lllllllll

oggi è un bel giorno per morire

17 ottobre 2011

..pace pace...

    qualcuno ci cercava...?
     eccoci qua...
                                                        ultime notizie
notizie fresche fresche
                         Tasmania into the wild
Proprio così, siamo.. anzi, eravamo in Tasmania, siamo rientrati oggi.   15 giorni immersi nella natura selvaggia. Tasmania your natural state, Tasmania explore the possibilities, Tasmania holiday isle. questo e altro è quello che si può leggere sulle targhe delle auto.                  
Allora: siamo arrivati in Tasmania il 2 ottobre, e tra compleanni pae…no, non era il mio comunque grazie, dicevo…noo, neanche quello di shizu, anche lei ringrazia…ridicevo…ah ah, ma siete curiosi, allora facciamo così, provate a indovinare......

                                                                          meno 3

                                                                      meno 2

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                                                             Capito….
                                                                     Noooo…

                                      100 mila   Buon compleanno pode

Proprio cosi, in Tasmania e non poteva scegliere posto migliore  la Poderosa ha compiuto 100mila ann, ops kilometri.  Non c’è che dire, se li porta davvero bene.   Sono in effetti qualcuno di piu( qualche volta si è rotto il kontakilometri) ma la pode è femmina e non sta bene essere troppo pignoli, diamogliela buona.
Comunque buon compleanno Poderosa altri 100 mila e più e più…
Allora stavo dicendo, se non mi interrompete più, siamo arrivati in Tasmania il 2 ottobre  e tra compleanni..grazie..con relativa sbornia, della festeggiata non nostra si capisce, paesaggi mozzafiato, spiagge scogliere, laghi montagne innevate e non, strade da urlo, buoni amici ..il tempo è passato  .
Ma eccoci di nuovo qua provo a raccontarvi a parole, ma davvero non è impresa facile raccontare la meraviglia di questa terra, neanche le foto sugli opuscoli informativi riescono a rendere l’idea,  quelle sapete sono fatte ad arte sono sempre ritoccate, di quello che vedranno i vostri occhi.
La traversata da Melbourne a Devonport è stata perfetta, la nave Spirit of Tasmania è pulita il personale gentilissimo disponibile e sempre pronto ad aiutarti.
Shizuyo ha bevuto la sua medicina contro il mal di mare e ha collassato rapidamente, io mi sono visto un film, una vera pizza e poi l’ho raggiunta sulla terrazza delle poltrone reclinabili, si chiama ocean recliners, è di poppa ed è tutta vetri. la vista magnifica, un po’ scura, direi... molto nera, la traversata si fa in notturna.
Sbarchiamo puntuali a Devonport alle 7,30, una giornata splendida, soleggiata non c'è una nuvola, ma fa un freddo freddo.
Impossibile continuare, sono completamente intirizzito non sento più le mani, abbiamo fatto poca strada, siamo appena fuori dal centro ma sono costretto a fermarmi.
C'è un McDonald's entriamo e prendiamo un caffè e un muffin, 6,60 $, che dolore… rimaniamo al Mc sino alle 9 poi via il sole ora scalda un pochino.
Non sappiamo dove andare, una direzione vale l’altra, ne prendiamo una a caso e ci ritroviamo sulla costa direzione ovest verso Burnie.
La Tasmania è un esplosione di colori tutte le tonalità del verde, dal verde smeraldo, foresta, arlecchino, chiaro scuro, verde erba,... ma quante ne sai??…Ehi, sui colori sono informato, da giovane ho sperimentato anche la pittura, con risultati scadenti, ma mi ricordo ancora i nomi delle varie tonalità e anche come miscelarli per ottenerne altri.
 Campi e colline verdi tagliati da strisce di colore rosso, giallo, rosa, porpora, i campi di tulipani, poi pascoli e l’odore caldo gustoso della terra grassa appena arata mischiato all’odore del mare che a tratti portava il vento, o quello rilassante dell’erba tagliata di fresco oppure l’odore di…ma questo…questo è…per dirla con le parole di una canzone di Mina …ma che cos’è questa robina qua…cacca…e oh gente la natura è natura... a parte la battuta, che paesaggi che tranquillità.


Siccome oggi è giorno di compleanni ci fermiamo a uno bottleshop per comprare una bottiglia di vino rosso, stasera si festeggia.
Troviamo un bel prato a ridosso di una bianchissima spiaggia e c’è anche il barbecue elettrico, la luce e i bagni, fa freddo ma non ce ne accorgeremo.
Sapevamo che la Pode era una tipa tosta, ma non sapevamo ancora quanto, vi dico solo che è stata una serata divertente, ma che freddo,  sarà per questo che la notte c’è stato molto movimento, non voglio indagare ma guardate la mattina come gli ho trovati a sti mattti…










Passata la sbor…fatta colazione ancora in strada, uno sterrato di ghiaia e polvere bianca,
la poderosa nonostante la serata viaggia liscia come se andasse su rotaia, è davvero divertente correre sullo sterrato di ghiaia, è sempre una sorpresa, mi piace questa sensazione di instabilità, mi piace improvvisare, anche shizu comincia a prenderci gusto, non ha paura, pensate che oggi si è seduta al contrario, verso dietro per filmare la strada che corre via.    Inizialmente era un po’ timorosa, ma poi si è scatenata e mi urlava vai vai ancora che bello, è stata un esperienza interessante ha detto, mi devo forse preoccupare, che stia davvero diventando matta…









Viaggiare così in fuoristrada come abbiamo fatto oggi è divertente se lo affronto a inizio giornata, ma quando ho già alcune centinaia di kilometri nelle braccia allora diventa un lavoro impegnativo.

Monto la tenda  sulle rive del lago Pieman, ora piatto e immobile come uno specchio, accendo un fuoco e ceniamo con un quarto di luna a illuminare il nostro campo, abbiamo tutto.






La mattina lo sterrato per noi finisce, dopo 30 kilometri di sudore è impossibile continuare, solo qualche trattore o fuoristrada ma di quelli cattivi potrebbe, non importa, quello che abbiamo attorno ci ripaga la fatica, ne è valsa la pena.


Qualche kilometro piu dietro una stradina laterale ci porta sull’asfalto e poi giu verso sud ancora sterrati, attraversiamo un fiume su una piccola chiatta e dormiamo sulle rive di una diga.
E ancora kilometri, tornanti di asfalto, sterrati, viottoli di montagna e fiumi  e laghi  e dighe che meraviglia, passiamo cosi 9 giorni, girando la parte centro nord dell’isola.
  Vi ricordate quando nel nostro giro in australia avevamo incontrato un gruppo di motociclisti e con due di loro avevamo viaggiato una giornata, avevo scritto un post "con due sconosciuti navigando sulla sabbia del Darling River.." ecco, loro vivono a Hobart, andiamo a salutarli.
Per arrivare a Hobart facciamo un passo di montagna, pioggia  freddo e vento ci accompagneranno per tutta la giornata.  Siamo a Bronte, il nostro altimetro segna +/- 1400 metri, centro geografico della Tasmania, piove e sembra non aver voglia di smettere, siamo bagnati e non riusciamo a trovare un posto non dico asciutto ma almeno non allagato per  montare la tenda, shizu è un po triste, nella prima baita cottages chiedo quanto vogliono per una notte , 150 dollari!!!   grazie non fa niente.
 Hamilton dista 70 kilometri , andiamo, è una citta e una sistemazione economica si trova, ma ne percorro appena 6 che ci si presenta  prima di un ponte sulle sponde di un fiume una mezza capanna, un casotto per fare picnic, è perfetto ed in pochi minuti ho messo su la tenda, tra i due tavoli, un pò strettina ma siamo in emergenza, ora a shizu è tornato il sorriso.
 Vorrei accendere  un fuoco per provare a scaldarci e a asciugare almeno gli stivali.
Sono li, sotto la tettoia guardando i resti di un vecchio fuoco quando si ferma una macchina, esce un signore e di corsa  viene sotto la tettoia, dice scendo perché in macchina la moglie non mi fa fumare.
Da dove venite?... da li, anche noi... che bella strada, sali e scendi, ma con la moto... che fatica vero, di dove siete..venite dall’italia?.. che viaggio lungo.  David continua a parlare e dopo un poco scende anche la moglie si chiama Su.    Ci raccontano che hanno 4 figli sparsi un pò in giro e che erano andati a trovare uno di questi.
David mi chiede ma....- stavi facendo il fuoco-... vorrei, stavo pensando, ma piove e la legna è bagnatissima,  -guarda ti faccio vedere come si accende anche con la legna bagnata-  e nonostante stesse piovendo va nella macchia a cercare legna .
Lo seguo, accidenti…piove…va bhe, ma non posso lasciarlo solo.
Mi dice quali rami e foglie raccogliere e poi si devono rompere piccoli e si accendono uno a uno piano piano, dopo appena prendono il fuoco diventa grande. Mi spiega che gli aborigeni fanno così, lo ha imparato dai bambini, sono loro che fanno il fuoco.
David aveva ragione, in 10 minuti il fuoco era veramente grande, come è sicuro che a preso bene ci salutano e ci augurano buon viaggio, non fanno molta strada, appena passato il ponte li vedo rallentare, poi girano e ritornano da noi, David scende mi corre incontro e mi allunga 50 dollari, no, no non voglio, -prendi prendi- …e me li chiude in mano..ma ..- pace pace fratello-…   si porta le mani al petto indietreggia si inchina un po’ e mi guarda come in attesa, io stringo la mano la porto anch’io al petto e gli dico grazie pace fratello..aspetta... ma l'indirizzo dammi il tuo indirizzo...lui fa un sorriso grande come il mondo scuote la testa  alza  le braccia e indicandomi il cielo dice - la luna guarda la luna stanotte è piena divertitevi col fuoco   pace -   poi corre in macchina  sotto la pioggia e continuano a salutarci dai finestrini aperti.
È stano e sorprendente come vanno le cose, noi siamo con le finanze agli sgoccioli  e si presentano due sconosciuti sotto la pioggia che ci scaldano con il loro grande cuore…strano vero.. affascinante.
Tante volte incontriamo persone che  ci chiedono del viaggio, sono interessati, fanno domande, ma vogliono sapere solo...e si ma quanto costa e avete tanti soldi..e ma voi ve ne fregate...come fate a vivere…ma persone come David e Su no, con loro non si è parlato di soldi, con loro abbiamo parlato… con loro abbiamo viaggiato, loro hanno sognato con noi, anche  loro si sono uniti al nostro sogno per sempre.
Shizu è affianco a me, mi guarda stupita,  ma che cosa è successo…ma  cosa ti ha dato..ma è possibile…io sorrido e le dico ...niente... ha detto che stanotte c'è la luna piena... vieni sediamoci un pò ad ascoltare questo fuoco.


Stiamo 5 minuti davanti al fuoco, il vento a volte alza la fiamma altissima, poi cuciniamo e di corsa finita la cena entriamo in tenda mentre il fuoco ancora respira.
Che freddo il vento è fortissimo, dormirò a pezzi e bocconi e la mattina mi spiego il gran freddo, sta ancora nevicando, che fantastica bianca sorpresa.
Colazione foto e giochi, poi verso Hobart man mano che scendiamo il clima e il paesaggio cambia, straordinaria Tasmania, in 10 minuti passi da pendii innevati a pascoli verdi.














Arriviamo ad Hobart che sono le due, chiamo Adrian uno dei due sconposciuti e gli chiedo se è libero per un caffe, dice sono in casa passate a trovarmi.

Ci offre il caffe,  poi arriva anche Jill la sua fidanzata, simpaticissima ed è tutta presa dal nostro viaggio. Guardiamo foto parliamo e poi la cena, ottima cena thailandese accompagnata da un bicchiere di vino.
Poi finita la serata salutiamo Jill e  montiamo la tenda nel giardino di Adrian, la sua casa è bellissima ma piccola e la condivide già con le sue moto, un honda xr, due bmw e un harley.











Nei prossimi giorni possiamo stare a casa di John, l’altro sconosciuto, quello che ci ha regalato gli interfono cardo, lui ha una casa grande e ci ospita volentieri.
Il giorno dopo andiamo al lagho Pedder, incantevole, non volevamo piu tornare indietro, shizu ha fatto anche amicizia con uno strano nero personaggio…mha.










A casa di John ci accoglie con la moglie Mandi, simpaticissima, ci fanno subito sentire a casa nostra .
 La nostra stanza è pronta, una doccia calda, l’ultima risale a piu di 10 giorni fa, e un ottima cena poi John mi mostra sulla mappa un buon itinerario per domani.
Non vi racconto altro , mi ripeterei, che posti, quello che piu mi piace è la tranquillità non solo del paesaggio, ma anche la gente.
Venerdì sera John ha organizzato un borbecoa per noi, ha anche invitato …non mi ricordo il nome, l’altro motociclista amico loro, una serata divertente. Finita la cena gli ho chiesto di farci una prenotazione online del biglietto per rientrare a Melbourne.
Mentre sta controllando la disponibilità riceve una telefonata , è Adrian che gli dice che il biglietto lo pagano lui e Jill , come regalo !!!..ma…non si discute è cosi, allora grazie ragazzi.
I regali non sono finiti, John mi ha regalato una giacca da moto, questa davvero antiacqua e antivento, leggermente grande ma ci sto benissimo, finalmente, e Adrian  dopo che ha visto  il nostro borsone ce ne ha regalato uno stagno, evviva, prima quando pioveva si bagnavano sempre i sacchi a pelo, e ancora una coppia di pastiglie avanti e dietro  e una potente lampadina per il faro della poderosa  e due paia di guanti per l’inverno e quattro elastici di quelli regolabili per fissare le borse sulla moto.
Sabato mattina giorno della nostra partenza, è tutto pronto, siamo in strada... dopo la foto John mi infila in tasca 100 dollari, assolutamente no dico, assolutamente si dice John, siete stati ospiti perfetti, noi..!!.. ma voi siete stati.... ok devo andare, trattengo le lacrime... un abbraccio..dai dai.. via andiamo see you John.
Hobart ci saluta con l’acqua e ci accompagnera tutto il giorno, solo a sera quando arriviamo sulla costa est riappare il sole, ci fermiamo sulla spiaggia vicino a un ruscello, un altro fantastico posto.





Domenica colazione presto e in viaggio, destinazione  Devonport, passeremo all’interno in un percorso fatto da John, in montagna che freddo, tutto il giorno sotto la pioggia e prenderemo anche la grandine.
 Arriviamo alle tre sempre sotto la pioggia, facciamo la spesa per la cena a bordo e poi andiamo al porto e aspettiamo.
Smette di piovere e esce il sole, sono le sei e siamo in coda davanti la nave.
Questa volta viaggiamo in cabina vista oceano bagno e doccia privati, i nostri amici ci hanno trattato bene, che lusso.




Ed eccoci qua di nuovo a Melbourne, sono le sette, sbarchiamo e vaghiamo per la citta che si sta svegliando, qua se la prendono comoda, un caffè da un dollaro per scaldarci, come dice shizu l'aria è frescolina, aspettiamo le nove e andiamo all’ambasciata a ritirare il nuovo passaporto di shizuyo, gli era scaduto, poi all’immigrazione per cambiare il numero del visto e poi ….e poi ve lo raccontero un altro giorno.













Capitan Hila-chan...y ahora lo que opinas......






28 settembre 2011

Melbourne


Oggi è il 28 siamo arrivati a Melbourne, 3 giorni per fare quasi 370 kilometri, ma cos’è successo?..
niente, tutto…solo non volevamo lasciare questi posti, le montagne le colline e che strade, accampati sulle rive di un ruscello, dentro la foresta l’odore della terra, il fuoco… che bello stare davanti al fuoco e che buono è l’odore della terra… penso che ognuno dovrebbe avere un pezzo di terra,  ci spetta di diritto……








Comunque ora siamo qua e Melbourne ci accoglie con la pioggia, una vera burrasca con tanto di tuoni e lampi, durerà tutto il giorno, tanto che alle 6 decidiamo di rimanere in città e andare in un ostello, siamo sporchi e bagnati.
Per ora vi posso dire che Melbourne è un po’ strana, hanno uno strano modo di guidare, la prima volta può diventare pericoloso, vi spiego meglio: quando devi svoltare a destra a un incrocio, qua la guida è a sinistra, prima devi spostarti a sinistra entrare nell’incrocio e aspettare che passino tutti, quando ritorna il rosso allora e solo allora puoi svoltare…!!! È un po’ strano ma si impara in fretta.  Invece una cosa interessante, strana anche questa,  è che qua le moto possono parcheggiare sui marciapiedi, su tutti i marciapiedi, che lusso.












Questo per chi ci segue con una mappa è il percorso che abbiamo fatto da Canberra a Melbourne, se vi capita di venire da queste parti non perdetelo è fantastico.
da Canberra si va sulla Cotter road verso ovest, poi sud sulla Paddys river road, Tidbinbilla road sino a Tharwa, poi Naas-Rocky Crossing-Glendale Crossing-Shannons Flat-Cooma-Berridalde-Jindabyne-Willis-Suggan Buggan- Buchan-Bruthen-Bairndale-Stratford-Mafra-Heyfield-Toongabbie-Moe-Noojee-Yarra Junction-Emerald-Belgrave-Melbourne.

26 settembre 2011


Notte passata bene, adesso c’è una leggera pioggia che ci costringe a far colazione in tenda,
come smette esco e accendo il fuoco, prepariamo tutto molto lentamente, questo è un bel posto e ci rimarremmo volentieri se avessimo le provviste.
Andiamo, dopo 2 ore abbiamo fatto solo 15 kilometri, non perché sia difficile la strada, ma non riusciamo a staccarci da qua, ogni metro è da ammirare, sempre diverso, guarda, questo è il punto più bello, ci pensi la tenda qua…no, è meglio laggiù..no, questo, questo è fantastico..ma anche…incredibile la magnificenza della natura.
Anche oggi è stato bello,  interessante e spettacolare questo viaggio, ci fermiamo vicino a Stratford, quasi 400 kilometri +/- con le nostre strade da Melbourne, stasera la lancetta del conta kilometri si è fermata, domani lo controllo, ma so già di cosa si tratta.







25 settembre 2011


Che notte fredda e ventosa, ma noi previdenti abbiamo indossato mutandoni lunghi, maglia e calze termiche cappellino e foulard, non possiamo dire di aver avuto caldo, ma sicuramente siamo stati meglio.  
Il tempo è nuvoloso, tira un vento freddo, che palle.
Dopo colazione andiamo, rientriamo a Canberra e ci fermiamo 10 minuti  all’ufficio informazioni, bagni puliti e acqua calda, ora scaricati e puliti possiamo andare.
Faremo solo strade secondarie, molto “gravel road” strade bianche di ghiaia, che freddo fortuna che non piove.     Si va su, saliamo in montagna 1000 metri, posti incantevoli, strade adatte ai motociclisti, come si vede anche dai molti cartelli qui sono i benvenuti.


Arriviamo a Cooma e il personaggio che questa località a adottato come simbolo mi da da  pensare… che forse… quassù picchia il freddo??!!! …mah..
Alle tre ci fermiamo per un caffè caldo dopo andiamo  al super dove trovo dei ravioli ricotta e spinaci, tipo Giovanni Rana, a meno di metà prezzo 4 porzioni per meno di 2 dollari, li compro subito.
Di nuovo in marcia e ancora più su, sempre più in alto, ma che freddo, non so come faremo stanotte.
Adesso si comincia a scendere, è una strada tutta curve davvero divertente, sono intirizzito dal freddo e guidare in queste condizioni è impegnativo.




In un susseguirsi di curve e paesaggi da cartolina arriviamo  a quota 400, ci accampiamo in un area pic nic 70 km. a sud di Jindabyne, nello Snowy River National Park, proprio sulle sponde di un torrente, monto la tenda e accendo un fuoco alla maniera degli antichi pionieri.
 Non ha importanza se sono intirizzito dal freddo, qua in questo posto in questa terra in questa pace davanti a questo fuoco mi sento…come dire..non voglio dire vivo, ma sto bene, l’unico rumore che sento è il mio respiro, che ancora non ha imparato a muoversi in armonia, tutto il resto, lo scorrere dell’acqua il rumore delle foglie sbattute dal vento, il tonfo di quel ramo caduto, gli uccelli, tutto è musica, è pura danza.   Il mio respiro ancora non sa danzare bene, a volte ancora si distrae perde il ritmo la consapevolezza, non segue la musica, ma poco alla volta una nota dopo l’altra imparerà a danzare in armonia.

La notte è bello sentire il torrente scorrere, poi proprio qua davanti fa una piccola cascata, solo 20 centimetri ma basta per  farlo cantare.










Oggi abbiamo fatto 297 kilometri, cenato ravioli ricotta e spinaci con una carota, carne alla moda sukiya, una mela  e per finire camomilla con miele e zenzero, siamo in tenda e piove…buonanotte. 

24 settembre 2011

Canberra


Secondo giorno a Canberra.
Ci fermiamo anche oggi, abbiamo voglia di camminare e c’è una bella lunga passeggiata attorno al lago.
Canberra è una città costruita a tavolino c’è questo lago artificiale, ricavato dal fiume Molonglo, che divide la città in due, il centro città  si trova a nord del lago, e tutto intorno un meraviglioso parco giardino.
Come tutte le città australiane si sviluppa in larghezza, ci sono parchi e molti spazi lasciati a bosco, a cespuglio,  si potrebbe pensare che non sono curati, e in effetti vengono proprio lasciati assolutamente naturali, qua dicono che Canberra è la “capitale del bush”.
Siamo accampati a una decina di kilometri in una rest areas, la mattina arriviamo presto in città, parcheggiamo la moto vicino la biblioteca e zaino in spalla la passeggiata ha inizio.

Oggi è giornata di eventi e nel parco ci sono un sacco di bancarelle, noi ne approfittiamo passando per gli stand gastronomici solo per poter assaggiare qualcosa, ma non siamo stati molto fortunati, non ci fila nessuno, preferiscono intrattenersi con le attempate signore, a noi solo una rapida occhiata ee.. hanno capito tutto, va beh, non fa niente ci abbiamo provato, solo shizu è riuscita a farsi fare un lavaggio mani con un prodotto a detta loro straordinario.
È bello passeggiare in questo parco, a volte camminiamo in silenzio altre volte si parla di progetti che subito si disfano, poi si scherza e a volte ci si ritrova a osservare le stesse cose con gli stessi pensieri.     Nel pomeriggio dopo aver pranzato il solito sandwich facciamo l’ultimo passaggio alla biblioteca per caricare la nostra attrezzatura.
Poi dopo il supermercato gli ultimi 10 kilometri della giornata, stavolta in moto,  e siamo al nostro accampamento, domani…domani si va a sud.




22 settembre 2011

Canberra a meno 70


Che freddo, c’è il ghiaccio sono le sei e non ho nessuna voglia di uscire dal sacco e dalla tenda, se qua dentro fa cosi freddo pensa fuori, aspettiamo ancora, alle 7 il sole comincia a scaldare, me ne accorgo perché sta squagliando il ghiaccio sulle nostre teste e ora l'acqua gocciola dentro.   Usciamo…brrr che freddo…uffi, voglio il caldo.
Per fortuna che qua in questo parko ci sono le docce calde, e fanno tre in tre gioni, che strano quando troppe quando niente, subito sotto per scaldarci un po’, poi colazione, aspettiamo che asciughi la tenda e il bucato, shizuyo ha fatto la lavanderina e via, Canberra è a 70 kilometri.
Prima di andare cambio le pastiglie dei freni, erano arrivate alla fine, il ferro toccava sul disco.










21 settembre 2011

Sydney ci regala nuovi amici


20 martedì: Stamattina sveglia presto, vogliamo andare  a Bondi beach, è già passata una settimana dall’ultima doccia.
Attraversare la città come al solito è un vero caos,  di qua..di là…forse questa..nooooooo ho sbagliato, proviamo con questa..e adesso…due ore dopo  arriviamo a Bondi beach.  Prepariamo le nostre borse, bagno schiuma shampoo, a te non serve, dice shizuyo, vero…
Dai dai andiamo che sono sudato e sto morendo dal caldo.
La doccia non è proprio calda ma certe volte come in questa non ci si fa caso, ne avevamo bisogno, l’avremmo fatta anche ghiacciata.
 Finito passeggiamo sul lungomare, c’è un gran bel sole e shizu ne approfitta per asciugarsi i capelli, io non ne ho bisogno, li tengo sempre moltoo corti, non so ma lo trovo più pratico, molto sbrigativo, soprattutto in viaggio, un colpo di straccio e smak, tutto brilla.
È l’una passata, pranziamo sul prato e poi andiamo a Sydney,  alla biblioteca per caricare le batterie al nostro portatile e alla camera fotografica,  domani ci rimettiamo in viaggio.
Alle 5 con tutta la nostra attrezzatura carica lasciamo la biblioteca e andiamo al super, poi per l’ultima volta andremo al nostro accampamento, sempre lo stesso da 5 giorni.  È  un posto tranquillo in una località chiamata Belrose nella Frenchs forest, niente di particolare, è soltanto uno spiazzo in mezzo agli alberi, ma pulito e lontano dal rumore della strada, a noi piace molto e poi la mattina prestissimo degli uccelli cantano in un modo strano che mi piace molto.

Non arriveremo mai al nostro accampamento, mi accorgo di aver finito la benzina, entro nel primo distributore che incontro, faccio il pieno sto per ripartire quando un ragazzo dall’altra parte della strada, tre corsie per senso di marcia,  si agita facendo segno di aspettare, rischiando la vita cerca di attraversare, speriamo bene, la vedo dura ho pensato, ma eccolo, dopo 5 minuti e non sto scherzando sano e salvo c’è riuscito.
Ciao mi chiamo Mark, anche io ho fatto il giro del mondo in moto, l’anno scorso, vi ho visto, non potevo non fermarvi, dove andate stasera, dove dormite…aspettate, vi va di venire da me…ok…allora 2 minuti vado a prendere la macchina e mi seguite, sono 15 kilometri…ok andiamo.
A casa ci aspettano sua moglie Gina e i suoi due figli, Liberty e Sebastien.
Gente che casa… bellissima super fighissima  vista oceano, un posto veramente tranquillo a Collaroy sulla costa.
Si parla si vedono le foto del suo viaggio ci si raccontano un po di cose, poi arriva la pizza hai bambini piace molto.
La nostra stanza era già pronta, un comodo letto matrimoniale, lenzuola profumate e lisce ummm…buonanotte e... sogni d’oro.

La mattina doccia, questa calda, poi colazione sulla terrazza vista oceano da dove è spuntato questo sole che ora ci scalda.

Alle 7 salutiamo Mark, va a lavoro, oggi in bicicletta, non ho capito bene ma deve essere una giornata di quelle “oggi tutti a piedi o in bici”.
Preparo le nostre cose carico la moto mentre shizuyo tiene a bocca aperta e occhi spalancati i bambini facendo origami, gru fiori scatoline palle e non so che altro, poi Gina ci da delle mele e ci salutiamo.









Com’è strano, particolare e interessante il nostro viaggiare e che e quanta gente interessante  incontriamo…
Dopo 400 kilometri di strade di montagna, fatte a tratti con andatura leggera sottovoce prendendoci tutto il tempo per respirare e osservare, altre volte non so resistere, devo per forza sentire l’adrenalina pompare forte nelle vene e nello stomaco, che divertimento arrivare in staccata piegare aprire tutto il gas e ricominciare…montiamo la tenda in un vecchio parko, non più in uso ma ancora funzionale.
 Abbiamo un bel gazebo sotto il quale cucino un piatto di spaghetti piccantissimi…e poi buonanotte.