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oggi è un bel giorno per morire

13 agosto 2009

DAY88

Ci alziamo presto, il tempo è brutto, dobbiamo telefonare all’agenzia, ieri non è stato possibile collegarci, siamo inpazienti di avere notizie sui nostri passaporti, quest’inpazienza ci porta davanti l’internet cafe alle 9, troppo presto, in italia sono un’ora indietro,  e  l’agenzia apre tra un’ora e mezza.

Nell’attesa  scrolliamo qualche blog di amici viaggiatori per sapere le loro ultime novità.
 Poi apro la posta , finalmente  è arrivata l’e-mail dall’agenzia, i passaporti sono in viaggio.

 Incredibile il visto nel passaporto di Shizuyo è costato 207 euroooooo, la russia non gradisce i giapponesi, cosi tra i due visti le assicurazioni la lettera di invito e le spese di spedizione siamo a quota 587 euro, una follia, non è per i soldi, quelli vanno e vengono, anche se già da un pò solo vanno, è  che non capisco perché dobbiamo pagare per camminare su una terra che è anche la nostra, io abolirei tutte le frontiere.

E’ arrivata l’ora, telefoniamo, dall’altro capo mi risponde Martina, una simpatica assistente, è lei che ha seguito la nostra pratica, ci da gli ultimi aggiornamenti e ci comunica il n. lettera vettore, così possiamo monitorare il percorso dei nostri passaporti, ora sono a Roma ciampino, in partenza per  Istanbul,  molto bene.
 Stasera preparo una zuppa di zucca con patata e carota, e come secondo i pesci che Yasar ci ha regalato.
Mentre Shizuyo lava le stovigle, io vado su in negozio, a fare conversazione in turko con amico pescatore, non ho capito di cosa abbiamo parlato, ma ci siamo fatti un sacco di risate.

12 agosto 2009

DAY87


Stanotte ho montato dei filmati da scaricare su you tube, cosi dopo colazione andiamo ad Akcakale in un internetr cafe per scaricarli, ma niente da fare, la turkia ha oscurato yuo tube nel 2008 causa alcuni video, sapete questo è un paese democratico che vuole entrare in europa, ma qua non puoi dire niente di contrario sulla turkia o sul suo fondatore, sei punito penalmente , e qua la galera non èuna passeggiata, strano paese.

Torniamo in tenda, è una bella giornata e Shizuyo fa il bucato, dopo andiamo a fare il bagno, poi andiamo in una spiaggia vicino che ha la doccia, con le pareti, Shizuyo vuole farsi una doccia normale. Io sono più spartano e forse esibizionista, continuo con quella da campo.
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Preparo la cena, un ottima zuppa, dopo saliamo al negozio per un gelato il mio amico ci invita a casa per un caffe, caffe turko, alla tv, c’è anche la partita , turkia ucraina , 3 a 0.
sono tutti molto contenti,TURKIA n UNO, così ripetono sempre,noi, ..no coment.


Una serata simpatica a tratti esilarante.


                                         

11 agosto 2009

DAY86

Oggi dobbiamo chiamare l’agenzia per sapere dei passaporti, andiamo a Akcaabat e cerchiamo un internet cafe, questo ci sembra carino, normalmente sono enormi stanzoni con i compiuters tutti in fila, dove ragazzini chiassosi passano ore massacrando poveri malcapitati dentro i loro violenti videogames, qua il posto è pulito e la signora ci ha offerto anche il the.
Ci colleghiamo, il mio passaporto è pronto,  purtroppo con il passaporto di Shizuyo ci sono dei problemi, il consolato Russo in Roma non vuole rilasciare il visto, così hanno dovuto spedirlo a Milano, lo riconsegnano il 13, e poi devono rispedirlo qua in Turkia, la data del visto di ingresso è per il 19, se tutto va come deve non ci dovrebbero essere altri problemi.

In Akcaabat oggi è giorno di bazar così decidiamo di provare a vendere, piazziamo la nostra merce per terra su di un foular, come si usa da queste parti.
Abbiamo molte visite, a tutte piace il nostro lavoro, gusel gusel, bello bello, ma troppo caro, così ci dicono, non importa il prezzo è già tirato e non intendiamo regalare niente, soprattutto dopo aver pagato due normalissimi panini 14 turke lire.
La giornata ci appariva ormai come un buco nell’acqua e invece, una ,due, tre, quattro, cinque vendite,  incredibile, non molto ma abbiamo recuperato quelli dei panini e di qualche cena in più.
Sono le 4 per oggi va bene così, smontiamo e torniamo a casa.
Arrivati a casa raccontiamo a Yasar il nostro amico le ultime novità, che le pratiche del passaporto sono a buon punto, e sulla nostra intenzione di togliere il disturbo, non l’avessi mai detto, impossibile andare via, chiama tutta la famiglia, compreso il vecchio padre di 80 anni, e tutti a dirci di no, noi non disturbiamo e che dobbiamo rimanere li con loro sino al giorno della partenza, che fare, rimaniamo.
La sera per festeggiare la moglie ci invita a cena, spaghetti, EVVIVA, ma… spaghetti.. con lo yogurt!!... e.v.i.v.a,… no no, invece sono buoni, un sapore alternativo ma buoni, possiamo dirlo, evviva.
Oggi è stata una giornata positiva, abbiamo ancora un posto per campeggiare, abbiamo venduto, i nostri passaporti dovrebbero essere a posto, abbiamo cenato gratis, abbiamo un altro buon amico, che cosa vuoi di più.
Buonanotte  

                                    

10 agosto 2009

DAY85 barbiere turko.........

Una goccia d’acqua mi entra nell’orecchio, mi volto e un’altra mi colpisce un occhio, c’è un problema, mi alzo accendo la luce, è l’una, certo, l’una di notte,  piove e a quanto pare non solo fuori.
Devo uscire per sistemare il nailon sopra la tenda,  mi metto la giacca impermiabile, gli stivali e in mutande esco, non c’e vento cosi non devo preoccuparmi di fissarlo, lo sdrotolo semplicemente sulla tenda, fatto posso rientrare.
Shizuyo  mi fa i complimenti per l’ottimo e rapido lavoro, io la guardo e commento, pensi che arriverà in Giappone questa tenda?
Chissa, ora non ce ne preoccupiamo, un bacio e continuiamo a dormire.
La mattina non piove, ma il tempo è incerto, facciamo colazione, pane caldo con miele e un bicchiere di the.
Ho la barba lunga, provo a radermi, ma le mie lamette sono vecchie e non tagliano, strappano, così  decido di andare dal barbiere del paese.
Il barbiere ha il suo negozio al lato di un alimentari e di fronte a una sala da the, fuori i soliti pensionati.
 Entro, è un piccolo locale, una poltrona un lavandino, la specchiera e un televisore, in alto sulla parete, come mi spiego ora, non c’è molto da spiegare, siamo da un barbiere, poi basta guardarmi, due gesti e ha capito tutto, mi fa cenno di sedermi.
Shizuyo è fuori che scatta foto e fa converzazione con i pensionati, io sono seduto qua da 30 minuti, non sapevo ci volesse tanto.
Comunque ha fatto un ottimo lavoro, la mia pelle ora è più liscia di..ok  quando devo pagare, how much, così gli dico, niente niente, mi fa cenno con le mani portandosele al petto e accennando un inchino, incredibile, che fare, ringrazio, foto ricordo, saluti, anche per alcuni vecchietti che si erano seduti davanti la bottega e che per tutto il tempo non mi avevano tolto gli occhi di dosso, commentando il lavoro del barbiere.
Così rimesso a nuovo, andiamo a Trabzon, dobbiamo fare alcune commissioni.
A Trabzon, proprio come due sprovveduti turisti ci siamo fatti anche ingannare, abbiamo mangiato due panini in un fast food ristorante di quelli da turisti, cosi il conto è stato 14 turke lire, con meno mangiavamo dell’ottimo e fresco pesce alla griglia, seduti al tavolo, staremo più attenti, non abbiamo soldi da buttare.
La sera rientriamo  ad Akcakale, un the con i nostri amici, i soliti discorsi, il taccuino dove appuntare nuove parole, in turko si intende, ed arriva l’ora che io prepari la cena, già sapete di che cosa si tratta.
Buonanotte

                                      


09 agosto 2009

DAY84

 Sono le 9 Shizuyo ancora dorme, non la sveglio fuori piove, io aspettando che smetta sistemo le foto nel pc.
Alle 11  si intravedono i primi raggi di sole, giusto il tempo di preparare la colazione e ricomincia a piovere, colazione romantica sotto la tenda.
Non abbiamo niente da fare, la giornata la passiamo tra la sala da the del nostro amico Yasar e la tenda, ci facciamo anche un bagno, il mare è fantastico, calmissimo, l’ideale per Shizuyo che non ha molta dimestichezza con le onde.
Ciondolando da una parte all'altra arriva l'ora di cena, e di cosa già lo sapete.



08 agosto 2009

DAY83 monastero Sumela

Viste le molte insistenze dei nostri nuovi amici riguardo ad un monastero che si trova a un centinaio di km da qui, monastero di Sumela, decidiamo di andare a visitarlo, augurandoci che non sia come il castello di ieri.
Dopo colazione partiamo, il negozio di moto è sulla strada, così passiamo a vedere se sono arrivate le gomme, ci sono, perfetto uno di questi giorni passeremo a ritirarle, voglio sfruttare  al massimo quelle vecchie.
Il monastrero è in montagna, prima di arrivare ci fanno anche pagare una tassa, 5 lire turke, come passaggio nel parco nazionale di Turkia.
Arriviamo al monastero passando per alcuni paesini, stile “super turistico”, e una decina di ristorantini situati sulle rive del fiume, dove servono ottimo pesce , cosi dicono.
Ancora qualche curva, ecco, siamo arrivati, vediamo il monastero, è costruito attaccato alla montagna, nella roccia, incredibile, la vista è stupenda.
Parcheggiamo la poderosa  e dopo un km a piedi arriviamo all’ingresso del monastero, qua bisogna pagare 8 lire turke a testa, non le abbiamo, che peccato, ci godiamo la vista, mangiamo una pannocchia di mais alla brace, giriamo la moto e andiamo.
Ma, intravedo una strada sterrata che sale sulla montagna verso l’alto, a me piacciono le strade sterrate, chiedo il permesso al mio navigatore, permesso accordato, e vai….oggi guidare la poderosa senza valige e, nonostante  l’andicap delle gomme finite è divertente per me.
Shizuyo ogni tanto mi ricorda di andare piano, che è pericoloso, io la ascolto per alcuni metri poi, il polso gira da solo e,.. ancora la sua voce.
 Sono convinto che piace anche a lei, solo si preoccupa di eventuali cadute e delle conseguenze, io non ci penso, quando su questi salitoni la moto scoda da una parte all’altra, e ogni curva è un controsterzo…..cosa ci posso fare, non capisco più niente,  ritorno “l’imbecille” di un tempo, mi diverto troppissimo.
Indossiamo le giacche, qua su comincia a fare freddo, saliamo ancora per una decina di tornanti, tra la parete della montagna e lo strapiombo, poi, chiamati da un signore ci fermiamo a prendere un the in una baracca, stile vecchio west, niente elettricità, il ruscello che le scorre davanti, oltre a dare ottima acqua, fa girare una ruota collegata a un piccolo generatore di corrente che, alimenta l’unica lampadina penzolante quasi al centro della baracca, una scheggia di specchio sopra a un lavandino con lo scarico libero, una tendina fatta di sacco copre mezza finestra, un letto attaccato a una parete, 3 sgabelli, un tavolo, e in una parete la cucina, in questo caso trattasi di alcuni pezzi di legno che ardono tra 4 pietre.
Il the è tiepido e per niente buono, pensavamo fosse gratis, sbagliato, ha voluto 1 lira turka, 50 cent. di euro, di norma con 1 lira prendiamo 4 the.
Proseguiamo ancora per poco, comincia a piovere, torniamo indietro, devo fare molta attenzione, i salitoni di prima ora sono discese.
 Le pietre bagnate, le gomme finite e la voce di Shizuyo rendono il tragitto sterrato diciamo, interessante, e a tratti monotono, avrete capito che i momenti monotoni riguardano Shizuyo, scherzo, sicuramente ha ragione e prima o poi gli darò ascolto.
Rientriamo ad Ackecekele, i nostri nuovi amici ci stanno aspettando, sono tutti riuniti davanti al negozio di Yasar, per sapere come è andata l’escursione e per guardare le foto.
La cosa che gli ha lasciati a bocca aperta è vedere le foto che abbiamo fatto sullo strerrato della montagna, con la moto fin lassù, come avete fatto, è  pericoloso, questi sono stati i commenti.
Ora, vista la nostra capacità di arrapicarci come le capre su per le montagne, ci hanno dato nuove dritte, nuove destinazioni, un lagho in cima ad una montagna, dicono un posto bellissimo, ok ascoltiamo le spiegazioni e prendiamo appunti, domani, towmorro towmorro we going, ok,ok.
Lasciamo i pensionati,… ve lo avevo detto che i nostri nuovi amici sono tutti vecchietti?
Li lasciamo ancora discutere su quale strada sia meglio, sulla distanza, se la moto può farcela, noi andiamo in tenda, dobbiamo preparare la cena, zuppa di patate e zucchine, quelle dell’orto davanti la tenda.

     

07 agosto 2009

DAY82 gare di nuoto..............

Sono le 9, l’ombra dell’albero che ripara la tenda a quest’ora non serve più, ci alziamo e preparo la colazione.
Dopo passiamo a salutare i nostri amici, e andiamo a fare un giro sul molo del porticciolo davanti casa.
Facciamo anche il bagno, mi piace nuotare, e l’acqua oggi ha una temperatura ottimale, rietrati in tenda ci faccianmo anche la doccia, tra le risa e lo sbigottimento di alcuni vecchietti che sorseggiano the nella casa al di la del fiume.
Pranziamo con due mele e alcune pere, poi visto le insistenze ormai continue da parte di tutte le persone che ci conoscono, decidiamo di andare a vadere i resti di un castello proprio qua dietro , una cagata pazzesca, quattro pietre in mezzo a spazzatura varia vegetazione incolta, 3 villici che ordinatamente pisciano a ridosso dell’unico muro rimasto, tutto qua, scatto 3 foto, lo stesso soggetto da angolature differentri, cera solo questo, così tanto per avere una prova da mostrare, e così chiudere immediatamente l’argomento castello, poi appena lasceremo questo paese elimineremo le foto dal pc e dalla nostra memoria.
Il pomeriggio mentre Shizuyo stende i panni e fa converzazione con le donne, io vado in canoa con il figlio Murrad, e poi, dopo un giro dentro e fuori il porto, andiamo a nuotare con un gruppo di amici,eta media 17 anni.
Subito vengo eletto miglior nuotatore, e tutti vogliono sfidarmi, erano in 15,due ore avanti e indietro banchina faro faro banchina, risultato 15 su 15, sono ancora il migliore, sono stato confermato primo nuotatore all’unaminità da questo gruppo di ragazzi, e anche in paese, dopo, quando con Shizuyo sono andato a comprare il pane vengo avvicinato da sconosciuti che facendo il gesto di nuotare mi fanno i complimenti.
Ora  è sera e nella tranquillità della nostra tenda mi chiedo, perché mai il mio ego a volte non se ne va a dormire, fuori i ragazzi ancora continuano a fare casino senza problemi, io sono qua, con il corpo tutto dolorante, probabilmente io domani staro meglio e loro…..o forse no.

                                
              



06 agosto 2009

DAY81

Oggi piccola manutenzione alla poderosa, devo “tirare” la catena, pochi minuti e il gioco è fatto.
Poi verso Trabzon, spediamo un paio di cartoline, e andiamo alla ricerca di un calzolaio, i miei stivali dainese hanno bisogno di una nuova suola, peccato che non siano risuolabili, quindi facciamo mettere una toppa, servirà per qualche giorno, a parte la suola entra acqua da ogni parte,e me li hanno venduti per antiacqua 100%.
Non comprateli, la prima pioggia e i miei piedi erano a bagno, pensare che a casa ho i miei vecchi stivali che uso quando faccio del fuoristrada, hanno più di 20 anni, e ancora sono validi, perché mai ho comprato questi??
Il calzolaio ci offre il the, 10 minuti di lavoro, 2 lire turke(1 euro), molto economico.
Il pomeriggio lo passiamo in un internet cafe, telefoniamo all’agenzia e ci dicono che i passaporti sono già al consolato, li ritirano martedì 11, poi immediatamente ce li rispediscono.
Vediamo la velocità dei corrieri italiani, qua da Trabzon a Roma, il corriere locale ha impiegato 3 gioni, la TNT da me contattata mi ha detto: Italia turkia, in 2 giorni avrai il tuo pacchetto, speriamo.
Ritorniamo a Achkebart, un pescatore ci regala del pesce fresco, credo sia una specie di, non ne ho idea o qualcosa di simile, non ha importanza, la cosa buona è che abbiamo svoltato anche oggi, cena gratis.
Abbiamo una patata, la zucchina è nell’orto davanti la tenda, i pesci sono tanti, cosi, una parte li faccio a zuppa e l’altra in padella “girati e voltati”, ma non basta, le donne che ci ospitano ci fanno visita con uno contorno, melanzane cipolle pomodori e piccole taccole, cotte come una caponata, delizioso, che cosa vogliamo di più, oggi c’è anche la luna piena a farci compagnia.
La serata non è ancora finita, dopo cena le donne ci invitano a salire a casa loro per un the, ci sono anche altri loro parenti, molto simpatici, guardiamo un pò di foto di famiglia, poi si parla, ancora un the e poi ci offrono la lavatrice per un bucato, io vorrei dire di no, anche perché domani avevamo deciso di andarcene in collina, ma Shizuyo all’udire lavatrice spalanca gli occhi, cosa difficile per un giapponese, certamente dice, thank you very much, e il sonno che normalmente la colpisce a quest’ora è sparitro, quasi quasi dopo ne approfitto, ma sarà un’impresa impossibile, oltre ai nostri vestiti, anche noi abbiamo un aspetto e un odore..diciamo un poco agreste.
Decido che è meglio rinunciare in partenza.
 Buonanotte.


05 agosto 2009

DAY80 braccialetti d'oro

Lasciamo la casa in collina, oggi ci piacerebbe andare sul mare, scendiamio in citta e percorriamo la costa alla ricerca di una spiaggia.
Dopo 30km, passando davanti a un negozio di alimentari con sala da the, un signore ci invita a bere un the, è il proprietario, subito siamo circondati da diverse persone, chiama il figlio che parla un po di inglese e subito cominciano le domande.
Poi ci porta nel suo appartamento, sopra il negozio, per farci conoscere la famiglia, the, caffe, cibo, insomma di tutto e di più.
Come ha saputo che noi campeggiamo, ci ha offerto il suo giardino, anzi, ci ha ordinato di campeggiare nel suo giardino, tra i noccioli e le zucche, è perfetto, abbiamo anche l’acqua corrente, per la felicità di Shizuyo.
Le donne di casa fanno bracciali e collane in filo d’oro o argento, una cosa tradizionale di Trabzon , credo che sia come la filigrana.
Mentre Shizuyo rimane con le donne per tentare di imparare questa tecnica, io vengo portato sulla terrazza della sala da the, dove una folla di pensionati mi aspetta, con le loro curiosità.
La sera ceniamo in tenda, ma le donne ci portano carne, pomodori, frutta, e dolci, ottimi dolci fatti in casa, questi ultimi per la mia felicità.


04 agosto 2009

DAY79

Sveglia all’alba, circa le 9…. Colazione, poi paghiamo la pensione, parlo con il proprietario riguardo al pacchetto che stiamo aspettando, e andiamo, dobbiamo comprare le gomme e i freni per la poderosa.
Giriamo tutti i gommisti della città, niente, nessuno ha gomme da moto e nessuno può o vuole ordinarle, e neanche sanno, o non vogliono dirci dove trovarle.
Finalmente, trovato, è un negozio con la scritta Yamaha, di moto neanche l’ombra, fuori due vecchi sorseggiano il the e ci danno il benvenuto, dentro caschi e vestiario, cose dal sapore antico, e qualche ricambio sparso qua e la per il locale, bene, chiediamo, forse in Istambul, ci risponde, ok dico io, controlliamo.
 L’omino si siede davanti al compiuters, mi chiede quale gomma desidero mostrandomi il listino metzeler, questa e questa faccio io, segna il codice, pigia invio, e …rosso, non ci sono, ok allora queste, codice invio, e…non ci sono, ok allora queste, codice invio,e….non ci sono…molto bene, mi scappa da ridere, mi siedo davanti all’omino, lo guardo negli occhi e molto lentamente scandendo le parole gli dico:  a l l o r a            d i m m i      c h e  c………..  d i    g o m m e     c i   s o n o ? ? ?..l’omino alza un dito annuisce si volta, e da uno scaffale prende un altro listino, questa volta pirelli, proviamo, questa e questa, codice invio, e…..luce verde ok, ci sono, E.. CI VOLEVA TANTO.
Il prezzo è come in italia, ci servono, le prendiamo, due giorni, devono arrivare da Istambul dice, va bene, saremo inchiodati in questo  posto per i prossimi 15 giorni, non abbiamo fretta.
Questa sera abbiamo deciso di andare a vivere, a dormire in collina, quindi imbocchiamo la prima strada che porta in alto.
Saliamo percorrendo tornantini di asfalto e cemento per una quindicina di km, poi appare, dall’alto lo vediamo, è un bellissimo prato verde nel bel mezzo di un noccioleto, trovo l’ingresso, entriamo, arriviamo nel mezzo, è perfetto.
Fuori il cavalletto, scarichiamo tutto e montiamo il campo.
Finalmente, ora si, ora ci sentiamo a casa.
Piazzata la tenda viene a farci visita una famiglia, sta facendo la raccolta delle nocciole, portandoci acqua fresca, cetrioli, nocciole, e tanti sorrisi e domande, nessuno parla inglese a parte una bambina, che a volte traduce qualche parola, ma è timidissima, e così anche le sue traduzioni.
Non importa a nessuno, un sorriso, una carezza, un dono, sono piu importanti che mille parole, per noi, e questo sembra anche per loro,.
Ancora inviti, ma questa sera no, stasera preferiamo la tranquillità di casa nostra.


03 agosto 2009

DAY78 spedizione passaporti

Oggi abbiamo spedito i passaporti con un corriere locale, fa anche internazionali, così dice, speriamo bene, perché la ragazza allo sportello non sapeva neanche una parola di inglese, ci siamo spiegati e capiti a gesti, credo.
Avevo contattato sia la TNT che la DHL in italia, tutte e due con pochissime informazioni sulle loro sedi estere, comunque mi hanno dato un numero di telefono turko, ho telefonato ma purtroppo non ho capito niente, parlavano solo turko.
Dopodomani chiameremo in Italia per sapere se è arrivato il pacchetto, poi, dobbiamo solo aspettare.

01 agosto 2009

DAY76 1 agosto

Giornata così, passata ciondolando un po’ in giro, piove ancora, rimaniamo in hotel, Shizuyo lava giacche e pantaloni.
Pranziamo in un locale vicino all’hotel, dell’ottimo e abbondante pesce alla piastra, per soli 6 euro.
Proviamo a fare i turisti, ma la cosa non ci diverte ne ci piace, torniamo in hotel a fare i fatti nostri.
Ceniamo poi ordiniamo le foto nel pc, e correggiamo le bozze del blog.
Domani la giornata sarà impegnativa.


31 luglio 2009

DAY75 no visto russo per i giapponesi...

Siamo davanti al consolato, dovrebbe aprire alle 10, forse, così dicono qua, aprirà invece alle 11.
Troppo facile, il nostro entusiasmo viene subito spento da un giovane impiegato, volutamente antipatico.
 Per me, che ho il passaporto italiano è possibile avere il visto, per Shizuyo che ha il passaporto giapponese, non è possibile avere il visto per la Russia dalla Turkia, chiedo spiegazioni, ma il ragazzo mi fa solo vedere un foglio e mi dice, è scritto qua, poi se ne va.
Siamo fuori, in strada, più incasinati di prima, telefoniamo al consolato Russo ad Ankara, ma oggi è venerdi, è chiuso, i prossimi due giorni non possiamo fare niente, che bellezza, dobbiamo aspettare lunedi.
Come già accaduto in precedenza i problemi ci capitano sempre nei fine settimana.
Dobbiamo aspettare, e allora cerchiamo anche altre soluzioni, troviamo in rete un’agenzia che si occupa di visti online, la contatto, non ci sono problemi, anche Shizuyo può  avere il suo visto, basta pagare, ci vorranno comunque una quindicina di giorni, dobbiamo spedire i passaporti in italia, poi aspettare.
Andiamo anche al porto per sapere la data di partenza delle navi per Sochi, ce ne sono solo 2 alla settimana, ma non partono sempre, dipende da quanta gente c’è, questo potrebbe essere un’altro problema, il visto ha validità di 30 giorni e dobbiamo comunicare prima la data del nostro ingresso in terra russa, e ci sono più di 11000 km da percorrere, non abbiamo giorni da sprecare.
Piove, troviamo un altro hotel, ancora più economico, 20 euro,bene, ma domani vogliamo ritornare in tenda, non ci piacciono le città.

30 luglio 2009

DAY74 ....si rientra in Turkia....

Sono le 10 siamo a un internet cafe, ci servono informazioni, i piani se mai ne avessimo avuto sono cambiati, partiamo alla volta di Trabzon Turchia, pensiamo poi di prendere un traghetto per Sochi entrando cosi finalmente in Russia.
Pranziamo al ristorante di un amico turco, con poco piu di 6 euro, poi andiamo, la frontiera non è lontana, spendiamo gli ultimi lari georgiani, facciamo benzina, in turchia costa moltissimo.
Arriviamo alla frontiera, al primo controllo fanno scendere Shizuyo, i passeggeri devono passare da un altro controllo, io passo il controllo georgiano, la moto ok, avanti verso la parte turca.
Il. primo controllo ok, procedo,  secondo ok, terzo, qua mi chiedono l’assicurazione con la carta verde, non ho l’originale, ho solo una fotocopia, e dopo alcuni minuti di accesa discussione dove il polizia non capiva quello che dicevo, e io facevo finta di non capire nulla di quello che mi diceva, mi guarda, guarda la fotocopia mi rivolge ancora delle domande e io continuo a fare l’imbecille, mi viene in mente il film amici miei, il conte Mascetti, e molto seriamente, gli rispondo come tognazzi, la supercazzola….
Mi guarda, riguarda il foglio poi me lo tira  sbuffando, timbra il passaporto e senza neanche guardarmi mi fa cenno piu volte di andarmene.
L’ultimo controllo è solamente una formalita,è un controllo sui precedenti controllori.
Esco sono in Turchia, non vedo Shizuyo, strano, avrebbe gia dovuto essere qua, aspetto, dopo mezzora  la cosa non mi convince, senza dare troppo nell’occhio, giro la moto e piano piano rientro, non se ne accorge nessuno, salgo sul marciapiede e passo dietro al casotto della polizia, arrivo all’ultimo, sarebbe il primo, controllo turco la attraverso indisturbato sono sul piazzale sto rientrando in Georgia dall’uscita qundo…ora se ne sono accorti, arrivano i polizziotti georgiani che urlando qualcosa mi sbarrano la strada,  poi i turchi, gli spiego ma non capiscono, parcheggio la moto ricontrollano il mio passaporto e mi dicono di andare via , fuori ,che la turchia e di la , non capiscono, nessuno parla inglese, niente, ne una parola, allora gli parlo cosi , 2 caschi 2 persone , io 1 persona, dove cazzo è l’altra persona,….haa da. da.  dice il polizziotto turco, problemi con computers, la moto mettila li e aspetta .
Aspetto per ben 2 ore, alla fine eccola arriva Shizuyo, primo secondo e terzo controllo , ricontrollano anche me , poi finalmente siamo in Turkia.
Mancano poco meno di 2oo km per Trabzon, vado a non piu di 100km l’ora , per risparmiare carburante, come ho gia detto qua costa troppo, arriviamo a Trabzon alle 6, come al solito la citta è un casino, andiamo verso la montagna per trovare un posto dove passare la notte, ma Shizuyo non sta bene, si opta per un hotel, lo troviamo, economico e c’è anche wi -fi, ma non funziona, che sfiga.
Una doccia , molto lunga, caspita questa volta eravamo veramente sporchi, l’ultima doccia risale a 8 giorni fa, Shizuyo ora sta bene ed è contenta, cucino in stanza , zuppa di carote e mais, mentre Shizuyo fa il bucato, ha una vera passione per il bucato.
Domani consolato russo, poi alla ricerca di un gommista e russia… arriviamo.

29 luglio 2009

DAY73 georgia la terra più bella del mondo

Partiamo da Tblisi per Batumi, arriviamo alle 4, qui in Batumi c’eravamo passati 20 giorni fa ,che sforuna, ci informiamo sui traghetti per Odessa, li all’agenzia incontriamo 2 coppie di motociclisti polacchi , anche loro vogliono rientrare in polonia passando per l’ucraina, loro hanno fatto un viaggio in georgia passando dalla bulgaria e turkia, ora vorrebbero passare in ucraina.il costo del passaggio è di 500 dollari., e il traghetto parte una volta alla settimana , il 3 di agosto.
Che fare, non lo sappiamo, dobbiano anche cambiare le gomme e i freni alla poderosa, ci servre una citta  grande, decidiamo di restare qua 4 giorni ,cosi possiamo riposare, poi a odessa sistemiamo la poderosa, facciamo il visto russo e continueremo il nostro viaggio.
Salutiamo i polacchi e andiamo a pranzo, sono ormai le 5, quando usciamo dal locale, andiamo a fare benzina, supermercato e alla ricerca di un posto per la notte , oggi preferiamo il mare, e troviamo un bellissimo posto,  prato verde  davanti a una spiaggia di pietre, è perfetto, cena leggera con zuppa di carote, l’ultimo bicchiere di vino , qua dicono che il vino è nato in georgia , dicono anche che la georgia è la terra piu bella del mondo e che Dio l’aveva conservata per se, poi visto la simpatia dei georgiani gliela regalò, potrebbe anche essere cosi, ma cazzo come la stanno maltrattando, poi il sole che muore davanti a noi nel mar nero.