lllllllll

oggi è un bel giorno per morire

09 ottobre 2009

DAY145. una belva feroce...............

Ha piovuto quasi tutta la notte, ora non piove, ma il cielo è nuvoloso, aspettiamo la segetaria del museo, la ringraziamo ancora  ci salutiamomo e partiamo, mancano 330 km, non sono niente ma sulle strade giapponesi, lo sappiamo, e dopo la multa lo sappiamo ancora meglio, ci vogliono se tutto va bene 8 ore di guida consecutiva, uno stress, ancora non ho questa tranquillita nel polso.

Alle 3 siamo a poco meno di 50 km, il traghetto parte alle 6 e si deve essere al porto alle 5 per imbarcare la poderosa,  decidiamo di fermarci qui a Miyakonojo, facciamo compere e troviamo un campo per la notte, è un bel posto, ma non sono tranquillo, il mio istinto mi mette sull’allerta, e non
si sbagliava, un animale feroce si aggira intorno alla tenda,... che fare,??? cerco di farmelo amico, provo con del cibo, poco dopo la belva è ammansita, anzi troppo, per favore non ti strusciare, vai via o stasera cucino carne,continua ancora un pò a gironzoltre attorno alla tenda, io la tengo d’occhio, non si sa mai, sono belve feroci, poi con l'ultimo ruggito,si allontana.

Domani saremo al porto, poi dopo 24,40 ore di traversata metteremo piede in Okinawa,.
Buonanotte. 
  


08 ottobre 2009

DAY144 . delusione tifone.........

La notte è passata e anche il tifone, sono rimasto sveglio sino alle 3, ma niente solo molto vento forte e pioggia, il tifone è passato più a nord, sarà per la prossima.

Sono le 8 e ci fa visita un signore  che con il suo camion, per il suo lavoro, viene a prendere l’acqua  del ruscello qua sotto.

Noi laviamo le stovigle nel ruscello, fa freddo ma l’acqua è quasi calda , sicuramante si mischia a qualche falda termale, la zona è tutta un onsen, terme giapponesi.

Facciamo colazione, non piove ma il tempo è brutto, mancano pochi kilometri al paese, alle 11 arriviamo in centro, subito andiamo a Iwashita collection  Super museo, qua c’è un po di tutto, vetrate antiche, vecchi gioccattoli, mobili , cianfrusagle e moto, tante moto.
 .
Nel 2007 c’eravamo gia stati, a piedi e avevo detto a Shizuyo che saremmo ritornati, ma in moto, ed eccoci qua, alla cassa mostro i biglietti del 2007 che ci danno diritto al 50% di sconto, ci fanno anche la foto per il libro dei visitatori, MITICO.

Continua a piovere e fa freddo, siamo in montagna, dobbiamo trovare un hotel per la notte, ci aiuta la ragazza del museo, telefonando ai vari hotel, ma sono troppo costosi per noi, anche 60 euro, la ragazza allora  telefona al presidente, cosi lo chiama, è il proprietario del museo, per chiedere se possiamo dormire li ,- certo ,va bene -, abbiamo un posto per la notte,è un vecchio vagone ferroviario della seconda guerra adibito ad appartamento per i biker di passaggio, con luce acqua microonde e stufa.

Andiamo in centro a comprare la cena , e nel bagno pubblico, acqua termale, per soli 200 yen,  ci passiamo 2 ore, si torna  al museo , cena massaggio e buonanotte



07 ottobre 2009

DAY143..polizia giapponese

Sono le 6 usciamo dalla tenda, un signore sta sistemando gli ormeggi della sua barca, ci salutiamo, ci chiede da dove veniamo, è affascinato dal  nostro viaggio, continua ripetere che grande che grande, poi dice di stare molto attenti, che stiamo andando incontro al tifone, ci saluta e va via.
Smontiami la tenda, e poco dopo ritorna il signore portandoci due lattine di the.

Partiamo, alle 10 facciamo il nostro primo incontro con la polizia  giapponese.
Stiamo percorrendo la nazionale, una strada a due corsie per senzo di marcia, a un certo punto 2 polizziotti sventolando delle bandiere ci fanno cenno di accostare, e correndoci affianco ci indicano il posto dove parcheggiare, eccesso di velocità, patente per favore.

Scendo dalla moto, e come abbiamo sempre fatto con le altre polizie faccio finta, anzi mi viene naturale di  non capire niente, il poliziotto chiede all’altro, come facciamo a spiegare, è italiano.. in inglese…poi Shizuyo si toglie il casco, il polizia gli chiede se è giapponese, Shizuyo a un attimo di…. voleva fare la solita scena,che gli riesce bene e gli piace molto, è titubante,  ci guardiamo, poi dice si sono giapponese, allora il polizziotto ora più tranquillo gli chiede di tradurre, ci porta alla macchina  e li ci spiegano tutto, ci fanno vedere il compiuter , dove esce un tagliando con scritta la velocita il giorno e i km, 85km il limite è 60, 25km di troppo, ora dice che stacchera questo scontrino e lo attacca sulla carta che poi dara a il suo collega, hai capito tutto, si, ok allora faccio, dice
.
L’altro poliziotto ci dice di sederci per favore, che ci spiega come funziona, io provo a contestare dicendo come fanno a sapere che ero proprio io, allora mi fanno vedere come funziona, un loro collega e appostato 300 m prima con il radar,  sono collegati via radio,      -va bene va bene- dico io,                               - hai altre domande- mi chiede, che ti spiego tutto
.
Cominciano a scrivere, credo che no abbiano mai visto una patente internazionale, telefonano al comando per sapere quali dati prendere, continuano a chiederci quando ce ne andiamo dal Giappone, dove andiamo e perché correvo.

Consapevoli che da me non prenderanno mai quei soldi, fanno scrivere una dichiarazione a Shizuyo , con  scritto: io Shizuyo……… sono sulla moto con mio marito che andava a 85km in una strada con il limite di 60, facendo 25 km in più, noi abbiamo fatto questa infrazione, il giorno…alle ore….
Ha poi firmato e ha dovuto appore l’impronta digitale.???!!!!

Poi  hanno compilato altri fogli che io ho dovuto firmare, anch'io con l’impronta, due impronte, una sulla mia firma e una sul tagliando della velocità , quello da incollare.
I polizziotti molto gentili e precisi, mancava solo il the,  il tutto è durato un ‘ora.
Anche loro ci hanno ricordato di stare attenti perche arriva il tifone e di guidare con prudenza.

Tutto questo ci costera 15000 yen da pagare entro una settimana, se superavo il limite di 30 km c’è immediatamente il tribunale  con il sequestro di moto e patente e non so che altro.
Per la cronaca  1500 yen  sono  110 euro.
È stata un esperienza interessante, costosa ma interessante.

Si riparte verso il tunnel che ci portera a Kiushiu, pero e chiuso, cosi abbiamo dovuto prendere un tratto di autostrada, ci siamo fermati in un autogrill a pranzare, poi la prima uscita è la nostra , pochi km ci sono costati 7 euro .

Facciamo provviste a un market e  decidiamo di fermarci sono le 3 e comincia piovere, alle 4 piove troppo, ci fermiamo  poco prima di Yufuin sotto un cavalcavia autostradale, affianco a noi poco più in basso scorre anche un ruscello.
Siamio in tenda, bevo un the caldo e penso che  domani forse vedro il mio primo tifone, fantastico, ma Shizuyo dice che è meglio di no e spera che il tifone vada da un ‘altra parte.
Sara quel che sara, buonanotte. 




06 ottobre 2009

DAY142..un tifone in arrivo........

 Ci svegliamo alle 5 piove, ma noi  previdenti abbiamo piazzato la tenda sotto al ponte, continuiamo a stare in tenda sino alle 6, come si calma smontiamo, colazione tute da pioggia e andiamo
.
La strada è un massacro, prima seconda ferma, piede a terra , semaforo, di nuovo prima seconda piede a terra, semaforo e di nuovo..tutta cosi , sempre,.

Anche su strade a due o tre corsie il giapponese non sorpassa, al massimo si affianca, certo è difficile sorpassare quando il limite è dei 40, io, ogni tanto qualche sorpasso passandoci anche in mezzo ce lo metto,Shizuyo dice che l’automobilista giapponese si spaventa, sarà per questo, che il ministro dei trasporti ai giapponesi che vanno in viaggio all’estero consiglia di non guidare.

La pioggia ha smesso non fa freddo, procediamo spediti, si fa per dire, e arriviamo a Hiroshima.
 A Hiroshima ci ero già stato nel 2006, ero anche andato al museo, ma non mi interessa piu di tanto, anche questa volta come la prima ho preferito sedermi nel parco, e ascoltare, e ancora una volta ho provato quello che nessun museo puo darmi.

Mentre tentavo di scattare la foto di rito con l’autoscatto, ne ho fatte ben 17 prima di arrendermi, vi spiego, la macchina l’avevo sistemata al di la della strada su un muretto, poi dovevo correre vicino a Shizuyo, ma dovevo anche scavalcare il muretto,  le macchine passavano e tutte le volte che arrivavo era tardi, alla fine il risultato è questo, foto n16.

Abbiamo conusciuto una coppia di Tokio,  loro hanno fatto il giro del mondo in tandem, e pensate che in Giappone il tandem è vietato, tre anni, che spettacolo.

Qua al parco davanti al museo molta gente ci ha chiesto del nostro viaggio, tutti stranieri, non un solo giapponese, che strano.

Sono le 4 si parte, come al solito ricerca di un postro per la notte, lo troviamo un altra volta è la sponda di un fiume, molto bello, con l’erba falciata di fresco, ci piace,  montiamo il campo e ceniamo.
 Un vecchietto passa trovarci, è preoccupato, ci dice che oggi e domani va ancora bene ma giovedi potrebbero esserci problema con il tifone, di stare molto attenti, non è un tifone grande , ma sempre pericoloso.



05 ottobre 2009

DAY141

Ci svegliamo alle 8, prepariamo la colazione.
Ogni volta che dorma in un albergo, su un letto, mi sveglio pieno di dolori, il collo mi fa male, è rigido, la giornata comincia male.

Andiamo a Hiroshima,
Alle 11 partiamo, direzione Hiroshima, 350km, ci vorranno 7 ore, che strazio le strade giapponesi.

 La giornata è nuvolosa ma non fa freddo, è previstro un tifone per giovedi, ancora non si sa se colpirà il Giappone o passera solo vicino, in ogni caso in questi giorni tira vento, e le previsioni sono pioggia in serata.

Non gira, non ne ho voglia, il collo scricchiola e quando lo muovo mi sembra di spostare una montagna, ci fermiamo a un LAWSON, magari mangio qualcosa e mi riprendo, poi oggi è anche l’ultimo giorno di offerta tutte le zuppe solo 70 yen, dobbiamo approfittarne.

Siamo di nuovo in pista, semaforo dopo semaforo passa il tempo ma i km sembrano non passare mai, anzi ne abbiamo fatti veramente pochi.
Qua per i lunghi spostamenti usano le autosdrade, ma a noi non piacciono e poi costano, cosi continuiamo con questo parti e ferma, velocità massima 40 km ora, da ridere, una cosa così non l’ho mai vista, centinaia di km di strada stracarica di semafori, Giappone..
Comunque io sto a pezzi, non ne ho voglia, sono le 3 ci fermiamo a un market, poi ricerca di un posto riparato, stasera  pioverà-
-trovato-
 la sponda sinistra di un fiume,sotto un ponte, dove un anziano signore gioca a basebal contro un pilastro.

Il posto è bello e ben tenuto, sono 42km di camminamento, dove puoi fare passeggiate, correre portare a spasso il cane, per la cronaca, qua, in giro cacche di cane non ce ne sono.

Preparo la cena, il vento si sta intesificando, noi siamo in tenda.


04 ottobre 2009

DAY140..motociclisti Giapponesi...

È una bellissima giornata, salutiamo la sorella e le nipotine e andiamo verso Osaka, oggi è domenica, i km non sono molti ma sulle strade giapponesi a 40 all’ora diventano infiniti.

Incrociamo molti motociclisti, i motociclisti giapponesi sono molto strani, nessuno ti saluta, normalmente tra motociclisti quando ci si incrocia o quando ci si sorpassa si fà un saluto, e se la moto appare interessante, ci si affianca per qualche secondo, come un gesto di rispetto, un saluto e via, in qualche caso scatta un non so che, si alzano le visiere, uno sguardo un gesto e ci si trova bordo strada a fare domande e a scambiarsi informazioni.
 In Giappone no, nessuno ci ha salutato, ho provato anche con i made in USA, quelli delle harley, niente, allora con gli ultimi nati, quelli degli scooteroni, niente, solo un paio, e dico un paio hanno accenneato un inchino con un cenno del capo.

Fa caldo, 27 gradi, arriviamo a Osaka alle 4 sistemiamo le nostre cose in pensione  una doccia e andiamo dallo zio , ci sta aspettando,
- la moto, la moto-
 la vuole vedere, è contentisssimo, la guarda la tocca, fa una marea di domande,
- che invidia-
 entriamo in casa, lasciamo lo zio fuori, vicino la poderosa che ancora ripete che
- grande che grande-
 È immobile e continua a guardarla, chissà probabilmente sogna viaggi pensati e mai fatti.

Siamo già seduti quando rientra, vorrebbe continuare ancora a parlare del viaggio della moto ma la zia lo interrompe subito, cambia discorso e parla con Shizuyo.
Finita la cena ci salutiamo, i Giapponesi, anche tra familiari, ne baci ne abbracci, un semplice grazie, un arrivederci detto quasi con indifferenza senza distogliere l’attenzione da quello che stanno facendo, tutto l’opposto di noi.
Sulla strada per l’hotel ci fermiamo a un LAWSON, compriamo la colazione per domani.

Arrivati in stanza visto che qua può lavare e asciugare gratis, Shizuyo ne approfitta , mi rilascia un’altra volta in mutande, ah no, vuole anche queste e va in lavanderia.   
Buonanotte



03 ottobre 2009

DAY139...Kanon e Kugan...

Mi sveglio alle 6 il tempo è brutto, ha piovuto tutta la notte, la tv dice che nel pomeriggio ci sarà il sole, speriamo, così le nostre cose asciugano.
La sorella alle 8 va a lavorare, noi aspettiamo le nipotine, arrivano alle 11, si va a pranzo, un ristorante di soba, e poi con i bimbi, Kanon e Kuga andiamo in un parco a tema, uccelli, gufi falchi, papagalli e tanti altri, a Kanon piace molto.
 I bimbi si divertono molto, torniamo a casa, la sera cena tutti assieme e Kanon rimane a dormire con noi, prima Kanon aveva paura di me, ora ha preso confidenza e mi cerca sempre.

Domani andiamo a Osaka, lo zio ci aspetta, vuole vedere la moto, mentre la zia, come sempre ci aspetta per la cena.


02 ottobre 2009

DAY138....

Piove, ma il grande albero sotto al quale abbiamo montato la tenda ci ripara mentre facciamo colazione, alle 8 siamo in strada.
Piove e ancora piove, non sappiamo che strada dobbiamo fare, alle 9 ci fermiamo a un caffe con free internet, ci colleghiamo a googlemaps, bene bene, non è difficile, sempre sulla 4 poi si prende la 316,la 15 e la 1 sino a Fukuroi Shi, dove abita una sorella e le nipotine di Shizuyo.

Alle 10 ancora piove, andiamo, i km non sono molti, ma  la velocita media nelle strade giapponesi è di 40 km l’ora, è un continuo parti e fermi, ogni 20- 50 -100 metri un semaforo, ogni incrocio un semaforo, io metterei il semaforo come simbolo per identificare il Giappone, mai visto cosi tanti, incredibile, altro che il paese del sol levante, questo è il paese dei troppi semafori.

La strada a questa velocità non finisce mai, sale sulla montagna , 870 metri, molta nebbia e pioggia, fortuna che non fa freddo, solo alle 7  finalmente arriviamo a Fukuroi Shi, la sorella è contetissima e  parlano parlano parlano, anche durante la cena, io rimango ad ascoltarle sino all’una poi mi arrendo. 

01 ottobre 2009

DAY137

Sveglia alle 6, non sto molto bene, ho il torcicollo, sarà stato il freddo di ieri.
La giornata è nuvolosa, smontiamo la tenda, facciamo colazione, metto olio alla catena e controllo quello del motore, la poderosa va che è un piacere, ha solo finito la frizione, devo usare il gas con dolcezza, se accellero bruscamente slitta, ma non è un problema, sicuramente ci porterà sino a Okinawa.
Si parte solo alle 9, oggi non gira e lo capiamo subito, quando dopo mezz’ora ripassiamo davanti allo stesso ristrorante, trattoria wasabi, dopo 4 ore ci accorgiamo di aver fatto solo 70 km nella direzione giusta.
Ok mi fermo, il collo e la testa mi fanno male, devo nutrirmi, il solito LAWSON, la solita zuppa.
Facciamo visita a un market, patate carote e oggi compriamo anche due pesci, già cotti, sono in offerta.
Di nuovo in sella alla ricerca di un angolo tranquillo per la notte, già sapete, lo troviamo, è perfetto,vicino la strada ma dentro la foresta, montiamo la tenda e cuciniamo, un massaggio e, a domani.

30 settembre 2009

DAY136.....monastero buddista....

Sono le 7 quando mi sveglio, aspetto ancora , alle 8 sveglio anche Shizuyo, facciamo colazione, è una bella e calda giornata, andiamo.

 All’ora di pranzo ci fermiamo al solito LAWSON, c’e l’offerta della settimana, zuppe e uden tutto a solo 70 yen.
 Siamo fuori, seduti vicino alla poderosa a consumare il nostro cibo, quando si avvicina un signore senza capelli come me  che toccandosi la testa mi indica e ride dicendo alcune parole in giapponese, ci chiede del nostro viaggio, da dove veniamo, parla con Shizuyo naturalmente, è entusiasta, gli piace l’italia , c’è stato dice, tanti anni fa , Roma Napoli , Pompei, alla fine ci augura buon viaggio e ci saluta, alcuni minuti dopo ripassa, si ferma ci guarda sorride e dice
–sono un monaco buddista, qua vicino c’è il mio monastero, mi farebbe piacere se venite a farmi visita –

!!!ora capisco la sua pelata!!!

Finiamo il pranzo e decidiamo di accettare l’invito, meno di un kilometro e siamo davanti al monastero, il monaco come ci vede esce e ci fà cenno di entrare.
Il monastero è stato aperto nel 1601, lui è il 28 monaco, gli faccio molte domande ma la mia traduttrice non funziona bene, quindi rimaniamo che tornerò non appena parlo giapponese.

Ci invita a un the cerimonia e ancora continua a raccontare la storia del monastero e dei monaci che lo hanno preceduto, ma dobbiamo andare, cosi il monaco dice
-la prossima volta dormite quà e vi porto in un buon ristorante a mangiare pesce e carne-
poi continua  dicendo,
 -tornate quando volete, siete sempre i benvenuti.
Grazie monaco, si riparte è tardi, sono le 4 dobbiamo trovare un posto per la notte, alle 5 già è buio, lo vediamo, è la riva destra di un fiume o canale, non so, ma è perfetta, trovo l’entrata, 10 minuti e la tenda è pronta, ceniamo assieme  al tramonto, buonanotte.


29 settembre 2009

DAY135. il mais di Hokkaido..

Hiroko ci sveglia alle 8, saluti baci e come prevedevo tante, tantissime  lacrime, partiamo da Sapporo verso il porto Akkodate, dove arriviamo alle 4, il traghetto per Aomori parte alle 5.30, decidiamo di prenderlo.
 Alle 5,30 puntuale salpa, c’è  poca gente ma tantissimi animali, fortunatamente li hanno lasciati tutti nel garage.

Ci sistemiamo in un salone a poppa , siamo soli, ceniamo una zuppa in scatola, stasera abbiamo anche la frutta che ci ha regalato il contadino,  che lusso, è buonisssima.
 Oggi ci siamo fermati in un baracchino di mais che vendeva anche frutta, abbiamo mangiato una pannocchia di mais bollita, incredibile, da non credere mai mangiato mais cosi buono, dolcissimo, chiedo al contadino se mette zucchero, ride e dice, no questo è il mais di Okkaido , famosissimo in tutto il giappone per essere il piu buono e piu dolce, prende una pannocchia fresca, la sbuccia e me la porge    - cosi crudo!-    assaggio titubante, poi la divoro con la voracità di una cavalletta, quasi più buona di quella cotta, succosa e dolcissima, non avevo mai mangiato del mais crudo.
  Dice che il mais è cosi buono per via dello sbalzo termico, la notte freddo e di giorno caldo, poi mi svela un segreto, è piu buono quello raccolto alle 5 del mattino e mi spiega come fare a vedere quando il mais è pronto per essese raccolto.
                                  
Arriviamo a Aomori alle 9.30 ma siamo gli ultimi a sbarcare, dopo le vacche e cavalli.
 Alle 10 siamo a terra,
 che fare
 andiamo
 un viaggio in notturna, è un esperienza che Shizuyo ancora non ha fatto, non fa freddo, ma presto la temperatura si abbassa, a mezzanotte fermi davanti a un distributore automatico per  bere un the caldo, indossiamo le giacche da pioggia sperando che ci proteggano

Va meglio, si prosegue, ma fa troppo freddo, ora ci sono 8 gradi, sono le 
2 ci fermiamo a un LAWSON, zuppa calda e un the e mezz’ora di riposo.
Si riparte, ma Shizuyo ha freddo e sonno, decidiamo di fermarci a dormire, cerchiamo un posto ma è buio, non si vede niente, molto difficile l’individuazione, dopo diversi tentativi solo alle 4 troviamo un posto perfetto, di corsa montiamo la tenda, che freddissimo, buonanotte.



28 settembre 2009

DAY134. Hokkaido e Hiroko...

Sono le 8, scendiamo da basso, la vecchina ancora continua a parlare, ci saluta e mi raccomanda di stare attento, ehi.. qua una toccatina ci vuole, via si parte-

Ci fermiamo a fare colazione a un LAWSON, quei locali aperti 24 ore dove puoi trovare un po’ di tutto, poi verso Sapporo, 260 km, è tutta strada nazionale  e ci sono molti lavori, anche se devo dire che non disturbano affatto e che quasi neanche ti accorgi che stanno lavorando, è tutto pulito, non sollevano un granello di polvere, incredibile.

Abbiamo prenotato tramite internet un hotel economico, sono le 2 quando sotto una pioggia battente parcheggio la moto davanti l’hotel.
Saliamo in camera, doccia, poi Shizuyo riposa e io lavoro al compiuters, abbiamo appuntamento con Hiroko quando stacca dal lavoro.
Sono le 6, Hiroho è arrivata, come sempre quando ci vede attacca a piangere, è contentissima, abbracci baci,- come stai bene-
- anche voi-
-sei ingrassata-
-voi dimagriti-
-ma…avete fame…andiamo vi porto in una taverna dove si mangia molto bene, cibo di Hokkaido, che buona la cucina made in Japan, anche se a volte sia io che Shizu abbiamo nostalgia di certe cenette preparate da mia zia Silvana, una vera artista dei fornelli, scarsa in quantità, ma la qualità …ottima, non fatemici pensare.

Cena offerta da Hiroko, si va in hotel, vuole vedere la moto, le foto, ma soprattutto ha voglia di continuare a parlare co Shizu.
Alle 11 va via,appuntamento a domani, chissà quante lacrime, ma io ho già pronto un lenzuolo.



27 settembre 2009

DAY133

Partiamo all’alba, dopo aver fatto colazione, e esserci fatti un paio di risate guardando un signore un po’ ubriaco che con la sua auto voleva arrivare fin sul bagnascuga, si è insabbiato.
Non ha fatto una piega è sceso dall’auto, si è vestito da pescatore ha aperto un’altra birra, chiamato il carrattrezzi e si è diretto sul molo con le sue canne, lasciando la macchina li, da sola.
 Dopo una mezzora è arrivato il carroattrezzi, e dopo molto, con passo fiero ma barcollante e un sorriso stampato in faccia anche il pescatore, il meccanico con guanti bianchi in poche manovre ha tirato fuori l’auto.

Noi andiamo, mancano circa 300km al porto di Aomori, da qui parte il traghetto per Hakodate.
Arriviamo al porto alle 5 meno 10, alle 5 parte il traghetto, lo prendiamo, di corsa ci dirigiamo all’imbarco, dove due marinai si stanno sbracciando per indicarci la strada , dobbiamo fare presto, la partenza è alle 5 e partirà alle 5 con noi o senza, fatta , siamo a bordo, il portellone si chiude che ancora non ho messo il cavalletto, incredibile.
A bordo classica nave giapponese, enormi stanze con tatami, ceniamo bento, un vero lusso, tre ore e mezza e siamo  sull’isola di Hokkaido.

 Sono le 9, è tardi tira un gran vento, troviamo un vecchio ryokan,(albergo antico giapponese) gestito da un’altrettanto vecchia signora , che non smette di parlare e racconta come un tempo, molti anni fa, questo albergo fosse sempre pieno, ora siamo gli unici pensionati.
 Il posto è simpatico e, diciamo pulito, vecchio, molto vecchio, siamo al secondo piano, la stanza è 2 metri per 2, e il bagno in comune sul pianerottolo è  un buco nel pavimento, senza acqua, un odore pungente limita al tempo strettamente necessario la permanenza nel locale.
Una doccia, anche questa vecchia, molto vecchia ma non ha importanza, la vecchietta e molto simpatica, ci offre il the e ci porta anche un termos di acqua calda.
Buonanotte


26 settembre 2009

DAY132


Ci svegliamo presto, alle  6 la tenda è gia impacchettata, visto che da queste parti il sole alle 5 comincia a tramontare dobbiamo sfruttare  le ore della mattina.

Appena partiti intravedo un falco a bordo strada,  gli passo affianco e dallo specchietto vedo che non si sposta, rallento e torno indietro, voglio fotografarlo, come ci avviciniamo accenna  a volar via, ma gli riesce male , ha un ala rotta credo, perchè non riesce ad alzarsi molto da terra e va tutto storto, scendo,  provo a inseguirlo, vorrei prenderlo e farlo curare, ma continua, per così dire a volar  via, finisce in un campo, non posso inseguirlo, ci dispiace ma dovrà cavarsela da solo o finirà per essere preda, è la vita

Percorriamo la strada sulla costa, la 42 del tramonto cosi chiamata perché corre affianco alla spiaggia, ed essendo  sulla costa ovest  al tramonto si vede il sole entrare in mare.

Vicino a Niigata sulla spiaggia montiamola tenda, tira una leggera brezza, ancora piacevole, il mare siamo davanti al mare, il rumore delle onde che morbide si infrangono sulla sabbia davanti a noi ci tranquillizzzano e ci fanno compagnia mentre ceniamo.



25 settembre 2009

DAY131

Sono le 7quando ci svegliamo, una doccia è quello che ci vuole, alle 8 ci portano la colazione, potevamo scegliere tra giapponese e continentale, noi abbiamo preso la continentale.

 Poi via, andiamo verso Kyoto, qua si guida a sinistra , a volte  soprattutto quando arrivo agli incroci e devo svoltare  a destra o a sinistra ,  capita di incasinarmi, devo prestare attenzione, per fortuna c’è Shizuyo che mi aiuta.
Grazie Shizu.

Sono le 5 siamo arrivati a Fukui, troviamo un posto tranquillo, montiamo la tenda, a quest’ora qua comincia già a far buio, alle 6 non si vede più, il suono dei grilli copre il rumore del mare che si infrange sulle rocce, mentre cucino un ottima zuppa di patate, carota mais e miso.
Alle 8 già siamo dentro la tenda.