lllllllll

oggi è un bel giorno per morire
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03 aprile 2012

officina in spiaggia


Cominciamo, ma prima una bella nuotata così, tanto per rinfrescarmi le idee.

E ora andiamo in officina, vediamo un po’ che tipo di danno ha la nostra amata Poderosa.
Guarda guarda il perno che tiene il leveraggio dell’ammortizzatore è per una metà sfilato e piegato.

In uno dei tanti salti, siamo andati a sbattere su qualche grossa pietra, il colpo ha piegato il telaio nel punto di aggancio dell’ammortizzatore e ha tranciato di netto la testa del perno che si è sfilato e poi con le oscillazioni, con i colpi si è piegato.
L’ammortizzatore si è trovato a lavorare storto e si è incastrato tra il beveraggio, o biella chiamatela un po’ come volete,  così la moto è rimasta bassa e rigida.
Smonto e raddrizzo a colpi di martello il perno, di questa misura non ne ho e il primo posto dove sicuramente non lo troverei ma bisogna comunque provarci dista 45 kilometri, gli do anche una bella limata per togliere i colpi del martello, mi sembra venuto bene.
Ora smonto il leveraggio, qua ci sono i cuscinetti con la loro bussola che si è rotta da un lato, ma sapete come dicono a roma, “nun ce ne pò fregà de meno”, non è poi cosi importante, si può continuare benissimo così per altri 100 mila kilometri.
Ora il perno è senza testa, per evitare che si sfili incollo il dado al suo posto, cosi da evitare che le vibrazioni lo possano svitare, dopo aver bene ingrassato il tutto infilo il perno e dalla parte del dado  gli piego sopra a colpi di martello una parte della bandella di lamiera del telaio, cosi indietro non può tornare,  non ha importanza se non è stretto, li bastava anche un perno con due coppiglie, fa lo stesso lavoro, rimetto in piedi la pode … ohh perfetta, sembra nuova.









C’è ancora una piccola cosa da sistemare, nella caduta il faro si è rotto e abbiamo anche perso il pezzo di vetro, credo che ci metterò su un pezzo di plastica non appena faremo rientro a Dili,  non guidiamo mai di notte.


 E adesso che le cose sono al loro posto fatemi andare a pescare la cena, ho lavorato molto e ho una gran fame.

















17 luglio 2010

la poderosa è pronta

Oggi devo sistemare i paramotore che si erano rotti in Russia nello scontro con un animale.

Sono un disastro, non solo si sono rotti, è che assorbendo l’inpatto si sono piegati in diversi punti, piegature difficili, dovrei rifarli, ma non ne ho la fantasia, quindi taglierò, piegherò e modificherò, sino ad avere un risultato che sia accett..…aahh, per tutti i fulmini, perdindirindina, questo lavoro è stupendo, non dico che è come prima , ma solo che è cosi che doveva essere.

Ho finito, abbiamo finito, monto il cupolino mentre Shizuyo sta sistemando il bauletto, poi attacco le valige laterali, le riempiamo di ferri per avere peso, eeeeeeeeee prova del fuoco 
.
Esco a testarla, casco, occhiali, via, rientro dopo 20 minuti, Shizuyo capisce subito il risultato del test, dice che nonostante le dicessi il contrario la mia faccia mi ha tradito….

ok, è vero, la moto è perfetta, finalmente non muove più, è stabile, posso accelerare e controllarla con una mano, impossibile prima, sono soddisfatto, ottimo lavoro dice Shizuyo.

Salutiamo Hiroshi e ci godiamo la strada verso casa .
Stasera la poderosa è tornata nel suo cortile.

Domani si va con alcuni amici a fare barbecue sulla spiaggia, qua molto di moda.





13 luglio 2009

DAY57 Partiamo per la costa..

Partiamo per la costa del mar caspio, Arbeille e poi Talesh.
Arriviamo a Talesh verso le 5 ci fermiamo in una bottega per comprare della frutta , dei ragazzi ci invitanio a bere un the e ci offrono dei dolci, poi foto,  tante foto, riusciamo a sganciarci e ripartiamo, vaghiamo sulla strada lungo la costa cercando un accesso al mare per piazzare la tenda sulla spiaggia, quando due ragazzi in moto ci affiancano  e ci chiedono di seguirli, vogliono portarci dal loro insegnante di inglese, accettiamo, si torna indietro.
Incontrirmo l’insegnante e ci invitano a rimanere in paese, ci portano in un camping, niente a che vedere con  quello che potete immaginare, i campiung iraniani sono….come lo spiego…meglio guardare le foto.
 Passiamo una splendita serata, faccio anche una rilassante nuotata nel mar caspio, insieme a un paio di ragazzi.
La  gente che è venuta per incontrarci è  davvero tanta, cosi che, verso mezzanotte è arrivato, crediamo noi, sia un autorita in paese un signore, che ha disperso la folla e ordinato di non disturbarci più, poi ci ha chiesto se ci serviva qualcosa o se ci fossero stati dei problemi, poi se ne va, non prima di richiederci se volevamo andare in un hotel, sulla spiaggia rimangono anche due militari, nel loro “cador”.
Che dire incredibile, non proprio, c’è un suo perché, ma lo capiremo più avanti, per ora ci godiamo
Il mare e questa meravigliosa gente
.
                                      

            



04 luglio 2009

DAY48

Arrivo a Sinop dopo quasi 400 km di strada massacrante, l’asfalto quando c’è segue perfettamente il profilo, il rilievo del terreno, curve nelle curve, avvallamenti improvvisi, tratti di fortissima pendenza, e poi tante tantissime buche.
Troviamo una bella spiaggia di pietre, montiamo la tenda, e un nonnino con il suo  nipotino ci fa visita per invitarci non so bene dove, ma cortesemente rifiutiamo, stasera Shizuyo e molto stanca.
Accendiamo un fuoco di legna per mancanza di alcol, zuppa veloce e a dormire.
Ogni giorno di più ci accorgiamo che il popolo turko è meraviglioso, almeno quello che abbiamo incontrato e conosciuto noi.
Sarà fortuna, non lo so…