci hanno regalato un aggeggio per purificare l’acqua, lifestraw si chiama ed è come una cannuccia ma più grande, possiamo bere direttamente dalle pozze sporche in strada, dagli stagni dai pozzi, insomma qualsiasi acqua,  inoltre con noi portiamo sempre taniche per 25 litri e all’occorrenza recuperiamo quella piovana.  Con 2 kili di riso un kilo di patate e di carote possiamo stare fuori dalla “civiltà” per una settimana e più. 


-E per!!!..-   ora ci arrivo al “per”… la mattina o la sera, dipende dalle abitudini, puoi fare…diciamo le tue cose li, proprio sul bagnasciuga, poi aspetti l’onda giusta e…ooh… una meraviglia pulito e fresco… provare per credere.

Oggi dopo pranzo siamo andati a Dili, in città, dovevamo controllare se da Roma, l’ACI ha risposta alle mie 2 email riguardo al Carnet.
Com’è andata… nessuna risposta, poco male, ne invio un’altra.
Facciamo un po’ due calcoli, oggi è giovedì, ho inviato l’email che forse leggeranno venerdì, ma essendo l’ultimo giorno lavorativo non mi risponderanno, se ne riparlerà quindi martedì perché come ben sappiamo il lunedì non è proprio giornata da dedicare al lavoro.
Martedì…umh…martedì, forse martedì se si ricorderanno ancora della mia email.

Con queste premesse ritorniamo al nostro accampamento sulla spiaggia, ma prima passiamo al mercato e compriamo un mezzo casco di banane il pane e anche una lattina di birra per festeggiare.  
Festeggiare  non sappiamo bene cosa ma domani si smonta e si va via, seguiremo la strada lungo tutta la costa, insomma faremo il giro di Timor Est e rientreremo a Dili diciamo mercoledì, giorno che speriamo di ricevere notizie positive dall’ACI di Roma.
Shizu è un po’ preoccupata, pensa che forse andrà a finire come la volta passata, a Kobe in Giappone. Eravamo rimasti fermi più di 3 mesi per aspettare il nuovo Carnet, da Roma se la presero molto comoda, a ripensarci che incubo.

 Shizu vieni dai, sediamo qua  non ci pensare... un sorso...









27 dicembre 2010

E' ARRIVATO.......

E’ arrivato…
no, no, che cosa avete capito, non il carnet, quello……mah!, chissà.
 è arrivato il natale, e noi siamo ancora qua, questo è il secondo natale che passiamo in Giappone.
Unica nota positiva di questo periodo è l’incontro con due amici,  conosciuti tramite mia sorella Patrizia, e visti solo grazie a Skype.
Maurizio e Kayoko sono i loro nomi, come si può capire, lui, Maurizio, è italiano e lei, Kayoko, giapponese.

Maurizio e Kaioko vivevano in Italia, a Montecarlo, un paese in provincia di Lucca, e qui vive anche un altro Maurizio sposato con una giapponese di nome Kiyoko, tre maurizio che si incontrano …una coincidenza un po’…ma questa è un’altra storia e ne parleremo un’altra volta, era solo una curiosità, per dire il caso.
Patrizia, mia sorella, e Mario suo marito, collaborano con Emergency, sapete quell’organizzazione umanitaria italiana di medici fondata, da Gino Strada,  per portare aiuto alle vittime civili delle guerre e della povertà.
Patrizia scrive monologhi teatrali, e Mario in qualità di attore li interpreta e li porta in giro nei vari teatri, e il ricavato serve a finanziare l’associazione.
Ad uno di questi spettacoli Patrizia Mario Maurizio e Kayoko si sono conosciuti, poi gli interressi comuni,  Kaiyko  e Maurizio anche loro collaborano con Emergency, stanno organizzando una succursale in Giappone, si sono dicevo conosciuti e sono diventati amici.

 Ma tornando a noi, circa un anno fa mia sorella me li presenta tramite email, e tempo dopo ci conosciamo con skype, e anche loro si sono appassionati al nostro viaggio.
Il caso vuole che dopo 15 anni di Italia Maurizio e Kayoko si trasferiscono in Giappone, precisamente a Sasayama,  quasi 75 km da Osaka, dove noi siamo bloccati da quasi 2 mesi causa burocrazia o burocrati italiani,…. fate voi.
Ottima occasione per poterci incontrare e conoscere di persona, nessun problema, ci contattiamo, e la loro casa diventa anche la nostra.
Lasciamo l’ostello di Osaka e via verso Sasayama, abbiamo un invito a pranzo.
Quando arriviamo l’accoglienza è…è come se ci conoscessimo da tempo, con Maurizio a parte il nome condivido diversi interessi.

Entrate, fa freddo, questa è la vostra stanza, di qua la sala, li c’è il bagno, lo studio e la c’è la nostra camera, e questa è la cucina, fate come a casa vostra, ma non toccate la stufa a legna…………….
che cosaaa….no, sto scherzando, è una battuta, dovete sapere che Maurizio si è portato dall’Italia una di quelle stufe economiche, credo si chiamino così, a legna e ci tiene moltissimo, la ”cura”, la coccola,  e allora a volte lo prendiamo un pò  in giro.
Ma devo dire che ha fatto benissimo, la stufa contribuisce anche lei a dare alla casa quella atmosfera calda e familiare che si respira, e poi il pesce con patate ci viene buonissimo.

Eravamo all’invito a pranzo, Kayoko è un ottima cuoca, spaghetti con pomodoro, olio di oliva portato dall’Italia,  pecorino parmigiano di 36 mesi, e spek, mortadella, salsiccia e pane, pane fatto in casa, dopo più di un anno di sushi ci sembra un sogno fantastico.
Ah visto che siamo in argomento: anche la colazione è di quelle fatte in casa, pane caldo e marmellata di agrumi, ma non di quella comprata al supermercato, ma fatta da Maurizio con gli agrumi che lui ha raccolto da tre alberi del suo giardino, e poi cotta  udite udite, cotta sulla stufa a legna, meglio di così.

Passiamo 2 giorni tranquilli a casa loro, un giro a Sasayama, poi passeggiamo nel bosco con il cane Aiko, aiuto anche Maurizio a tagliare la legna, aperitivo sotto le stelle davanti a un bel fuoco in compagnia di un bicchiere di vino,
 due giorni interessanti, e poi il Mauri ha un sacco di storie da raccontare, di quelle che non smetterei mai di ascoltare.
Maurizio e Kayko sono preoccupati per noi, ora fa freddo dormire in tenda non è confortevole, un mese in hotel costa un sacco di soldi.
 Loro i primi di gennaio tornano in Italia per lavoro e allora Kayoko telefona a una loro amica, una signora giapponese che vive a Kobe, vuole chiederle se conosce qualcuno che può avere una sistemazione a buon prezzo per noi, ma non fa in tempo a finire la spiegazione che dall’altro capo del telefono Hitomi, cosi si chiama la loro amica dice: io ho una casa vuota, è di mia madre ma ormai sta in ospedale, sono felice di darla ai tuoi amici:             incredibile, ci da appuntamento per il giorno dopo, che bello, abbiamo un appartamento dove passare questo tempo di attese.

Maurizio e Kayoko ci raccontano un pò di Hitomi, come e dove si sono conosciuti, ci dicono che  stravede per l’Italia, ama tutto del bel paese,  anche gli italiani….che storia.
Il giorno dopo andiamo a Kobe, 70 km, abbiamo un appuntamento a casa di Hitomi, per conoscere lei e il marito, caspiterina che casa.
Accoglienza calorosa con qualche parola in italiano, Hitomi è simpaticissima, una vitalità sconvolgente, è buffa quando vuole parlare l’italiano e non ricorda le parole, allora sta “minuti” a pensare tutta in agitazione, concentratissima e non permette di aiutarla, vuole ricordare da sola, che sagoma.
Hitomi aveva già preparato dolci frutta caffe è un ottima zuppa, dopo le presentazioni, il pranzo e le mille domande, andiamo tutti dall’altra parte della città a vedere il “nostro” appartamento.
È una bella zona, tranquilla, l’appartamento è… come dire, lo avevo immaginato più…insomma…io pensavo…capperi, questo non è un appartamento, sorpresa sorprendente è una villetta di due piani, con tanto di giardino con alberi in stile Jap.
Visita guidata per la casa, un the e qualche chiacchera attorno al tavolo, poi Hitomi e il marito ci salutano, e mi ricordano che domani mattina alle 9 verrà il tecnico del gas per riallacciarlo.
  Rimaniamo con Maurizio e Kayoko , tutti noi 4 ancora piacevolmente sconvolti della gentilezza e disponibilità di Hitomi.
Maurizio mi aiuta a scaricare la poderosa e poi andiamo a prendere un caffè in un ristorante di un loro amico, anche lui innamorato dell’Italia, soprattutto della toscana.
il ristorante fa cucina italiana, ooooh…….  ora non ricordo il nome, però il tipo è simpaticissimo, anche lui motociclista, possedeva una vespa,  è entusiasta del nostro viaggio: ma ora si è fatto tardi, è gia buio, ci gustiamo il caffè e poi ci salutiamo, Maurizio e Kayoko ritornano a Sasayama e noi nella nostra nuova casa.

La mattina del 24 alle 9 in punto con giacca e cravatta si presenta biglietto da visita in mano l’omino del gas, e dopo le classiche frasi di rito (tipicamente giapponesi) passa subito al lavoro, prima fuori dove c’è la caldaia poi entra in casa e controlla il funzionamento della cucina, la tenuta dei tubi , l’acqua calda di vasca doccia etc etc .
Tutto ok, ci consegna un numero imprecisato di fogli utili e altri inutili, ci spiega a mo di nastro registrato (tipicamente giapponese) cosa fare in caso riscontrassimo un malfunzionamento o odore di gas, chiede se abbiamo domande da fare (ancora tipicamente giapponese) e poi continuando a inchinarsi procedendo all’indietro va via, ore 9,20 abbiamo il gas.
Più tardi ci telefona Maurizio per sapere come è andata la prima notte:
uhm… la prima notte,  non gli ho raccontato tutto, che diamine un po’ di discrezione, comunque bene, anzi  benissimo .

Nel pomeriggio Hitomi viene a farci visita e ci porta una stufa a gas, nuova nuova, ancora imballata, lei dice che l’ha comprata tempo fa…, mah!  io ho qualche dubbio, in ogni caso, arigato.

La sera del 26 siamo andati a cena con Hitomi e il marito, è venuta a prenderci con la sua macchina, una benz, cosi i giapponesi chiamano la mercedes.
Ci hanno portato in un ristorante di yakiniku, finalmente ho mangiato il famoso manzo di Kobe, l’ho mangiato sia cotto che crudo, poi anche la lingua e tante altre cosette.
Per concludere la serata siamo stati sulle colline  a vedere il panorama, sotto di noi Kobe illuminata dava al posto un’atmosfera romantica, quassù ci vengono le coppiette a sbaciucchiarsi e ad attaccare i lucchetti dell’amore, anche se con il freddo che faceva ci vuole una bella fantasia per avere certi pensieri; ma si sa l’amore scalda il cuore, ma noi avevamo troppo freddo e ce ne siamo andati.
Bellissimo posto, ci ritorneremo.

 Perbacco, mi stavo dimenticando, vi do gli ultimi aggiornamenti sul carnet de passage: la fideiussione è arrivata, (200 kilometri, da Vinovo a Chiavari, e solo 9 giorni!!!, un record per le poste italiane!!!) consegnata all’ufficio ACI di Genova, e vai!,
 ma il giorno dopo… brutta notizia, da Roma rispondono che non va bene, io non so proprio più che fare, ho eseguito alla lettera tutto quello che mi hanno richiesto via email,  e anche l’impiegato dell’ufficio di Genova si è attenuto alle istruzioni dell’email: contatto nuovamente Roma, la sig. Marisa Grillo e mi dice:
 - manca ancora-...
…..ma scusi dove è scritto?
..- ehh.. ma sa era sottinteso-
....sottintesoooooo!!!!!!
ognuno faccia i commenti che vuole;  io… ma va&%$$£?!!!!…e ho detto tutto.

Non so se questa è una buona notizia, il giorno 3 gennaio ho un appuntamento telefonico con il dott. Paolo Diamante,  capo supremo dell’ufficio relazioni internazionali ACI di Roma, come sempre vi terrò informati, fino ad allora godetevi le feste.


volevo mettere un paio di foto della casa, ma oggi non riesco a caricarle, sono collegato così di straforo e c'è poco segnale, la prossima.

16 dicembre 2010

aggiornamento carnet de passages

 lunedì 6 telefono all’ACI di Genova, mi risponde il sig.Pedemonte,(credo, così ho capito) dice che il responsabile dell’ufficio il sig.,,,,,,e fuori sede tutta la settimana, e che lui della nostra vicenda non sa niente e che non è a conoscenza di nessuna email dalla sede centrale di Roma.!!!
Mi chiede i dati, il numero del carnet e dice che chiamerà lui Roma, e di richiamarlo domani.
Domani..domani..sempre domani, che palle.
OK, non dispero, chiamo subito Roma, colgo l’occasione per ringraziare la sig.Marisa per aver sbloccato la nostra situazione e la prego di contattare lei la sede di Genova, spiegando quello che mi avevano detto qualche ora prima, la sig Marisa mi assicura che contatterà al più presto i colleghi di Genova.
Fiduciosi andiamo a dormire, qua è mezzanotte, aspettiamo domani.

Martedì 7: ore 9,20 italiane, chiamo l’ACI di Genova, SI, confermano, è tutto apposto, hanno ricevuto la mail da Roma con l’autorizzazione a ritornare la polizza fideiussoria e a emettere un nuovo carnet, si intende dopo aver stipulato una nuova fideiussione.
Saluto e ringrazio.
Ore 9,30, telefono all’agenzia Italiana assicurazioni di Vinovo, conosciuta tramite il forum mototurismo.it, tutti ne parlano molto bene, della professionalità e della cortesia, parlo con Ilaria, alla quale avevo in precedenza inviato i documenti della moto.
Ilaria mi dice che è tutto fatto, io per accelerare i tempi avevo già inviato il pagamento tramite bonifico, però, c’è un però: dobbiamo aspettare altri 2 giorni perché il responsabile che deve firmare il mio documento rientrerà giovedì.
Ok, non possiamo fare altrimenti, e poi ormai abbiamo tutto, sono più tranquillo, Shizuyo ancora non è sicura, dice che tutte le volte che un ufficio in italia ci ha detto, tutto ok non c’è da preoccuparsi, le cose poi non sono andate esattamente così…
No no,…io mi sentooo……….o.. a pensarci bene, non so, forse mi voglio convincere che è tutto apposto…staremo a vedere.

Giovedì 9, la storia infinita
Apro la posta elettronica….
CHE COOSSAAAAAA…………!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

URGENTE, Pratiche carnet
Ci sono problemi a riguardo dell'emissione della polizza da lei richiesta, la preghiamo di contattarci in agenzia..
L'agente R. Melis
  

Che cosa è mai successo?
Non era tutto apposto?
Ho anche già pagato
Chi sta complottando contro di noi?

Sono le 11 in Italia, chiamo l’assicurazione, mi rispondono che il sig. Melis non c’è, di richiamare alle 16,30.
Shizuyo non è per niente sorpresa, ride mentre dice te lo avevo detto.
Aspetto e intanto penso, che problema.???
Forse…. gli indirizzi tra il libretto della moto e la carta di identità che non coincidono…..
Forse…. la revisione della poderosa è scaduta….
Forse…..non ho l’assicurazione….
Forse..forse…forse…
Ore 16,30 chiamo…..-Aspetti un attimo, il sig. Melis è occupato-..
si, ho capito, ma mi avete detto di chiamare ora, vorrei sapere che cosa è successo alla mia pratica….
-aspetti…….(mi mettono in attesa)…..ah guardi, ora il sig.Melis non può ma mi ha detto di riferirle questo, la polizza è aumentata, ora costa 400 euro, ma visto che sul preventivo noi avevamo scritto ancora il vecchio importo, ci siamo sbagliati, i 200 euro mancanti ce li mettiamo noi- 
mi scusi, non capisco bene, io ora cosa devo fare?…
-niente, niente, sulla pratica vedrà scritto 400 euro ma lei ha pagato solo 200, va bene così..-
D’accordo, avete già spedito..
-no, la spediamo domani-
allora sto tranquillo, aspetto..
-si, si,( risatina) va bene-
grazie
-grazie a lei buonagiornata-

Dobbiamo aspettare, ancora aspettare.

 Decidiamo di passare il weekend verso Kyoto, in collina a Kyotanbachou, fa molto freddo, cerchiamo un posto dove mettere la tenda, ma sono tutti posti molto umidi, finalmente troviamo un angolo che ci pare perfetto, è la fermata dell’autobus, è sistemata su una collinetta   che sovrasta un gruppetto di case, c’è anche un casetta in legno per l’attesa, dove la mattina faremo colazione, la tenda l’abbiamo sistemata tra la casetta e il piccolo cimitero, un posto tranquillo.

Dopo un’ottima cena a base di zuppa, riso e un grandissimo hamburger fatto da me andiamo in tenda, fa freddissimo, ma a pezzi e bocconi riusciamo a dormire.
 La mattina ci alziamo presto, la tenda è zuppa, facciamo colazione nella casetta di legno, poi smontiamo e ripieghiamo la tenda ancora bagnata, vogliamo andare in un paesino vicino, distante solo 15 km.
In questo paese una rivista motoristica, la BIKEJIN sta facendo un servizio fotografico, ne  approfittiamo, ci fanno compilare una scheda con i dati riguardanti la moto e il nostro equipaggiamento, poi un sacco di domande sul viaggio, e infine anche tante foto da ogni angolazione.
Anche se fa freddissimo ci sono molti motociclisti, a tutti raccontiamo del nostro viaggiare, è stato bello, molto simpatico, chissà, forse pubblicheranno qualche nostra foto…
È ormai tardo pomeriggio  quando sotto una pioggerellina salutiamo tutti e andiamo,  dobbiamo trovare un posto asciutto per accamparci, lo troveremo un’ora più tardi, sotto un ponte del fiume Kanzaki.
Il posto è tranquillo e asciutto, è anche illuminato dai palazzi che si affacciano sulle sue sponde  che come di norma qua in Giappone sono perennemente illuminati
Anche oggi che è domenica ci alziamo presto, vogliamo andare a vedere un mercatino di moto e accessori usati e non che si tiene a Maishima sports island, un’isoletta che si trova a owest di Osaka, che casino arrivarci, e che delusione una volta arrivati, niente di eccezionale, poche cose carissime e dozzinali.




Ma tutto sommato non è stata male, abbiamo incontrato quello che a noi piace di più:
 mentre ancora stavamo digerendo questa delusione si avvicina un signore, ci chiede se può fotografare la moto, certo, poi le domande, le tante domande, e la sorpresa e l’invidia, quella buona, per il nostro viaggio.
Il tipo lavora nel settore motociclistico, neanche a lui è piaciuto questo mercatino, tra le altre cose importa dall’italia i caschi osbse, ci regala…non so come si chiamano, quei sacchetti che diventano caldi e ti attacchi addosso, capito…!!!  : poi il solito scambio di mail e l’offerta di aiutarci, qualsiasi cosa in caso di necessita non esitate a contattarmi, cosi dice.
 Il giorno dopo sul sito di Shizuyo vengono visualizzate tutte le pagine, dalla stessa persona, è lui, che affascinato dal viaggio vuole leggerlo tutto di un fiato, ci invia una mail scusandosi per domenica, di non aver potuto fare di più , aveva un appuntamento, doveva andare via ma che poi è ritornato a vedere se ancora eravamo li, e poi dice: qua in Giappone abbiamo un modo di dire, ichigo ichie , volevo almeno invitarvi a pranzo, scusate tanto, buon viaggio

Ichigo ichie: significa, occasione o incontro che accade una sola volta nella vita.
                       
Dopo il mercatino, come vi ho detto delusi si, ma con un amico in più ora, andiamo a fare un giro per questa piccolissima isoletta, c’è un inceneritore di spazzatura da un bel design, che abbiamo fotografato da tutti i lati, poi siamo stati a guardare dei pensionati che giocavano con i loro aereomodellini radiocomandati, quanto ridere, c’era uno che non riusciva a far decollare il suo aereo, prima  il muso striscia terra e rompe l’elica, sostituita riprova, si rompe il carrello e di nuovo con il muso a terra, non è proprio giornata.
Ma si sta mettendo su un vento freddo, andiamo a cercare un posto per la tenda, entriamo ad Osaka , andiamo sulle sponde del fiume, non ricordo il nome, fa freddo e il ponte è già occupato dai senza tetto, in questo caso loro un tetto lo hanno.
 Noi…. noi ci sistemiamo all’aperto, vicino a una panchina, dove consumeremo la nostra cena, sicuramente avete indovinato, zuppa e riso bianco.

Sono le 8,30 abbiamo finito di cenare, siamo in tenda, questa parte del fiume è buia, niente palazzi a illuminare questa freddissima serata.
Sento un rumore, una voce che ci chiama, chi sarà? la polizia? ci vorranno mandare via?!.
 Usciamo, eeeeee… è un signore, ci saluta,  ci chiede scusa del disturbo, e dice : 
- vi ho visto prima montare la tenda, io ero a spasso con il mio cane,  sono arrivato a casa e stavo sempre pensando a voi, oggi fa molto freddo, ero preoccupato, così ho pensato di portarvi un po’ di cose-
 ci consegna una borsa con frutta e dolci, poi  una mappa stradale con itinerari per mototurismo, (a lui piacciono molto le moto) e anche due copertine nuove e leggerissime di pile, con Shizuyo stavamo giusto parlando di comprare una coperta, che coincidenza vero.!
Rimane ancora un po’, vuole saper del viaggio, poi scambio di biglietti, lui è il direttore di un ufficio postale di Osaka, ci ricorda di fare attenzione, e di scrivergli, ancora si scusa e continua a ripeterci “kioskette” state attenti, poi ci saluta.
Incredibile, sono gli incontri come questo che ci scaldano, anche se devo dire che le copertine hanno aiutato non poco.
Lunedì abbiamo incontrato il sig.Takai, della Hoegh autoliners, la compagnia marittima che trasporta auto usate in Australia e New zealand e che si occuperà di portare la poderosa a Brismane in Australia.
Ci spiega cosa serve, dice che dobbiamo fare una lista di tutte le cose che sono sulla moto, e questa lista deve essere allegata al carnet, poi ci porta a vedere la nave, ci fa vedere le procedure di controllo e di lavaggio, in australia sono molto severi, trovano sempre qualcosa che non va.
La nave parte il 13 gennaio, ma dobbiamo consegnare tutta la documentazione una settimana prima, sarebbe un disastro non riuscirci, ora abbiamo il quadro completo, manca solo il carnet.
Piove, ci mettiamo le tute e andiamo in hotel, sempre il solito, è il più economico ed è simpatico.
Apro la posta ma niente,ancora nessuna email da Rita, mia sorella ,è li da lei che hanno spedito la fideiussione, poi Rita si occuperà di andare all’ACI e fare un nuovo carnet e poi spedirlo  qua in Giappone.
Penso,è  lunedì….sicuramente arriva domani.
Martedì bighelloniamo per Osaka, andiamo in un negozio dove vendono accessori per campeggio, alla nostra borsa stagna della tucano si è staccato il fondo, che schifo era solo incollato per appena un centimetro, volevamo comprarne un'altra, (dipende dal prezzo)ma non ne abbiamo trovato.
Tornati in hotel chiamo Rita, ancora niente, la posta non è arrivata.
Mercoledi15 riparzione della borsa stagna tucano con il fantastico nastro americano già usato per rattoppare il catino della tenda che si era bruciato, ho fatto un ottimo lavoro.










Preoccupato chiamo Ilaria dell’assicurazione, si si, abbiamo spedito a tua sorella il giorno venerdì 10……sai, la posta in questo periodo…va bene, aspettiamo.
Oggi è giovedì 16, sono le 14 ora italiana e ancora non sappiamo niente...fa sempre più freddo Shizuyo non sta  molto bene, questa storia la preoccupa.
Come finirà..............

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