lllllllll

oggi è un bel giorno per morire
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21 settembre 2012

PS. Bangkok


La sera prima di lasciare Bangkok Claudia la ragazza svizzera ci ha preparato una sontuosa cena, come augurio di buon viaggio, ai festeggiamenti si sono uniti anche Shin-Min-Ho e Lee-Young-Aea, una coppia coreana anche loro sono in giro per il mondo ma non in moto. Una spaghettata poi bruschette e insalata, il tutto realizzato con fantasia per un risultato da lasciare a bocca aperta, buonissimo, bravissima e grazie Claudia, un gustoso regalo.
Qualche giorno prima avevamo conosciuto Rosmari e Michael, una coppia tedesca in viaggio per il mondo con un sidecar, la mia passione. Loro vengono dal Nepal dopo aver attraversato  Pakistan e India.  Ora proseguono verso l’Australia, insomma la nostra stessa rotta ma nel senso inverso, cosi è stata una buona occasione per scambiarci informazioni.
 Come la coppia coreana anche loro hanno la nostra età, ci siamo subito sentiti in sintonia, anche alcuni aspetti riguardo la vita le scelte sono simili, è stato un peccato che ci siamo incontrati tardi, ma credo non passerà molto tempo che probabilmente i nostri cammini si incroceranno di nuovo. Questo è il loro blog:   shykai   e   knattertour 




14 settembre 2012

ancora una settimana

Come vi ho detto la Guesthouse dove siamo alloggiati qua a Bangkok è un posto simpatico e tranquillo, le giornate passano veloci in questa paciosa prigionia tra caffè  chiacchiere e musica. 
La settimana scorsa ho deciso di mettere mano al mio pc portatile, un hp 6735s che un mese fa ha smesso di funzionare. È vecchio lento e a volte il  monitor si vede solo a metà. Non ho intenzione di spendere soldi per farlo riparare, ci provo io, mal che vada smonto l’hard disk e il resto… pace al processore  suo.
  Fatto letteralmente a pezzi e individuato il problema nei contatti della gpu mi ingegno con i mezzi che ho a fare, per dirla così, una nuova saldatura.
A disposizione ho pinze cacciaviti e martello, nel caso opponga resistenza, una piccola fiamma ossidrica e un fornetto elettrico, si si, proprio quello che uso la mattina per tostare le fette di pane. Certo i puristi dell’elettronica camice bianco e bustine antistatiche  si scandalizzeranno non poco, ma poco importa, io ora ho di nuovo il mio portatile funzionante.
 Costo dell’operazione 2 tazze di caffè, ma quelle le avrei bevute comunque e 2 centesimi per l’acquisto di un tubetto di grasso termico da mettere sulla cpu, neanche a dirlo, siamo professionisti o no…noo! Va beh, fate voi. 




Abbiamo lavato la moto per la spedizione aerea, ho sostituito 2 raggi rotti, ingrassato i cavi del carburatore  e la corda del contakilometri, pulito il filtro dell’aria e…cambiato l’olio…no quello no, può fare ancora altri 20mila kilometri…altri 20mila ma quanti kilometri ha? tren..no non ve lo dico se no anche qua i puristi della meccanica…che strano anche loro in camice bianco e …ma come fanno a non sporcarsi mai.
E ancora lavato tenda materassini zaino, insomma tutta la nostra attrezzatura.









Ho trovato un bel paio di stivali dell’esercito koreano, di seconda mano ma buone condizioni per 10 euro, i miei si erano accidentalmente bruciati nel vano tentativo di asciugarli, poi delle scarpe e un pantalone per shizu,  i vecchi dopo l’ennesimo strappo è stato impossibile rammendarli ancora. Ho ritirato il mio nuovo passaporto e consegnato i documenti allo spedizioniere. Lunedì  portiamo la moto al suo magazzino, devo smontarla, farla piccola per occupare il minimo di volume, metterla in una cassa  e poi…non ci resta che aspettare, ancora una settimana e ..Nepal ARRIVIAMOooo.

24 agosto 2012

bazzecole quisquilie pinzillacchere


Bluefin la Guesthouse che avevamo prenotato è simpatica, posizionata in una zona tranquilla, lontano dal caotico e rumoroso traffico del centro di Bangkok,  anche gli ospiti sono tranquilli.  C’è una svizzera una spagnola una tedesca due australiani, un tedesco un inglese e una cinese, poi naturalmente noi due a completare l’elenco.
Sembrava tutto facile e rapido, ma con noi…chissà, sarà che mi piace improvvisare, sarà la goliardia che tuttavia non passa, sarà questo mio  eterno… mia madre a proposito mi direbbe…o no, è meglio lasciar perdere le parole di mia madre, sta di fatto che… abbiamo ancora un problema, di poco conto, piccolo piccolo, bazzecole, quisquilie, pinzillacchere.
Vi ricordate che, mi sembra il giorno 18 luglio, la prendo un po’ larga così tanto per rinfrescarvi la memoria,   siamo entrati in Thailandia  e dopo una settimana  in Bangkok.      È così, la cosa sembrava facile e rapida, una settimana era il tempo previsto per espletare tutte le formalità.  Dovevamo solo andare dallo spedizioniere inscatolare la moto e volare assieme a lei verso Katmandu la capitale del Nepal.
A noi non piace per niente spostarci in questo modo, ma non c’è nessun’altra possibilità purtroppo, le uniche due frontiere Cina e Myanmar non permettono l’importazione e la guida di veicoli stranieri sul loro territorio.
E così il martedì 24 ci presentiamo dallo spedizioniere e Kittima il nostro contatto ci dice che la cosa non si può fare, il timbro sul carnet non serve, anzi in questa occasione è un problema.   Per la spedizione serve il foglio di importazione, lo rilasciano solo in frontiera. Ma a noi hanno timbrato il carnet, che si fa adesso.      Ci consiglia di andare in Cambogia, dista solo 300 kilometri, 70 dollari di visa, poi rientrare facendoci fare questo foglio.
Per la serie non sfidare il destino ma assecondalo semmai, decidiamo così di non andare subito in Cambogia, una toccata e fuga no, non va bene, ma di  fare un giro un poco più grande.    Un giro per la Thailandia passando a ridosso della frontiera con il Myanmar e  entrare poi in Laos dalla frontiera più a nord. Ridiscenderlo tutto seguendo il corso del fiume Mekong  sino a Savannakhet poi svoltare prendere per Lao Bao ed entrare in Vietnam, zigzagare di qua e di la per poi entrare in Cambogia.  
L’idea era quella di percorrere solo esclusivamente le strade sterrate e i piccoli sentieri, ma questa è la stagione delle piogge e come avete visto non è stato possibile.  Il nostro percorso è cambiato, siamo stati costretti a scendere dritti su strade asfaltate per tanti kilometri, con dispiacere abbiamo abbandonato l’idea di zigzagare in fuoristrada per il Vietnam, siamo entrati in Cambogia, fatto il nostro giro e, arrivati alla frontiera ci siamo fatti compilare il foglio di importazione e siamo  entrati per la seconda volta in Thailandia, ma questa volta solo con il timbro valido 15 giorni, visto che abbiamo tutti i documenti e a Kittima serve solo una settimana per fare la spedizione.  Il Vietnam sarà per la prossima volta.
Sembra che tutto comunque sia andato bene direte voi…beh c’è ancora una cosa, arrivati a Bangkok mi accorgo che al mio passaporto sono rimaste solo 2 pagine libere, troppo poche per avere altri visa, alcuni paesi, ma tu guarda la fortuna, vogliono almeno due pagine libere continue.   La cosa non ci ha preoccupato più di tanto, tempo fa anche shizu aveva rifatto il passaporto e la sua ambasciata glielo ha rilasciato in 4 giorni, che problema c’è, il nostro permesso è di 15 giorni, quindi tempo più che sufficiente.
Magari fossi  giapponese, sono stato all’ambasciata italiana e il tempo per il rilascio di un nuovo passaporto è… dipende, comunque minimo 3 o 4 settimane… tah tah tah tan…terrore.
Come 3-4 settimane e adesso che si fa?!!   Dalla Thailandia non si può richiedere il visa, bisogna per forza uscire entrare in un altro paese e da li, presso l’ambasciata Thailandese,  prendere il visa.
A disposizione abbiamo Cambogia Laos e Malesia, un bel terzetto, il triangolo no, non lo avevo consideratolo…magari ci proverò la geometria non è un reato...scusate canticchiavo una vecchia canzone.   Torniamo seri,  decidiamo per il Laos, precisamente andremo a Vientiane la capitale che è proprio la città di frontiera.
Se tutto va bene, tempo una settimana siamo di rientro a Bangkok, il visa è di 60 giorni possiamo fare le cose con calma.
Nel frattempo martedì ho presentato la domanda di nuovo passaporto alla mia ambasciata e ora non ci resta che attendere, il ferragosto è passato quindi dovrebbe essere …tutto apposto.
A pensarci bene però siamo stati ancora una volta fortunati, in Nepal è ancora stagione dei monsoni, pioggia pioggia sempre pioggia, questa  termina a settembre, ma tu guarda… vuoi vedere che troviamo il bel tempo.
Domani facciamo un giro a Chatuchak, uno dei più grandi mercato all’aperto del mondo, ci servono delle scarpe nuove, sai come si dice… basta a salute e un par de scarpe nove  poi girà tutto er monno…  Domenica mattina se n’annamo...di nuovo in strada, aho  Vientiane ci aspetta. 

19 agosto 2012


Che nottatina, uhm…umidiccia per così dire.
Il tempo non è sereno ma per ora non piove, fatta colazione e ripiegata la tenda  con abbondante fango ci mettiamo in movimento.
La toppa fatta al copertone sta reggendo ancora ma non possiamo andare così in eterno, si sta strappando anche in altre parti, a Bangkok lo cambio.
Ci fermiamo a pranzo in un ristorante per camionisti, qua si mangia sempre bene e si spende il giusto.
Poi come sempre un salto al super  per comprare frutta e pane, ed ecco che  ricomincia a piovere, proprio come ieri, fortissima.
Alle 6 ancora continua, non possiamo aspettare oltre ci mettiamo le tute antiacqua e andiamo, il piano è che  se troviamo un posto riparato, tipo tettoia  o giù di li, si monta la tenda in caso contrario si cerca un hotel.
Alle 8  bagnati fradici  e ancora sotto la pioggia optiamo per il Venezia resort, il primo , l’unico che ci si è presentato davanti.
Scusi avete camere, mi allunga un foglio. 500 baht per un giorno 300 per 2 ore…ah ah..ci risiamo, un hotel del sesso, ok, shizu che si fa,- va bene ci fermiamo è tardi-. E pensare che siamo solo a pochi kilometri dal centro.
Una doccia e a cena in un ristorante su ruote, un carretto con un grande pentolone, appena dietro l’angolo, che bontà di  zuppa, una zuppa di pollo con verdure, abbondante e super economica. 
 domenica19
 che buona dormita, il letto era davvero comodo. Facciamo colazione e con calma, non c’è nessuna fretta, la camera è per un giorno, 24 ore, possiamo stare sino a sera, aspettiamo che asciughino le ultime cose carichiamo la pode e andiamo.
Alle 3 scortati da un poliziotto motorizzato, al quale avevo chiesto indicazioni sulla strada da fare e lui non sapendo parlare inglese preferisce accompagnarci, arriviamo alla “guest house” che avevamo prenotato.

30 luglio 2012

Thailandia in progress


Chiang Mai nord della Thailandia, siamo qua da due giorni, fermi in un’ostello per darci una ripulita e far asciugare l’attrezzatura.
Eravamo entrati in Thailandia 13 giorni fa, martedi 17 per la precisione, attraversando una frontiera segnata dal corso di un fiume, proprio alla sua foce,  non ci sono ponti si attraversa su una chiatta… ma questo ve lo avevo già raccontato.
Ci eravamo fermati in un ostello a Narathiwat, e qua abbiamo conosciuto Mario, motociclista belga in giro per il sud est asiatico con la sua moto.
Ci scambiamo racconti impressioni e curiosità sui nostri viaggi, poi il giorno dopo percorriamo assieme i 230 kilometri di  strada che ci porta ad Hat Yai.
19 luglio
Ci fermiamo ad Hat Yai una notte per conoscere di persona Andrea, un italiano che vive e lavora qua.      Andrea è amico di Matteo, altro motociclista in giro per il mondo, noi con Matteo ci eravamo conosciuti l’anno scorso in Australia, eravamo stati ospiti a casa sua in Perth, come è piccolo il mondo vero.
Andrea, anche lui motociclista ci viene incontro con la sua suzuki, presentazioni, il feeling è immediato, ci raccontiamo un pò di cose davanti a un ottima cena, offerta da Andrea, poi andiamo tutti  in un locale con musica dal vivo per bere l’ultima birra,  ma è ora di andare a dormire domani Andrea lavora, ci accompagna all’hotel  foto e ci si vede on the road.
Mario e Andrea









La mattina salutiamo Mario che prende una direzione diversa, noi andremo a Bangkok, da li spediremo la poderosa verso la nostra prossima destinazione.
Abbiamo deciso di fare la costa ovest, ci sembra più movimentata, qua in Thailandia le strade son tutte dritte, speriamo bene.
1200 kilometri e 4 giorni dopo arriviamo a Bangkok, le strade percorse sono state belle, in mezzo alla foresta poi costeggiando il mare e di nuovo su in montagna tra cascate e templi, per tre notti abbiamo campeggiato sulla spiaggia.









23 luglio
A Bangkok ci arriviamo nel primo pomeriggio, un vero casino per noi che non abbiamo un "navigatore" districarci nel caotico traffico, risultato dopo 3 ore stiamo ancora girando a vuoto, troviamo finalmente l’ufficio della Trans Air Cargo ma troppo tardi, è chiuso.
Inizia a piovere, troviamo un hotel che sembra una casa chiusa riconvertita, l’ambiente è rosa, tutto dipinto di rosa, l’aria adora di rosa e lavanda, piante e fiori finti dovunque, cuscini tanti cuscini buttati li cosi, come per caso. La stanza anche questa è rosa, la luce è tenue, ci  sono  tre vasi con profumatissime  piante finte che volano rapidamente fuori dalla stanza sul pianerottolo.   Il condizionatore, un modello retro funziona solo in modalità Siberia  pieno inverno quando è in atto una bufera, oppure …oppure off e per chi non capisse l’inglese vuol dire spento.
Il bagno è in comune e anche qua la luce è piccola piccola, ma quante belle piante finte e come profumano, sembra una foresta quasi quasi non uso neanche la tazza, gliela faccio qua, stile nature….
La mattina carichiamo la moto e andiamo all’ufficio della Trans Air Cargo per parlare con il nostro contatto, la signora Kittima.
Brutte notizie, Kittima dice che ci vuole un documento, un permesso di importazione semplificato, ma abbiamo il carnet timbrato, -e no, ora questo carnet non serve, senza il permesso di importazione la moto non può essere spedita-.
Ma a noi alla frontiera non hanno detto niente, hanno solo timbrato il carnet e ci hanno detto che era tutto apposto.
-Si lo so ma adesso è così,  andate in Cambogia-, scusi in Cambogia... –si, la frontiera più vicina a Bangkok è Aranyaprathet , sono 300 kilometri, uscite dalla Thailandia rientrare e vi fate  fare questo documento, poi mi portate anche questi documenti, -mi da la lista-  e in una settimana  è tutto pronto-.
Ed è così che i nostri piani sono cambiati, inizialmente avremmo dovuto solo arrivare a Bangkok per spedire la moto e noi, la Cambogia non era nei nostri piani.
Salutiamo Kittima e ritorniamo al nostro hotel, che fare…non ci mettiamo molto a prendere una decisione, la Cambogia non era nei nostri piani, ma ora per forza ci dobbiamo andare e allora perché non visitare anche in Laos e in Vietnam, sono li vicini e  poi perché sfidare il destino, assecondiamolo semmai.
Giorno 25.
La mattina aspettiamo che la pioggia sia un poco meno violenta e ci mettiamo in strada, la decisione è presa, andremo a nord cercando, strade permettendo di costeggiare il più possibile il confine con il Myanmar, in 4 giorni sempre sotto la pioggia arriviamo a Chiang Mai.  Ora siamo qua stesi ad asciugare, ma domani di nuovo in viaggio, che strada faremo per arrivare in Laos e quale varco di frontiera useremo ancora non lo sappiamo.

rimanete sintonizzati.