lllllllll

oggi è un bel giorno per morire
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29 luglio 2010

.è successo ancora...

Siamo andati a cena in una taverna di yakitori,(spiedini di carne di pollo) tipico piatto della cucina giapponese.
C’eravamo appena seduti al bancone, abbiamo scelto il bancone cosi da poter vedere le fasi di preparazione e cottura dello yakitori, quando mi sento chiamare ad alta voce, MAURI SAN, un attimo di confusione, - siete voi, il blog, italia, grande- : ....è successo ancora, mi hanno riconosciuto.

Dovete sapere che Shizuyo da quando è in Italia ha tenuto un blog sulla sua esperienza di vita italiana, che ha sempre aggiornato anche con il viaggio in moto, però essendo personcina riservata alla quale non piace mettersi in mostra, non ha mai pubblicato ne una sua foto e nemmeno il suo nome, si è sempre e solo firmata con il suo nick, onighiri.

La tipa che mi ha riconosciuto è la padrona della taverna e comincia a bombardarci di domande, conosce anche mia nonna Velia, e il suo pezzo di campagna, per via delle foto e dell’articolo che onighiri ha scritto quando abbiamo fatto la raccolta delle olive, e come è rimasta affascinata da quel racconto, non aveva mai visto un olivo.
E in pranzo di natale a casa dei miei, la scuola di onighiri (Shizuyo), e il viaggio, la moto, e la tenda in russia, incredibile, è informata su tutto.

Ci presenta un produttore cinematografico, era già un po’ brillo, ma è stata comunque una piacevole e interessante conversazione.
Poi telefona a un suo amico, un mago del tunig auto, con la passione delle moto, ci presenta e ora abbiamo un appuntamento nella sua officina.

La serata continua per un paio di ore con domande a ritmo incalzante e commenti del tipo - eee sugoi sugoi-, eee grande grande, poi le foto di rito con la poderosa, inchini e ringraziamenti.
Bella serata simpatica compagnia e ottima la cena.
In questa taverna la carne è sempre freschissima, tirano il collo ai polli ogni mattina, e se non trovano i polli il ristorante non apre.
Per noi abituati a mangiare carne e pesce con lo sconto questa cena è stata un esperienza deliziosa.


10 luglio 2010

quarto giorno manutenzione moto

Sono le 12 e ho appena terminato la mia lezione di suibokuga, pittura con inchiostro .

Via di corsa da Hiroshi, sono impaziente, sono le 2 e ancora non abbiamo ricevuto nessuna telefonata.
Iniziero i lavori saldando i fili del regolatore, gli ho allungati con spezzoni di filo che non mi convincono molto, ma procedo ugualmente, poi non avendo la guaina termorestringente li nastro, il lavoro è terminato, ma non mi piace per niente, dopo un’ora ancora sono su a pensarci, non mi piace, lo rifarò, cosi non va, nel frattempo arriva la telefonata da tutti e due i negozi.

Si va di corsa, prima fermata la corona, altre comiche, erano tutti preoccupati, 4 commessi, la corona è un pò diversa, questa nuova ha come l’originale una bandella laterale che serve per poggiarci sopra la catena e infastidire meno nelle operazioni di smontaggio,  la mia non l’aveva, i 4 commessi preoccupati non sanno bene come comportarsi, scusi questa è diversa ora come… va bene, va bene, dico io, ehhh, ma cè questo coso, e girano e rigirano le corona confrontandole da ogni angolazione, va bene, tutto ok, tranquilli.
Vogliono sapere che cose , perche questa è diversa ha questo "strano coso", e come fa ad andare bene……..capite la loro totale incompetenza, poi il problema di comunicazione... e che fatica…………….comunque la corona c’è, compro anche una catena e una falsamaglia di ricambio.

Ora al negozio della frizione.
Eccola , è qua davanti ai miei occhi, 7 splendidi dischi, quanto vi ho desiderato, ora siamo pronti.
Torniamo in officina ma ormai è tardi, e con Hiroshi decidiamo di andare a vedere la nuova officina che sta allestendo,
il posto è bellissimo, in riva al mare, grande, un casino, però ci sono gia una ventina di vecchie  moto.

Poi ci porta li vicino, sulla spiaggia da un suo amico, un altro fuori di testa, deve sistemare il motore di in piccolo aereo, un rotax bombardier.

Il posto è uguale a quello di Hhiroshi, quei posti cosi, dove ti ci senti subitio a casa, si parla si beve caffe, si da uno sguardo al motore, solo uno, ancora un caffe, qualche discorso poi sono le 8,30, noi torniamo a casa, ci si vede domani.

Sono le 9 passate quando entriamo al super, ancora troviamo del cibo scontato, meta prezzo, stasera polpo e pesce fresco di okinawa, che giornata.




04 luglio 2010

non è casualità...è la mia vita...

è domenica 4 luglio, stiamo cazzeggiando con la moto in giro fuori Okinawa cercando un tratto di mare che ci stimoli, e soprattutto con l'acqua,... non dico che voglio la fossa delle marianne, ma almeno con abbastanza acqua da non dover strisciare le ginocchia sulla sabbia quando nuoto, è forse chiedere troppo..!!

Comunque, proviamo qua...no, non va bene, Shizuyo dice gira a sinistra, ma la strada è senso unico, e che problema c'è, sono italiano, i marciapiedi sono la mia strada...salgo e percorro non più di 20 metri, Shizuyo, sempre lei, dice che non si può, allora entro in una piccola viuzza, ma non posso girare, vedo una scalinata, sono solo pochi scalini, ma abbastanza per risvegliare il funambolo di un tempo, in piedi sulle pedane e do gas, ragazzi io sono sempre stato un amante dei grossi mono, ma quando apri con un bicilindrico...che dire...goduria doppia.

Per fortuna erano solo quattro, non credo che ce l'avrei fatta a continuare,....no, non per la scalinata, ce ne fossero a kilometri, è Shizuyo, non la smetteva più, eehhh che sarà mai, quattro, solo quattro piccoli scalini, manco avessi fatto la scalinata di Montaldo, (genova) a dir la verità lo fatta, ma erano altri tempi e tutta un'altra storia.

Ristabilita la situazione e, come da consiglio di Shizuyo, incollato il culo alla sella percorriamo una stradina stretta, quando qualcosa attira la mia attenzione, devo fare inversione, procedo sino a un piccolo slargo, giro e eccomi qua, questo è quello che aveva stimolato i miei sensi visivi
Non capite, non vi dice niente questa foto….dovete guardare oltre, immaginazione…

Io un posto come questo lo gia visto, ci ho vissuto tanti anni, è come la mia officina, in sardegna.
Il mio pensiero va al mio amico Marco famoso meccanico e a quando a ore improbabili si discuteva di moto e di motori, e poi smontavamo, trasformavamo, davamo nuova vita a qualsiasi cosa, quante serate quante notti con gli amici, quanta birra, e quante risate…
Quanti ricordi, una sera io e  Marco, il famoso meccanico, insieme a Marco, un altro pazzo inventore, e anche a  tanta birra, nella mia officina, tirare fuori da vecchi scatoloni pezzi di motore, carburatori, ruote, dadi bulloni corone fili elettrici e……. montare, rismontare, modificare, inventare, rivettare qualche tubo idraulico di rame per farne un qualcosa di simile, solo nell’aspetto, ma forse neanche poi tanto, a una marmitta; e alle tre di notte portare la moto nel cortile davanti l’officina, ancora un sorso di birra ancora un’altra sigaretta, e senza dire niente, cercando di non fare rumore in un paese deserto ancora immerso nei sogni abbassare la pedivella e.... niente, il primo si sà…è il primo, un altro calcio alla pedivella e il Mandingo… 
chi è il mandingo?….
Uuffi, è vero, scusate quell’opera d’arte si chiamava il mandingo, ci piace dare nomi alle moto, di norma il nome è femminile, perche la moto è la tua compagna, ma in quel caso, non lo sappiamo, sarà stata la serata particolare o forse la birra, chissà, ma questa moto ci sembrava davvero cazzuta, cosi l’abbiamo battezzata il mandingo.

Ma non divaghiamo, dicevo, in silenzio, cercando di non fare rumore diamo un altro calcio alla pedivella e il mandingo suona, aspettate, per dirla tutta URLA che è un piacere, WRUMM..WRUMMMM...!!..prima gas e via, seconda  terza e....eeehh!!.

Le case si illuminano a festa, ma la festa non era per noi, o meglio la festa ce la volevano fare a noi, un putiferio, mancava solo la guardia nazionale, ma non ci importava niente, il mandingo girava che è un piacere e le sue urla erano musica per le nostre orecchie, solo questo contava.
Quante storie in que pochi metri di officina…quanta vita...

Torniamo a tempi più recenti, oggi …Shizuyo dice che come ho messo giù il cavaletto e sono entrato in punta di piedi nel cortile di quello che lei ancora non capiva che cosa era, il mio sguardo è cambiato, come quando guido in fuoristrada o come quando mangio un dolce, come un bambino dice lei.
Forse ha ragione, ma se poteste vedere cosa vedo io quando mio guardo attorno, a voi sembreranno solo ferri vecchi, ma qua io mi ci perdo, che musica, e gli odori, non riesco a tenere lo sguardo fermo, ho gia controllato tutto, ho già visto cosa può servirmi, penso a Marco, quando vedra le foto di questo posto, si rode dall’invidia.

Io parlo e Shizuyo traduce, voglio sapere se ci puo affittare uno spazio, se posso usare la sua attrezzatura e intanto continuo a girare guardare e toccare, meraviglioso.
Il tipo dice - affittare-  non se ne parla, dice che mi ha capito perfettamente, che sa cosa voglio ed è contento di aiutarmi.

Che vi avevo detto, sarà l’officina a trovarmi, è così, non è casualità.. è la mia vita…

E parliamo per ore, tutto il pomeriggio sino alle nove di sera, mi spiega che non ci sono piu posti e meccanici cosi.
Ci si saluta con un bicchiere di the, niente birra, a domani, proprio così, possiamo iniziare domani, che grande giornata, fantastico, sono contentissimo.

03 marzo 2010

il terremoto.....

26 febbraio sono le 5,30 come sempre sono sveglio, Shizuyo dice che il motivo è che sono vecchietto, chissà…

Sono disteso sul futon, con una fame da paura, non mi alzo perché potrei svenire, aspetto che mi passi, la fame, quando…. INCREDIBILE… il terremoto, e questa volta forte.

Sveglio Shizuyo… già sapete, le piace dormire, non ci rinuncia neanche per il terremoto, shizu shizu, il terremoto

- ohhh il terremoto…umhh è grande grande,   ohh… questo è vicino, sarà 5 gradi,  daiii… vieni qui, dormiamo-.

Io ero tutto eccitato, in pochi secondi  avevo gia radiografato la stanza e il perimetro esterno, analizzato la situazione con tutte le possibili varianti, cosa fare come fare, insomma avevo un piano di evacuazione da fare invidia alla più efficiente protezione civile, lei…..con una vocina un po’ infastidita ..per essere stata svegliata, da me, non dal terremoto……dai vieni qui dormiamo, ….incredibile nell’incredibile…..due differenti modi di reagire, la cosa andrebbe analizzata,,..

Un esperienza interessante, mai mai mi era successo, la casa si muoveva, destra, sinistra, poi un tremore e comincia a saltare, qualcosa cadeva, i vetri delle finestre sbattevano facendo un rumore alquanto preoccupante,e  poi… poi  niente, tutto finito.
Io ancora guardavo fuori, rivolgo una domanda a Shizuyo ma non ho mai avuto risposta, si è riaddormentata immediatamente, assistere a un terremoto in solitaria, che tristezza.

A parte la battuta, è impressionante, la sensazione che si prova è di impotenza e disorientamento, penso a quelle persone che terremoti gli hanno vissuti e sono sopravvissuti, credo che non dimenticheranno mai quei momenti.
Quando c’è il terremoto, senti una grande energia, adrenalina pura, vuol dire che  la terra è viva e questo è bene, mi piace.
Più tardi abbiamo visto il notiziario, l’epicentro del sisma è stato rilevato a 22km di profondità in un punto dell’oceano pacifico situato a 84 km est da Okinawa, magnitudo 6,9.
Pochi danni, qualche tubatura d’acqua saltata, qualche serbatoio d’acqua rotto, un serbatoio d’acqua caduto da un tetto, alcuni specchi rotti, molte suppellettili al suolo, e qualche vetrina  in disordine, niente di più, ma la cosa buona è che non ha causato nessun ferito.

 Due giorni dopo, abbiamo sentito la notizia del terremoto del Cile, che disastro, ora dopo la “misera”esperienza (per fortuna) vissuta in prima persona posso capire e comprendere lo stato d’animo di questa gente.

Adesso sulle coste Giapponesi si aspetta lo zumami, il Giappone è attrezzato per eventi di questo tipo, con barriere sistemate sulla costa in punti strategici, fortunatamente, anche in questo caso non ha provocato nessun ferito, solo danni materiali in alcune città del nord.

Gia che sono qua vi racconto cosa è successo in questo mese .La scuola per me è finita,e così mi sono iscritto a una scuola di shodo, 書道 calligrafia giapponese.
Shodo, tradotto vuol dire “via della scrittura”.
書.sho    scrittura
道.do     via, percorso.Il carattere 道do viene usato per distinguere un’arte che necessita di un impegno costante, e che assume le caratteristiche di percorso, che conduce a un perfezionamento interiore 
Il termine 道do, è anche applicato a molte arti tradizionali, kendo剣道 - judo柔道 -kyudo弓道   - chado茶道
kendo—scherma
Kyudo—tiro con l’arco
Chado—cerimonia del the

Si scrive con fude, i pennelli, la tecnica è particolare, si scrive con il corpo,
la mano, il braccio e il polso rimangono fermi, devi muovere il busto, come una danza è difficile, devi sempre pensare a quello che stai facendo.
Dopo la prima lezione si è voluta iscrivere anche Shizuyo, sicuramente è invidiosa, dei miei risultati in merito alla cultura e tradizione giapponese, .scherzo..
Lo shodo è molto interessante.

Shizuyo il giorno 6 di febbraio ha iniziato a lavorare al museo, c’è una mostra importante Picasso e altri 40  artisti del xxsecolo.
La mostra è molto visitata, il primo mese una media di 800 persone al giorno.Si potranno ammirare le opere di questi artisti ancora tutto il mese di marzo, poi prenderanno il volo per ritornare a casa, al museo Ludwing di Colonia , e cosi anche Shizuyo.
Noo, non è Shizuyo, ma è il suo lavoro che vola via, la mostra chiude, non importa, troveremo sicuramente qualcos’altro.

Stiamo cercando un posto dove poter mettere la poderosa per fare i nuovi lavori, mi manca la mia officina.

Io continuo a studiare, a scuola di calligrafia la mia Sensei dice che sono bravo, e fa vedere a tutte le bambine e ragazze i miei fogli, bravo non direi ci sono bambine di soli 8 anni, cribbio, quelle si che sono brave.
Anche Shizuyo è brava, lei comunque parte avvantaggiata, mah…anch’io, un giorno, forse, chissa.
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Io, dicevo continuo a studiare e tra un dolore un acciacco e l’altro provo anche ad allenarmi per la maratona del 7 marzo.

Ho ricevuto il mio san valentino…..no, non da Shizuyo, Cocono, la figlia della nostra amica mi ha regalato una scatola di ottimi cioccolatini.

Il tempo in questa settimana è decisamente brutto, è nuvoloso a volte piove e la temperatura si aggira intorno a i 17 gradi, per Okinawa questo è inverno..

Oggi abbiamo trovato il rosmarino.
Ritornando a casa, dopo la visita al nostro amico chiropratico e il controllo del nostro banchetto, con ritiro soldi dalla cassetta,… mi spiego meglio, o almeno ci provo; qua potete mettere il vostro banchetto, anche di verdura, scrivete sopra gli articoli il prezzo, mettete una scatolina e dopo passate a ritirare il guadagno, stano ma vero, provate a farlo anche in italia, non garantisco gli stessi risultati .

Fatto sta che mentre ritornavamo a casa abbiamo visto penzolare da un giardino pensile.. ma, non mi dire, il rosmarino, subito allungo un braccio e ne strappo un rametto, profuma tantissimo, i giapponesi non usano il rosmarino in cucina, non lo si trova dal fruttivendolo.
La sera un passaggio al super e troviamo la carne di maialina con 50% di sconto, perfetto, come dice Shizuyo, “maialina e rosmarino è la sua morte”.

Continua a studiare a casa, per conto mio, ancora certi meccanismi non mi sono facili ma capisco abbastanza.

Continuo ad esercitarmi col shodo, è difficile ma faccio progressi, questo mese ho finito con la parola 山ざくら yamazakura, (montagna di ciliegie) composta di 1 kangi e 3 hiragana, …….ora sto scrivendo una nuova parola, 美しい里 utsukushiisato (bel villaggio) composta di 2 kangi e 2 hiragana, tutto il mese a scrivere questa parola.