lllllllll

oggi è un bel giorno per morire

06 agosto 2009

DAY81

Oggi piccola manutenzione alla poderosa, devo “tirare” la catena, pochi minuti e il gioco è fatto.
Poi verso Trabzon, spediamo un paio di cartoline, e andiamo alla ricerca di un calzolaio, i miei stivali dainese hanno bisogno di una nuova suola, peccato che non siano risuolabili, quindi facciamo mettere una toppa, servirà per qualche giorno, a parte la suola entra acqua da ogni parte,e me li hanno venduti per antiacqua 100%.
Non comprateli, la prima pioggia e i miei piedi erano a bagno, pensare che a casa ho i miei vecchi stivali che uso quando faccio del fuoristrada, hanno più di 20 anni, e ancora sono validi, perché mai ho comprato questi??
Il calzolaio ci offre il the, 10 minuti di lavoro, 2 lire turke(1 euro), molto economico.
Il pomeriggio lo passiamo in un internet cafe, telefoniamo all’agenzia e ci dicono che i passaporti sono già al consolato, li ritirano martedì 11, poi immediatamente ce li rispediscono.
Vediamo la velocità dei corrieri italiani, qua da Trabzon a Roma, il corriere locale ha impiegato 3 gioni, la TNT da me contattata mi ha detto: Italia turkia, in 2 giorni avrai il tuo pacchetto, speriamo.
Ritorniamo a Achkebart, un pescatore ci regala del pesce fresco, credo sia una specie di, non ne ho idea o qualcosa di simile, non ha importanza, la cosa buona è che abbiamo svoltato anche oggi, cena gratis.
Abbiamo una patata, la zucchina è nell’orto davanti la tenda, i pesci sono tanti, cosi, una parte li faccio a zuppa e l’altra in padella “girati e voltati”, ma non basta, le donne che ci ospitano ci fanno visita con uno contorno, melanzane cipolle pomodori e piccole taccole, cotte come una caponata, delizioso, che cosa vogliamo di più, oggi c’è anche la luna piena a farci compagnia.
La serata non è ancora finita, dopo cena le donne ci invitano a salire a casa loro per un the, ci sono anche altri loro parenti, molto simpatici, guardiamo un pò di foto di famiglia, poi si parla, ancora un the e poi ci offrono la lavatrice per un bucato, io vorrei dire di no, anche perché domani avevamo deciso di andarcene in collina, ma Shizuyo all’udire lavatrice spalanca gli occhi, cosa difficile per un giapponese, certamente dice, thank you very much, e il sonno che normalmente la colpisce a quest’ora è sparitro, quasi quasi dopo ne approfitto, ma sarà un’impresa impossibile, oltre ai nostri vestiti, anche noi abbiamo un aspetto e un odore..diciamo un poco agreste.
Decido che è meglio rinunciare in partenza.
 Buonanotte.


05 agosto 2009

DAY80 braccialetti d'oro

Lasciamo la casa in collina, oggi ci piacerebbe andare sul mare, scendiamio in citta e percorriamo la costa alla ricerca di una spiaggia.
Dopo 30km, passando davanti a un negozio di alimentari con sala da the, un signore ci invita a bere un the, è il proprietario, subito siamo circondati da diverse persone, chiama il figlio che parla un po di inglese e subito cominciano le domande.
Poi ci porta nel suo appartamento, sopra il negozio, per farci conoscere la famiglia, the, caffe, cibo, insomma di tutto e di più.
Come ha saputo che noi campeggiamo, ci ha offerto il suo giardino, anzi, ci ha ordinato di campeggiare nel suo giardino, tra i noccioli e le zucche, è perfetto, abbiamo anche l’acqua corrente, per la felicità di Shizuyo.
Le donne di casa fanno bracciali e collane in filo d’oro o argento, una cosa tradizionale di Trabzon , credo che sia come la filigrana.
Mentre Shizuyo rimane con le donne per tentare di imparare questa tecnica, io vengo portato sulla terrazza della sala da the, dove una folla di pensionati mi aspetta, con le loro curiosità.
La sera ceniamo in tenda, ma le donne ci portano carne, pomodori, frutta, e dolci, ottimi dolci fatti in casa, questi ultimi per la mia felicità.


04 agosto 2009

DAY79

Sveglia all’alba, circa le 9…. Colazione, poi paghiamo la pensione, parlo con il proprietario riguardo al pacchetto che stiamo aspettando, e andiamo, dobbiamo comprare le gomme e i freni per la poderosa.
Giriamo tutti i gommisti della città, niente, nessuno ha gomme da moto e nessuno può o vuole ordinarle, e neanche sanno, o non vogliono dirci dove trovarle.
Finalmente, trovato, è un negozio con la scritta Yamaha, di moto neanche l’ombra, fuori due vecchi sorseggiano il the e ci danno il benvenuto, dentro caschi e vestiario, cose dal sapore antico, e qualche ricambio sparso qua e la per il locale, bene, chiediamo, forse in Istambul, ci risponde, ok dico io, controlliamo.
 L’omino si siede davanti al compiuters, mi chiede quale gomma desidero mostrandomi il listino metzeler, questa e questa faccio io, segna il codice, pigia invio, e …rosso, non ci sono, ok allora queste, codice invio, e…non ci sono, ok allora queste, codice invio,e….non ci sono…molto bene, mi scappa da ridere, mi siedo davanti all’omino, lo guardo negli occhi e molto lentamente scandendo le parole gli dico:  a l l o r a            d i m m i      c h e  c………..  d i    g o m m e     c i   s o n o ? ? ?..l’omino alza un dito annuisce si volta, e da uno scaffale prende un altro listino, questa volta pirelli, proviamo, questa e questa, codice invio, e…..luce verde ok, ci sono, E.. CI VOLEVA TANTO.
Il prezzo è come in italia, ci servono, le prendiamo, due giorni, devono arrivare da Istambul dice, va bene, saremo inchiodati in questo  posto per i prossimi 15 giorni, non abbiamo fretta.
Questa sera abbiamo deciso di andare a vivere, a dormire in collina, quindi imbocchiamo la prima strada che porta in alto.
Saliamo percorrendo tornantini di asfalto e cemento per una quindicina di km, poi appare, dall’alto lo vediamo, è un bellissimo prato verde nel bel mezzo di un noccioleto, trovo l’ingresso, entriamo, arriviamo nel mezzo, è perfetto.
Fuori il cavalletto, scarichiamo tutto e montiamo il campo.
Finalmente, ora si, ora ci sentiamo a casa.
Piazzata la tenda viene a farci visita una famiglia, sta facendo la raccolta delle nocciole, portandoci acqua fresca, cetrioli, nocciole, e tanti sorrisi e domande, nessuno parla inglese a parte una bambina, che a volte traduce qualche parola, ma è timidissima, e così anche le sue traduzioni.
Non importa a nessuno, un sorriso, una carezza, un dono, sono piu importanti che mille parole, per noi, e questo sembra anche per loro,.
Ancora inviti, ma questa sera no, stasera preferiamo la tranquillità di casa nostra.


03 agosto 2009

DAY78 spedizione passaporti

Oggi abbiamo spedito i passaporti con un corriere locale, fa anche internazionali, così dice, speriamo bene, perché la ragazza allo sportello non sapeva neanche una parola di inglese, ci siamo spiegati e capiti a gesti, credo.
Avevo contattato sia la TNT che la DHL in italia, tutte e due con pochissime informazioni sulle loro sedi estere, comunque mi hanno dato un numero di telefono turko, ho telefonato ma purtroppo non ho capito niente, parlavano solo turko.
Dopodomani chiameremo in Italia per sapere se è arrivato il pacchetto, poi, dobbiamo solo aspettare.

01 agosto 2009

DAY76 1 agosto

Giornata così, passata ciondolando un po’ in giro, piove ancora, rimaniamo in hotel, Shizuyo lava giacche e pantaloni.
Pranziamo in un locale vicino all’hotel, dell’ottimo e abbondante pesce alla piastra, per soli 6 euro.
Proviamo a fare i turisti, ma la cosa non ci diverte ne ci piace, torniamo in hotel a fare i fatti nostri.
Ceniamo poi ordiniamo le foto nel pc, e correggiamo le bozze del blog.
Domani la giornata sarà impegnativa.


31 luglio 2009

DAY75 no visto russo per i giapponesi...

Siamo davanti al consolato, dovrebbe aprire alle 10, forse, così dicono qua, aprirà invece alle 11.
Troppo facile, il nostro entusiasmo viene subito spento da un giovane impiegato, volutamente antipatico.
 Per me, che ho il passaporto italiano è possibile avere il visto, per Shizuyo che ha il passaporto giapponese, non è possibile avere il visto per la Russia dalla Turkia, chiedo spiegazioni, ma il ragazzo mi fa solo vedere un foglio e mi dice, è scritto qua, poi se ne va.
Siamo fuori, in strada, più incasinati di prima, telefoniamo al consolato Russo ad Ankara, ma oggi è venerdi, è chiuso, i prossimi due giorni non possiamo fare niente, che bellezza, dobbiamo aspettare lunedi.
Come già accaduto in precedenza i problemi ci capitano sempre nei fine settimana.
Dobbiamo aspettare, e allora cerchiamo anche altre soluzioni, troviamo in rete un’agenzia che si occupa di visti online, la contatto, non ci sono problemi, anche Shizuyo può  avere il suo visto, basta pagare, ci vorranno comunque una quindicina di giorni, dobbiamo spedire i passaporti in italia, poi aspettare.
Andiamo anche al porto per sapere la data di partenza delle navi per Sochi, ce ne sono solo 2 alla settimana, ma non partono sempre, dipende da quanta gente c’è, questo potrebbe essere un’altro problema, il visto ha validità di 30 giorni e dobbiamo comunicare prima la data del nostro ingresso in terra russa, e ci sono più di 11000 km da percorrere, non abbiamo giorni da sprecare.
Piove, troviamo un altro hotel, ancora più economico, 20 euro,bene, ma domani vogliamo ritornare in tenda, non ci piacciono le città.

30 luglio 2009

DAY74 ....si rientra in Turkia....

Sono le 10 siamo a un internet cafe, ci servono informazioni, i piani se mai ne avessimo avuto sono cambiati, partiamo alla volta di Trabzon Turchia, pensiamo poi di prendere un traghetto per Sochi entrando cosi finalmente in Russia.
Pranziamo al ristorante di un amico turco, con poco piu di 6 euro, poi andiamo, la frontiera non è lontana, spendiamo gli ultimi lari georgiani, facciamo benzina, in turchia costa moltissimo.
Arriviamo alla frontiera, al primo controllo fanno scendere Shizuyo, i passeggeri devono passare da un altro controllo, io passo il controllo georgiano, la moto ok, avanti verso la parte turca.
Il. primo controllo ok, procedo,  secondo ok, terzo, qua mi chiedono l’assicurazione con la carta verde, non ho l’originale, ho solo una fotocopia, e dopo alcuni minuti di accesa discussione dove il polizia non capiva quello che dicevo, e io facevo finta di non capire nulla di quello che mi diceva, mi guarda, guarda la fotocopia mi rivolge ancora delle domande e io continuo a fare l’imbecille, mi viene in mente il film amici miei, il conte Mascetti, e molto seriamente, gli rispondo come tognazzi, la supercazzola….
Mi guarda, riguarda il foglio poi me lo tira  sbuffando, timbra il passaporto e senza neanche guardarmi mi fa cenno piu volte di andarmene.
L’ultimo controllo è solamente una formalita,è un controllo sui precedenti controllori.
Esco sono in Turchia, non vedo Shizuyo, strano, avrebbe gia dovuto essere qua, aspetto, dopo mezzora  la cosa non mi convince, senza dare troppo nell’occhio, giro la moto e piano piano rientro, non se ne accorge nessuno, salgo sul marciapiede e passo dietro al casotto della polizia, arrivo all’ultimo, sarebbe il primo, controllo turco la attraverso indisturbato sono sul piazzale sto rientrando in Georgia dall’uscita qundo…ora se ne sono accorti, arrivano i polizziotti georgiani che urlando qualcosa mi sbarrano la strada,  poi i turchi, gli spiego ma non capiscono, parcheggio la moto ricontrollano il mio passaporto e mi dicono di andare via , fuori ,che la turchia e di la , non capiscono, nessuno parla inglese, niente, ne una parola, allora gli parlo cosi , 2 caschi 2 persone , io 1 persona, dove cazzo è l’altra persona,….haa da. da.  dice il polizziotto turco, problemi con computers, la moto mettila li e aspetta .
Aspetto per ben 2 ore, alla fine eccola arriva Shizuyo, primo secondo e terzo controllo , ricontrollano anche me , poi finalmente siamo in Turkia.
Mancano poco meno di 2oo km per Trabzon, vado a non piu di 100km l’ora , per risparmiare carburante, come ho gia detto qua costa troppo, arriviamo a Trabzon alle 6, come al solito la citta è un casino, andiamo verso la montagna per trovare un posto dove passare la notte, ma Shizuyo non sta bene, si opta per un hotel, lo troviamo, economico e c’è anche wi -fi, ma non funziona, che sfiga.
Una doccia , molto lunga, caspita questa volta eravamo veramente sporchi, l’ultima doccia risale a 8 giorni fa, Shizuyo ora sta bene ed è contenta, cucino in stanza , zuppa di carote e mais, mentre Shizuyo fa il bucato, ha una vera passione per il bucato.
Domani consolato russo, poi alla ricerca di un gommista e russia… arriviamo.

29 luglio 2009

DAY73 georgia la terra più bella del mondo

Partiamo da Tblisi per Batumi, arriviamo alle 4, qui in Batumi c’eravamo passati 20 giorni fa ,che sforuna, ci informiamo sui traghetti per Odessa, li all’agenzia incontriamo 2 coppie di motociclisti polacchi , anche loro vogliono rientrare in polonia passando per l’ucraina, loro hanno fatto un viaggio in georgia passando dalla bulgaria e turkia, ora vorrebbero passare in ucraina.il costo del passaggio è di 500 dollari., e il traghetto parte una volta alla settimana , il 3 di agosto.
Che fare, non lo sappiamo, dobbiano anche cambiare le gomme e i freni alla poderosa, ci servre una citta  grande, decidiamo di restare qua 4 giorni ,cosi possiamo riposare, poi a odessa sistemiamo la poderosa, facciamo il visto russo e continueremo il nostro viaggio.
Salutiamo i polacchi e andiamo a pranzo, sono ormai le 5, quando usciamo dal locale, andiamo a fare benzina, supermercato e alla ricerca di un posto per la notte , oggi preferiamo il mare, e troviamo un bellissimo posto,  prato verde  davanti a una spiaggia di pietre, è perfetto, cena leggera con zuppa di carote, l’ultimo bicchiere di vino , qua dicono che il vino è nato in georgia , dicono anche che la georgia è la terra piu bella del mondo e che Dio l’aveva conservata per se, poi visto la simpatia dei georgiani gliela regalò, potrebbe anche essere cosi, ma cazzo come la stanno maltrattando, poi il sole che muore davanti a noi nel mar nero.

                                       



28 luglio 2009

DAY72 Azerbaijan missione impossibile..

Che notte, raffiche di vento fortissimo, sono le 6 quando ci svegliamo, smontiamo la tenda, e dopo aver fatto colazione, scendiamo a Tblisi.
Andiamo al consolato dell’Ucraiana, ma è ancora chiuso, apre alle 11, allora decidiamo di provare con il consolato dell’Azerbaijan, dobbiamo però trovare l’indirizzo, capitiamo per caso davanti a un MAC donald con w-ifi, perfetto, i panini del mac non mi piacciono, però w-ifi è velocissimo, questa è la prima volta che ci succede da queste parti, meraviglioso, potenza yankee…..
Sono le 11 ritorniamo al consolato dell’Ucraina, non occore il visto ne a me ne a Shizuyo, bene, proviamo al consolato dell’Azerbaijan, qua c’è un problema, il visto non lo rilasciano senza una lettera di invito, problema che si può risolvere grazie a internet e a 55 dollari a testa, un bel business vero?
Secondo problema noi sul passaporto abbiamo non uno, ma due visa dell’ Armenia, che c’è di strano,  assurdo ma non ti fanno entrare in Azerbaijan se il passaporto ha il visto armeno.
Passiamo il pomeriggio al Mac,  anche perchè fuori è in atto un vero nubifragio, che storia pensare che solo 5 giorni fa eravamo a 45 gradi ora siamo a 20, alle 5 smette, andiamo dobbiamo fare la spesa e trovare un nuovo posto per la notte, ci piace cambiare, è al risveglio, quando apriamo la tenda e guardiamo fuori che ci sentiamo liberi.
Montiamo la tenda sulle colline in periferia, vediamo la citta sotto di noi, ma non ci da tempo che ricomincia a piovere, continiuera per 2 ore , poi l’arcobaleno e un vento teso,  in piedi davanti a questo scenario, penso a domani, penso all’Azerbaijan, una missione impossibile.

                                       
     

27 luglio 2009

DAY71

Ci svegliamo alle 5, stanotte l’aria era fresca e ora tira un gran vento,  il sottottetto della tenda è pieno di grilli, sicuramente sono rimasti qua al riparo, ci dispiace ragazzi , ma ora dobbiamo smontare tutto, non facciamo colazione, troppo vento, carichianmo la poderosa e andiamo in citta, qua troviamo un parco ci sistemiamo su una panchina e tirato fuori fornello e pentolini facciamo colazione, pane caldo miele the e frutta .
Il consolato della Russia apre alle nove, arrivati scopriamo che il consolato è stato chiuso e ora si appoggia a quello svizzerio, non si riesce a parlare con nessuno a parte la guardia giorgiana all’ingresso.
 Alle 11 ci dice che i visti turistici sono bloccati di ripassare domani.
 Alcune persone fuori dal consolato ci dicono che non è facile ora entrare in russia dalla georgia, e che potremmo entrare dall’Ucraiana.
Vogliamo fare un tentativo e andare a parlare con la nostra ambasciata per vedere se loro sanno qualcosa di piu preciso, arrivati parlo con un funzionario che perplesso mi dice di tornare indietro,  che le frontiere sono chiuse anche per loro e che io non posso venire qua cosi pergiunta in moto e pensare di passare, poi mi liquida con un mah!! non so che dirle, buongiorno.
Esco dall’ambasciata vado da Shizuyo che mi aspettava fuori, gli racconto tristemente il fatto quando un carabiniere e due signori escono dall’ambasciata e ci salutano venendoci incontro,
Presentazioni, uno di loro è un funzionario, appasionato di moto, motociclista, BMW
Cosa vi avevo detto, non c’è da preoccuparsi, accade sempre qualcosa, fortuna, chissa, cosi è la mia vita.
Subito si appassiona alla storia, anche lui pensa che siamo un po…. diciamo disorganizzati, c i da alcune dritte e un paio di soluzioni, ci fornisce gli indirizzi delle ambasciate che ci interessano e fa anche telefonare per sapere se qui in Tblisi è possibile reperire i pneumatici per la poderosa, dovete sapere che qua di moto non cè ne sono, niente.
Ci salutiamo e ci rinnova l’invito a ripassare in caso necessitassimo aiuto.
Incredibile, i motociclisti, tutta un’altra storia, troppo giusti.
Domani mattina andiamo al consolato dell’Ucraiana, questa soluzione non ci piace per niente, saremmo costretti a tornare indietro e passare piu a nord, unico lato positivo è che a Odessa potremmo comprare i pneumatici e i freni.
Dobbiamo pensarci bene, da adesso non si puo piu viaggiare senza visa, non possiamo arrivare alla frontiera e chiedere di passare, da queste parti, in queste frontiere i militari non sorridono molto.
Domani passeremo la giornata tra consolati e in internet a reperire informazioni.
 Stasera ci siamo accampati in un altro posto, una splendida pineta sopra la citta, mi piace l’odore dei pini, poi il resto come sempre zuppa e riso bianco, buonanotte.

                                                  

26 luglio 2009

DAY70 ancora nubi.........

La mattina è freddo ma il tempo è bello, qualche nuvola in cielo, purtroppo molte fra di noi.
Tutto intorno è fango, senza parlare usando solo monosiillabi smontiamo la tenda, facciamo colazione e partiamo, guido con tranquillita, oggi è domenica , non c’è nessuno per la strada, arriviamo alla frontiera alle 11, passiamo i controlli 2 ore di strozate, finalmente si entra in Georgia, Tblisi è vicina , ci arriviamo alle 2, cerchiamo un internet, ne troviamo uno,  no wi- fi e il collegamento è lento, dobbiamo reperire informazioni sulle varie ambasciate, da qui in avanti non è più possibile arrivare alle frontiere senza la visa, che cazzo di mondo.
Per fare più in fretta lavoriamo su due computers, alla fine abbiamo quasi tutto, troviamo gli indirizzi delle varie ambasciate, ma non riusciamo a visualizzare la mappa, chiediamo  al propietario dell internet e ci mostra una mappa, bene bene, pensiamo, che gentile, no, niente affatto, vuole 3 euro, lo mando a fan culo, domani come sempre risolveremo, pagho e andiamo.
Ancora tra di noi  è gelo, non posso più stare zitto , cosi parlo con Shizuyo, chiarisco la situazione, scusa, no la colpa è mia, ma no che dici sono io, le solite menate di coppia, una carezza un bacio e tutto ricomincia.
Passiamo a un market per la spesa, devo dire che in questa citta la gente non è per niente simpatica, prima il benzinaio, poi l’uomo dell interrnet adesso le cassiere, ah, già, prima ancora il poliziotto a cui avevamo chiesto la strada per il centro, o forse non siamo stati fortunati,  noi comunque preferiamo i piccoli paesi.
Con le provviste fatte usciamo dalla citta per tovare un posto per la notte, dopo 20 km, individuiamo una bella radura, riparata da alcuni alberi, inbocco una strada laterale sterrata, che dopo l’acqua della notte è  a tratti fangosa, cadiamo ancora una volta, questa volta sul fianco destro, in mezzo al fango, le gomme della poderosa con i loro18000km, proprio non ne vogliono sapere più, non ci siamo fatti nulla , solo il mio orgoglio di vecchio enduristra è un po’ acciaccato.
Per risollevare la poderosa dobbiamo togliere le valige, che fatica alla fine la moto è  in piedi e noi infangati .
Ancora un centinaio di metri, arrivati, il posto è perfetto, prima di piazzare il campo, ci sediamo affianco alla poderosa , estraggo dalla tasca della giacca una lattina di birra comprata in precedenza e senza  dire nulla la beviamo.
Il campo è pieno di grilli, che continuano a saltare da una parte all’altra senza preoccuparsi di noi, Shizuyo mi fa ridere, i grilli sono entrati anche dentro la tenda e lei cerca di mandarli via in modo alcuanto strano , gli parla , è il caso che io intervenga, prendendo i grilli per le zampe e portandoli fuori.

                                      

                                       

25 luglio 2009

DAY69

Ci svegliamo alle 6, nel cielo qualche presenza di nubi, la temperatura è diversa di quella dell’Iran, oggi ci vuole la giacca.
Abbiamo un paio di km di sterrato da fare per ritornare sulla strada, il carico, e le gomme ormai arrivate, non hanno aderenza, perdo il controllo cerco di tenerla su ma finisco in un canalone, do gas ma niente non riesco, cadiamo, fortunatamente senza conseguenze.
Un paio di pastrori che da lontano hanno visto ci vengono correndo in contro e ci danno il loro aiuto , indispensabile per risollevare la poderosa, poi da solo, senza Shizuyo metto in moto do gas e mi porto con la poderosa che saltava a destra e a sinistra sulla strada, aspetto Shizuyo  ringraziamo i pastori e andiamo, verso Jerevan la capitale dell’Armenia.
Mi accorgo subito che c’è qualcosa che non va, un rumore al posteriore mi preoccupa alquanto, la caduta  deve aver fatto qualche danno, ci fermiamo e controllo, sembra semplicemente il paracatena  che tocca nella corona, lo riadrizzo con l’aiuto di un ramo, sembra ok andiamo.

Troppo facile, il problema continua, anzi sembra peggiorare, ci fermiamo, devo controllare meglio, ora mi accorgo che il telaio reggiborse di sinistro è storto, e la valigia leggermente piegata, fortunatamente ho costruito questo telaio  in tre pezzi, inbullonati tra loro, lo studiata bene, o forse è stato solo culo, non so, comunque smonto il telaietto e lo riadrizzo con l’aiuto delle leve smotagomme, un controllo, un altro colpetto, sembra ok, no no, è perfetto, rimonto il tutto,  siamo pronti per ripartire, quando un camionista iraniano con il suo enorme vecchio e sgangherato bestione si ferma per chiedere se serve aiutio, tutto ok faccio io, lui viene vicino controlla la moto e mi invita a lavarmi le mani nel suo camion, poi ci invita a pranzo, tira  fuori un tappeto lo stistema sull’erba affianco al camion, tovaglia, poi pane e formaggio, pomodori, cetriolo e anguria, anche oggi il pranzo è assicurato e gratis,
Mangiamo ridiamo cercando di capirci, Hassed cosi si chiama il camionista  parla solo il Farsi, noi no, ma tutti e tre continuamo a parlare e gesticolare e alla fine abbiamo capito che lui è di Tabriz e con il camion fa sempre la spola tra Iran Armenia Georgia e Turchia, è sposato e ci ha anche  spiegato dove fermarci per fare rifornimento di un ottima e freschissima acqua di fonte, che spettacolo questa gente.
Poi le foto , ma per l’occasione Hassed ha voluto cambiarsi, è salito sul camion e ne uscito nuovo di zecca, dopo la foto scherzando si è lamentato perché io sono troppo alto e lui appare basso, è simpaticissimo, ci fa delle raccomandazioni, di andare tranquilli che la strada è pericolosa, e poi ci salutiamo.
Arriviamo a Jerevan alle 5 patendo anche un pò il freddo, la temperatura è di almeno 20 gradi inferiore che in Iran, queste montagne sono fredde, ci fermiamo a un internet,  niente il collegamento è cosi lento che non riusciamo a connetterci,  proveremo in georgia.
È tardi le ambasciate sono chiuse, domani è domenica e per non perdere altri giorni decidiamo di proseguire verso la frontiera georgiana, compriamo 3 patate 1 zucchina e il pane e le banane per la colazione, andiamo verso nord , vogliamo entrare in Georgia passando la frontiera di Sadachio per essere piu vicini a Tbilisi
Piazziamo la tenda a Karakilis il tempo promette pioggia, dico a Shizuyo che si potrebbe cucinare e cenare sotto una tettioia con tavolo e panche , dove i locali vengono a fare barbacoa, ma lei, non so e non lo voglio neanche sapere, sono delle sue manie, dice di no, che preferisce davanti alla tenda , ok come vuole,  inizio a preparare e incomincia a piovere, ci si bagna  un casino, cosi si va a dormire arrabbiati, lei neanche mi saluta…………………………….speriamo che domani ..certo domani.


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24 luglio 2009

DAY68 verso l'Armenia

Venerdi è festa per gli islamici, non c’è traffico, facciamo colazione e lasciamo Tabriz , andiamo verso la frontiera con l’Armenia.
Arriviamo al ceck point all’una, è un deserto, siamo soli , anzi cè anche un’altra macchina, iraniana, pensiamo, oggi sarà velocissimo, niente di più sbagliato, ci sono volute 4 ore di incazzature e vaffanculi.
Primo controllo iracheno, con tutta tranquillità  strafottenza e maleducazione, volevano anche dei soldi,  mi sono incazzato, non gli ho dato niente, risultato ci hanno fastto aspettare quasi un ora sotto il sole, cosi, senza motivo, poi il secondo controllo sempre iraniano a meno di 50 metri dal primo, ancora documenti, li guarda ci guarda e con la stessa aria strafottente del suo collega buttando i passaporti sul tavolino ci fa cenno di andare.
Passiamo un ponte e arriviamo al primo controllo armeno, passaporti, li sfogliano completamente ne leggono i nomi li rigirano un paio di volte, va bene andate, 50 metri secondo controllo armeno, come ho detto oggi è festa e i militari non hanno niente da fare, così gli viene in mente di farci aprire tutte le borse, ma non gli basta, hanno voluto anche che smontassi i fianchetti e  la sella, tutto questo nella strada sotto il sole noi,  loro seduti comodamente sotto la tettoia del container, poi mettendo le mani dovunque controllano tutto senza guardare niente, metti dentro e andate ci dicono, io aiutato da Shizuyo con la stessa tranquillita usata per smontare tutto rimetto tutto in ordine, e andiamo verso il terzo controllo, qui ci danno la visa per 60 euro, poi mi chiedono a gesti di mettere le valige della moto sul nastro dei raggi, la moto è nel cortile, lontana un puttanaio da sto cazzo di raggi x, provo a parlare con loro niente, portare tutto sul nastro.
Ok sono incazzatissimo, mi siedo fuori vicino alla moto, ho bisogno di rilassarmi, poi un pezzo alla volta vado avanti e indietro tra il cortile e l’ufficio trascinando tutto il nostro bagaglio, ora mi fanno spostare la moto dall’altro lato dell’ edificio, devono controllarla, esce uno, si avvicina la guarda e se ne va, altri viaggi avanti e indietro e riportiamo tutto fuori, rististemiamo la poderosa sempre sotto lo sguardo di alcuni doganieri, e pensiamo sia concluso, entriamo per riprendere i passaporti,
 ma,ci fanno aspettare , arriva uno nuovo che parlandoci in inglese ci dice che dobbiamo pagere una tassa, 40 euro, gli dico di no, lui dice che è una tassa per l’ecologia, e di transito per l’uso della strado, gli dico è una tassa nuova , dice no, in Armenia è così, allora gli faccio vedere  il passaporto dove c’è il visa di ingresso di 10 giorni fa, e che allora non mi avevano chiesto nessuna tassa.
 Sapete cosè successo, da questo momento il signore non capiva ne parlava  più l’inglese, cerco di parlare con altri ma niente se rivoglio i passaporti devo pagare, che stronzi.
Con Shizuyo ci sedismo davanti a loro mandandoli a fanculo nelle nostre lingue, poi andiamo a pagare, ricordandogli ancora una volta di quanto siano stati stronzi, usciamo, saliamo in sella dimentichiamo tutto e andiamo, sono quasi le 6, che pazzia.
Percorriamo una centinaio di km,  troviamo un bellissimo campo sulle rive di un lagho, montiamo la tenda preparoiamo la zuppa e il riso, dopo tanti giorni di inviti a cena e ospitalita è bello totnare a casa.
Siamo contenti ci piace la nostra libertà.

                               


23 luglio 2009

DAY67

 Oggi è giovedi dopo colazione partiamo, ma voglio aggiungere un mezzo litro d’olio alla poderosa, ci fermiamo nella prima specie di officina cambio olio, non hanno mai visto una moto come qauesta e subito una folla di curiosi si avvicina, il meccanico per farsi grande davanti ai suoi amici vuole fare tutto lui, io estraggo un paio di pinze della bosch per svitare il tappo di carico che subito fanno il giro dei 15 presenti, con credo io parole di ammirazione, o stupore, non so.
Lascio per un pò fare al meccanico poi devo intervenire con decisione, stava conbinando un casino, controllo  il livello ce ne vorrebbe ancora un po, ma non fa niente, troppo caos, voglio lasciare questi pazzi.
Tento di rimettere il tappo, ma lo vuol fare il meccanico, 5 lunghi interminabili minuti, fatto, evviva
si puo partire, tiro un grido di liberazione, Shizuyo ride..andiaamo.
Percorriamo a palla 130 ,140 una strada a 6 corsie in mezzo al deserto, è come un autostrada se non fosse che qua si entra e si esce dove si vuole.
Ci sono anche i caselli per il pedaggio, che non capisco come venga calcolato, ma noi non paghiamo mai, un paio di risate con il controllore poi un cenno con la mano andate andate.
Qua in Iran mancano i distributori, sono pochissimi, tra un distibutore e l’altro come in questo caso ci sono piu di 300 km e la poderosa andando a questa velocità percorsi 180 km entra in riserva, panico,  fortunatamente a bordo strada vedo una tanica assicurata con catena e lucchetto a un palo con quella che all’apparenza mi sembra benzina, mi fermo chiedo a un  ragazzo, è benzina e lui la vende per 6000, 2000 in piu che al distributore, la compro, fatto il pieno un’altra bella corsa, tra lo stupore degli automobilisti che sorpassavamo, gia perche poi fermati dalla polizia abbiamo appreso quello che gia sapevamo, questa strada è vietata alle moto, ma anche in questo caso, foto ricordo e…..buon viaggio.
Arriviamo a Tabriz alle 6 troviamo un hotel per 18 euro, ci beviamo due frullati di melone e carota, facciamo un giro per il centro, e mentre ritorniamo in albergo vengo anche abbordato da due belle ragazze…, da due simpatiche ragazze, ma devo rispondergli che Shizuyio non è una mia amica ma è mia moglie, con un sorriso che nasconde, neanche troppo bene una smorfia salutano Shizuyo, e continuano a parlare con me, non mi tolgono gli occhi di dosso,” ma che ci avrò de strano”, la cosa mi fa sorridere, mi diverte, diverte anche Shizuyo, ma le liquido rapidamente, siamo stanchi e vogliamo andare a dormire, ragazze sarà per la prossima volta.
Sembrerà strano ma viaggiare in Iran è facilissimo, sino a ora, per noi il paese più ospitale, qua davvero puoi viaggiare senza soldi, la gente, ti invita e ti ospita in casa, senza chiederti niente in cambio, che gente, ci dispiace andarcene, ma non abbiamo più giorni, il visto è terminato, dobbiamo lasciare il paese, ma già lo sappiamo, ritorneremo.

 

22 luglio 2009

DAY66 Teheran ambasciata italiana

 Sono le 5, smontiamo il campo e partiamo subito, voglio arrivare in citta prima del traffico, troviamo la banca alle 7, quando apre parlo con un funzionario e mi dice che non possono fare niente, non accettano nessun tipo di carte di credito.
Come si usa dire siamo nella merda….,la cosa che mi fa sorridere è la faccia di Shizuyo, ……ok non ho altra alternativa , mi rivolgerò all’ambasciata italiana, mi faccio dare l’indirizzo dal gentilissimo funzionario della banca e trovo un pazzo signore che si offre di accompagnarci con la sua moto, è stata una vera fortuna, l’ambasciata è lontanissima ed è molto complicato arrivarci, ma con il sistema di guida iraniano ci siamo arrivati in meno di un ora, poi foto baci e saluti .
Qui incontriamo un funzionario, non si occupa di queste cose, ma è un motociclista e si interessa subito alla nostra situazione, parcheggiamo la moto all’interno dell’ambasciata, presentazioni, un the,  raccontiamo la nostra storia, l’arrivo alla friontiera del Turkemenistan,  i problemi per avere il visa e la decisione di tornare indietro, a Teheran, anche qua stessi problemi, le carte non sono accettate,  il personale dell’ ambasciata è perplesso, ci dicono che qua  le cose non sono molto stabili, che in molti posti ci si deve andare scortati, e poi… dove abbiamo dormito.
 Ci dicono che non si puo andare in questi paesi cosi, all’avventura, siete pazzi, o fortunati cosi ci definiscono.
La fortuna, il motivo che accompagnato la mia vita, sarà per questo che non mi preoccupo mai, nel momento più incasinato accade sempre qualcosa, che da la svolta, che cambia, che risolve.
Come ieri sera, come questa mattina, l’incontro con qesto strano personaggio, che parlava solo farsi, che ci accompagna davanti all’ambasciata e che, anche se non è il posto giusto per risolvere il nostro problema, qua incontriamo un funzionario motociclista, incredibile, questa è la vita il destino, l’avventura, la mia vita.
Dopo il the e le telefonate,  altra botta di fortuna ci fanno accompagnare da un autista sino al consolato d’italia dove risolveranno il nostro problema con un prestito, da soli sarebbe stata un impresa titanica riuscire a trovare il consolato,  poi oggi in citta è un casino con la polizia.
Al consolato tutti molto gentili, poche domande, documenti  e poi mi firmano la richiesta del prestito, 250 euro, perfetto, ritorno all ambasciata con auto diplomatica, ritiriamo i soldi , saluti e via.
Ora Shizuyo è molto contenta, si è rilassata.
Andiamo, vogliamo uscire da Teheran, un casino è gia mezzogiorno, a un semaforo incontriamo un signore dalla faccia simpatica che ci regala un grande pane e ci chiede dove andiamo, cosi ci accompagna per più di 15 km fuori dalla citta, fortuna, chissa……..
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Finalmente siamo fuori, do gas alla poderosa ,120 130 140 strade come autostrade, ma molto pericolose arriviamo a Karaj verso le 4, siamo impolverati sudati e sporchi da vergogna, devo riconoscerlo e concedere a Shizuyo un hotel, una doccia e ci addormentiamo, sono le 11 quando ci svegliamo, la cena è saltata .