lllllllll

oggi è un bel giorno per morire

22 marzo 2011

direzione Airlie Beach


La videocamera dopo 4 giorni di sole ha ripreso a funzionare, per così dire, il risultato non è dei migliori, l'acqua che è entrata tra le lenti dell'obbiettivo lo ha lasciato sporco, come  appannato, la macchina fotografica che era nuova, aimè.. è ancora stesa con i panni, non asciuga, ma accontentiamoci.



 è una mattina piovosa, ma sembra mettersi sul bello, si fa colazione e poi alla stazione di servizio per fare rifornimento.
Il proprietario viene a salutarci e come aveva fatto nei giorni precedenti mi ricorda di non fare la strada che avevo in mente,  dice che è impraticabile e che con le piogge di ieri e della notte è pericolosa, io dico ok ok, ma lui non convinto della mia risposta prende shizu da parte,  non so bene cosa le racconta e finale della storia non ho voglia di creare tensioni cos’ decido di percorrere la strada nazionale, che passa per Rockhampton e poi su verso Mackay.
La strada è un pacco di palle, un dritto nastro di asfalto, con curve che non lo sono, la moto rimane dritta.


Ci fermiamo a Mackay  per sostituire ancora una volta l’olio e il filtro, così per essere più tranquillo.



 Poi di nuovo in marcia verso Airlie Beach, ma sinceramente di questa strada non ne possiamo più, chiedo il permesso di cambiare rotta, Shizuyo  mi chiede come sta la poderosa, perfetta rispondo io, allora cambiamo, questa strada non mi diverte niente.
Ci dirigiamo ad ovest, è una strada secondaria che passa nell’ Eungella National Park.
 La strada è tutta un tornante, guidare è davvero piacevole, anche Shizuyo si sta divertendo, la natura qua la fa da padrona, attraversiamo due fiumi, che poi mi diranno essere abitati dagli ornitorinco… quegli animali  acquatici con il becco grande e schiacciato, ma noi non lo sapevamo e non ci siamo fermati.









Arriviamo a Eungella, quota 700 metri, uno spettacolo, il panorama è da meditazione.
Montiamo la tenda, è poi ci cambiamo, e si siamo ancora zuppi, giu a valle avevamo preso una ramata d’acqua, mezzora di diluvio, ma ora la serata è splendida e nonostante i 700 metri ci sono 23 gradi.









La mattina,  non contenti dei tornanti fatti la sera, prendiamo una strada sterrata, è stata un’esperienza energizzante, anche per Shizuyo che come è ricominciato l’asfalto ha detto: che peccato, non c’è più.




Arriviamo ad Airlie Beach alle 11, ci fermiamo a fare uno spuntino,  a riparare l’inverter  si erano dissaldati alcuni fili, e a provare se i portatili funzionano, perche da due giorni hanno smesso di funzionare, l’inverte l’ho riparato, ma per quanto riguarda  i portatili ancora non ci ho capito niente, sono morti.


Allora ci siamo, volete sapere chi siamo venuti a incontrare, ok, telefoniamo.
Prima cabina chiamo, squilla una due tre… ciao sono maurizio… ohh come stai…dove sei… a Airlie!!… e quando sei arrivato… guarda adesso sono tutto infangato, ero nei campi…dammi un’ora e sono da te a dopo.

Lo aspettiamo seduti in un bar, eccolo è arrivato, con la sua Suzuki V Strom 1000.
 Ciao maurizio, ciao, un abbraccio come vecchi amici, lei è Shizuyo, piacere…dai… ma non stiamo qui, seguitemi andiamo... vi faccio conoscere la mia compagna lavora qua vicino, al centro commerciale.

20 km e arriviamo a casa sua, posto super tranquillo, la casa disegnata da lui è bella, e il garage dove fanno bella mostra un gokart e una motard husqvarna è grande.
Alle pareti gli articoli di giornale che raccontano le sue imprese, che buon odore che si respira.
 Una doccia e poi ci si rilassa sul divano e partono le storie, e quante ne ha da raccontare.
Ci facciamo una birra e aspettiamo la moglie che arriverà per l’ora di cena.
Suzenne è una ragazza neo zelandese, stanno assieme da 16 anni, è simpaticissima, col sorriso negli occhi,  sapete quelle persone che ti mettono tranquillità.
Ottima la cena, Luigi… il nostro amico si chiama Luigi è anche un ottimo cuoco.
D’accordo, siete curiosi, e allora vi dico, il nostro amico si chiama Luigi Garofano, è siciliano, palermitano per l’esattezza,  i suoi  primi viaggi in Europa a bordo di un Honda CB 400 , poi il raid degli States, nel 1985 con una Cagiva elefant 650, coast to coast.
E  poi è toccato al Sud america con la TT600, e ancora con un honda Africa twin 750, l’Africa, e poi… Indonesia..Nuova Zelanda, e poi…e poi ancora non ha finito, il viaggio è li, gli e lo si vede negli occhi, sulla punta delle dita pronto a decollare;  anche lui per fortuna è un viaggiatore di quelli che non inseguono record, lui viaggia per viaggiare, per se stesso, per passione, per amore, lui… lui viaggia….

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