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oggi è un bel giorno per morire
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06 luglio 2012

Mappe Timor Leste e Indonesia

          Mappe Tour  Timor Leste e Indonesia                    27-01-2012--   --03-07-2012








13 aprile 2012

ritorno al futuro..


E questa sarebbe la frontiera… pensavamo di aver sbagliato strada, gente che va che viene, chi si scaccola, chi seduto sbracato fuma e non contesta alle mie domande, cani dall’aspetto cadaverico e bimbi seminudi gironzolano dentro questa specie di ufficio.
Scusi dove…-passaporto-  lo passa nello scanner…oh tutto ok, ma dove vado ora…si ma da che parte..
Ma questi sono davvero matti, su una strada sterrata zigzagando tra buche profonde e cumuli di spazzatura passiamo quella che sarà la futura frontiera, sembra un bel posto ma per il momento non funziona.


 Passato un ponte si arriva a quella Indonesiana, la musica è la stessa, ma qua sono sicuramente più professionali e la cosa buona molto più simpatici.
Sbrighiamo rapidi le pratiche passaporti e anche quelle relative al carnet, 10 minuti in tutto poi cambiamo gli ultimi 20 dollari rimasti, 77 giorni in Timor Est, grazie all’ACI di Roma, ci sono costati davvero molto.

Passata la frontiera un'altra dimensione, un ritorno al futuro, per quello che riguarda le strade.
217 kilometri di sali e scendi un susseguirsi di curve, perfetti rettilinei di un asfalto come e a volte migliore del nostro, veloce e sicuro un vero spasso.
Io amo guidare duro in fuoristrada ma anche un nastro d’asfalto se ben fatto sa emozionarti e questo, vi assicuro ti emoziona tanto. E poi vuoi mettere che vista, si corre fra piantagioni di banane, poi dentro la foresta a più 800 metri, si scollina costeggiando  fiumi e ancora su e ce n'è per tutti i gusti, dopo 77 giorni di off road ritornare a piegare  e guardate la ruota, erano kilometri che non la usavo sino a questo punto, è un vero sballo, pensate che a volte shizu mi dice -hey mister moto gp, se continui così veloce non vediamo niente- io non so se le strade saranno tutte così, ma per ora lasciatemi divertire, vedremo vi terrò aggiornati.
La benzina da un dollaro e mezzo è passata a cinquanta centesimi, al ristorante mangi con un dollaro, tutto costa meno della metà.
La gente come prima impressione ci è sembrata simpatica, tutti mi chiamano mister ma nessuno sino ad ora ci ha chiesto soldi.
Sono le due e comincio a cercare un posto per accamparci, è presto ma devo cambiare le pastiglie dei freni alla pode.
Ma guarda che bel posto, c’è il fiume e ci sono anche dei cocchi, mi fermo e controllo come posso arrivare vicino al fiume, shizu tu che pensi, io dico che di meglio anche oggi non si può, domani ci si fa anche il bagno.
Monto la tenda, poi cambio le pastiglie mentre shizu prepara un caffè, faccio un giro alla ricerca di almeno una noce di cocco caduta e fortunato che sono ne trovo giusto una, a noi piace molto il cocco.





12 aprile 2012

il viaggio può continuare...

Oggi sono 77 giorni che siamo a Timor Est, ma è un grande giorno, finalmente ritorniamo in strada, il viaggio nel sud est asiatico continua.
È arrivato il nuovo carnet, eccolo qua guardate che bello, emesso dal Touring Club Suisse a Genève, ohh…Genève… fa tanto internazionale.
Il carnet è arrivato 5 giorni fa, ma ce l'hanno consegnato solo ieri, è pasqua e la DHL trasporti espresso 24/24 ore è rimasta chiusa per 4 giorni, veramente strano…ma funziona così e noi non ci preoccupiamo più, aspettiamo.
Come abbiamo trascorso questa settimana, più o meno oziando, in verità ho anche riparato il faro, saldato il telaio e ancora comprato un nuovo nylon per la tenda, quello vecchio che aveva già 3 anni era tutto un buco.
Abbiamo fatto amicizia con 6 motociclisti, 3 inglesi 2 tedeschi e un australiano.
Gli inglesi e i tedeschi vengono dall’Indonesia e stanno andando in australia, sono giorni che lavano le moto, hanno paura che la  famigerata dogana Australiana gli metta la multa.
Non stanno facendo un lavaggio normale, hanno smontato quasi completamente le moto,  controllano ogni cosa, usano anche lo spazzolino da denti per i piccoli  spazi, puliscono anche i solchi del battistrada delle gomme…sono davvero ossessionati.



In parte è vero, la dogana australiana è severissima, ma tutto dipende.
Noi non avevamo perso tutto sto tempo, una lavatina superficiale e vai, avevamo fatto così perché sapevamo da fonti certe che le multe venivano programmate, pulita o non pulita se capiti nel giorno del giudizio una salatissima multa la prendi sicuramente e allora perché dannarsi tanto, noi siamo stati fortunati, nessun controllo nessuna multa.
Ieri siamo andatii a pranzo in caserma dai  portoghesi, salutato Carlos e gli altri amici con la promessa di ritrovarci in Portogallo.

Oggi invece  siamo andati a trovare l’altro Carlos, il pescatore con la barca,  quello che vive vicino al nostro vecchio accampamento sulla spiaggia dietro il Cristo Rey, c’era anche la seconda moglie, quella che vive a Baucau, tra l’altro le due hanno caratteri diversi, Sela la seconda moglie è di nuovo incinta, e fanno 4, Carlos ci da dentro…mah, cosa strana anche questa di avere più mogli .
Lasciamo Carlos e rientriamo a Dili, è ora di pranzo, andiamo da Ali, il nostro ristoratore di fiducia.
Anche oggi un buonissimo e abbondante pranzo, Ali ci augura buon viaggio e ci dice che la moglie del suo presidente, Ali è indiano, è italiana, davvero non lo sapevo.
Ora che i saluti sono finiti e siamo sazi possiamo andare, l’Indonesia ci attende.
La strada, continuo a chiamarla strada ma queste in Timor Est non hanno niente in comune con una strada,  che porta alla frontiera costeggia il mare pari pari, a volte però sale ripida verso l’interno in collina per poi ritornare in un misto di curve buche voragini strapiombi a correre, a passo d’uomo, affianco al mare .
Pochi kilometri dalla frontiera  e ci imbattiamo in una bella spiaggia, l’Indonesia può aspettare.
La sera davanti a un bel tramonto dividiamo con 4 ragazzi locali alcune banane che avevamo comprato sulla strada, poi assieme a shizu ci facciamo un lunghissimo meraviglioso bagno.






04 aprile 2012

viva il Portogallo


 Ci svegliamo presto, colazione una rinfrescante nuotata poi smontiamo il campo e controlliamo di non dimenticare niente e di lasciare tutto in ordine.   Adesso come ritorniamo, quante volte dovremo fermarci per scaricare tutto, quanti viaggi avanti e indietro,  non voglio cadere, anche perché nella caduta dell’altro giorno si è rotto anche il supporto della valigia destra, gli ho dato una sistemata ma mi occorre una saldatrice, se ci ricado ancora sopra prima di saldarlo…diventa un problema.
Decidiamo di iniziare carichi sino al primo punto critico, stiamo legando i bagagli quando arrivano due grossi fuoristrada, si fermano non distanti da noi, escono da uno due ragazzi stranieri, dall’altro 3 locali.
Mi avvicino mi presento e gli chiedo se quando vanno via possono portare su anche le mie valige, non importa quando, noi possiamo aspettare.
Nessun problema, loro sono portoghesi…che cosa ancora portoghesi…che volete che vi dica, i portoghesi sono un popolo ospitale sempre pronto ad aiutare, ancora una volta viva il Portogallo che ci toglie dai guai.
Carico tutti i bagagli sul pickup dei portoghesi,  io e shizo e la poderosa ci mettiamo in marcia.
Shizu mi chiede come va la moto, va benissimo e ora la proviamo, -ma io scendo quando-…se sarà il caso ti farò scendere, ma ora andiamo.
Comincio tranquillo, poi mi alzo in piedi sulle pedane, proprio come faceva Coppi sui pedali,  ragazzi non ce né per nessuno, non posso dire che è stata una passeggiata, abbiamo avuto anche qualche brutto sbandamento, ma così di prima mattina con la forza nelle braccia tutto è risultato più facile. 
Negli 8 kilometri   mi sono fermato solo una volta,  proprio dove due giorni prima eravamo caduti e avevamo rotto il faro. Ma guarda tu cosa vedo tra le pietre, il pezzo di vetro mancante, che spettacolo, la moto va che è una bellezza, il faro tornerà praticamente nuovo e noi ci stiamo divertendo…vero shizu che ci stiamo divertendo..? -vero vero-..


Fermi sulla strada mentre aspettiamo le nostre valige facciamo amicizia con dei bimbi, oggi niente scuola, poi appena arrivano i ragazzi montiamo le valige, saluti foto e andiamo.


 Si rientra a Dili di corsa, il carnet dovrebbe ormai essere arrivato il visto Indonesia lo abbiamo e poi sentiamo proprio la necessita di lasciare questo paese.
Appena arrivati, più di 2 mesi fa, Timor Est ci aveva fatto tutta un’altra impressione, una buona impressione, ma è stato un inganno, era solo la novità dei primi giorni.

03 aprile 2012

officina in spiaggia


Cominciamo, ma prima una bella nuotata così, tanto per rinfrescarmi le idee.

E ora andiamo in officina, vediamo un po’ che tipo di danno ha la nostra amata Poderosa.
Guarda guarda il perno che tiene il leveraggio dell’ammortizzatore è per una metà sfilato e piegato.

In uno dei tanti salti, siamo andati a sbattere su qualche grossa pietra, il colpo ha piegato il telaio nel punto di aggancio dell’ammortizzatore e ha tranciato di netto la testa del perno che si è sfilato e poi con le oscillazioni, con i colpi si è piegato.
L’ammortizzatore si è trovato a lavorare storto e si è incastrato tra il beveraggio, o biella chiamatela un po’ come volete,  così la moto è rimasta bassa e rigida.
Smonto e raddrizzo a colpi di martello il perno, di questa misura non ne ho e il primo posto dove sicuramente non lo troverei ma bisogna comunque provarci dista 45 kilometri, gli do anche una bella limata per togliere i colpi del martello, mi sembra venuto bene.
Ora smonto il leveraggio, qua ci sono i cuscinetti con la loro bussola che si è rotta da un lato, ma sapete come dicono a roma, “nun ce ne pò fregà de meno”, non è poi cosi importante, si può continuare benissimo così per altri 100 mila kilometri.
Ora il perno è senza testa, per evitare che si sfili incollo il dado al suo posto, cosi da evitare che le vibrazioni lo possano svitare, dopo aver bene ingrassato il tutto infilo il perno e dalla parte del dado  gli piego sopra a colpi di martello una parte della bandella di lamiera del telaio, cosi indietro non può tornare,  non ha importanza se non è stretto, li bastava anche un perno con due coppiglie, fa lo stesso lavoro, rimetto in piedi la pode … ohh perfetta, sembra nuova.









C’è ancora una piccola cosa da sistemare, nella caduta il faro si è rotto e abbiamo anche perso il pezzo di vetro, credo che ci metterò su un pezzo di plastica non appena faremo rientro a Dili,  non guidiamo mai di notte.


 E adesso che le cose sono al loro posto fatemi andare a pescare la cena, ho lavorato molto e ho una gran fame.

















02 aprile 2012

verso Jaco island


Preparo al moto, stamani sta facendo uno strano cigolio, shizu dice che sta piangendo, si si, ha voglia di rimettersi in viaggio faccio io, nooo, piange perché magari è stanca delle tue strade ribatte la giapponesina, in effetti avrei dovuto dargli un occhio, ma così di prima mattina non ne ho nessuna voglia, o forse già immagino il motivo del pianto.
Dai dai piagnona numero due andiamo che dobbiamo ritornare indietro.
 Da monte Ramelau siamo passati per Aituto, Ainaru, Cassa, Umaboco Viqueque, Lliamar, Lospalos, Bauro, Tutuala e ora  dopo due bellissime divertenti giornate siamo qua a 8 kilometri da Valu Jaco, una splendida spiaggia davanti all’altrettanto splendida e famosa isola di Jaco.
 -Mauri, questa strada è la più brutta di tutte, è troppo in salita,-  noo, è solo la prima impressione, poi…vedrai, la spiaggia non può essere in salita.
Andiamo, poche curve un rettilineo una breve discesa e un salitone, dove ci sdraieremo, cominciano a farmi passare per bugiardo.
Ti sei fatta male, -tu-, no niente bene bene, -la pode-?  È ok tranquilla.
-Fermiamoci qua-, quaa? -Siii e andiamo a piedi-, noo, troppa strada e dai non può essere tutta così, poi scende di sicuro, deve andare in spiaggia, -e come ritorniamo?-  Se riusciamo ad arrivare ritorniamo anche, tranquilla…insomma mettiamo su una piccola discussione, ma neanche più di tanto a dir il vero,  -e ma se poi cadi e ti fai male io che faccio, - fai quello che ti dico e risolviamo tutto, sai che sono anche dottore, -non scherzare se si rompe la poderosa-, nessun problema, la riparo a morsi…-e dai in serio-…shizu, non lo so, ma questa è una strada, qualcuno l’ha fatta, c’è passato e…ma shizu indietreggia, mi guarda con quell’espressione mista tra la sorpresa e … di chi ha capito,  movendo la mano indicandomi dice: - tu… sono io che devo capire, tu sei drogato, sei drogato di off road sei drogato di fatica, prima dice basta con queste strade, è fatica, la moto poverina, non vuoi farmi male,  poi appena ne vedi una dimentichi tutto,-  shizu io .-.no no, lasciami dire, ho capito è una malattia come una droga, tu non cambi mai mai, non puoi, lo so.-
 Questo è quello che mi ha detto e lo ha detto in maniera seria e tranquilla, poi ha continuato a guardarmi con le braccia conserte, scuote leggermente la testa mi fa uno dei suoi radiosi sorrisi, questo era un pò strettino, -dai andiamo, tu ce la fai… io però vado a piedi.-
Ha detto di andare, allora io vado, ti aspetto dove il terreno è migliore.
Che calvario, vi ricordate quel cigolio ecco ha smesso, bene... nooo, non proprio, con lui ha smesso anche la capacità di ammortizzare della poderosa, il posteriore è rimasto a pacco, per capirci meglio l’ammortizzatore posteriore non funziona più, la moto è rimasta schiacciata a terra.
Arriviamo comunque alla spiaggia alle cinque e mezza, do solo una rapida occhiata alla moto, domani penserò a come sistemarla... ne è valsa la pena…sempre naturalmente.
Non vi sto a dire di come sia cristallina quest’acqua, e quanti pesci.
A un’altra cosa, è bello stare assieme a una donna che ti capisce e non vuole cambiarti, che condivide le tue passioni, anche se a volte preferisce farsela a piedi. Grazie Shizu.









01 aprile 2012


A noi piace un sacco accampare sulle rive dei fiumi, la notte lo scorrere dell’acqua ci fa compagnia  e passiamo ore a parlare a fare disegni con la fantasia a sognare, e poi dai ragazzi quanta bella fresca acqua per lavarsi il viso e iniziare un nuovo giorno.



Nella costa sud dell’isola, che è quella che noi stiamo percorrendo, non esistono strade asfaltate, neanche ponti per attraversare i fiumi, sono tutti caduti, livello acqua permettendo si guadano, però è interessante e il paesaggio vale la fatica.
 È  un susseguirsi di minuscoli villaggi di capanne fatte di bambù o di foglie di palma o di legno,  i bambini ci inseguono sempre e allungano la mano... hey mister.. mister dammi il cinque …hey colega … 












Da questa parte dell’isola la gente è differente,  qua non si vedono i grandi macchinoni delle NU  non si vedono fighetti bianchi in abbigliamento hippy che vengono a fare i volontari per appena 2500 dollari al mese... è come dire naturale semplice, ti sorride è contenta se gli fai una foto, si mette addirittura in posa.
Pensa che non so in quale sperduto minuscolo villaggio, dove non c’è ne luce ne acqua, a 25 kilometri da Lospalos siamo rimasti senza benzina, il primo non dico benzinaio ma la prima baracca che vende benzina in bottiglia dista 12 kilometri, non ci saremmo mai arrivati. Il tipo a cui ho chiesto informazioni si è sbattuto tra le case e ne è tornato con una donna e 2 litri di benza, la signora si scusa che di più non può e  si scusa anche per il fatto di farcela pagare, tra l’altro pagata il prezzo corretto, poi saluti strette di mano e stupore per un così lungo viaggio, capite…ma non durerà ancora molto,  anche qua arriverà il progresso, arriveranno i “professori” che gli insegneranno l’educazione e le buone maniere…
Che giornata perfetta, tutto in off road, abbiamo anche guadato 3 fiumi, l’esperienza australiana ci ha insegnato che quando affrontiamo un guado è meglio farlo  a moto scarica, quindi smontiamo i bagagli e con un paio di viaggi in tranquillità li portiamo sull’altra sponda, poi tocca alla poderosa che attraversa il fiume avvolta in una nuvola di vapore e sembra divertirsi quando arriviamo dall’altra parte.
 In uno di questi passaggi ho dovuto controllare bene il punto di guado, l’acqua era alta e la corrente notevole, in più c'erano grandi sassi nascosti.






Alle 5 ci fermiamo, abbiamo trovato un bel posto per la tenda, anche se a dire il vero nella direzione sbagliata, ma non importa domani torneremo indietro e incontreremo il nostro cammino.