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oggi è un bel giorno per morire
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13 dicembre 2012

Istanbul



Bye Bye Nepal  si decolla.  Sette  ore dopo, uno scalo e 4 ore di attesa a Sharjad, dove abbiamo finalmente mangiato pollo verdure insalata che non sapevano di curry, atterriamo all’aeroporto Sabiha di Istanbul alle 23.


 Napoleone ha detto che “se il mondo fosse stato un unico paese Istanbul ne sarebbe la capitale”.
Città cosmopolita, capitale degli imperi, da quello romano, bizantino, latino e ottomano.
Istanbul  adagiata sulle sponde del Bosforo, lo stretto che  collega il mar nero al mar di Marmara.
 Istanbul una città su due continenti, Europa e Asia, il punto d’incontro di scontro e di fusione di culture millenarie.  
A Istanbul non c’era mai stato, una solo volta ma l’avevo solo attraversata rapidamente,  in questi dieci giorni di attesa siamo stati in giro, così senza meta senza guida, spostandoci a caso, seguendo chessoio la linea del tram o il venditore ambulante di “simit”, un pane fatto a forma di ciambella con semi di sesamo, o l’odore di olio d’oliva, di quello buono, che viene da un piccolo viottolo di porfido…umm quanto tempo che non lo sentivo.. e devo dire che Istanbul sa farsi innamorare.
Che dite…no, non mi hanno assunto come guida turista, e va bè, torniamo al nostro viaggio.
Sono le 23, siamo arrivati all’aeroporto di Istanbul, fuori è notte piove e fa freddo.  

Ci beviamo un Cay, un tè, in uno dei locali ancora aperti  e ci accorgiamo subito dal prezzo che siamo arrivati in Europa. Poi aspettiamo, shizu dormendo e io quasi, l’arrivo dell’alba su una riga di scomode poltroncine.


La fermata dell’autobus è di fronte all’uscita, dall’altra parte della strada. Ci sono quelli di una compagnia privata che vanno diretti al centro, in Piazza Taksim, e poi quelli pubblici di linea che fanno tutte le fermate e costano anche meno. Noi naturalmente abbiamo scelto questo.
Qualche fermata dopo l’autobus è quasi pieno di pendolari e studenti che vanno in centro.
Poco dopo un forte rumore, a parer mio confermato poi dall’autista una cinghia rotta, lo fa fermare in mezzo alla strada. L’autista parla con la radio e dieci minuti dopo arriva un secondo autobus, trasbordiamo e possiamo continuare il nostro  viaggio.
Noi decidiamo di scendere alla fermata di Kadikoy da dove si può prendere un traghetto per Eminonu .Ci piaceva l’idea di entrare in Istanbul dal mare, ma la brutta e fredda giornata  ci ha negato questo romantico ingresso, siamo rimasti infreddoliti seduti dentro al traghetto.
Una volta a terra chiedo informazioni su come raggiungere la guesthouse che il nostro amico Maurizio ci ha consigliato. Non è troppo distante e anche se piove decidiamo di raggiungerla a piedi, noi tanto non abbiamo impicci, si viaggia leggeri.
Arriviamo alla guesthouse, posto tranquillo ma senza atmosfera, non si può cucinare prima delle 10 la mattina, questo non si tocca, quello bisogna pagarlo…resistiamo solo 2 notti, poi ci trasferiamo dall’altra parte del ponte di Galata. Abbiamo trovato una piccola guesthouse veramente carina, ci sono anche 4 gatti e per gli artisti il soggiorno è gratis, e c’è anche la colazione gratis, per tutti, e cosa sorprendente costa ancora meno.

Ieri è finalmente arrivata la moto. Io odio spedire la moto e ancor di più odio andarla a ritirare, non sai mai quanto alla fine andrai a spendere.
La dogana, come tutte le dogane del mondo è un casino e riuscire a districarsi nella marea di incomprensibili documenti è impresa difficile, direi impossibile, senza un aiuto locale.
Noi abbiamo trovato due ragazzi che si sono offerti di aiutarci, ho anche rimediato un giubbotto nuovo. Uno dei due ragazzi è motociclista e si è accorto immediatamente delle condizioni del mio vecchio giubbotto, uno straccetto con solo mezza zip funzionante e privo di imbottitura, quindi mi dice che sarebbe felice di darmi un suo giubbotto come regalo di benvenuto,.Specifica che non è nuovo, ma che è ancora in buone condizioni.
Io sono contentissimo, finalmente ho un giubbotto della mia misura, caldo e con le cerniere funzionanti, ottimo regalo sotto l’albero.  
Erano le 11 quando abbiamo iniziato la lunga maratona e solo alle 7 di sera con il buio siamo riusciti a mettere in moto la poderosa, ma senza l’aiuto dei nostri nuovi amici non ce l’avremmo fatta.
 Che freddo, arriviamo alla pensione congelati, è stato facile arrivare, abbiamo seguito uno dei tanti autobus per piazza taksim, noi abitiamo li vicino.


Domani si sistema la moto e poi on the road..

23 gennaio 2012

poderosa ciao ciao


Una pioggia incessante ci ha tenuto compagnia per tutta la notte, dentro la tenda non pioveva, ma noi eravamo zuppi ugualmente, un caldo, umidità alle stelle. Sembra farlo apposta,  durante il giorno tira sempre un bel venticello, la notte… la notte niente, dorme pure lui, mah!
Prima dell’alba come sempre smette di piovere, appena comincia a far chiaro esco, la tenda è bagnata, ma non importa, sono ancora le 6 e abbiamo tutto il tempo per farla asciugare.
Colazione, impacchettiamo tutto carichiamo la poderosa, un ultimo sguardo per controllare di non dimenticare niente, spazzatura compresa, perché bisogna sempre lasciare il campo in ordine e pulito, poi via all’ufficio della dogana per il timbro di uscita sul carnet.

Alla dogana incontriamo un simpatico giovane agente, che rapidamente controlla moto e carnet, 3 minuti, tutto ok, buon viaggio e guida con prudenza.


Ora al porto, misurazione e peso, io preferisco sempre spedire la moto senza cassa, non è molto sicuro, la scorsa volta, vi ricordate,  ci hanno aperto le valige e derubato, ma sicuramente è il modo più pratico e veloce, non smonto niente non devo togliere il carburante, non ho una cassa da cercare e non ho una cassa da smaltire all’arrivo, scendo consegno la moto che poi qualcuno spingerà a bordo,  se quando la riprendo mancherà qualcosa…vabbè, non fa niente, penso che magari gli serve di più a loro, e il viaggio continua la vita continua.

 Siamo a piedi, Darwin no è grande, in 10 minuti siamo al centro, nella mitchell street, strada piena di bar e ostelli dai prezzi più o meno simili.

E ora quale scegliamo…questo no, questo forse, oh… questo questo, dai prendiamo questo!! Perché tanto entusiasmo…vi spiego, io lo sapete sono un barbaro, quindi l’ultima parola quando capita di dover scegliere un ostello spetta a shizu.
Shizu ha un suo criterio di valutazione, primo la pulizia e questo è pulito, in più c'è la colazione free, oh bene il punteggio sale, ma quello che ha fatto sobbalzare di gioia e sgranare gli occhi alla piccola giapponesina...ascoltate bene...lavanderia gratis 24 open e c'è anche l'asciugatrice!!!  
Ecco fatto, lei è contenta e io in "castigo", seduto sul letto avvolto in un lenzuolo ad aspettare che mi porti almeno le mutande.


22 gennaio 2012

Darwin che caldo...


Che settimana, caldo umido, 36 gradi umidita89%, aspettiamo la pioggia, che regolarmente viene, sperando in un po’ di frescura  invece…
 Parte del giorno lo passiamo alla biblioteca a, come dice shizu, prendere freschetto.
Ora hanno messo internet wifi gratis, solo un’ora al giorno, ma meglio di niente.
Verso le 4 andiamo al centro commerciale per far la spesa, alla spiaggia per caricare acqua e  poi a casa. Di solito arrivati a casa ci sediamo e prepariamo un caffè, freddo,  aspettiamo che il sole scenda ancora un poco dietro gli alberi per avere ombra e  con calma  organizziamo la cena, sempre il solito, riso bianco, patate carote e a volte una zucchina.
I temporali mi piacciono, mi sono sempre piaciuti, mi piace dopo che vedi il lampo aspettare il fragore, il tuono,  a volte il tempo è lunghissimo, ma poi …ufff che liberazione.
Tutte le  notti  piove e non tira un filo di vento e l’umidità che gia è al 89 % credo che salga ancora, in tenda vi lascio immaginare,  si boccheggia, ma va bene così, estate inverno vento pioggia, a volte fa caldo a volte freddo, bisogna prendere tutto e stare allegri, felici di poter sentire tutte queste sensazioni .
Questa è l’ultima sera che passiamo tutti e tre assieme, domani portiamo la poderosa  al porto, controllo doganale e altre cose, poi il 26 navigherà verso un altro paese, noi aspettiamo di vederla salpare e a bordo di un aereo, ho provato in tutti i modi a farci imbarcare, come mozzi di fatica o come statue cinese, ma non c’è stato verso, la raggiungeremo per continuare il nostro viaggio.


18 gennaio 2011

NEWS dal parco giochi: il nostro internet point

Ultime notizie dal parco giochi....proprio così, siamo in un piccolo parco giochi poco distante da casa, solo qua riusciamo a collegarci con una segnale wifi rubato da qualche appartamento vicino.
Dobbiamo fare veloce, ora qua a Kobe  fa freddo, oggi nonostante un bel sole ci sono 2 gradi, noi veniamo qua attrezzati, con the caldo e scaldino, ma le mani si congelano rapidamente, quindi uno sguardo veloce alla posta e via.
È vero è vero, non ci siamo più sentiti, ho tante cose da dire e adesso aggiornare questo blog è un casino, da dove inizio, va bè, partiamo da dove ci siamo lasciati, eravamo rimasti alle feste di fine anno, spero che abbiate passato queste feste bene e in buona compagnia. Noi siamo stati benissimo.
porto di Kobe, torre

Ma facciamo un breve riassunto
La sera del 31 abbiamo cenato un po’ prestino alle 6, si potrebbe definire una merenda, ma alle 9 avevamo appuntamento con Kayoko e Maurizio nella hall dell’Oriental Hotel, che si trova  sul porto di Kobe.


In Giappone non si festeggia l’ultimo dell’anno, ma il primo giorno dell’anno nuovo è importante.
Quindi niente mega cenoni, niente botti, niente caroselli di auto strombazzanti con conducenti ubriachi, niente concerti in piazza, niente di tutto questo, una serata come tante altre, unica nota differente è vedere verso le 11  formarsi lunghe code ordinate di persone che aspettano la mezzanotte per poter entrare nel tempio,  qua di tempi piccoli o grandi ce ne sono tantissimi.
Noi con Maurizio e Kayoko siamo andati a passeggiare sul porto, poi ci è venuta un po’ di fame e così siamo andati in centro a Kobe a cercare un localino per stuzzicare qualcosa, ma o erano tutti pieni o non erano di nostro gradimento,  alla fine ne troviamo uno non male, mangiamo  gyoza (ravioli) e una seppia alla piastra, Kayoko si e voluta prendere anche dell’ottimo, dice lei, formaggio gratinato, noi tutti dopo averlo assaggiato abbiamo cosi decretato: sà di plastica, ma si sa, de gustibus…..
kobe 

Quando mancava 10 alla mezzanotte siamo usciti per andare anche noi al tempio, ma non  è stato possibile,  la strada era un fiume di gente, una coda infinita, cosi abbiamo deciso di andarcene e fermarci in qualche altro tempio sulla strada di casa.

Ne troviamo uno piccolo, nel cortile al suo interno avevano fatto un falò,  Maurizio,  (conoscete la sua passione per il fuoco) ma per essere sinceri anche noi,  ne siamo stati a dir poco contenti, sapete c’era un gran freddo e se non ricordo male anche qualche fiocco di neve ha fatto la sua comparsa. 
 Dopo un giro attorno al fuoco ci mettiamo in coda, qua era solo una decina di persone, un monaco stranamente alto, più tardi ci accorgiamo che viaggiava su un paio di zoccoli stile trampoli modello berlusconi, ci sventola qualcosa sulla testa,  facciamo la nostra donazione, suoniamo la campana,  compriamo l’omikugi, un bigliettino svela futuro che poi, dopo averlo letto lo si annoda al ramo di un albero. 
Mauri, Kayoko e noi
Sul motivo di questa usanza ci sono diverse versioni, io ho deciso di non raccontarvene nemmeno una, anzi, vi dirò quello che ha risposto Shizuyo quando gli ho domandato il motivo ti tale usanza: umhh..non lo so, l’ho sempre fatto.
Poi  la foto per immortalare il momento, ancora un giro attorno al falò e via verso casa.


Ed eccoci  a oggi, martedì 18 gennaio, noi siamo sempre nella villa, facciamo una vita borghese, quasi da pensionati, sveglia con tranquillità, colazione, poi un giro al parco a dieci minuti di cammino da casa (unico posto dove riesco a rubare una connessione non protetta) per controllare l’ email, (vi ho dettò di internet in Giappone, una stranezza, impossibile trovare wifi, internet caffè? loculi puzzolenti e carissimi)  poi dopo il pranzo  un paio di km a piedi, così tanto per fare qualcosa e arriva l’ora del passaggio al supermercato, cosa compriamo cosa mangiamo; dipende, sempre e solo quello che è hanbun , ovvero a metà prezzo. (mi piace il Giappone, puoi fare un pasto completo con pochi euro)
Hitomi ,Hirao e noi


Maurizio e Kayoko sono rientrati in Italia, noi diverse sere siamo stati invitati a cena in differenti ristoranti da Hitomi, la nostra salvatrice nonchè padrona di casa.





 Un paio di giorni fa siamo stati a pranzo con Yumi l’amica di Shizuyo, si.. la stessa che era venuta a trovarci ad Osaka, e  come all’ora il pranzo ha voluto offrircelo lei, che dire..grazie.
Yumi e Shizuyo
Ci ha portato in una panetteria che fa anche da ristorante, e durante la settimana se pranzi il pane è free, puoi mangiarne ti tutti i tipi e quanto ne vuoi, con le noci, all’olio, allo yogurt, con le olive, con l’uvetta, con il riso, dolce salato, insomma decine di qualità, io davvero ne ho approfittato, era un sacco di tempo che non mangiavo del pane, ragazzi che mangiata.


E così siamo arrivati a metà gennaio, e se tiriamo le somme, da quando un anno e sette mesi fa  abbiamo messo in moto la poderosa e questa avventura cose ne sono successe molte, abbiamo vissuto momenti belli e altri meno, attraversato paesi diversi, diversi nel clima, nel paesaggio, nella cultura, nella lingua, ma in tutti abbiamo incontrato persone che di volta in volta hanno alimentato il fuoco, la voglia di libertà, hanno fatto aumentare in noi la voglia di andare di esplorare, di cercare di dare di ricevere, di ascoltare di guardare, di vivere.
Da queste persone abbiamo ricevuto sicuramente più di quello che abbiamo dato, e non mi riferisco alle cose materiali, ma a cose come dire… non so….avete presente il quinto sapore, l’umami, quello che rende tutto più buono e se combinato bene fa del cibo pura poesia, ecco, non so se mi avete capito, ma è questa la sensazione che provo quando incontro queste persone, poesia, pura poesia.  

Che cosa ci unisce con la gente che abbiamo incontrato e che cosa unisce questa gente.

Da persone come Javier e famiglia che senza sapere niente di noi ci hanno accolto nella loro casa e nella loro vita, o dal negoziante turko, ci offerto molto di più che la sua casa, o la donna in Korea, al camionista armeno, ai venditori sui monti urali, all’uomo del parcheggio, al senzatetto ad Osaka, a Maurizio e Kayoko, sino ad arrivare a Hitomi, ma queste sono solo alcune, così prese a caso, tra tutte le tantissime persone incontrate.
Persone differenti nella lingua nella cultura, differenti categorie sociali, ma tutte con quel sapore in più... poesia.

Quello che ho sentito, quello che sento assieme a queste persone è la sensazione di fiducia, la consapevolezza che qualcosa si può fare… che si può cambiare…. che le priorità sono altre….  disimparare….. e apprendere vivendo, senza regole, la natura non ha regole…
.e poi…..ma, non voglio sembrare un filosofo maestro di vita, non ho nulla da insegnare, e mi capita spesso di cadere e contraddirmi, la strada che porta alla consapevolezza è un cammino difficile, ma va bene cosi.
Posso dire che non mi basta solo esistere, voglio vivere e condividere, condividere, tutto qua.
Per il momento basta con queste, dalle mie parti le chiamano, “belinate” comunque….. sono le mie e ci credo.

Poi , che altro è successo, uhm!! direi niente….ah già dimenticavo, l’appuntamento telefonico del giorno 3, con il dott.Diamante.
 Ora vi dico, chiamo e mi risponde una voce gentile e tranquilla, quella del dott.Diamante, che scandendo bene le parole, mi dice: guardi sig.pasqui, mi permettà, io la vorrei tranquillizzare perché la questione è molto più semplice di quanto non possa apparire….e mi spiega per filo e per segno quel poco che devo fare, averlo saputo prima,  mai parlare con gli intermediari….ma non approfondiamo, lasciamo perdere.
A questo punto la faccenda sembra sistemata, ora dovrebbe essere solo una questione di logistica, diciamo così, spedizioni postali, aspetto solo la telefonata di mia sorella Rita che mi dica tutto fatto, ti ho spedito il Carnet, e poi …. e poi si vedrà.

06 dicembre 2010

.....che forse ce l'abbiamo fatta........

E’già dicembre, il tempo vola e noi siamo ancora in terra giapponese.
Come siamo messi con la storia del carnet?, in dirittura di arrivo, almeno così sembra.
Ricordate, eravamo rimasti al giorno 23, quando la sig. Marisa dell’ACI mi dice che non ha mai avuto contatti con la Jaf, che si era sbagliata!!!!!!!??????!!!!!!!!!!
Il 24 chiamiamo Tokio e parliamo con il responsabile relazioni internazionali, il  sig.Minami, chiediamo scusa,  dicendo che negli uffici dell’ACI c’è stata un po’ di confusione, si erano sbagliati, non hanno mai inviato nessuna richiesta di info su di noi.
Preghiamo il sig. Minami  di fare lui una richiesta all’ACI per saper che cosa vogliono, lui accetta, ci aiuterà, la cosa le sembra molto strana, ma vuole andare in fondo a questa storia.
Due ore dopo ci invia una mail dicendo che ha inviato la richiesta sia alla sig. Marisa  Grillo, che al direttore Dott. Diamante, e che appena saprà qualcosa ci avvisa.
Incrociamo le dita, ma dobbiamo ancora aspettare.
Facciamo due calcoli, siamo a mercoledì, oggi stesso l’ACI  riceverà la mail, giovedì la leggera, poi venerdì, sabato, domenica, se ne riparla lunedì, maaa, si sa, nessuna decisione viene presa di lunedì,  quindi abbiamo ancora una settima di attesa, decidiamo allora di andare a fare un giro nella provincia di Wakayama,
Giovedì 25 lasciamo Osaka, l’intenzione è quella di costeggiare il mare sino alla punta sud, dove c’è una piccola isola collegata con un ponte, poi risalire percorrendo strade interne  attraversando le montagne.
Percorriamo la 42 una strada costiera, belle spiagge alternate da tratti di scogliere su un lato e dall’altro campi  e campi di mican, mandarini, dolcissimi e senza semi.
Ci accampiamo su una spiaggia con acqua corrente e bagni puliti e forniti di tutto.
La mattina del 26 continuiamo a percorrere la 42 , ci fermiamo a Senjojiki, la spiaggia dei mille tatami, un promontorio di roccia erosa dal mare e dal vento, che appunto assomiglia a mille tatami  e da il nome al posto, molto suggestivo.

La sera monto il campo su una piccola spiaggia, facciamo un gran fuoco e ceniamo davanti al tramonto, rimarremo con lo sguardo attaccato al fuoco per più di 4 ore, ipnotizzati dalle fiamme.

Poi siamo stati a Taiji, il paese delle balene, qui pescano e mangiano carne di balena, ci sono molti ristorantini e negozi che vendono souvenir ricavati dalla lavorazione delle ossa di balena, un posto turistico.

E ancora un pomeriggio in un onsen, anche con vasca all’aperto: abbiamo visitato il tempio di Myohouzan Amidadera e dormito nei suoi boschi a 749 metri, freddino, ma anche questa sera abbiamo cenato davanti a un caldo fuoco.
Siamo stati alle cascate più alte del Giappone, Nacinoootaki, con un salto di 133 metri, niente di interessante, o meglio, per noi, posto super turistico, si paga per guardare, non ci è piaciuto, però ci aveva lasciato con la voglia di cascate e allora siamo andati in giro a cercarle, e ce ne sono tante, e anche molto belle,  solitarie, tutte per noi: ai piedi di una di queste abbiamo fatto il campo, stupendo, ma che freddo e che umidità, la notte non si riusciva a dormire, avevamo anche i sacchi a pelo bagnati, ghiacciati, la temperatura è scesa a 2 gradi…brrrrrrrrrrr



Abbiamo girato in lungo e in largo sulle montagne percorrendo vecchie strade dismesse usate ora solamente dalla forestale per il controllo dei boschi e dei torrenti, molte le incontravamo chiuse o franate,  ma che goduria tutte quelle curve, però ho anche portato alla “frutta” una gomma posteriore ormai finita.



Rimasti in zona rossa con la benzina in mezzo alle montagne ci imbattiamo in un boscaiolo che dopo averci offerto del caffè caldo ci fa il pieno di benzina, 15 litri, e non vuole niente, insistiamo per pagare la benzina ma dice di no, come possiamo sdebitarci dico, lui con il sorriso dice  - aiutate un'altra persona e io sono apposto così - ………meraviglioso…………..
Ecco quello che cerchiamo:
ci saluta ci fa mille raccomandazioni e ci spiega le strade che non dobbiamo prendere, queste finiscono nel nulla, dice.
La sera del 30 troviamo un posto carino, si monta la tenda facciamo il fuoco, preparo la cena , insomma tutto come sempre, alle 7 arriva un poliziotto che ci dice che dobbiamo andare via, che il fuoco e pericoloso,    dico se vuoi spengo il fuoco e cosi faccio, ma di qua non me ne vado, lui insiste, dice che lo hanno chiamato, che qua hanno visto degli orsi, dobbiamo andare via,     dico agli orsi ci penso io, non ti preoccupare,       lui via, via, dovete andare via dice,      arrestami, non me ne vado,      allora ci chiede i passaporti, poi la patente e registra tutto, Shizu è un pò preoccupata, gli dico traduci bene, digli che di qua non ce ne andiamo, e facendo il gesto dei polsi incrociati gli dico che deve arrestarci e farci dormire in centrale, e deve anche darci  la cena, Shizu non vuole tradurre.
D’accordo, d’accordo, ce ne andiamo, però tra un paio d’ore, la cena è sul fuoco e non ho intenzione di buttarla, rimaniamo che lui ritornerà per controllare, e ci indica un fiume a un 8 km, con le solite sponde, dove possiamo campeggiare.
Ceniamo con tranquillità, lavo le pentole impachettiamo tutto e con un buio più nero del nero ci mettiamo in cammino, arriviamo al  paese e al fiume, ma siamo in un piccolo paese e non è illuminato, scendo giù per il fiume percorro un viottolo, poi un piccolo ponte e con la coda dell’occhio vedo un masso alla mia sinistra, per evitarlo sposto il peso dall’altro lato, ma non mi  accorgo che dal terreno esce un palo di ferro, lo prendo con la borsa destra, una botta micidiale, ci manca poco che finiamo in acqua, pochi metri dopo quando il terreno lo permette fermo e controlliamo, che casino, la borsa è piegata e aperta, il telaio storto,  già ero incazzato con il poliziotto e ora questa, va bé andiamo avanti, ci fermiamo sotto un albero , il prato è bello, montiamo la tenda, fa freddissimo e tira un vento altrettanto freddo, per scaldare un pò Shizu accedo il trangia in tenda ignorando completamente il consiglio di Shizuyo che mi aveva detto che non gli sembrava una bella idea, e volete sapere come è andata, nel muovermi do un calcio al fornello che butta fuori alcol che si incendia  sul pavimento, ci butto subito sopra una mano ma il danno è fatto, un buco grande come una cartolina, e che c…. di serata, non importa, ora andiamo a dormire. 

La mattina ci alziamo presto, sono le sei quando preparo la colazione, la giornata e bella, c’e il sole, smontiamo le valige e cerco di addrizzarle, il lavoro viene che è una bellezza, alle 10 siamo di nuovo in strada, dobbiamo arrivare alla prima città, Hashimoto, la gomma posteriore è finita , e quando dico finita intendo finita finita, ci sono 100 km e sono sicuro che ce la può fare, ma non ci arriveremo mai, a poco meno di 15 km  dalla meta, la ruota non regge, è a terra, poi scoprirò che sarà uno stupidissimo chiodo a bucare la camera, il copertone ci avrebbe portato a destinazione, come dai miei calcoli.



Il posto dove la ruota ha detto basta sono solo un gruppetto di case sparse, niente negozi, niente , solo un ruscello ma senza prati ai suoi lati, c’è un signore molto gentile che si offre di telefonare all’unica officina moto della città, quella in cui dovevano arrivare.
Parlo con il meccanico, la  gomma non c’è, ma può ordinarla,  il meccanico  dopo mezzora è da noi con tre cataloghi, bridgestone, dunlop e michelin,  scelgo il michelin, davanti a me ordina ruote e camera, dice che arriveranno domani pomeriggio, aspettiamo.
Ora andiamo alla ricerca di un posto per la tenda, non abbiamo, a parte il riso, niente da mangiare e vi ho detto, niente negozi, stasera sarà una cena piccolina.
Vedo uno spiazzo al lato di un garage, la casa affianco è illuminata, allora bussiamo e chiediamo se si può mettere la tenda li, visto che siamo rimasti appiedati, la nostra moto si è rotta, così diciamo al signore che ci apre la porta.
 Lui risponde che non è il suo il terreno e ci consiglia di andare in un piccolo parco, a un centinaio di metri, dice c’è anche un lampione, ok grazie .
Ci incamminiamo, troviamo subito il piccolo parco giochi per bimbi e mentre Shizuyo monta la tenda tra l’altalena e il dondolo, io torno alla moto a prendere il fornello e le altre cose.
Mentre sono li a trafficare dentro le valige, vedo arrivare il signore che ci ha indirizzato al parco, guarda la moto e vede che la ruota è proprio finita, ma allora mi dice, non vi potete proprio muovere, dico no, per ora no, dice fa freddo la notte, ieri meno 2, lo so, ma noi abbiamo la tenda, e qua non mi sembra di vedere hotel, o qualcosa di simile.

    Raggiungiamo Shizuyo che mi stava aspettando, il signore ci invita a dormire a casa sua, dico grazie ma abbiamo già montato la tenda, dice no no, farà molto freddo, non va bene, poi ho la casa grande, non ci penso più di tanto, ok, andata, rapidi come non mai smontiamo  e con il suo aiuto trasportiamo tutto a casa sua, una bella stanza con tatami e coperta elettrica, ci offre anche la cena, non poteva andare meglio,
e dice di rimanere sino a quando non riparo la moto.


La mattina ci porta anche la colazione e ci ricorda di restare tranquilli, fate come a casa vostra, ci vediamo stasera.
Aspettiamo le 9 e Shizuyo chiama il sig Minami, la JAF, per saper cosa hanno fatto con l’ACI, e amara sorpresa l’ACI ancora non ha risposta ne alle due mail ne al fax che il sig. Minami ha inviato,….ma come, oggi è il 2 di dicembre, sono passati 9 giorni da quando l’ACI ha ricevuto la mail, perché non rispondono??!!!….
ora è notte in Italia, devo aspettare la sera per chiamare, Shizuyo è visibilmente triste, non capisce questo sistema, il sistema italiano, vorrei spiegarglielo, ma a pensarci bene non si può, è così.

Nel pomeriggio alle 4 una buona notizia, chiama il meccanico, le ruote sono arrivate, ve le porto, certo, se puoi ci fa piacere, arriva e si offre di aiutarmi a cambiarle,  perfetto, smontiamo e rimontiamo, la poderosa è di nuovo in piedi, magnifica, per la cronaca ho montato le michelin sirac, chissà , proviamo, quello che mi interessa in un pneumatico è la durata, alla tenuta su asciutto o bagnato, insomma al grip ci penso io, il metzeler  tourance l’ho sostituito dopo 23000km, speriamo……


In casa c’è anche wi-fi, dopo cena ne approfittiamo per collegarci e vedere se almeno a me l’ACI ha inviato qualcosa…………….NIENTE…….allora riordino le idee, faccio un esercizio di meditazione e chiamo la sig. Marisa dell’ACI,  che al sentire  la mia voce esorta con la classica frase,
-         guardi stavo giusto ora inviando la mail all’ufficio della JAF per autorizzare l’emissione di un carnet –
-         …..signora, guardi che qua il carnet non me lo fanno, 
-         - ma io avevo capito che forse glielo facevano in Giappone-, 
-         no, qua non lo fanno a una moto straniera, poi mi scusi il problema che avevate per emettere un nuovo carnet era capire se io avevo pagato la tassa di importazione e che la dogana giapponese intendesse appurato questo mio carnet, mi sembra che sia tutto ok, quindi che cosa ancora dobbiamo fare, ….silenzio…….
-         - mi dica- fa la signora,
-         mi dica, io ho detto, dica lei,…….scusi, potrei avere il numero del dott diamante,….
-         - e eee  guardi il dottor diamante è spesso fuori, scriva un mail per prenotare un appuntamento, telefonico-
-         rimango  calmo, va bene, mando subito la richiesta, ci aggiorniamo, buona giornata signora.
Shizu è sempre più perplessa, ma non dice niente, andiamo a dormire.
La mattina mi collego e che strano, una bella sorpresa, l’ACI mi ha mandato un mail, e per conoscenza anche all’ACI di Genova, dove è depositata la mia fideiussione, con scritto testuali parole:

 Gentile sig. Pasqui buongiorno,
 con riferimento ai nostri colloqui telefonici la volevo informare che (anche alla luce della collaborazione del JAF e le Dogane giapponesi)  il dr. Diamante ha autorizzato quanto segue:
 - scarico del Carnet Ccd xxxxxx (già in nostre mani) e restituzione, a persona da Lei delegata, dell'originale della polizza fideiussoria relativa
- emissione di un nuovo carnet, a persona da Lei delegata, garantito da una nuova polizza. Il valore del motoveicolo da indicare sul nuovo CPD è di € 1.000.00=, mentre l'importo della fideiussione dovrà essere di € 3.000,00=
 Cordiali saluti…
………………………...che forse ce l’abbiamo fatta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Shizuyo ora è sorridente, ha voglia di andare, dopo la colazione  la doccia e le raccomandazioni, salutiamo i nostri salvatori  con la promessa un giorno di ripassare, carichiamo la poderosa e via.
Arriviamo a Hashimoto, la città del meccanico, passiamo a salutarlo, è molto contento, vuol saper di più sul nostro viaggio, ci offre caffè e ci regala un’altra camera d’aria, 2 falsamaglia per la catena, e altre cose, vuole darci di più ma dico grazie, basta cosi, mi sentivo un pò a disagio di tanta generosità, però bello, scambio di mail e ciao, a presto.
I km per Osaka sono solo 60, ma ci vorranno più di tre ore, complice sulla dirittura di arrivo della  pioggia con forte vento.
Sono le 3 quando arriviamo ad Osaka, andiamo subito all’ostello, poi telefono all’ACI di Genova, ma oggi all’ufficio carnet de passages non c’è nessuno, mi dicono di richiamare lunedì,…..che dite, la storia si ripete….vi terrò informati, a presto.
                                                                                                    
  clicca sulla foto per ingrandire
                                                                                                    

30 ottobre 2010

Naritasan tempio

Colazione, pane caldo con miele e caffè.
Alle 9 siamo già in strada, questo non vuol dire che faremo molta, a sera il parziale della poderosa segnerà poco più di 160 kilometri, ma va bene così, non abbiamo fretta.

Nella città di  Kurume ci siamo fermati per visitare il tempio di Naritasan, c’è una grande statua, 72 metri di altezza raffigurante una donna con in braccio un bimbo, in questo tempio le coppie vengono a chiedere fortuna per i loro figli, per quelli nati e anche per quelli che non sono nati, abbiamo anche assistito alla benedizione di un automobile, i giapponesi  quando comprano un’auto o una moto nuova la portano  a un tempio per farla benedire, la tariffa è 5000 yen per le auto e 3000 yen per le moto.
Mah!! che dire, ognuno ha i suoi limiti.
                                                          



È l’ora di pranzo, sapete, il solito lawson e la solita zuppa, che bontà.
Abbiamo fatto anche una nuova conoscenza, mentre stavamo pranzando, si è avvicinato un simpatico signore, era già un po’ che da lontano guardava la poderosa, poi preso il coraggio si avvicina e..- scusate, siete stranieri, io vorrei parlare con voi, ma.. ma.. tu sei giapponese, ahh bene, avevo un po’ paura -… il signore continuerà a parlare con Shizuyo per una mezzora, ma io mi fermo qua, dopo non ho capito bene, anzi mi sono letteralmente perso, solo qualche parola qua e là.
Il tipo era completamente stregato dalla nostra avventura e dalla poderosa, guardava e accarezzava le valige dove ho disegnato la mappa del mondo con il percorso del nostro viaggio, sembrava sognare viaggi desiderati mai fatti.
Vuole darci delle cose, ma ha paura che ci ingombrino sulla moto, allora porta Shizuyo nel negozio,  ne escono con un sacchetto pieno di barrette energetiche e alcuni dolci.
Non riusciva ad andarsene, con gli occhi lucidi ci raccomanda di stare attenti,  -eee aspettate un attimo-  dice, entra nel negozio e ne esce con due portafortuna, di nuovo ci rinnova  la raccomandazione,  -kiostukette kiostukette, attenti attenti,-   rimane a guardarci partire e continua salutarci con la mano, che personaggio. 


Mancano 190 km. per Hiroshima, li faremo domani, abbiamo visto un bellissimo posto per passare la notte, è la sponda di un fiume con l’erba tagliata di fresco.
Con calma prepariamo il campo, ci sediamo, accendo il fornello e preparo il the, quest’anno abbiamo anche due seggiolini pieghevoli, che lusso.

Parliamo un po’, poi come al solito le racconto qualche scemenza, così tanto per vederla ridere,  e arriva l’ora di cena, il menù lo conoscete, buonanotte.
Oggi fatti 167 km.

27 ottobre 2010

1° giorno tour 2010

1° giorno di viaggio,528 complessivi, il contakilometri della poderosa segna 68531km, 40000 in più da quando freschi e puliti nel maggio 2009 dall’Italia è iniziata la nostra avventura.

Il viaggio continua:

Okinawa 27 ottobre 2010: 5 del mattino, piove….ma.. sai come si dice: viaggio bagnato viaggio fortunato, o qualcosa di simile….
Carichiamo la poderosa, quanto tempo è passato, anche sotto la pioggia è ….poderosa, come sempre.

Ultimo sguardo all’appartamento,  è tutto ok, dai Shizu  sali andiamo.

Passiamo da Takako( sorella di shizu) che ci sta aspettando sotto la pioggia per darci due borsette con onighiri, the, caffe e altre cosette da portare a bordo per il viaggio .
Piove ma i pochi chilometri che ci separano dal porto sono piacevoli, non ci importa se arriviamo bagnati, la voglia di andare di ricominciare è tanta, Shizuyo è contenta, cosi raggiante che il suo sorriso sembra scaldarmi.
È in arrivo un tifone, con la pioggia e il vento ci siamo già presentati, ora manca il mare con le sue onde, e ragazzi, è davvero agitato, nel tragitto Okinawa- Giappone non si fermerà in 2 piccole isole, le banchine non sono sicure, e in un'altra dovremmo fare ben 3 tentativi per riuscire ad entrare nel porto.

Facciamo i biglietti, Shizuyo beve la medicina contro il mar di mare, saliamo a bordo i marinai sistemano la poderosa con 4 cinghie ben tese, controlliamo il lavoro e andiamo nel salone.
Non facciamo a tempo a entrare nella stanza dei futon che Shizuyo tolte le scarpe si sdraia e si addormenta subito, dopo un po’ gli tolgo delicatamente o forse no  gli occhiali, gli aveva  tutti di traverso, che tenerezza.
 Dormirà per le prossime 24 ore, tutte e 24, solo due rapidissime alzate, quando la nave a fatto scalo, stile zombi dove la accompagno a fare pipi…incredibile, non si è accorta di nulla, e vi garantisco che il mare era grosso, impossibile stare fermi anche da sdraiati, anche il ristorante, dopo un breve tentativo si è scusato ma ha dovuto chiudere.
Personalmente mi piace il mare in tempesta, ho sempre trovato rilassante guardare e sentire il rumore delle onde.
Da  ragazzo ho lavorato due stagioni come marinaio, e quando si usciva con il mare grosso mi piaceva molto di più, non so, lo trovo…rilassante.

Bando ai ricordi, il mare è un casino, io non so che fare, mi buttero sul cibo, mangerò 7 onighiri, 3 uova sode, quelle con le faccine disegnate da Takako, un onighiri ed un uovo gli ho lasciati per Shizu, credo che al risveglio avrà fame, tutti i biscottini, 2 banane, e mi comprerò anche due buonissimi gelati, crema con sopra uno strato di azuki e castagne racchiusa in  un croccante guscio di cialda.

Arriviamo al porto di Kagoshima  giovedì 28 alle 9,30  con una sola ora di ritardo.

Shizuyo ha da poco aperto gli occhi, e ora non ha fame: è ancora assonnata quando infreddoliti sulla banchina del porto sistemiamo i caschi, allacciamo bene i giubbotti e ci infiliamo i guanti, la temperatura è differente da quella a cui eravamo abituati, 19 gradi, 10 in meno di Okinawa, che freddino.

Andiamo, la direzione non la sappiamo, usciamo dal porto e al primo incrocio tiriamo a sorte, ok destra, procediamo sino ad un ufficio postale, dobbiamo spedire un pacchetto in italia, a mia madre, è un regalo, un KAKEJIKU che ho scritto io, speriamo gli piaccia.




Ora Shizu è sveglia, sarà il freddo,  ha fame, ci fermiamo a un Lawson, è la settimana delle zuppe, udon,  in offerta, ne approfittiamo , Shizu mangia anche l’ultimo uovo rimasto.

Affianco al Lawson c’è un officina moto, il meccanico viene a incontrarci, vuol sapere del viaggio e controlla la poderosa, chiama anche la moglie che viene portandoci un regalo per il viaggio, poi ci accompagnerà fuori dalla città, nella direzione giusta.
Andiamo tranquillamente, ci godiamo il panorama, è bello aver ripreso il cammino, alle 4 ci fermiamo in un onsen,(terme giapponesi) staremo ammollo 45 minuti, quello che ci voleva con questo freddo.
Visita ad un supermercato per la cena e alla ricerca di un posto per la notte, la temperatura è scesa a 15 gradi, Shizuyo in tenda batte i denti.
 Oggi fatti 122 km.





01 settembre 2010

..è arrivata la famiglia...

E' passato un mese lo so ,e non vi ho più dato notizie, ma ero totalmente affaccendato nella ricerca e nell’organizzazione del….no, noo, non del mio prossimo viaggio, una cosa molto, molto più impegnativa:
che cosa?….

sentite sentite, organizzare una settimana di vacanza per la mia famiglia che è venuta a farci visita

È martedì 24 sono le 11 di sera e siamo all’aeroporto,
l’aereo è atterrato in perfetto orario, eccoli, li vedo attraverso il vetro, c’è mia madre mio padre mia sorella Patrizia con Mario e mio nipote Leone, manca solo Rita, mia sorella piccola, con Andrea e i nipotini Tommy e Sofia,(il lavoro) manca anche Maika, ma con lei ci siamo visti qualche mese fa.

Sono tutti molto stanchi quindi taxi e accompagnati subito al residence che avevo prenotato, spiegazione sull’utilizzo del super cesso tecnologico, e di altri elettrodomestici made in japan, poi tanti saluti e buonanotte, domani gli aspetta una giornata piena
.
La giornata del 25 la passiamo fermi in città, cose da vedere anche qua ce ne sono tante, e poi volevo che si riprendessero dal viaggio in aereo.
Siamo stati al mercato, pranzato in un tipico ristorante, poi al castello di Shuri, e per finire come merenda ci siamo rilassati in un localino dove preparano il the verde.

Non siamo ancora entrati che la proprietaria mi chiama per nome, mauri san, mauri san, mi ha subito riconosciuto, sono famosissimo, anche lei legge il blog di Shizuyo.
Presentazioni, si entra, e la moto, e il viaggio e bla bla bla.. insomma le solite cose che ormai per me, che sono un VIP, sono diventate un’abitudine.

Il localino è piccolo ma simpatico, pieno di oggetti di ceramica, il marito; musicista costruttore di pianoforti è anche ceramista, e nel locale espone e vende le sue creazioni, piatti tazze soprammobili e oggettini vari.
Mi sembra che Patrizia abbia comprato qualcosa.
Interessante la preparazione di un particolare tipo di the di Okinawa, ed è anche molto buono, ci siamo divertiti.
La sera cena in un ristorante, ma non ricordo dove, poi a casa per mettersi d’accordo sull’ora della partenza, da domani ho noleggiato una macchina.

Ora non vi faccio la cronaca minuto per minuto di questa vacanza, ma in questi 6 giorni siamo stati a visitare le grotte che la popolazione e i militari hanno utilizzato nella 2 guerra, al museo, al parco della pace, siamo stati al mercato del pesce con annessi tipici e particolari ristorantini.
Un giorno, e visto il posto non potevamo non farlo, siamo stati anche al mare, io Mario e Leone abbiamo anche fatto snorkeling sulla barriera, magnifico.
Ogni giorno siamo andati a pranzo e cena in ristoranti e locali diversi, e devo dire che la famiglia ha apprezzato la cucina Giapponese.

Ho anche organizzato una giornata tutta relax per mia madre, e dai ragazzi, gli e lo dovevo, di madre ce n’è una sola, le ho fornito tutto il necessario per trascorrere una splendida giornata, ago, filo, forbici, e non solo, anche una nuovissima macchina da cucire, è stato bello vedere il suo sguardo di gratitudine mentre chiudevo la porta dietro di me e andavo con il resto della famiglia in giro per l’isola.

La domenica siamo stati invitati a cena dalla famiglia di Shizuyo, poi giro per “chatan city”, caffè seduti ai tavoli fuori il locale mentre Leone scatta foto ai pipistrelli che stavano appesi a testa in giù sulle palme davanti a noi.

E il lunedì, tanto per non farci mancare niente io, Shizuyo, mia madre mio padre e Leone, Patri e Mario erano stanchi non sono venuti, siamo stati a cena in un ristorante teatro, con uno spettacolo tradizionale di Okinawa, con balli e canti, un atmosfera coinvolgente, al punto che, Leone sotto la guida premurosa di una geisha ha anche ballato, che spettacolo.
Poi a casa, domani alle 5 pronti per l’aeroporto.

È il 31 martedì, siamo all’aeroporto, c’è tantissima gente, una confusione ordinata;
succede che è in arrivo un tifone, i voli dopo le 8 sono stati cancellati, l’aereo della famiglia parte alle 7,40, non ci dovrebbero essere problemi, ma si sa, sono tutti un po’ agitati, poi finalmente si imbarcano, in ritardo, ma sono a bordo.
Io e Shizu aspettiamo davanti la grande vetrata il decollo del loro aereo, eccolo, ciao famiglia, buon viaggio, alla prossima.

Eccoci di nuovo in moto, andiamo a sistemare il residence e a consegnare le chiavi, piove e c’è forte vento, gli autobus e la mono rotaia oggi non viaggiano, alcuni negozi hanno chiuso, per sicurezza hanno smontato anche qualche grande cartellone pubblicitario, e la polizia gira facendo annunci sulla sicurezza.
E’ sera sono le 8 e l’allarme è rientrato, il tifone è passato a nord di Okinawa, ancora una volta non l’ho visto, sarà sfortuna o fortuna?









    è arrivato..............
Insieme alla famiglia è arrivato anche il pacco degli sponsor, siamo molto contenti,

La DECATHLON Livorno ci ha offerto una fornitura di abbigliamento tecnico per me e Shizuyo, e in più anche accessori da campeggio.

La CELLULARLINE ci ha offerto INTERPHON F3 PASSENGER, l’innovativo interfono che permette di comunicare senza fili in tutta libertà tra pilota e passeggero.

Graziano di ESPRESSIONEMOTO concessionario esclusivo Honda per Chiavari, Rapallo, Deiva Marina, Santa Margherita Ligure e in generale per il golfo del Tigullio e la provincia di Genova, ampio punto di esposizione, vendita nuovo e usato, accessori e ricambi originali Honda, abbigliamento sportivo, punto assistenza autorizzato Honda, ci ha offerto ricambi per i caschi e materiale di consumo originale per la nostra transalp.