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oggi è un bel giorno per morire
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14 dicembre 2012

in giro per caso in Istanbul

Che cosa abbiamo fatto 10 giorni a Istanbul, semplice, tempo permettendo i turisti, siamo andati a zonzo, anche in notturna.
Quest'anno ci siamo ricordati anche del nostro anniversario di matrimonio, così visto che avevamo a disposizione la cucina nella guesthouse ho preparato tanti sfiziosi manicaretti.
Basta discorsi , carellata di foto che è meglio.











la polizia si tratta bene


pollo allo yogurt e verdure grigliate
anche il gatto ha gradito

e per finire il dolce








13 dicembre 2012

Istanbul



Bye Bye Nepal  si decolla.  Sette  ore dopo, uno scalo e 4 ore di attesa a Sharjad, dove abbiamo finalmente mangiato pollo verdure insalata che non sapevano di curry, atterriamo all’aeroporto Sabiha di Istanbul alle 23.


 Napoleone ha detto che “se il mondo fosse stato un unico paese Istanbul ne sarebbe la capitale”.
Città cosmopolita, capitale degli imperi, da quello romano, bizantino, latino e ottomano.
Istanbul  adagiata sulle sponde del Bosforo, lo stretto che  collega il mar nero al mar di Marmara.
 Istanbul una città su due continenti, Europa e Asia, il punto d’incontro di scontro e di fusione di culture millenarie.  
A Istanbul non c’era mai stato, una solo volta ma l’avevo solo attraversata rapidamente,  in questi dieci giorni di attesa siamo stati in giro, così senza meta senza guida, spostandoci a caso, seguendo chessoio la linea del tram o il venditore ambulante di “simit”, un pane fatto a forma di ciambella con semi di sesamo, o l’odore di olio d’oliva, di quello buono, che viene da un piccolo viottolo di porfido…umm quanto tempo che non lo sentivo.. e devo dire che Istanbul sa farsi innamorare.
Che dite…no, non mi hanno assunto come guida turista, e va bè, torniamo al nostro viaggio.
Sono le 23, siamo arrivati all’aeroporto di Istanbul, fuori è notte piove e fa freddo.  

Ci beviamo un Cay, un tè, in uno dei locali ancora aperti  e ci accorgiamo subito dal prezzo che siamo arrivati in Europa. Poi aspettiamo, shizu dormendo e io quasi, l’arrivo dell’alba su una riga di scomode poltroncine.


La fermata dell’autobus è di fronte all’uscita, dall’altra parte della strada. Ci sono quelli di una compagnia privata che vanno diretti al centro, in Piazza Taksim, e poi quelli pubblici di linea che fanno tutte le fermate e costano anche meno. Noi naturalmente abbiamo scelto questo.
Qualche fermata dopo l’autobus è quasi pieno di pendolari e studenti che vanno in centro.
Poco dopo un forte rumore, a parer mio confermato poi dall’autista una cinghia rotta, lo fa fermare in mezzo alla strada. L’autista parla con la radio e dieci minuti dopo arriva un secondo autobus, trasbordiamo e possiamo continuare il nostro  viaggio.
Noi decidiamo di scendere alla fermata di Kadikoy da dove si può prendere un traghetto per Eminonu .Ci piaceva l’idea di entrare in Istanbul dal mare, ma la brutta e fredda giornata  ci ha negato questo romantico ingresso, siamo rimasti infreddoliti seduti dentro al traghetto.
Una volta a terra chiedo informazioni su come raggiungere la guesthouse che il nostro amico Maurizio ci ha consigliato. Non è troppo distante e anche se piove decidiamo di raggiungerla a piedi, noi tanto non abbiamo impicci, si viaggia leggeri.
Arriviamo alla guesthouse, posto tranquillo ma senza atmosfera, non si può cucinare prima delle 10 la mattina, questo non si tocca, quello bisogna pagarlo…resistiamo solo 2 notti, poi ci trasferiamo dall’altra parte del ponte di Galata. Abbiamo trovato una piccola guesthouse veramente carina, ci sono anche 4 gatti e per gli artisti il soggiorno è gratis, e c’è anche la colazione gratis, per tutti, e cosa sorprendente costa ancora meno.

Ieri è finalmente arrivata la moto. Io odio spedire la moto e ancor di più odio andarla a ritirare, non sai mai quanto alla fine andrai a spendere.
La dogana, come tutte le dogane del mondo è un casino e riuscire a districarsi nella marea di incomprensibili documenti è impresa difficile, direi impossibile, senza un aiuto locale.
Noi abbiamo trovato due ragazzi che si sono offerti di aiutarci, ho anche rimediato un giubbotto nuovo. Uno dei due ragazzi è motociclista e si è accorto immediatamente delle condizioni del mio vecchio giubbotto, uno straccetto con solo mezza zip funzionante e privo di imbottitura, quindi mi dice che sarebbe felice di darmi un suo giubbotto come regalo di benvenuto,.Specifica che non è nuovo, ma che è ancora in buone condizioni.
Io sono contentissimo, finalmente ho un giubbotto della mia misura, caldo e con le cerniere funzionanti, ottimo regalo sotto l’albero.  
Erano le 11 quando abbiamo iniziato la lunga maratona e solo alle 7 di sera con il buio siamo riusciti a mettere in moto la poderosa, ma senza l’aiuto dei nostri nuovi amici non ce l’avremmo fatta.
 Che freddo, arriviamo alla pensione congelati, è stato facile arrivare, abbiamo seguito uno dei tanti autobus per piazza taksim, noi abitiamo li vicino.


Domani si sistema la moto e poi on the road..

02 luglio 2009

DAY46 incredibile Turkia

Partenza da Svilengrad, verso la frontiera Turca.
Pochi km, la frontiera è grandissima, passiamo 8 controlli tra Bulgaria e Turchia, passaporti, documenti moto, carta verde, e ancora passaporti e tutto il resto, all’ultimo controllo ci rifanno tornare indietro, qualcuno si è dimenticato di trascrivere la targa della moto su un documento, dopo circa due ore ci siamo, benvenuti in Turkia.
Passando per Edirme, Luleburgaz, Corlu e Silivri, tutto su strada normale, arriviamo a Istanbul.
Quante strade, e che confusione, qua tutti guidano come vogliono, anarchia totale.
  Vogliamo uscirne ma è un problema, non sappiamo dove andare, i nomi delle città scritti sui cartelli, non trovano riscontro sulla nostra misera mappa.
Siamo fermi a bordo strada, cercando di capire da che parte è l’est, per poi imboccare una qualsiasi strada che vada in questa direzione, quando si ferma un motociclista , BMW 1200 adventur.
E’ un ragazzo, anche lui viaggiatore, ci spiega che a Istambul le moto hanno l’immunita, possono passare dove vogliono, ci dice di seguirlo, che ci fa vedere come si guida la moto da queste parti.
Incredibile, suoni di claxon, sorpassi a destra, marciapiedi, contromano, e poi la polizia, anche loro con BMW, ci precedono per un po’, con claxon a manetta zigzagando in mezzo al traffico, poi ci salutano, facendoci segno con la mano: claxon claxon e andare.
Prendo rapidamente confidenza con questo nuovo stile di guida, e dopo un po’, comincia a diventare divertente, per me, Shizuyo è terrorizzata.
Ci fermiamo, il ragazzo va da un’altra parte, ci indica la strada, dobbiamo fare un tratto di autostrada, così ci regala la sua tessera, una “viacard”, con questa possiamo viaggiare su tutte le autostrade turche, gratis, un gesto che non ti aspetti da uno che hai appena conosciuto, ci salutiamo, scambio di email, foto ricordo, e poi andiamo, claxon manetta e il traffico sparisce.
In poco più di 45 minuti siamo fuori, Istambul è alle nostre spalle.
 Shizuyo è ancora scossa, ci fermiamo, facciamo benzina a un distributore, di quelli con il bar e piccola vendita, Okan il ragazzo che lavora qua è molto gentile, molte domande, ci offre ospitalità, ma noi dobbiamo andare, beviamo il the offertoci e ci salutiamo.
Arriviamo a Sile, sulla costa del mar nero alle 7, supermercato, compriamo anche mezzo pollo alla griglia e cerchiamo un bel posto per passare la notte.
Troviamo un campo con l’erba appena tagliata, circondato da alberi, ci sembra ok
Dopo poco due ragazzi si uniscono a noi, lei francese, lui americano, stanno andando in Armenia, in  autostop.
Stasera zuppa per quattro, accompagnata da una bottiglia di vino comprata in Macedonia.
Possiamo dire, confermato anche da questi ragazzi , INCREDIBILE Turchia, la gente è super ospitale,  non ti lasciano andar via senza offrirti qualcosa, qua veramente puoi viaggiare senza soldi.