lllllllll

oggi è un bel giorno per morire

21 settembre 2009

DAY127. finalmente in Giappone

Mi sveglio alle 6, voglio andare ancora nella sala da bagno, dopo la doccia immerso sino al collo guardo fuori la costa giapponese e le sue città scorrermi davanti, mancano poco più di 3 ore ad Osaka.

Dopo il bagno aspetto Shizuyo, abbiamo appuntamento alle7,30 per la colazione, noi siamo stati fortunati, cena e colazione gratis, in questo periodo per 10 giorni sino al 27, che una promozione, che fortuna, come per la cena tutto perfetto.

Ora come bravi turisti andiamo a passeggiare sul ponte con macchina fotografica e videocamera, l’altoparlante di bordo ci informa che tra pochi minuti passeremo sotto il ponte di Akashi Kaikyo,il ponte sospeso più lungo del mondo, che unisce Kobe sull’isola di Honshu, all’isola di Shikoku.

La nave doveva arrivare alle 9.50, incredibile, il portellone si è aperto alle 9.50, l’evento non mi ha meravigliato per niente, io come italiano sono abituato a questa precisione……

Scortato da un marinaio sono sceso in garage, devo ricontrollare la moto, vedere se ha subito danni, impossibile, neanche la tempesta perfetta avrebbe potuto danneggiarla.
La poderosa non ha subito danni, dopo aver controfirmato il foglio della sera, dove c’erano scritti anche i nomi dei marinai che avevano sistemato la moto, posso sbarcare, mi accompagnano, sino all’ufficio dogana , dove c’è già qualcuno ad aspettarmi.

 Controllo passaporti, mi attaccano il visto valido per 90 giorni, in Giappone non è un timbro, ma è adesivo.

Poi con un taxi andiamo all’ufficio dogana,è fuori dal porto, in un’altra zona della città, qua il doganiere compila il carnet de passage, tutto a posto, l’ultima formalità, ci vuole un permesso, una specie di garanzia, non abbiamo ben capito, che lo rilascia la JAF, (japan automobile federation), purtroppo, come ho detto ci sono 3 giorni di festa nazionale, e questo ufficio è chiuso, riapre giovedì 24, la moto non puo uscire dal porto, ci tocca aspettare.

Con Shizuyo si era deciso di non lavare mai la poderosa, volevamo portare in Giappone la polvere e il fango di tutti i paesi attraversati, e scerzando si diceva, chissa se ci faranno entrare in Giappone con la moto cosi sporca……

ebbene, in Giappone con la moto sporca non si entra.

Mentre eravamo nell’ufficio dogana , è arrivata una telefonata, era l’ufficio di igene, dice che la moto cosi sporca non può entrare, se vogliamo portarla fuori dal porto dobbiamo lavarla, finite le pratiche torniamo al porto, alla zona controllo, dove ci aspetta una manichetta dell’acqua e un secchio, ci forniscono pure le spugne….incredibile.

Sono le 4 quando finiamo di lavare la poderosa, siamo affamati, Shizuyo fa un giro di telefonate ma gli alberghi sono tutti pieni, solo trova una stanza in un hotel abbastanza caro, non c’e altro, la prendiamo.

Con la metro andiamo in albergo, pensavo che arrivati in Giappone potevo rilassarmi un po’, e seguire, invece che condurre, ma Shizuyo non ha dimestichezza con le linee metropolitane, a Okinawa non ci sono.
 Le metro sono uguali in tutto il mondo, così ho preso Shizuyo per mano e l’ho portata in hotel, dove dopo una doccia, fuori a cena , tacoiaki, specialità di Osaka, polpo in pastella.

Passeggiata, gelato,passggio a un super per comprare i biscottini per il the, eeee... a domani.


20 settembre 2009

DAY126 siamo a bordo ..



Siamo al porto, sono 11, andiamo all’ufficio della Panstar, i biglietti e i documenti di esportazione, sono già pronti, dobbiamo solo pagare, poi portiamo la moto al controllo dogana, riconsegnamo il  tagliando dell’ assicurazione, un paio di timbri e ci dicono di lasciare la moto li, se ne occuperanno loro dell’imbarco, noi siamo liberi sino alle 2, e allora  andiamo a fare colazione.

Alle 2 siamo a bordo, mi fanno scendere in garage per prendere ciò che ci serve, poi mi chiedono di controllare lo stato della moto, e se tutto va bene devo firmare il foglio di controllo.

 Ma non va bene, è perfetta, l’hanno sistemata come fosse di cristallo, impacchettata e  protetta, fissata al ponte con 4 fasce ben tese: certo che firmo.

A bordo la nave è bella, pulita , pensate i bagni vengono puliti ogni 2 ore, proprio come sulla nostre Tirrenia, 
 il ristorante a buffet, è di prima classe, ogni tavolo ha un cameriere che ti riempie il bicchiere appena scende sotto il livello e ti porta via il piatto sporco, il tutto con gentilezza ed eleganza, il personale è super disponibile, parla koreano giapponese e inglese.

La cena è ottima, dopo fanno anche “animazione”, un magho, leggermente meglio di Casanova, una bravissima cantante, e altre cose.

Questa è una nave giapponese, quindi non poteva mancare il grande bagno pubblico, è bellissimo due grandi vasce piene d’acqua, una a 30 e una  a 40 gradi, con davanti una vetrata per guardare fuori la costa delle isole giapponesi, che spettacolo, questa è un’usanza, che a me piace molto, sono andato e sono rimasto immerso per quasi un ora, fantastico.

Abbiamo preso due posti letto, in cabine da 4 letti, maschile e femminile, io occupavo la mia con un signore  koreano.

Dopo il bagno, io anche con sauna, a nanna. Buonanotte.












19 settembre 2009

DAY125

Dobbiamo rimanere a Busan ancora oggi, cambiamo  hotel, la nostra stanza era gia prenotata, e non ce ne sono altre, troviamo una sistemazione ancora più economica, averlo saputo prima, 15 euro in due, stanza grande, bagno, internet free.

Facciamo lunghe camminate, interrotte solo da il pranzo, da un gelato nel pomeriggio e dalla cena , oggi tutto a base di pesce… a parte il gelato.

Oggi abbiamo fatto molti km, ma a piedi.


18 settembre 2009

DAY124

Giornata passata  davanti al compiuter, a ordinare le foto e mettere online il blog, pranzo e cena koreana, è molto piu economico che cucinare, poi a noi piace questo cibo.

Shizuyo è stata tutta la mattina nella lavanderia dell’hotel,  è gratis, lavaggio e asciugatura , ha voluto lavare tutto, vi dico proprio tutto,  io non sono potuto uscire dalla stanza, mi ha lasciato in” pelotas”, capiteee, ma è contenta e io anche, cosi almeno per oggi non pensa all’orecchio.

Shizuyo ha incontrato la coppia di motociclisti svedesi Karina e Shelli, alloggiano in questo stesso albergo, loro ora vogliono spedire la moto a Bankok, poi continuano il loro viaggio in Cina, ma in treno, per 3 settimane, e poi vanno in Thailandia, e da li credo in Australia.

17 settembre 2009

DAY123

Sono le 10 siamo al porto, tra le molte telefonate e le molte attese, rese meno pesanti dai caffe o the che le assistenti della Panstar ci offrono, arriva l’una, la pausa pranzo, e ancora non sappiamo cosa dobbiamo fare per la moto.

Una ragazza  gentilmente ci chiede se possiamo  ripassare alle 4.

Andiamo a pranzo, troviamo un localino vicino al terminal, è pieno di operai, perfetto, vuol dire che è economico e anche buono.

Abbiamo avuto ragione, il cibo era ottimo e abbondante, piccante come uno schiaffone, il conto invece una carezza, quasi 5 euro.

Alle 4 siamo all’ufficio riusciamo a parlare con un incaricato della Panstar  in Giappone, ci confermano che non ci sono propblemi, abbiamo tutti i documenti in regola, possiamo prendere il traghetto, oggi non facciamo più a tempo, il prossimo traghetto parte tra 3 giorni, domenica 20, dobbiamo aspettare, non abbiamo impegni, va bene così.



16 settembre 2009

DAY122

Ieri quando ci siamo fermati era già buio, non si vedeva niente e per montare il campo e cucinare ho  dovuto tenere la poderosa in moto con le luci accese, stamane non vuole partire, la batteria è a terra.

Che fare, aiutato da Shizuyo spingo la moto in strada, fuori dalla piccola spianata dove abbiamo montato la tenda, passa un camion, lo fermo, gli faccio capire il problema, io volevo attaccare i cavi, ma lui dice di provare a spingere, proviamo, qualche borbottamento…e vai, il rombo che ci ha accompagnato in questi mesi risuona ancora in questa splendida mattina.

Ringraziamo il camionista che va via, noi ora dobbiamo smontare la tenda.

Dopo mezzora il camionista ritorna, mi chiama, vado, ci ha portato la colazione, mi da due lattine di caffe, e 4 croassant, ci saluta e riparte…. Incredibile.

Facciamo colazione e andiamo, i km non sono molti, vogliamo arrivare a Busan, è una bella e calda giornata, percorriamo ancora la strada n.6 lungo la costa , a tratti spiagge di sabbia,  a tratti costa rocciosa, piccoli paesi e pesce appeso ad essiccare ci scorrono affianco.

Arriviamo a Busan, la citta è grande, e come tutte le città, un gran caos, il porto internazionale  è lontano, ci arriveremo, dopo ripetuti tentativi solo alle 5.

Le compagnie sono diverse, fanno differenti scali, ma tutte sembrano non capire o non conoscere le pratiche per importare un mezzo straniero, adesso è tardi, è l’ora di chiusura e chi si occupa di queste pratiche è già andato via, dobbiamo ritornare domani, ci danno appuntamento alle 10.

Troviamo un hotel  nei pressi del terminal, in albergo un bagno caldo una buona cena e subito ci colleghiamo a internet per aggiornare il blog, ci passerò quasi tutta la notte.




15 settembre 2009

DAY121. colazione koreana...

Sveglia all’alba, giornata umida, nebbia, smontiamo il campo, sono le 8,00 la signora viene a trovarci e ci porta la colazione calda, colazione koreana , riso con orzo soia patate e castagne, fantastico, noi già avevamo il the sul fuoco;

 che spettacolo questa gente, hanno poco ma quello che hanno te lo regalano col sorriso, 
come in Turkia, quando Ajer dopo che io gli avevo detto, ma che belle scarpe che hai , è salita in casa e ne è scesa dopo poco con le scarpe tirate a lucido e im pacchettate per Shizuyo, non le abbiamo prese.

 Questo è quello che noi cerchiamo in questo nostro viaggiare, non sappiamo di chiese di statue di monumenti, noi cerchiamo l’amore la gentilezza, il sorriso il calore della gente, quando ci chiedono avete visto questo e questo, nooo , ma allora cosa viaggiate a fare, bene noi viaggiamo per un sorriso, noi viaggiamo per un abbraccio,noi viaggiamo…..

Oggi siamo saliti a 980 metri sulla montagna, poi abbiamo preso la strada n.6 per la costa , ci siamo accampati in un bel posto vicino a Yasng yang, percorsi, 400km credo, in korewa anche senza mappa è impossibile perdersi, cartelli ovunque fuori e dentro la citta., noi come sempre niente mappa, solo una carta da ufficio informazioni in lingua koreana, quindi interpretare e memorizzare i simboli e poi partire, divertentissimo.

Dobbiamo però andare in Giappone, l’orecchio di Shizuyo non migliora, anzi sente ancora meno.



14 settembre 2009

DAY120

Salutiamo i nostri amici e andiamo, partenza da Socko destinazione, non lo sappiamo, andiamo a ovest,  domani ci piacerebbe svegliarci in montagna.

Giornata nuvolosa ma non fredda, ci accampiamo fuori Seul, in un campo con delle serre, una signora che abita li viene a trovarci e ci porta della frutta e delle castagne, poi chiama Shizu a casa sua per darle il kimuci, una specialita koreana, ancha stasera ottima cena , gratis.

Domani andiamo verso sud, sulla costa, verso Busan, Shizuyo non sta bene. 


13 settembre 2009

DAY119....korea...

Arriviamo in Korea  a Socko alle 12, solo alle 5 usciamo dai controlli, con tutti i documenti in regola, l’assicurazione, e 450 dollari in meno.

Un sig. inglese conosciuto a bordo ci ha già prenotato 2 stanze in un hotel vicino, 10 euro.

 Cena tipica koreana e a nanna.

Gia a bordo si respirava un aria differente, ma qua in Korea è un altro mondo, la distinzione è netta, l’oriente è diverso, la gentilezza e l’eleganza della gente è naturale, non la trovi  da altre parti.

Domami andiamo via, facciamo un giro in Korea e poi Giappone, Shizuyo deve farsi controllare un orecchio, sono 15 giorni che non ci sente bene e continua a uscirle del pus, ma vuole  farsi controllare in Giappone.



12 settembre 2009

DAY118 ci si imbarca..



La mattina colazione alle7, uova salsiccia, pane e the, poi alle moto,si parte.

 E' ancora buio e piove, nonostante il nostro capofila avesse il navigatore sbaglia subito strada: proseguaiamo, la strada si fa brutta, è sterrato fango e ghiaia, Karina che è davanti a noi prende una sbandata,  la moto si traversa, si punta poi si inpenna, fa un giro in aria e ricade vicino a Karina, mi fermo e soccorriamo Karina , per fortuna non si è fatta niente, solo un po di spavento, è andata bene.

Ritorna Kelli e rialzata e controllata la moto, si riparte.

Arriviamo a Zurubino alle 11, i soliti documenti russi con i tempi russi, alle 6 ci si imbarca, le 6 Koreane, a bordo sono tutti koreani, si dorme in grandi stanze

. Cena 2 euro a testa, ottima, faccio amicizia con 2 pescatori russi di granchi e con un gruppo di koreani che mi invitano a bere vodka.


      





11 settembre 2009

DAY117.. .si va in Korea....

Stupenda mattinata, andiamo all’ufficio dei traghetti,  decidiamo di andare in Korea e di prendere poi da lì il traghetto per il Giappone.

La nave parte domani, perfetto, torniamo in albergo e incontriamo la coppia svedese , anche loro vanno in Korea e partono domani, stessa nave, molto bene faremo il viaggio assieme, non abbiamo nemmeno bisogno della mappa perché lo svedese ha il navigatore, il porto di Zurubino, da dove partono i traghetti per la Korea dista circa 300km.

10 settembre 2009

DAY116.. .vladivostok..

Una giornata nuvolosa, indossiamo le tute da pioggia, percorriamo gli ultimi 350 km che ci separano da Vladivostok.
  Dopo 100 km il clima è decisamente cambiato, ora la temperatura è di 25 gradi , la siberia sembra un lontano ricordo.

Arriviamo a Vladivostok alle2 fa caldo, molto caldo, noi sudiamo la citta è come sempre un caos, dopo mille giri troviamo il porto e l’ufficio del traghetto per il Giappone, la nave parte il 30, il nostro visa scade il 17, bisogna trovare un'altra soluzione.

Ci rivolgiamo ad un'altra compagnia, c’è una nave il 15, fa Korea e poi Giappone, potrebbe andare bene, ma ora non ho voglia di pensare, ho fame e sono completamente sudato, voglio trovare un albergo e rilassarmi sotto una doccia.
Troviamo un albergo economico vicino alla stazione marittima.

 È tutto un senso unico per arrivarci un caos, qui incontriamo una coppia di svedesi, fanno il giro del mondo su due moto bmw, sono partiti da un mese, loro ora vanno in Korea, partono il 12, quasi quasi facciamo un giro in Korea anche noi, domani mattina chiamo l’ambasciata koreana per informarmi sul visto , ma credo che non ce ne sia bisogno.

Sono una coppia simpaticissima ,lui ha 56 anni lei 49, ceniamo assieme in albergo cibo koreano in scatola, ottima e birra russa, poi a dormire




09 settembre 2009

DAY115

Piove, partiamo mancano 200 km a Chabarovsk, arriviamo alle 2, passiamo al super per provviste, troviamo con nostra  felicita del cibo giapponese, lo compriamo .

Ci accampiamo in  uno spiazzo di ghiaia vicino strada, cuciniamo in tenda, la prima volta dopo 3 mesi un ottima zuppa giapponese, siamo contenti.

Siamo a 300/400 km da Vladivostok, oggi abbiamo fatto 650 km.


08 settembre 2009

DAY114..........ieri acclamato, oggi................

Partiamo con tute da pioggia , piove poco , ma smette presto, dopo 75 km il contakilometri si ferma, anche noi ci fermiamo e controllo subito, smonto la ruota anteriore, non ce niente da fare, l’ingranaggio in teflon che trasmette i giri al cavo e consumato, non si puo riparare , soltanto sostituire, mi dispiace ,  ora dovro prestare piu attenzione ai cartelli kilometrici stradali, per sapere quanta benzina ci resta.

Femo a un distributore a fare benzina ci accorgiamo che abbiamo ammazzato un uccellino, i suoi resti sono incastrati tra la pedivella del freno e la pedalina destra,  lo tolgo con la punta delle dita, mentre un automobilista mi dice qualcosa in russo, io alzo le spalle e metto su una faccina triste, lo guardo come dire: che potevo fare, non ho potuto evitarlo, facciamo il pieno e ripartiamo.

La strada a tratti è veloce e a tratti ritorna lo sterrato, ci fermiamo ogni distributore che incontriamo, anche solo per mettere 3 o 4 litri.
Alle 11 ci fermiamo a far colazione in un cafe appena aperto, gestito da due simpatiche signore.

E’ pomeriggio percorriamo a 7000 giri , credo a quasi 130 km orari un tratto di strada asfaltata, quando  vedo qualcosa, forse un cane che esce correndo dalla boscaglia, una botta, un forte colpo allo stinco destro, un sobbalzo della moto, rallento mi fermo, scendiamo controllo la moto, il paramotore  è piegato, il paracarene destro piegato e rotto in due punti, ma hanno fatto il loro lavoro, il radiatore si è salvato.

Ci siamo fermati a 100 m dall’impatto, c’e una macchina ferma con una signora, sicuramente era il suo cane, ci dispiace.

Soltanto ieri venivo acclamato, oggi vengo additato come assassino, come è strana la vita.

La signora riparte caricando i resti del suo cane in auto e anche noi , nella direzione opposta.

Anche oggi si sposta l’orologio di un’altra ora avanti, sono le 8,30 il primo paese è ancora lontano, non abbiamo niente da mangiare, ci fermiamo in un caffè sulla strada, zuppa di pollo, purè con amburghesa russa, pomodori e cetriolo, naturalmente the il tutto per 6 euro.
Siamo sazi, la cena era ottima, le due signore anche queste simpaticcissime, vogliono che firmiamo il libro degli ospiti.

Ripartiamo ancora 10 km e ci accampiamo .

Oggi fatti 650 km  dovrebbero esserci rimasti ancora 1000 km per Vladivostok, e poi Giappone.


07 settembre 2009

DAY113 ... applausi e strette di mano........

Piove, percorriamo 45 km di asfalto, poi il cantiere, iniziano 250 km di sterrato, facciamo benzina a un distributore, una cisterna, dove il benzinaio ha voluto che cantassi una canzone di Toto Cotugno, non mi dava il resto, cosi ho dovuto intonare il ritornello di una canzone di Celentano, la prima che mi e venuta in mente, il benzinaio contentissimo mi da il resto e mi fa capire che per lui Toto è il migliore.

Che figura, raccolgo gli ultimi applausi di un gruppetto di lavoratori venuti a vedere ed ascoltare, l’ennesima stretta di mano e andiamo, la strada è lunga.

Guido sullo sterrato sotto l’acqua, ha piovuto tutta la notte, proprio quello che temevamo, la strada è durissima , scivolosa e le buche piene d' acqua non si vedono, e a volte sono veri crateri e la poderosa arriva spesso a pacco, e cosi anche la nostra schiena, .

Non c’è un paese  e neanche un caffè, pompe di benzina ogni 200 km e più, oggi incontrato primo caffè alle 11, non aveva niente.

Alle 5,finalmente ci appare davanti un distributore con caffè, noi non abbiamo più provviste e stasera non abbiamo niente da mangiare, il primo market è troppo distante, ci fermiamo a cena in questo caffè, ottima cena per 4 euro 180 rubli, zuppa pollo arrosto con kartoske,( patate), the e gelato,compriamo anche una bottiglia di acqua per il the della notte.

Accampati vicino strada, come al solito comincia a piovere, noi siamo in tenda con il trangia acceso per scaldare un poco.

Oggi fatto 610 km,dei quali più di 400 di sterrato.