E fateci gli auguri. Notizia fresca fresca, questo viaggio
ieri o oggi, ora non ricordo bene ha segnato i suoi primi 100 mila kilometri… 3
anni 3 mesi e 27 paesi attraversati...che ne dite…andiamo avanti.
22 agosto 2012
i nostri primi 100 mila kilometri
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19 agosto 2012
Che nottatina, uhm…umidiccia per così dire.
Il tempo non è sereno ma per ora non piove, fatta colazione
e ripiegata la tenda con abbondante
fango ci mettiamo in movimento.
La toppa fatta al copertone sta reggendo ancora ma non
possiamo andare così in eterno, si sta strappando anche in altre parti, a
Bangkok lo cambio.
Ci fermiamo a pranzo in un ristorante per camionisti, qua si
mangia sempre bene e si spende il giusto.
Poi come sempre un salto al super per comprare frutta e pane, ed ecco che ricomincia a piovere, proprio come ieri, fortissima.
Alle 6 ancora continua, non possiamo aspettare oltre ci
mettiamo le tute antiacqua e andiamo, il piano è che se troviamo un posto riparato, tipo tettoia o giù di li, si monta la tenda in caso
contrario si cerca un hotel.
Alle 8 bagnati
fradici e ancora sotto la pioggia
optiamo per il Venezia resort, il primo , l’unico che ci si è presentato
davanti.
Scusi avete camere, mi allunga un foglio. 500 baht per un
giorno 300 per 2 ore…ah ah..ci risiamo, un hotel del sesso, ok, shizu che si
fa,- va bene ci fermiamo è tardi-. E pensare che siamo solo a pochi
kilometri dal centro.
Una doccia e a cena in un ristorante su ruote, un carretto
con un grande pentolone, appena dietro l’angolo, che bontà di zuppa, una zuppa di pollo con verdure,
abbondante e super economica.
domenica19
che buona dormita, il letto era davvero comodo. Facciamo
colazione e con calma, non c’è nessuna fretta, la camera è per un giorno, 24
ore, possiamo stare sino a sera, aspettiamo che asciughino le ultime cose
carichiamo la pode e andiamo.
Alle 3 scortati da un poliziotto motorizzato, al quale avevo
chiesto indicazioni sulla strada da fare e lui non sapendo parlare inglese
preferisce accompagnarci, arriviamo alla “guest house” che avevamo prenotato.
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17 agosto 2012
Welcome to Thailandia 2
Mi sveglio presto, come sempre, sistemo preparo la colazione
e shizu non si accorge di nulla, ieri si è stancata tanto, aspetto ancora poi:
ehi shizu sveglia che è tardi dobbiamo andare a ritirare la ruota, ieri avevo
ordinato una nuova gomma e ci hanno garantito che sarebbe arrivata oggi, dai su
che la colazione è pronta sveglia…
Fatta colazione e caricato la moto andiamo, arriviamo
all’officina ma brutta sorpresa, la ruota non c’è e mi dicono che non la
possono avere. Destino shizu… destino, ma non fa niente, nessun problema
continuiamo così, anzi ci mettiamo su un’altra bella pezza, questa volta fatta
con camera d’aria.
Arriviamo alla frontiera di Poipet/Aranyaprathet alle
2. Un Far West, Hotel Spa massaggi e
anche un grande casinò di nome e di fatto. Tanta confusione e rumore, tanta
gente da una parte e dall’altra, chi spinge carretti e chi ne guida di
strani, furgoni della polizia stracarichi che riportano a casa gli immigrati
clandestini. Strano posto la terra di nessuno.
Questa volta il caro doganiere ci spilla, dopo una lunga
trattativa con forte abbraccio finale da parte del simpatico ma furbacchione
doganiere, 260 baht, prima ne voleva 360, per l’assicurazione contro
terzi. Dopo ci regala due bottiglie
d’acqua fresche e con due pacche sulle spalle, le mie, ci augura buon viaggio e
ci saluta indirizzandoci a un altro ufficio.
Qua ci facciamo fare il foglio di importazione semplificata,
foglio indispensabile se vogliamo spedire la moto fuori dalla Thailandia.
Questo foglio, che l’altra volta non avevamo, è il principale motivo di questo
nostro... giretto fuori porta.
Grazie e… Welcome to Thailandia… questa l’ho gia sentita.
Alle 5 siamo fuori e mezz’ora dopo troviamo un posto che
sembra perfetto per la tenda.
Montiamo il campo cuciniamo e appena finita la cena
il cielo si apre e scarica su di noi una quantità immane di acqua, in 10 minuti
la tenda è una piscina, il terreno è diventato fango, alcuni picchetti sono saltati con il risultato che la copertura
non è più tesa e l’acqua gocciola…no, scorre anche da sopra. Natura… avventura…
dai non ci pensare shizu che domani siamo a Bangkok e se tutto va bene…- non
dirlo, non dirlo-.
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16 agosto 2012
Angkor Wat
Ieri dopo la visita al museo del genocidioS-21 ci siamo
messi in strada direzione Siem Reap dove siamo arrivati la sera ormai col
buio. Siamo venuti a Siem Reap, tanto
per non farci mancare nulla, per visitare il famosissimo sito archeologico di
Angkor Wat, credo sia il più vasto sito religioso al mondo.
Angkor Wat è il
luogo più vistato della Cambogia ed è diventato il suo simbolo tanto che appare
anche sulla sua bandiera.
Il posto è impressionante gigantesco, noi ne abbiamo girato
solo una piccola parte, normalmente i turisti comprano il biglietto di 3 giorni
o addirittura quello di una settimana, noi abbiamo fatto quello giornaliero, da
un tempio all’altro ci spostavamo con il tuk-tuk, una moto che traina un carrozzino, famosissimi anche loro qua in Cambogia, poi dentro e su e giù per
le scalinate dei templi a piedi e la
sera non riuscivamo più a camminare.
Ci sarebbe piaciuto entrare con la nostra moto, ma uno sbirro
leggermente antipatico ci ha impedito il passaggio e alle nostre insistenze e
proteste ha risposto chiamando la cavalleria che quasi prontamente è arrivata,
nelle vesti del comandante della stazione di polizia che si trova affianco al
chek point, spiegandoci i motivi di tale decisione. Ma il vero motivo è un
altro, stranamente se noleggio una moto non ci sono problemi. Non ho più voglia e non ho nemmeno le carte
in regola per discutere così decidiamo di provare anche questa nuova esperienza
e ci facciamo scorazzare con il mitico tuk-tuk , 15 dollari per l’intera
giornata, carissimo come tutto d'altronde qua intorno.






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15 agosto 2012
Toul Sleng S-21
Oggi siamo stati al museo del genocidio,Toul Sleng S-21 cosi si
chiama, questo posto un tempo era una scuola che l’esercito comunista dei Khmer
Rossi ha trasformato in prigione, con stanze per interrogatori per esperimenti
e per le torture. Qua dal 1975 al 1979 gli anni in cui i Khmer Rossi erano al potere sono state torturate e poi
giustiziate quasi 20.000 persone, in
Cambogia in questi anni il regime di
Pol Pot ha fatto 2 milioni di morti.
Questi li chiamano i posti della memoria, per non
dimenticare…quanti ce ne sono in giro per il mondo e quanti ancora…





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13 agosto 2012
Phnom Pen
Buongiorno…Cambogia. Come primo lavoro…-rattoppi la
tenda-…no, rattoppo la gomma.
Non è un’operazione da”gente normale” ma che ci volete fare…
Per ora, visto che a portata di mano non ho altro, gli
incollo questo pezzo di pelle e vediamo come si comporta, poi appena incontro
un gommista taglio da un vecchio copertone un inserto e gi incollo anche questo
e se non dovesse bastare prendo chiodi e martello e se ancora…shizu non sono
braccine corte, dai questa ruota è ancora nuova non riesco a buttarla via, su
non essere negativa e se proprio non va…magari la compro, dico magari.
Che spettacolo di lavoretto, sembra nuova, andiamo e 150
kilometri dopo entriamo a Phnom Pen.
Troviamo subito una guest house perché shizu vuole farsi una doccia, dice che si sente
addosso le formiche, poi cerchiamo qualcosa da mangiare e facciamo un giro
nelle strade attorno all’hotel.
Phnom Pen è una città in movimento, tanta gente tanto rumore
e tanti i turisti, la sera si vedono troppe ragazzine truccate con minigonna e
tacchi entrare nei locali o night o nei bar stile occidentale. Per strada e
negli hotel ci sono volantini e adesivi attaccati alle pareti con un numero di telefono da chiamare in
caso si vedano comportamenti sospetti…
Il giorno dopo lo abbiamo passato in relax, controllato
l’email e cercato informazioni, tra una settimana dobbiamo essere a
Bangkok, le cose da fare e i documenti per spedire la moto sono
tanti, dobbiamo avere tutto pronto anche perché questa volta entriamo in
Thailandia con un permesso di soli 15 giorni.
Siamo stati al Museo nazionale e al Royal Palace, peccato
che quest’ultimo era chiuso, forse era ora di pranzo…mha!, poi visita al Central market un grande edificio in stile Art Deco dove si trova di tutto ma la parte più bella e interessante, per noi, è quella alimentare. E per finire, tanti passi su e giù per il lungofiume e appena 3
secondi prima della pioggia, e che pioggia, siamo rientrati in hotel.




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12 agosto 2012
la grande invasione
Giorno 11 ore 12 pm ora della grande invasione.
Abbiamo piazzato la tenda su un terreno rialzato affianco a
un campo di riso, sembrava tutto perfetto, ma a mezzanotte: Shizu che fai? –qua
è tutto pieno di formiche, mi stanno mangiando- ma dove fa vedere.. capperi, ma queste sono formiche assassine affamate, stanno mangiando la tenda, guarda i buchi che hanno fatto, dai
smontiamo tutto cambiamo posto, credo che
ci siamo posizionati sopra la loro casa. È notte e non è tempo di luna
piena, è buio, ma tre anni ci hanno insegnato a montare e smontare anche in
queste condizioni, dopo un’ora avevamo spostato tutto, speriamo bene, ed è andata bene, il resto della notte è
stata tranquilla.
Ecco come hanno fatto il nylon e la tenda queste formiche
voraci.
Strane queste formiche, sono di due tipi, una nera e grossa,
l’altra piccolissima e di colore rossastro ma quando morde è veramente
dolorosa, credo lavorino in coppia.
La mattina un’altra sorpresa, la ruota posteriore una
Metzeler cambiata in Malesia e con solo 6000 kilometri guardate come si è ridotta, ha strappato
un pezzo di battistrada, ora sta
consumando le tele, senz’altro una gomma difettosa, anche gli altri tasselli si
stanno strappando, non siamo stati fortunati questa volta.

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