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oggi è un bel giorno per morire

05 agosto 2011

grazie a tutti

un GRAZIE di cuore a tutti coloro che erano presenti, alla casa editrice Internos e a Paolo Bonino della libreria La Zafra che ieri sera ci ha ospitato per la presentazione del nostro libro.."due ruote due matti una tenda"  seconda ristampa.
un vero successo, grazie.
Gente andate in libreria, ordinatelo online, o scrivetemi e ve lo invio.

04 agosto 2011

....e allora, non dimenticatevi, ci vediamo domani alla presentazione del nostro libro "due ruote due matti una tenda", se siete in zona non mancate, vi aspettiamo

Questo è l'articolo sul secolo XIX



03 agosto 2011

presentazione libro

 Oggi è il 3 di agosto, un po’ in ritardo dall’ultimo post…lo so…lo so…
Volevo avvisarvi che venerdì 5 agosto alle ore 21 presso la libreria La “Zafra” di Chiavari, via Vittorio Veneto, c’è la presentazione del nostro libro “due ruote due matti una tenda” fatta dall’editore e dalla curatrice del libro, ci sarà anche un attore che leggerà alcuni passi.
Noi saremo presenti dall’Australia con un collegamento Skype.
Se siete in zona non mancate, è un’occasione per “vederci” e salutarci. http://www.levantenews.it/index.php/2011/08/01/chiavari-due-ruote-due-matti-una-tenda/…………………………………………………………………………………………..

A proposito rispondo alla domanda di qualche lettore: Il libro lo si trova nelle librerie, in quelle fuori dal circuito della casa editrice su ordinazione, poi lo si può ordinare online, e i siti sono tanti e per finire ve lo posso spedire io.
Il costo sono 13 euro.

 Lo sapete vero che siamo a Darwin
Noo!!!
È così, dopo 10 giorni passati in rilassanti passeggiate sulle 
bianchissime spiagge di Broome, ti refrigeranti nuotate nel suo mare, di tramonti, di cieli stellati, di noci di cocco di papaia raccolti direttamente dall’albero, ora siamo a Darwin e …oh noo di nuovo, ancora spiagge bianchissime, ancora refrigeranti nuotate e tramonti e, purtroppo niente noci di cocco ne papaia, ma ancora rilassanti passeggiate che come a Broome ci hanno fruttato qual cosina, un totale di 8 dollari e 50 cent. camminare da queste parti fa bene anche al portafoglio.
Che cosa ci volete fare questa è la vita, e che vita.




 Allora si era rimasti al 17 luglio con la poderosa…diciamo  un po’ seduta, con la ruota posteriore ormai defunta, e con me seduto sul serbatoio per farmi leggero leggero condurre, come direbbe un amico, la “sgangherata” poderosa su quell’ultimo kilometro.
Quell’ultimo kilometro è stato come andare su un cammello zoppo.
Ma alla fine ci sono, la signora  mi fa vedere il posto dove sistemarmi.
Scendo dal cammello ops, scusa dalla poderosa e si presenta, sono Aline, vivo qua con mio marito Smokey, e la, indicando una roulotte, ora vive John, un nostro amico in vacanza da Perth .
Qua c’è il bagno la doccia la luce la cucina se volete attaccate pure il frigo, fate come volete, è tutto per voi, noi viviamo in quella casa laggiù, non ci disturbate.
Io in quel momento non ero molto tranquillo, il posto è un grande parco si intravedono come delle piazzole attrezzate con i quadri  di corrente, bagni docce gazebo, palestra all’aperto, due bungalow e la grande roulotte, mi dava l’idea di un camping.
Allora gli dico, e molto bello, grazie, ma i ricambi per la moto sono cari, e qua… quanto costa…no, dice Alison, niente, questo è mio, -ma è un camping-, no no, questo è per i figli ne abbiamo tre e quando vengono portano sempre molti amici, e poi ci vengono i nostri di amici, come John. Tranquilli fate come a casa, sono felice, sono una vecchia hippy, ho viaggiato anch’io. E va via, dice che fa a fare un sonnellino.
Ritorna però dopo 5 minuti con una fetta gigante di anguria fresca e due porzioni di noodles, e ci da il benvenuto.
Smonto subito la ruota, è un disastro, i raggi rotti sono 7 e gli altri sono in condizioni pessime, ma è inutile pensarci ora, dobbiamo aspettare lunedì.
Montiamo la tenda all’ombra di un albero, e poi via in spiaggia, non è distante, saranno 300 metri in linea d’aria, però attraverso un sentiero sulle dune di sabbia.
La sera Smokey il marito viene a fare la nostra conoscenza, anche lui un tipo simpatico e ci ricorda di fare come a casa, -no worries-, mi fa anche vedere la sua officina, ha anche una saldatrice, un giocattolo, ma mi tornerà utile perché salderò finalmente tutti i buchi della marmitta, ora la poderosa è tornata silenziosa, un po’ mi dispiace, quel rombo mi piaceva, ma  le nostre orecchie ringraziano.

                                            


Il lunedì Alison ci accompagna al negozio ma prima si ferma da un furgoncino del caffè, qua in Australia  sono di moda, sono furgoncini attrezzati con generatore di corrente e macchina del caffè espesso italiana, vanno in giro per la città  a fare caffè e cappucci, agli australiani piace molto, e poi costa un dollaro in meno che in un locale. Un caffè nero 2,50 dollari.
I raggi non ci sono e deve ordinarli, costano una follia, quasi 9 dollari l’uno, 3 volte più che in italia ,ne ordinerò 15  tanto da averne di scorta e riesco dopo  lunghe trattative a strappare un 15% di sconto.
I giorni passano cosi, tra la spiaggia e la tenda, siamo stati anche a vedere per una bici a noleggio, 24 $ al giorno, il sole gli ha dato alla testa, si va a piedi, in fondo il market dove facciamo la spesa dista solo 8 kilometri, e facendo l’autostop a volte diventano molti di meno,  e poi  Shizuyo non aveva mai fatto autostop, questa esperienza l’ha  divertita molto, la prima volta ha lasciato fare a me, non ha tirato fuori la mano, ma dopo che ci hanno caricato… le volte dopo ha fatto tutto lei, camminava con la mano fuori e il pollice alzato, simpaticissima, io mi sono divertito a guardarla.   
Abbiamo conosciuto due ragazzi genovesi , Mario e Umberto, in giro ancora per qualche giorno, poi  Brian, un motociclista del Queensland  in tour solitario around australia, la sua moto ha un’autonomia di 600 kilometri … anche io voglio un serbatoio cosi, il prossimo lavoro, ingrandisco il serbatoio.
E poi vi ho detto, cocco freso tutti i giorni e papaia con lime, tutto questo non ha prezzo, e difatti non abbiamo pagato niente, a parte i raggi, il tipo proprio non ne ha voluto sapere di una mezza sponsorizzazione.
Sabato sono arrivati  i raggi e subito mi precipito a montarli, peggio di come speravo, alla fine dovrò cambiarne 15, e sistemare gli altri, ma come sempre è venuto un buon lavoro, il prossimo post carico una breve video clip sulla centratura del cerchio.
 Domenica ancora gli ultimi due cocchi e poi lunedì con calma dopo pranzo salutati i nostri due salvatori Smokey e Alison si va.   La nostra intenzione era di prendere la Gibb river road sino a Kununurra, la frontiera con i territori del nord, un tracciato sterrato lungo 700 kilometri, ma con stazioni di rifornimento troppo distanti per la nostra autonomia e poi volevo per così dire rodare prima la ruota.
E così abbiamo scelto, non c’era altro, la Great Norther higway , 860 kilometri di asfalto, a dir il vero a tratti è stata anche divertente, Fitzroy Crossing,  Halls Creek  Kununurra e poi la Victoria Highway sino a Katherine e la Stuart che ci ha portato sino  dentro Darwin
Siamo anche rimasti senza benzina a 10 kilometri dalla citta di Halls Creek, 300 klm e vento contrario si sono bevuti tutta la benza, ma un automobilista si è fermato e ci ha regalato 2 litri presi dal suo generatore,  grazie. Il tipo parlava anche italiano, ripeteva sempre 2 litri di latte fresco per favore, e basta, una sagoma.

Abbiamo sempre dormito nei boschi o nelle radure, sempre tranquilli, solo a Katherine la notte siamo andati a controllare quanto distante era un fuoco, da queste parti in questo periodo credo stiano facendo incendi controllati per tenere bassa la vegetazione, o per non averne di grandi, e dove ci eravamo accampati  vedevamo i fuochi, e ci  sembravano vicini e poi il vento trasportava la fuliggine e il forte odore di bruciato.  Allora la notte siamo andati a controllare, il fuoco era ancora distante e tra lui e noi c’era di mezzo un fiume in secca.
Rientrati alla tenda Shizuyo si è addormentata tranquillamente, la mattina però la tenda era ricoperta di erba bruciata.
E ora siamo a Darwin, abbiamo trovato un gran bel posto a Casuarina coastal reserve, sulla spiaggia, c’è anche la doccia e l’acqua potabile. La spiaggia è di nudist,i un pò esibizionisti ma chi se ne  frega, sono anche simpatici.  La vita di spiaggia e durata solo 2 giorni, perchè un ranger ci ha detto che non si può campeggiare e se ci trovava ancora li ci metteva la multa e poi dovevamo andarcene comunque.  Ora abbiamo trovato un buon posto un centinaio di metri più interno, bellissimo e in segnale internet è al massimo, continuiamo a farci la doccia in spiaggia e a nuotare in questo splendido oceano indiano e a farci un sacco di risate osservando i nudisti esibizionisti.

                                              



17 luglio 2011

bruum bruum....Broome...

Che splendida caldissima giornata, uff…30 gradi
Siamo a Broome, piccola località situata nella regione del Kimberley, è una penisola e sulla costa nord c’è la famosa Cable Beach, 22 kilometri di finissima spiaggia da dove ammirare bellissimi tramonti e, nella parte sud la Roebuck Bay con le sue albe .

Che cosa , non ci state più a capire niente, vi avevo lasciato con il post Perth in avvicinamento, è vero… ma ora siamo qua a Broome e questa è una bella storia, almeno per noi, di quelle in linea con la nostra filosofia.
Però, a dir il vero anche a Perth ne sono successe di interessanti, umhh…. Ok ok,  lasciamo in sospeso, per ora,  Broome e ritorniamo a Perth:

O guarda era domenica anche a Perth, domenica3 luglio, era una splendida giornata c’era il sole, ma non era affatto caldo, solo 12 gradi.
Smontata la tenda, fatto colazione…dai, via via Perth ci aspetta.








Arrivati facciamo un giro per conoscere la città ed individuare la via dov’è situata la biblioteca, oggi non c’è traffico, così domani ci risulterà più facile ritrovarla.
In ogni città per prima cosa cerchiamo sempre la biblioteca pubblica, è un ottimo posto per reperire informazioni, c’è internet free, prese di corrente, divanetti dove passare comodamente al caldo o al fresco, dipende, la giornata, pulitissimi bagni dove fare rifornimento di salviettine, dobbiamo dire che quelle delle biblioteche sono davvero resistenti, non sono sapete di quelle che come toccano l’acqua si disfano, quindi un grazie anche alle pubbliche biblioteche australiane.  
 Quanto verde, c’è anche un grandissimo fiume, e parchi, giardini, l’immancabile barbecue,  insomma… tutto come sempre, al solito, come tutte le città Australiane sapete,  vista una… questa assomiglia un poco ad Adelaide.
Ora andiamo al supermercato e poi dobbiamo trovare dentro o fuori la città, ma non troppo, un posto per la tenda, dove sia possibile lasciarla montata un paio di giorni, abbiamo da fare alcune cose in città.
Fatta la spesa prendo una strada verso est, sulla mappa sono indicati dei parchi, ne incontriamo uno e mi fermo, è un campo da criket, non adatto, o meglio sarebbe perfetto per la tenda, ma credo che non me lo permettano, comunque c’è un rubinetto, già che ci sono  riempio la nostra tanichetta d’acqua, Shizuyo nel mentre va  a  dare un’occhiata in giro.
Mentre aspetto che ritorni  parcheggia affianco alla Poderosa un pick up,  scende un signore e un ragazzo con una  palla ovale, lo fermo e gli chiedo indicazioni per una zona tranquilla nelle vicinanze dove sia possibile montare una tenda.
Parliamo un po’, poi si consulta con il ragazzo, e mi dice: -vi va di venire da noi stanotte-, non disturbiamo, -no worries-, ok -allora d’accordo, io sono Mark, lui è mio figlio Marcel, aspettate,  facciamo due tiri e poi se mi seguite, andiamo a casa-.
Dopo una mezz’ora che facevano lanci e tiravano calci alla palla, ritornano.     Andiamo, 10 minuti e siamo arrivati,  -la casa stanotte è vuota, io sono divorziato  Marcel  torna dalla madre e io passo la notte dalla mia fidanzata-.
Perfetto, sistemiamo le nostre cose nella stanza di Marcel,  poi Mark prepara dei sandwich e un caffè, facciamo merenda mentre aspettiamo la madre di Marcel e la nuova fidanzata di papa.
Conosciamo Debora, la fidanzata, è molto simpatica, maestra d’asilo, divorziata anche lei con 3 figli, Mark invece ne ha 2.
Mark stappa una bottiglia di ottimo vino rosso accompagnata però da delle tartine farcite con del formaggio Australiano dal classico sapore di plastica.
Tra una plastica..sorry..tra una tartina e un sorso di vino facciamo conversazione e ci danno un sacco di dritte su un bel po’ di posti da visitare nel nostro cammino verso Darwin, poi vanno via e rimaniamo soli.
Sapete, è tutta un’altra cosa dormire in casa quando fuori fa freddo, e stanotte faceva sul serio, 2 gradi…brrr…da battere i denti.
Con Mark siamo stati in giro per Perth e dintorni, ci ha scorrazzato in lungo e in largo a bordo di una delle sue 6  bentley, però ha anche 2 stupende jaguar e 3 maserati, la biturbo è il suo toys, il suo giocattolo, così dice, è quella con cui si diverte a fare rally.
Mark è un tipo simpatico, sempre sorridente, mette allegria, pensate che il padre è italiano di Caulonia, Reggio Calabria, gli ho anche parlato per telefono, vive ad Adelaide  e abbiamo anche ricevuto un invito.
Mark però di italiano, a parte le solite 4 parole.. che non sto a ripetere,  e poi buongiorno buonasera spaghetti e cappuccino, non sa niente.
Mark una volta aveva un sacco di soldi, nel 1990 ha fatto il giro del mondo con la  prima moglie, ma gente, non di quelli così così,  ma di quelli senza badare a spese, trafficava in borsa, ma come dice lui: un giorno sei ricchissimo, il giorno dopo…tutto finito.
E ora? gli chiedo, e lui con un sorriso grande mi risponde…ora, ora sono felice.
A Mark gli piacciono le vecchie macchine, ne ha potute collezionare un po’, e adesso è diventato uno dei suoi lavori, le noleggia.
Dico uno dei suoi lavori perché come dice lui diversifica, vende anche insegne luminose magnetiche pubblicitarie,  birra cola ecc. ecc, le fa fare a Taiwan, poi è anche manager di una compagnia di trading o giù di lì, insomma è un tipo vulcanico, che forse è italiano…
Sono passati 3 giorni, con Mark ci siamo divertiti, abbiamo conosciuto due suoi amici davvero simpatici, abbiamo anche ricevuto una interessantissima proposta di lavoro ma…no, adesso non ci interessa.
 Domani  lasciamo Perth, e questa volta facciamo sul serio, arriveremo a Darwin in tempo record…cosa?… non ci credete…




 In effetti è così, abbiamo lasciato Perth la mattina del giorno 6 e ci siamo diretti a nord, siamo stati a visitare un piccolo paese, distante un 130/150 km, di nome New Norcia, l’unica città monastica di tutta l’Australia, che ci avevano detto essere interessante, ma poi invece di continuare siamo  ritornati a Perth.   Perché??
vedete, il giorno prima riceviamo un email da un altro viaggiatore, Matteo, di speriamo di non forare, anche lui partito dall’Italia in moto, con una transalp come la nostra, ora è fermo a Perth, sta lavorando per rimettere in sesto la moto, qualche mese fa ha avuto un incidente e la moto ne è uscita malconcia.

Ed eccoci un’altra volta a Perth, a casa di Matteo, cena con penne al sugo e parmigiano, una birrozza, qualche foto, racconti,  scambio di informazioni, e all’una a nanna , Matteo la mattina alle 7 va a lavorare, fa il meccanico in giro per le miniere.
La mattina lo salutiamo, facciamo colazione una doccia poi caricata la poderosa andiamo, questa volta andiamo sul serio.
La strada la conosciamo, è la stessa di ieri, oh guarda l’indicazione di New Norcia, - per favore mauri non guardare vai dritto-…che forse non gli è piaciuta…mah.
Io vado dritto ma non per molto: c’è un posto chiamato Pinnacles desert, tutti gli australiani dicono che è da vedere, bellisssimo, stupendo, ok, andiamo  anche noi…ummhh, non sappiamo che dire, un no comment però non ci sta male,  comunque bello ma ne ho visto di molto meglio.



Shizu tiriamo dritti senza deviazioni, mi sono stufato.




Dopo 387 kilometri  ci fermiamo a Cliff Head, 30 kilometri da Dongara e montiamo la tenda sulla spiaggia, sono le 5,30 cuciniamo davanti a un bellissimo tramonto, ma fa un freddo assassino.
È il giorno 9 sabato, andiamo, non succede niente di interessante a parte il fatto che fa freddo, che piove e che lo farà a momenti alterni per altri 2 giorni.
Noi continuiamo su questa strada dritta, ci sarebbero anche altre belle strade ma con questo tempo per noi non sono praticabili.

La sera quando monto il campo dopo accendo un fuoco,  è molto bello e soprattutto utile per  scaldarci e asciugare i vestiti.

Come ho detto dopo due giorni di noiosa strada con solo la pioggia a tenerci compagnia il giorno 12 arriviamo al Karijini National Park, 900 metri di quota, ha smesso di piovere, la temperatura finalmente piacevole, siamo rilassati se non fosse che questo posto è pieno di mosche.
 Strane mosche a pensarci bene, noi  abbiamo una teoria, crediamo siano mosche fotovoltaiche, si si, devono andare ad energia solare, è una cosa stranissima, come le illumina il sole si mettono in movimento, se una nuvola copre il sole si fermano, spariscono, poi appena un raggio le colpisce…ehhh che palle, ma noi previdenti questa volta ci siamo attrezzati..hi hi hi.










Passiamo la notte fuori dal parco in una ampia radura, facciamo il fuoco, non per scaldarci stavolta, ma per compagnia.
 cosa ci manca…niente, però un bicchiere di vino rosso non guasterebbe in una serata come questa.
La mattina entriamo al parco e questa volta paghiamo, sono 5 dollari.
Oggi la moto ha uno strano oscillamento, la guardo, così da lontano…sembra a posto!!.andiamo.
Alla stazione di entrata dove ho pagato prendo anche un depliant informativo, quelli con i percorsi disegnati.
Sono 37 kilometri sempre dritto poi svoltare a sinistra altri 8 e siamo arrivati, facile.
Per noi questi 37 diventeranno 60 kilometri di fuoristrada massacrante, corrugato, che smonterà questa volta davvero la moto.







Arriviamo finalmente, e qua capisco con l’aiuto di un ragazzo giapponese che questa mappa era da guardare... diciamo da un'altra prospettiva, la strada c’era ed era anche asfaltata, pazienza, siamo qua godiamoci il parco e le sue bellezze.
Vediamo le cascate percorriamo tutto un canyon di roccia di ferro stratificata dalle forme e dai colori stupendi sino ad arrivare a una piscina naturale dove è possibile nuotare, un percorso di più di 4 ore, che camminata, ma davvero molto suggestivo, ci è piaciuto.









Tornati alla moto sotto un sole che spacca le pietre con mio grandissimo dispiacere mi accorgo che la casetta dei ferri causa la strada della mattina si è aperta è abbiamo perso tutte le chiavi a bussola, da ¼ da ½ … la 8 la 13 la 24..il crichetto la prolunga lo snodo…tutte..che dolore, per me una grande sofferenza, queste chiavi erano con me da quasi 30 anni, fatemi tutto ma non toccate i miei ferri…sigh sigh sigh…
Sto ancora piangendo e mi accorgo che la ruota posteriore ha 2 raggi rotti e gli altri si sono mollati.
Do una prima tirata e poi sempre tra i singhiozzi andiamo a cercare un posto per la notte

Ci siamo accampati su una collinetta, accendiamo un fuoco e cuciniamo, spero di riuscire a dormire stanotte, senza le mie bussole mi sento tanto solo…
Ho dormito male, lo sapevo, mi sveglio presto metto la moto sul cavalletto centrale e controllo con attenzione la ruota, siamo messi davvero male, peggio di come pensavo.
La ruota è completamente mollata e decentrata, devo tenere fermi i raggi con la pinza grip perchè girano nella loro sede, riesco a dare una sistemata più o meno decente e continuiamo.










Si pensava di andare 200 km a sud verso Newman e poi ritornare a nord facendo  un percorso da fuoristrada di 300 km ma in queste condizioni non possiamo.
Arriviamo  Port Hedland dove facciamo provviste, avrei potuto fermarmi in questa città e cercare un ricambiata, però…che volete che vi dica …ho preferito continuare, in fondo la ruota ancora sta reggendo e potrebbe farlo per altri  giorni o per pochi minuti chissà, ma a me piace affrontare il problema quando si presenta.


A fine giornata il parziale segna 366 kilometri, non male, anche stanotte ottimo posto e un altro gran bel fuoco.

Gran bella mattinata, fa caldo e mi sento ispirato, ho deciso che ci fermeremo a Broome, si pronuncia Bruum, nome simpatico, bruum bruum, da fiducia vero… dai andiamo.
Metto la Poderosa sui 100 km/ora spaccati con le chiappe sempre all’erta pronte a captare il ben che minimo movimento e dopo 510 kilometri arriviamo a Broome,  ma è tardi e le mie chiappe sono stanche, ci accampiamo fuori città, domani  vedremo.
Che notte calda, colazione, accendo il portatile mi collego e cerco un ricambiata..umhh…eccolo, l’unico..in fondo Broome è una piccola città.
Eccoci qua, siamo arrivati ondeggiando ma facilmente, ma oggi è sabato, che strano i problemi ci capitano sempre i fine settimana, forse vorrà dire qualcosa…Shizu dice che è un modo per farci riposare…magari.
Dicevo oggi è sabato e Phil il proprietario mi dice “sorry  ma tra un’ora si chiude”, ok, posso almeno dare una lavata alla ruota e poi ritorno lunedì  “no worries”..

Lavata la ruota, più ondeggianti di prima ritorniamo in strada e cerchiamo un posto per la tenda, ci allontaniamo un po’ verso Cable Beach,  non si può campeggiare, ma in 22 kilometri di spiaggia penso di riuscire a trovare un posticino nascosto.
A un certo punto…tan tan tan… mi fermo, altri  5 raggi rotti e ora fanno sette,  tutti in fila, la ruota poverina è tutta storta di lato.
Andando come nelle comiche, avete presente nelle comiche quando le auto o le moto hanno un incidente… dopo come camminano..ecco, ora è così che viaggia la Poderosa, sposto la moto fuori strada, sotto l’ombra di un albero:  scarichiamo tutto  smonto le valige e accovacciato affianco penso a cosa fare.
Si ferma una macchina e ci chiede se va tutto bene, dico no, ho un problema con la ruota, -vuoi che chiamo la stazione di servizio-, non serve, il problema è più grande, -allora va tutto bene-, si si.. grazie no worris.
Sono ancora accanto alla moto e Shizuyo sempre lontana, quando penso mi lascia spazio dice che mi innervosisco, che si ferma un’altra macchina, un’altra signora, la stessa domanda la stessa risposta, ma la tipa insiste, allora mi avvicino al finestrino e cominciamo a parlare, le spiego il problema e lei mi chiede ora cosa faccio, le dico niente, metteremo la tenda qua da qualche parte e aspettiamo lunedì.
-Venite da me , c’è posto per la tenda..dai, caricate le cose in macchina, tu riesci a portarla per un kilometro-, ci proverò, andiamo.
Ed ora siamo qua a casa di …ehh, aspettate un attimo, lasciateci ambientare e riprendere fiato, questa storia ve la racconterò domani.

02 luglio 2011

Perth in avvicinamento

La giornata è …e chi lo sa, c’è il sole e sta piovendo, diciamo un tempo incerto variabile misto…
C’è vento, piegare la tenda è simpatico, poi essendo ancora bagnata la sabbia è dovunque, ma ora è tutto impacchettato.
Continuiamo su questa strada, ogni tanto la abbandoniamo solo pochi kilometri però, per andare  vedere la costa.
Continua a piovere con brevi schiarite, arriviamo a Busselton,  poi a Bunbury e qua la costa ci ha rotto, così prendiamo la South Western Highway, passa più interna ma anche lei arriva a Perth.


Ci fermiamo presto, in un’area picnic vicino a Jarrahdale, credo 30/40 km da Perth, voglio tirare la catena e controllare l’olio, poi domani è domenica entrare in città è sicuramente più tranquillo.

01 luglio 2011

 Avevo datato questo post 31, ma Shizu dice che non c’è il 31 questo mese, a pensarci  anche questa dei mesi  differenti è una cosa strana, io ancora non l’ho capita, mah.. probabilmente  non mi interessa.

Quindi visto che ora abbiamo chiarito che oggi è il  primo di luglio… a proposito questo mese quanti giorni ha..?? andiamo avanti.

se addormentarci qua al centro di quest’isola verde è stato fantastico, il risveglio amici miei è strafigo,  il cielo sopra di noi è di un azzurro…azzurro, le gocce di pioggia attaccate ai rami degli alberi  con il sole prendono mille colori e io ho tantissima fame.   Dai colazione e poi andare, credo che ora tornare indietro sia un po’ un casino, la strada è in salita e la pioggia della notte…ma vedremo, ora godiamoci ancora questo posto che il disco di cielo sopra di noi si sta facendo scuro, credo ritorni la pioggia.
Ho fatto il primo tratto di salita da solo, la strada davvero è una saponetta e devo tenere la moto perfettamente dritta, bilanciata, ma da solo è molto più facile, ogni tanto mi fermo per aspettare Shizu, lei sta venendo a piedi, è faticoso anche per lei, poi è tutta goffa perché abbiamo su anche le tute antipioggia, ma non abbiamo fretta.  Non abbiamo foto, "Kurosawa" si è incasinato ancora una volta.
Riconquistiamo l’asfalto e dopo 40 kilometri a occhio e croce, già sapete, arriviamo a Nannup, qua la cosa logica sarebbe continuare a nord verso Busselton, Bunbury e poi Perth, ma…non lo so, un cartello con scritto Augusta 90 km mi attira, si cambia rotta, sud sud ovest, andiamo al mare.
 Augusta e una località super turistica, alberghi uno in fila all’altro, un giro al supermercato, facciamo il pieno, quattro chiacchere con un paio di signori venuti a salutarci e a curiosare e poi via a cercare un posto per la tenda.
Non ne troviamo, è tutto un divieto e tutto è recintato, anche l’accesso alle spiagge, ok  usciamo e prendiamo la strada 250, una strada panoramica che passa quasi sulla costa e penso di trovare qualche bell’angolino tranquillo per campeggiare.
Dopo una decina di tentativi lo trovo, siamo a Conto Cape, siamo nel Naturaliste Nacional Park e è vietato campeggiare, ma faccio finta di non vedere i cartelli, poi con questo tempo chi volete che venga.
Il posto ci piace, c’è vento ma ormai siamo abituati, montiamo la tenda e devo rinforzarla con tutti i picchetti e i tiranti che abbiamo.









 Speravamo in un tramonto romantico e invece ci è toccato sdrotolare e fissare tra la moto e la tenda un nylon perché si è messo a piovere, ma alla fine la serata è stata molto più che romantica, ottima la cena e ottimo il posto, ho preparato dei buonissimi spaghetti, da leccarsi i baffi, con sardine piccanti, patate e carote bollite.  … dimenticavo, Shizu dice anche con sabbia, ohh… gente …tira un vento mica da ridere, siamo sulla sabbia…e poi …se non ti ammazza..tutta salute.

30 giugno 2011

Greens Island

Siamo a Borden, dobbiamo andare dritti verso nord direzione Perth… ma! e che cavolo… allora i discorsi di ieri, non sono serviti a niente… ci ritroviamo con la moto che punta a sud, verso Albany.
 Shizu ma cosa ci andiamo a fare a sud…boh..guardiamo il mare…ok, allora “adelante comandante”…
Dopo 90 kilometri sulla destra vedo un segnale con scritto Monte Barker Panoramic road,  Shizu che dici?…che cosa...la montagna, mi sembra un bel posto…e il mare…abbiamo tutta la costa , ne vedremo tanto…perché mi chiedi se vuoi andare, dai, andiamooo in montagna.
La strada è bella e anche il panorama, sale e la temperatura si abbassa, poi comincia a piovere e non smetterà per tutto il giorno, faremo 200 kilometri sotto l’acqua, a Nanjimup dopo aver fatto il pieno sempre accompagnati dalla pioggia prendiamo una strada non asfaltata che passa nel parco….e a un certo punto incuriositi da un cartello che indica Greens Island 12 km, cambiamo strada e ci ritroviamo davvero in un’isola verde in mezzo alla foresta.
Arrivarci è stato un po’ rischioso, la strada era in discesa e il fango scivoloso e io molto stanco e infreddolito, ma non avevamo scelta, e poi la verità eravamo curiosi.
Il posto…  È FANTASTICO… insomma alla fine questa stradina in mezzo alla fitta foresta sbuca in un prato verde, perfettamente circolare e tutto intorno alti alberi dritti gli fanno da cornice e se  guardi all’insù dal centro del prato il cielo lo vedi rotondo.



 Non so se tutto questo è diciamo naturale , ma l’effetto è davvero sorprendente.
Tra gli alberi tutto intorno hanno sistemato 5 tavoli con relative postazioni per fare un fuoco da campo, ci sono anche le piastre in ferro per il barbecoa e il gancio per reggere la pignatta, c’è la legna già tagliata e anche un piccolo casotto con tettoia dove noi faremo la cena al riparo dalla pioggia.
 Potevamo montare la tenda sotto la tettoia, sarebbe stato più logico, ma anche se piove abbiamo voluto metterla proprio al centro del prato, e quando poi finita la cena siamo corsi dentro e ci siamo sdraiati nel buio totale ascoltando il rumore della pioggia sulla tenda abbiamo pensato che sarebbe bello avere una tenda con il tetto trasparente, scriverò alla Decathlon magari ci fanno un modello personalizzato, che ci volete fare.. noi siamo fatti così.

28 giugno 2011

Un'altra notte fredda, ma ora che sta si sta alzando il sole l’umidità si fa vedere e sentire, colazione,  poi aggiungo olio alla poderosa, l’ho comprato ieri al supermercato, 4 litri 16 dollari, perfetto e ora che la moto è a posto andiamo.
Oggi  abbiamo intenzione di fare molti kilometri, giugno è ormai finito e l’Australia è grande, vorremmo arrivare in Tasmania per novembre ma abbiamo ancora tutta la costa ovest, poi la nord e poi quella est, visita a Sidney Canberra Melbourne, insomma una marea di kilometri, dobbiamo accelerare un po’.  Ma si dai, poi in fondo… ma che ci frega, stiamo bene così, però ogni tanto lo diciamo, dobbiamo fare presto, andare dritti, prendiamo la strada più breve, e invece alla fine procediamo sempre a zig zag avanti indietro, a caso, noi lo chiamiamo viaggio delle sensazioni.
Viaggiare così per il momento ci ha dato emozioni uniche, ci ha fatto conoscere gente magnifica e vedere posti fantastici, perché cambiare.
789 è il numero di kilometri fatti oggi, non male per i nostri ritmi.

27 giugno 2011

la notte è stata umida e abbastanza fredda ma ora c’è un pallido sole, stendiamo la tenda su dei cespugli per farla asciugare più in fretta mentre facciamo colazione.
Si torna indietro, scopriremo dopo che per la costa mancano ancora 20 kilometri, i miei calcoli a occhio e croce non erano proprio precisi.
Nella strada per il ritorno , che è stata come la sera un massacro perdiamo anche il telefonino, pazienza.
Ci fermiamo al distributore e ci facciamo una lunga calda doccia, non free, ci costa 3 dollari a testa, ma ci voleva davvero.
Rifornisco nuovamente acqua e andiamo, faremo soltanto un centinaio di kilometri, ci fermiamo in una rest areas, accendiamo un fuoco e ci rilassiamo.

...90 mile straight
ci svegliamo con il ghiaccio, freddissimo, si ferma una macchina e scendono due signori, accendono un gran fuoco e ci invitano a riscaldarci, ora si sta un po’ meglio.

Colazione e via si continua su questa noiosa e dritta strada per altri 150 km sino ad arrivare a Balladonia Roadhouse, dove riempio di benzina anche una tanica da 4 litri supplementare, perché ora lasciamo l’asfalto e prendiamo la Balladonia road, una strada sterrata che porta a sud, sulla costa, dove mi dicono non troveremo altre pompe per i prossimi 300 kilometri che ci separano da Esperance, in effetti saranno solo 280, ti strada a volte spacca braccia, smontamoto, ci ha spaccato gli ultimi supporti delle carene, avete presente il manto stradale corrugato, quello diciamo tutto a ondine, ecco questo, kilometri e kilometri, ma in fondo è stata una strada divertente, bei paesaggi e un bel sole a tenerci compagnia.










A Esperance  facciamo un giro al supermercato cerchiamo un bel posto per accampare ma non lo troviamo, è tardi e così ci sistemiamo vicino alla strada, alla fine è stato un bel posto, tira vento ma è caldo, sistemo un nylon a mò di riparo e cuciniamo, ci intratteniamo sino a tardi commentando la giornata passata.