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oggi è un bel giorno per morire
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12 novembre 2010

spedizione documenti

A che punto siamo, non so, vi racconto quello che è successo, martedì alle ore 12 il consolato ci  chiama, i documenti sono pronti e possiamo andare a ritirarli, ma alle 12,30 chiude, impossibile arrivare in tempo, ci andremo domani.
Non abbiamo più voglia di stare nell’ostello, Kioto è vicina, 42 km, decidiamo di andare, carichiamo la poderosa e via a tutta birra……si fa  per dire, ci sono volute quasi 2 ore.
Volevamo vedere Kioto perché in autunno la natura ha tanti colori, rosso acceso marroni verdi gialli, insomma, come la tavolozza di un pittore, purtroppo quest’anno ha fatto molto caldo e l’autunno è in ritardo, peccato, avremmo voluto vederli tutti quei colori, vorrà dire che ci ritorneremo.
Mercoledì siamo rientrati a Osaka, andiamo al consolato, ritiro i documenti e andiamo a un Lawson, no, non per mangiare la zuppa ma per scannerizzare i documenti e salvarli sul pc, per poi inviarli all’ACI di Roma.
E si, qua in questi negozi aperti 24 ore si trova di tutto, anche il servizio di fax, scanner, fotocopia, una vera comodità.
Rientro in ostello e invio per mail la documentazione all’ACI di Roma, due ore dopo ho la risposta, richiedono il vecchio CPD, mi serve un corriere, trovo la fedex, domani mattina ho appuntamento alla loro sede.
Questo scherzetto tra la traduzione di Stefano, i timbri del consolato e la spedizione ci è costato 200 euro, e non è ancora finita.
Il giorno 16 la documentazione sarà nell’ufficio della signora Marisa, la gentilissima responsabile dell’ufficio servizio turismo e relazioni internazionali dell’ACI di Roma, è lei che si occupa della nostra pratica, ora non ci resta che aspettare.
 È venerdì 12 ore 8, sono appena uscito dalla grande vasca del bagno dell'ostello, facciamo colazione, poi con tranquillità carichiamo la poderosa, la giornata è invernale, il cielo è basso e grigio, piove e fa freddo, 13 gradi, indossiamo le tute antiacqua e via verso Shizuoka.


osaka davanti l'ostello
Kioto
Kioto
Kioto
Kioto
                                                                  
Kioto

Kioto che fatica
Kioto by night
Kioto alba
                                                                                             








31 ottobre 2010

la giornata è nuvolosa, colazione, controllo pressione ruote e alle 10 andiamo, verso Hiroshima.
Devo fare attenzione, a parte la pioggia abbiamo incontrato 2 controlli velocità della polizia, che stress, faremo questi 190 km a 50 all’ora.
A pranzo ancora udon del Lawson, è l’ultimo giorno dell’offerta.
Continua a piovere, alle 3 arriviamo a Hiroshima, dovevamo fermarci qua, ma Shizuyo vuole continuare, allora passaggio al supermercato, compriamo della verdura, carichiamo acqua, usciamo dalla città e andiamo alla ricerca di un bel pezzo di terra dove piantare la tenda.
Trovato, è un prato ben tenuto, pulito sulla sponda di un fiume.
Oggi fatti 198 km

27 ottobre 2010

1° giorno tour 2010

1° giorno di viaggio,528 complessivi, il contakilometri della poderosa segna 68531km, 40000 in più da quando freschi e puliti nel maggio 2009 dall’Italia è iniziata la nostra avventura.

Il viaggio continua:

Okinawa 27 ottobre 2010: 5 del mattino, piove….ma.. sai come si dice: viaggio bagnato viaggio fortunato, o qualcosa di simile….
Carichiamo la poderosa, quanto tempo è passato, anche sotto la pioggia è ….poderosa, come sempre.

Ultimo sguardo all’appartamento,  è tutto ok, dai Shizu  sali andiamo.

Passiamo da Takako( sorella di shizu) che ci sta aspettando sotto la pioggia per darci due borsette con onighiri, the, caffe e altre cosette da portare a bordo per il viaggio .
Piove ma i pochi chilometri che ci separano dal porto sono piacevoli, non ci importa se arriviamo bagnati, la voglia di andare di ricominciare è tanta, Shizuyo è contenta, cosi raggiante che il suo sorriso sembra scaldarmi.
È in arrivo un tifone, con la pioggia e il vento ci siamo già presentati, ora manca il mare con le sue onde, e ragazzi, è davvero agitato, nel tragitto Okinawa- Giappone non si fermerà in 2 piccole isole, le banchine non sono sicure, e in un'altra dovremmo fare ben 3 tentativi per riuscire ad entrare nel porto.

Facciamo i biglietti, Shizuyo beve la medicina contro il mar di mare, saliamo a bordo i marinai sistemano la poderosa con 4 cinghie ben tese, controlliamo il lavoro e andiamo nel salone.
Non facciamo a tempo a entrare nella stanza dei futon che Shizuyo tolte le scarpe si sdraia e si addormenta subito, dopo un po’ gli tolgo delicatamente o forse no  gli occhiali, gli aveva  tutti di traverso, che tenerezza.
 Dormirà per le prossime 24 ore, tutte e 24, solo due rapidissime alzate, quando la nave a fatto scalo, stile zombi dove la accompagno a fare pipi…incredibile, non si è accorta di nulla, e vi garantisco che il mare era grosso, impossibile stare fermi anche da sdraiati, anche il ristorante, dopo un breve tentativo si è scusato ma ha dovuto chiudere.
Personalmente mi piace il mare in tempesta, ho sempre trovato rilassante guardare e sentire il rumore delle onde.
Da  ragazzo ho lavorato due stagioni come marinaio, e quando si usciva con il mare grosso mi piaceva molto di più, non so, lo trovo…rilassante.

Bando ai ricordi, il mare è un casino, io non so che fare, mi buttero sul cibo, mangerò 7 onighiri, 3 uova sode, quelle con le faccine disegnate da Takako, un onighiri ed un uovo gli ho lasciati per Shizu, credo che al risveglio avrà fame, tutti i biscottini, 2 banane, e mi comprerò anche due buonissimi gelati, crema con sopra uno strato di azuki e castagne racchiusa in  un croccante guscio di cialda.

Arriviamo al porto di Kagoshima  giovedì 28 alle 9,30  con una sola ora di ritardo.

Shizuyo ha da poco aperto gli occhi, e ora non ha fame: è ancora assonnata quando infreddoliti sulla banchina del porto sistemiamo i caschi, allacciamo bene i giubbotti e ci infiliamo i guanti, la temperatura è differente da quella a cui eravamo abituati, 19 gradi, 10 in meno di Okinawa, che freddino.

Andiamo, la direzione non la sappiamo, usciamo dal porto e al primo incrocio tiriamo a sorte, ok destra, procediamo sino ad un ufficio postale, dobbiamo spedire un pacchetto in italia, a mia madre, è un regalo, un KAKEJIKU che ho scritto io, speriamo gli piaccia.




Ora Shizu è sveglia, sarà il freddo,  ha fame, ci fermiamo a un Lawson, è la settimana delle zuppe, udon,  in offerta, ne approfittiamo , Shizu mangia anche l’ultimo uovo rimasto.

Affianco al Lawson c’è un officina moto, il meccanico viene a incontrarci, vuol sapere del viaggio e controlla la poderosa, chiama anche la moglie che viene portandoci un regalo per il viaggio, poi ci accompagnerà fuori dalla città, nella direzione giusta.
Andiamo tranquillamente, ci godiamo il panorama, è bello aver ripreso il cammino, alle 4 ci fermiamo in un onsen,(terme giapponesi) staremo ammollo 45 minuti, quello che ci voleva con questo freddo.
Visita ad un supermercato per la cena e alla ricerca di un posto per la notte, la temperatura è scesa a 15 gradi, Shizuyo in tenda batte i denti.
 Oggi fatti 122 km.





05 ottobre 2009

DAY141

Ci svegliamo alle 8, prepariamo la colazione.
Ogni volta che dorma in un albergo, su un letto, mi sveglio pieno di dolori, il collo mi fa male, è rigido, la giornata comincia male.

Andiamo a Hiroshima,
Alle 11 partiamo, direzione Hiroshima, 350km, ci vorranno 7 ore, che strazio le strade giapponesi.

 La giornata è nuvolosa ma non fa freddo, è previstro un tifone per giovedi, ancora non si sa se colpirà il Giappone o passera solo vicino, in ogni caso in questi giorni tira vento, e le previsioni sono pioggia in serata.

Non gira, non ne ho voglia, il collo scricchiola e quando lo muovo mi sembra di spostare una montagna, ci fermiamo a un LAWSON, magari mangio qualcosa e mi riprendo, poi oggi è anche l’ultimo giorno di offerta tutte le zuppe solo 70 yen, dobbiamo approfittarne.

Siamo di nuovo in pista, semaforo dopo semaforo passa il tempo ma i km sembrano non passare mai, anzi ne abbiamo fatti veramente pochi.
Qua per i lunghi spostamenti usano le autosdrade, ma a noi non piacciono e poi costano, cosi continuiamo con questo parti e ferma, velocità massima 40 km ora, da ridere, una cosa così non l’ho mai vista, centinaia di km di strada stracarica di semafori, Giappone..
Comunque io sto a pezzi, non ne ho voglia, sono le 3 ci fermiamo a un market, poi ricerca di un posto riparato, stasera  pioverà-
-trovato-
 la sponda sinistra di un fiume,sotto un ponte, dove un anziano signore gioca a basebal contro un pilastro.

Il posto è bello e ben tenuto, sono 42km di camminamento, dove puoi fare passeggiate, correre portare a spasso il cane, per la cronaca, qua, in giro cacche di cane non ce ne sono.

Preparo la cena, il vento si sta intesificando, noi siamo in tenda.


04 ottobre 2009

DAY140..motociclisti Giapponesi...

È una bellissima giornata, salutiamo la sorella e le nipotine e andiamo verso Osaka, oggi è domenica, i km non sono molti ma sulle strade giapponesi a 40 all’ora diventano infiniti.

Incrociamo molti motociclisti, i motociclisti giapponesi sono molto strani, nessuno ti saluta, normalmente tra motociclisti quando ci si incrocia o quando ci si sorpassa si fà un saluto, e se la moto appare interessante, ci si affianca per qualche secondo, come un gesto di rispetto, un saluto e via, in qualche caso scatta un non so che, si alzano le visiere, uno sguardo un gesto e ci si trova bordo strada a fare domande e a scambiarsi informazioni.
 In Giappone no, nessuno ci ha salutato, ho provato anche con i made in USA, quelli delle harley, niente, allora con gli ultimi nati, quelli degli scooteroni, niente, solo un paio, e dico un paio hanno accenneato un inchino con un cenno del capo.

Fa caldo, 27 gradi, arriviamo a Osaka alle 4 sistemiamo le nostre cose in pensione  una doccia e andiamo dallo zio , ci sta aspettando,
- la moto, la moto-
 la vuole vedere, è contentisssimo, la guarda la tocca, fa una marea di domande,
- che invidia-
 entriamo in casa, lasciamo lo zio fuori, vicino la poderosa che ancora ripete che
- grande che grande-
 È immobile e continua a guardarla, chissà probabilmente sogna viaggi pensati e mai fatti.

Siamo già seduti quando rientra, vorrebbe continuare ancora a parlare del viaggio della moto ma la zia lo interrompe subito, cambia discorso e parla con Shizuyo.
Finita la cena ci salutiamo, i Giapponesi, anche tra familiari, ne baci ne abbracci, un semplice grazie, un arrivederci detto quasi con indifferenza senza distogliere l’attenzione da quello che stanno facendo, tutto l’opposto di noi.
Sulla strada per l’hotel ci fermiamo a un LAWSON, compriamo la colazione per domani.

Arrivati in stanza visto che qua può lavare e asciugare gratis, Shizuyo ne approfitta , mi rilascia un’altra volta in mutande, ah no, vuole anche queste e va in lavanderia.   
Buonanotte



01 ottobre 2009

DAY137

Sveglia alle 6, non sto molto bene, ho il torcicollo, sarà stato il freddo di ieri.
La giornata è nuvolosa, smontiamo la tenda, facciamo colazione, metto olio alla catena e controllo quello del motore, la poderosa va che è un piacere, ha solo finito la frizione, devo usare il gas con dolcezza, se accellero bruscamente slitta, ma non è un problema, sicuramente ci porterà sino a Okinawa.
Si parte solo alle 9, oggi non gira e lo capiamo subito, quando dopo mezz’ora ripassiamo davanti allo stesso ristrorante, trattoria wasabi, dopo 4 ore ci accorgiamo di aver fatto solo 70 km nella direzione giusta.
Ok mi fermo, il collo e la testa mi fanno male, devo nutrirmi, il solito LAWSON, la solita zuppa.
Facciamo visita a un market, patate carote e oggi compriamo anche due pesci, già cotti, sono in offerta.
Di nuovo in sella alla ricerca di un angolo tranquillo per la notte, già sapete, lo troviamo, è perfetto,vicino la strada ma dentro la foresta, montiamo la tenda e cuciniamo, un massaggio e, a domani.

30 settembre 2009

DAY136.....monastero buddista....

Sono le 7 quando mi sveglio, aspetto ancora , alle 8 sveglio anche Shizuyo, facciamo colazione, è una bella e calda giornata, andiamo.

 All’ora di pranzo ci fermiamo al solito LAWSON, c’e l’offerta della settimana, zuppe e uden tutto a solo 70 yen.
 Siamo fuori, seduti vicino alla poderosa a consumare il nostro cibo, quando si avvicina un signore senza capelli come me  che toccandosi la testa mi indica e ride dicendo alcune parole in giapponese, ci chiede del nostro viaggio, da dove veniamo, parla con Shizuyo naturalmente, è entusiasta, gli piace l’italia , c’è stato dice, tanti anni fa , Roma Napoli , Pompei, alla fine ci augura buon viaggio e ci saluta, alcuni minuti dopo ripassa, si ferma ci guarda sorride e dice
–sono un monaco buddista, qua vicino c’è il mio monastero, mi farebbe piacere se venite a farmi visita –

!!!ora capisco la sua pelata!!!

Finiamo il pranzo e decidiamo di accettare l’invito, meno di un kilometro e siamo davanti al monastero, il monaco come ci vede esce e ci fà cenno di entrare.
Il monastero è stato aperto nel 1601, lui è il 28 monaco, gli faccio molte domande ma la mia traduttrice non funziona bene, quindi rimaniamo che tornerò non appena parlo giapponese.

Ci invita a un the cerimonia e ancora continua a raccontare la storia del monastero e dei monaci che lo hanno preceduto, ma dobbiamo andare, cosi il monaco dice
-la prossima volta dormite quà e vi porto in un buon ristorante a mangiare pesce e carne-
poi continua  dicendo,
 -tornate quando volete, siete sempre i benvenuti.
Grazie monaco, si riparte è tardi, sono le 4 dobbiamo trovare un posto per la notte, alle 5 già è buio, lo vediamo, è la riva destra di un fiume o canale, non so, ma è perfetta, trovo l’entrata, 10 minuti e la tenda è pronta, ceniamo assieme  al tramonto, buonanotte.


29 settembre 2009

DAY135. il mais di Hokkaido..

Hiroko ci sveglia alle 8, saluti baci e come prevedevo tante, tantissime  lacrime, partiamo da Sapporo verso il porto Akkodate, dove arriviamo alle 4, il traghetto per Aomori parte alle 5.30, decidiamo di prenderlo.
 Alle 5,30 puntuale salpa, c’è  poca gente ma tantissimi animali, fortunatamente li hanno lasciati tutti nel garage.

Ci sistemiamo in un salone a poppa , siamo soli, ceniamo una zuppa in scatola, stasera abbiamo anche la frutta che ci ha regalato il contadino,  che lusso, è buonisssima.
 Oggi ci siamo fermati in un baracchino di mais che vendeva anche frutta, abbiamo mangiato una pannocchia di mais bollita, incredibile, da non credere mai mangiato mais cosi buono, dolcissimo, chiedo al contadino se mette zucchero, ride e dice, no questo è il mais di Okkaido , famosissimo in tutto il giappone per essere il piu buono e piu dolce, prende una pannocchia fresca, la sbuccia e me la porge    - cosi crudo!-    assaggio titubante, poi la divoro con la voracità di una cavalletta, quasi più buona di quella cotta, succosa e dolcissima, non avevo mai mangiato del mais crudo.
  Dice che il mais è cosi buono per via dello sbalzo termico, la notte freddo e di giorno caldo, poi mi svela un segreto, è piu buono quello raccolto alle 5 del mattino e mi spiega come fare a vedere quando il mais è pronto per essese raccolto.
                                  
Arriviamo a Aomori alle 9.30 ma siamo gli ultimi a sbarcare, dopo le vacche e cavalli.
 Alle 10 siamo a terra,
 che fare
 andiamo
 un viaggio in notturna, è un esperienza che Shizuyo ancora non ha fatto, non fa freddo, ma presto la temperatura si abbassa, a mezzanotte fermi davanti a un distributore automatico per  bere un the caldo, indossiamo le giacche da pioggia sperando che ci proteggano

Va meglio, si prosegue, ma fa troppo freddo, ora ci sono 8 gradi, sono le 
2 ci fermiamo a un LAWSON, zuppa calda e un the e mezz’ora di riposo.
Si riparte, ma Shizuyo ha freddo e sonno, decidiamo di fermarci a dormire, cerchiamo un posto ma è buio, non si vede niente, molto difficile l’individuazione, dopo diversi tentativi solo alle 4 troviamo un posto perfetto, di corsa montiamo la tenda, che freddissimo, buonanotte.



28 settembre 2009

DAY134. Hokkaido e Hiroko...

Sono le 8, scendiamo da basso, la vecchina ancora continua a parlare, ci saluta e mi raccomanda di stare attento, ehi.. qua una toccatina ci vuole, via si parte-

Ci fermiamo a fare colazione a un LAWSON, quei locali aperti 24 ore dove puoi trovare un po’ di tutto, poi verso Sapporo, 260 km, è tutta strada nazionale  e ci sono molti lavori, anche se devo dire che non disturbano affatto e che quasi neanche ti accorgi che stanno lavorando, è tutto pulito, non sollevano un granello di polvere, incredibile.

Abbiamo prenotato tramite internet un hotel economico, sono le 2 quando sotto una pioggia battente parcheggio la moto davanti l’hotel.
Saliamo in camera, doccia, poi Shizuyo riposa e io lavoro al compiuters, abbiamo appuntamento con Hiroko quando stacca dal lavoro.
Sono le 6, Hiroho è arrivata, come sempre quando ci vede attacca a piangere, è contentissima, abbracci baci,- come stai bene-
- anche voi-
-sei ingrassata-
-voi dimagriti-
-ma…avete fame…andiamo vi porto in una taverna dove si mangia molto bene, cibo di Hokkaido, che buona la cucina made in Japan, anche se a volte sia io che Shizu abbiamo nostalgia di certe cenette preparate da mia zia Silvana, una vera artista dei fornelli, scarsa in quantità, ma la qualità …ottima, non fatemici pensare.

Cena offerta da Hiroko, si va in hotel, vuole vedere la moto, le foto, ma soprattutto ha voglia di continuare a parlare co Shizu.
Alle 11 va via,appuntamento a domani, chissà quante lacrime, ma io ho già pronto un lenzuolo.