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oggi è un bel giorno per morire

19 aprile 2012

..bagno al fiume


Anche oggi ci muoviamo all'alba, alle 7 siamo già operativi, vogliamo arrivare in città presto ma siccome non sappiamo se è una città grande o piccola e se ci sono degli ostelli decidiamo di fermarci su un fiume per farci un bagno e lavare i vestiti.
Alle 9 eccola qua la nostra stanza da bagno, attraverso il ponte e scendo, ci sono anche alcune donne che lavano i panni e si danno un bagno, perfetto.
Ci fermiamo un paio di ore, il tempo di asciugare i nostri vestiti, poi riempiamo le taniche di ottima fresca  acqua e pedalare verso la città, siamo freschi e profumati, ve lo già detto vero che shizu e felice quando si lava nei fiumi.



Arriviamo a Labuan-Bajo all’una, troviamo un ostello economico, stanza con bagno e doccia per 6 euro colazione compresa e internet.  A pranzo da Mamma bella, un chiosco proprio dietro l’ostello sul porto,  1 euro e 50 pranzo per due, che diversità da Timor Est.




18 aprile 2012

ancora una salita ma...


Mi sveglio alle 4, sono dolorante la caviglia fa male e il piede è rigido, la mano gonfia ma stranamente mi fa meno male di ieri.
Alle 6 chiamo shizu, si smonta tutto e fatta colazione  carichiamo la poderosa e andiamo o almeno ci provo.
Cinquanta metri forse meno,  riesco a fermarmi  senza cadere, fuori il cavalletto, shizu non ce la faccio, non riesco a tenerla, va dove vuole…non ho forza.
-Aspetta un po, riprendi fiato-. Un paio di minuti in silenzio passati solo a guardare la poderosa, tiro un respiro risalgo…-ce la fai-  proviamo.
Sbando da una parte all’altra, tenere in direzione la moto è una fatica bestiale, sono preoccupato ma, più vado avanti piano piano riprendo il controllo, devo stare concentrato ma riesco a stare in piedi, e così sbandando "allegramente" e facendo diverse soste andiamo avanti.









E questa…?  Mi fermo, shizu si sente morire, sono proprio queste le parole che mi ha detto con una faccia da sconforto.
La salita è impressionante, una pendenza da panico, sassi grossi piccoli a punta rotondi, sabbia canali…noo, io non posso.
La facciamo a piedi per vedere quanto sia lunga e cercare la strada migliore per provare a salire.
Scarichiamo tutto e questa volta anche quello che c’è nel baule posteriore, voglio prima portare su la moto.
Per fortuna arrivano due ragazzi con lo scooter e subito dopo padre madre e figlio su un'altra piccola moto. Sono preoccupati e preferiscono salire dopo di noi, per aiutarci.
Un bel respiro ingrano la prima vado su e su... ma per poco, poi a stento riesco a bloccare i freni e fermarmi in bilico. Corrono subito tutti in mio soccorso, io scendo e assieme spingiamo la moto con l’aiuto del motore sino in cima alla salita, poi tutti assieme portiamo su  le nostre cose. 













Anche loro devono spingere le loro moto, ma sono piccole e leggere, non è un problema.
Ci riposiamo tutti, ci si conosce e dopo le foto si riparte, vogliono che io vada per primo, così in caso di ulteriori problemi possono aiutarci ancora, che  brava gente .









Ma per fortuna non ci saranno altre occasioni, procediamo tranquilli sino a Reo, qua abbiamo 2 opzioni, continuare con il duro sterrato lungo la costa o tagliare verso l’interno, in direzione Ruteng su una strada asfaltata, ero tentato ma basta, gliel'ho promesso e poi sono davvero stanco anch’io, per qualche giorno solo rilassante asfalto.
Stiamo viaggiando a 1200 metri e percorriamo gli ultimi 50 kilometri sotto la pioggia prima di trovare un posto per la tenda.







Domani pensiamo di arrivare a Labuan-Bajo, da li parte il traghetto per Sape sull’isola di Sumbawa ma credo che ci fermeremo qualche giorno in città.

17 aprile 2012

Shizu non ride

Appena svegli un tuffo in mare, l’acqua è immobile limpida come cristallo, nuotiamo un po’ poi rimaniamo seduti comodamente dentro al mare con l’acqua che ci arriva al petto, le onde che si infrangono sul bagnasciuga hanno creato uno scalino naturale, è perfetto.
È ora, facciamo colazione e andiamo, ma ieri ho portato la poderosa forse un po’ troppo sulla spiaggia, ora affonda e non riesco a tirarla fuori.

In nostro aiuto arriva Ferdì con un suo amico, Ferdì è un pescatore che stava passeggiando sulla spiaggia che come ci ha visto in difficoltà è corso da noi.
Ci hanno aiutato a sollevare e tirare fuori la pode dal solco che avevamo scavato nella sabbia, poi mi hanno accompagnato su una zona più compatta, hanno portato i nostri bagagli e mi hanno aiutato a fissarli, ma non se ne sono andati, sono rimasti  per controllare se ancora avessimo bisogno di loro nel breve tratto di sabbia che ancora ci separa dall’asfalto. A Timor Est questo non sarebbe mai successo.
Facciamo sosta per il pranzo a Mbay, mangiamo nasi campur, ovvero riso  pesce e una zuppetta di verdure, il tutto per 20000 rupie, 1 euro e 60, bene vero.
Poi di nuovo in marcia, vi sembrerò noioso e ripetitivo ma che spettacolo questa Indonesia.
Le montagne che sembrano nascere direttamente dal mare hanno tutte le tonalità del verde, sono di un verde…proprio verde,  ci sono fiumi ruscelli e le strade gli corrono affianco disegnandone il percorso, piccoli villaggi appaiono all’improvviso incastonati tra piccole calette o nel bel mezzo della foresta, insomma davvero incantevole.
C’è un tratto molto brutto, shizu scende e mi segue a piedi, io vado ma la stanchezza della giornata non mi aiuta di certo e questa volta cado malamente.

Sbatto con violenza il palmo della mano su un sasso, la gamba mi rimane incastrata sotto la moto e dal serbatoio, siamo in pendenza,  la benzina mi si riversa addosso.
Non riesco a tirare fuori la gamba, ma è il piede quello che mi fa più male, è bloccato sotto il peso del motore e uno spuntone di pietra sta massacrando la mia caviglia, in più sono fradicio di benzina, la gamba destra dal ginocchio al culo.
Cerco di alleggerire il peso sul piede schiacciando ancora di più la moto  verso di me con il risultato di inzupparmi maggiormente di benzina, spiego a shizu cosa dovrebbe fare ma è agitatissima e non riesce a capire semplici parole come piede alza o pietra, pensate che gliele ho tradotte anche nelle lingue che conosce, ma niente.  
Ho dovuto prima tranquillizzarla, convincerla che andava tutto bene, shizu shizu guardami, io sto bene... la benzina... mi sta  rinfrescando le palle, non preoccuparti.
Ora fai cosi, devi mettere una pietra sotto la ruota quando io la tiro a me,  no shizu... guarda ..fammi vedere con la mano dov’è sotto, sotto non sopra, ecco brava..no io non sento niente sto bene..adesso afferra la ruota..no… la ruota, quella ..no..li li ..dove prima..brava..ferma cosi, adesso…ci sei..devi quando te lo dico sollevare, tirare su…non giù, su  verso il cielo capito…aspetta, ma con tutta la tua forza, io proverò a sfilare il piede..ci sei..  
Davvero ancora no so da dove ha tirato fuori quella forza, poco a tanta non ha importanza, senza di lei non ce la potevo fare, grazie ancora  shizu, sei grande.
Sono in piedi, zuppo di benza, con una mano gonfia, la tibia contusa e ferita, il piede dolorante e la pode ancora straiata che piscia benzina dal tappo del serbatoio.
Proviamo ma da soli non ci se la fa, non fa niente shizu, cerchiamo di sollevarla appena quel tanto per non perdere tutta la benzina, io sono morto, non riesco a muovere la mano, montiamo la tenda qua, guarda qua ci sta precisa, poi domani riproviamo, se abbiamo fortuna magari passa  un camion e carichiamo tutto su. Dai dai, guarda che bel posto anche oggi che ti regalo.



Shizu questa volta non ride, è arrabbiata, lei dice preoccupata spaventata.

Passiamo la sera a discutere, gli spiego il  mio pensiero sul dolore  sulla vita  e su quanto siano importanti certe cose, alla fine mi farà promettere di non andare più di proposito a cacciarci in situazioni brutte soprattutto se siamo stati avvisati.
Stiamo montando la tenda quando arrivano 2 signori che spingono, aiutati dal motore, due scooter su per questa salita, subito ci aiutano a sollevare la moto e a sistemarla bene, poi anche loro ci ricordano che la strada è bruttissima e certi punti sono impossibili.
Vogliono anche che noi si vada a dormire al loro villaggio, distate 10 kilometri, no grazie è impossibile, sono troppo stanco, di qua non ci muoviamo, poi domani vedremo.





16 aprile 2012

tutti a bordo

Domenica 15
sveglia prima dell’alba il sole si alza presto e fa subito caldo.
Andiamo a Kupang, in centro ma oggi è domenica e i negozi sono chiusi, al ritorno mentre ci dirigiamo verso il porto, per sapere quando e a che ora parte il traghetto incontriamo Peter, il motociclista australiano conosciuto a Dili, anche lui va a Flores, ci dice che il traghetto parte oggi alle 3 ma bisogna essere lì molto prima, perché il traghetto è piccolo  e chi prima arriva… alloggia.
Proseguiamo assieme verso il porto, fortuna che siamo arrivati presto, sono le 11 e il traghetto è quasi pieno, facciamo i biglietti  poi tutti a bordo, è proprio il caso di dirlo, con cavalli capre  mucche e galline.
Che casino, il traghetto è vecchissimo, pulito non direi, dopo solo 10 ore è finita l’acqua negli unici due gabinetti, non vi dico, noi non ci siamo andati ma dall’intensità dell’odore che aleggia nell'aria è facile immaginare il loro stato.  Non è che la gente che dormiva nel garage se la passasse meglio, cavalli mucche e capre hanno fatto il loro dovere da subito e non hanno mai tirato lo sciacquone, comunque dopo appena 20 ore attracchiamo a Larantuka.






Lunedì 16.   Non ti danno nemmeno il tempo di scendere che già stanno imbarcando nuove vittime.
Percorriamo assieme a Peter una decina di kilometri, poi si decide che ognuno ha il suo viaggio, ci salutiamo e ci si vede in giro.
Anche qua su quest’isola di Flores la strada è uno spettacolo, un vero divertimento e anche qua shizu mi batte sulla spalla…-hey mister moto gp vai più piano non vedo niente-
È che questa strada prende che volete che vi dica, è disegnata in maniera perfetta per le moto, l’asfalto ha un buon grip, guardate erano tantissimi kilometri che non riuscivo a piegare così.













A un certo punto, esattamente a Maumere abbandoniamo questa strada, sappiamo di un’altra che fa tutta la costa nord, è una vecchia strada sterrata con qualche tratto asfaltato,  passa per Kore-Mausambi-Libu-Riung-Pota e Reo, ce l'hanno sconsigliata ma sono stanco dell’asfalto e poi mi piace vedere il mare.
Senza parole, qua in Flores la natura è una meraviglia, una vera esplosione, montagne mare spiagge campi di riso, foreste di palme, cocchi, bananeti, fiumi e curve tante curve.


Verso le 2 trovo un posto sulla sponda di un fiume, dopo quel rilassante viaggio in traghetto abbiamo bisogno di un bel bagno.
Sto montando la tenda quando…shizu guarda un serpente, presto la camera…lo inseguo, gli sbarro la strada… shizu trovami un bastone qualcosa, che io lo tengo occupato.
 Ma shizu non collabora, io gioco ancora un po’ con questo cobra, proprio così, un cobra.
Io il cobra lo avevo solo visto in tv e una volta in un parco a Okinawa,  avevo imparato alcune cose interessanti, ora non voglio spaventarvi, ma si può  prendere a schiaffi sulla testa un cobra…ok shizu ora finisco lo lascio stare, avevo gia sentito il sibilo che fa il cobra durante lo spettacolo nel parco  di Okinawa, ma quando, per cosi dire, si alza in piedi  allarga la testa comincia a dondolare e sibila a meno di 50 centimetri da me …ufff…un po’ mi ha  spaventato…-basta mauri-…ok fammi fare una foto quando attacca.








Ok ciao ciao cobra, shizu non condivide la mia tranquillità, non vuole sentire ragioni, qua non vuole stare, ok  si smonta tutto e si va a cercare un altro posto.
Ecco shizu, questa spiaggia ti piace..-ma i serpenti- no, tranquilla qua niente, ai serpenti il mare non piace.
Una nuotata, una bella insaponata uno scampo…umh..io passo..e asciugarsi al sole, shizu il serpente l’ha dimenticato, ora è tranquilla.


14 aprile 2012

un idromassaggio naturale


Che cosa c’è di meglio appena svegli che immergersi in una grande vasca idromassaggio tutta naturale… shizu stamani è felicissima per questo bel regalo che gli ho fatto.
Si è insaponata diverse volte e si è divertita tantissimo a farsi sciacquare dalla corrente, dai shizu sbrigati che oggi ti porto al mare.











Al mare ci siamo arrivati, ma questa è una costa rocciosa di pietra lavica, niente spiaggia, devo ripiegare verso l’interno, neanche molto solo un centinaio di metri, nella campagna su una vecchia strada non più in uso, alla fine anche questo risulterà un buon posto.
Domani forse ci imbarchiamo per Flores.






13 aprile 2012

ritorno al futuro..


E questa sarebbe la frontiera… pensavamo di aver sbagliato strada, gente che va che viene, chi si scaccola, chi seduto sbracato fuma e non contesta alle mie domande, cani dall’aspetto cadaverico e bimbi seminudi gironzolano dentro questa specie di ufficio.
Scusi dove…-passaporto-  lo passa nello scanner…oh tutto ok, ma dove vado ora…si ma da che parte..
Ma questi sono davvero matti, su una strada sterrata zigzagando tra buche profonde e cumuli di spazzatura passiamo quella che sarà la futura frontiera, sembra un bel posto ma per il momento non funziona.


 Passato un ponte si arriva a quella Indonesiana, la musica è la stessa, ma qua sono sicuramente più professionali e la cosa buona molto più simpatici.
Sbrighiamo rapidi le pratiche passaporti e anche quelle relative al carnet, 10 minuti in tutto poi cambiamo gli ultimi 20 dollari rimasti, 77 giorni in Timor Est, grazie all’ACI di Roma, ci sono costati davvero molto.

Passata la frontiera un'altra dimensione, un ritorno al futuro, per quello che riguarda le strade.
217 kilometri di sali e scendi un susseguirsi di curve, perfetti rettilinei di un asfalto come e a volte migliore del nostro, veloce e sicuro un vero spasso.
Io amo guidare duro in fuoristrada ma anche un nastro d’asfalto se ben fatto sa emozionarti e questo, vi assicuro ti emoziona tanto. E poi vuoi mettere che vista, si corre fra piantagioni di banane, poi dentro la foresta a più 800 metri, si scollina costeggiando  fiumi e ancora su e ce n'è per tutti i gusti, dopo 77 giorni di off road ritornare a piegare  e guardate la ruota, erano kilometri che non la usavo sino a questo punto, è un vero sballo, pensate che a volte shizu mi dice -hey mister moto gp, se continui così veloce non vediamo niente- io non so se le strade saranno tutte così, ma per ora lasciatemi divertire, vedremo vi terrò aggiornati.
La benzina da un dollaro e mezzo è passata a cinquanta centesimi, al ristorante mangi con un dollaro, tutto costa meno della metà.
La gente come prima impressione ci è sembrata simpatica, tutti mi chiamano mister ma nessuno sino ad ora ci ha chiesto soldi.
Sono le due e comincio a cercare un posto per accamparci, è presto ma devo cambiare le pastiglie dei freni alla pode.
Ma guarda che bel posto, c’è il fiume e ci sono anche dei cocchi, mi fermo e controllo come posso arrivare vicino al fiume, shizu tu che pensi, io dico che di meglio anche oggi non si può, domani ci si fa anche il bagno.
Monto la tenda, poi cambio le pastiglie mentre shizu prepara un caffè, faccio un giro alla ricerca di almeno una noce di cocco caduta e fortunato che sono ne trovo giusto una, a noi piace molto il cocco.