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oggi è un bel giorno per morire

17 settembre 2009

DAY123

Sono le 10 siamo al porto, tra le molte telefonate e le molte attese, rese meno pesanti dai caffe o the che le assistenti della Panstar ci offrono, arriva l’una, la pausa pranzo, e ancora non sappiamo cosa dobbiamo fare per la moto.

Una ragazza  gentilmente ci chiede se possiamo  ripassare alle 4.

Andiamo a pranzo, troviamo un localino vicino al terminal, è pieno di operai, perfetto, vuol dire che è economico e anche buono.

Abbiamo avuto ragione, il cibo era ottimo e abbondante, piccante come uno schiaffone, il conto invece una carezza, quasi 5 euro.

Alle 4 siamo all’ufficio riusciamo a parlare con un incaricato della Panstar  in Giappone, ci confermano che non ci sono propblemi, abbiamo tutti i documenti in regola, possiamo prendere il traghetto, oggi non facciamo più a tempo, il prossimo traghetto parte tra 3 giorni, domenica 20, dobbiamo aspettare, non abbiamo impegni, va bene così.



16 settembre 2009

DAY122

Ieri quando ci siamo fermati era già buio, non si vedeva niente e per montare il campo e cucinare ho  dovuto tenere la poderosa in moto con le luci accese, stamane non vuole partire, la batteria è a terra.

Che fare, aiutato da Shizuyo spingo la moto in strada, fuori dalla piccola spianata dove abbiamo montato la tenda, passa un camion, lo fermo, gli faccio capire il problema, io volevo attaccare i cavi, ma lui dice di provare a spingere, proviamo, qualche borbottamento…e vai, il rombo che ci ha accompagnato in questi mesi risuona ancora in questa splendida mattina.

Ringraziamo il camionista che va via, noi ora dobbiamo smontare la tenda.

Dopo mezzora il camionista ritorna, mi chiama, vado, ci ha portato la colazione, mi da due lattine di caffe, e 4 croassant, ci saluta e riparte…. Incredibile.

Facciamo colazione e andiamo, i km non sono molti, vogliamo arrivare a Busan, è una bella e calda giornata, percorriamo ancora la strada n.6 lungo la costa , a tratti spiagge di sabbia,  a tratti costa rocciosa, piccoli paesi e pesce appeso ad essiccare ci scorrono affianco.

Arriviamo a Busan, la citta è grande, e come tutte le città, un gran caos, il porto internazionale  è lontano, ci arriveremo, dopo ripetuti tentativi solo alle 5.

Le compagnie sono diverse, fanno differenti scali, ma tutte sembrano non capire o non conoscere le pratiche per importare un mezzo straniero, adesso è tardi, è l’ora di chiusura e chi si occupa di queste pratiche è già andato via, dobbiamo ritornare domani, ci danno appuntamento alle 10.

Troviamo un hotel  nei pressi del terminal, in albergo un bagno caldo una buona cena e subito ci colleghiamo a internet per aggiornare il blog, ci passerò quasi tutta la notte.




15 settembre 2009

DAY121. colazione koreana...

Sveglia all’alba, giornata umida, nebbia, smontiamo il campo, sono le 8,00 la signora viene a trovarci e ci porta la colazione calda, colazione koreana , riso con orzo soia patate e castagne, fantastico, noi già avevamo il the sul fuoco;

 che spettacolo questa gente, hanno poco ma quello che hanno te lo regalano col sorriso, 
come in Turkia, quando Ajer dopo che io gli avevo detto, ma che belle scarpe che hai , è salita in casa e ne è scesa dopo poco con le scarpe tirate a lucido e im pacchettate per Shizuyo, non le abbiamo prese.

 Questo è quello che noi cerchiamo in questo nostro viaggiare, non sappiamo di chiese di statue di monumenti, noi cerchiamo l’amore la gentilezza, il sorriso il calore della gente, quando ci chiedono avete visto questo e questo, nooo , ma allora cosa viaggiate a fare, bene noi viaggiamo per un sorriso, noi viaggiamo per un abbraccio,noi viaggiamo…..

Oggi siamo saliti a 980 metri sulla montagna, poi abbiamo preso la strada n.6 per la costa , ci siamo accampati in un bel posto vicino a Yasng yang, percorsi, 400km credo, in korewa anche senza mappa è impossibile perdersi, cartelli ovunque fuori e dentro la citta., noi come sempre niente mappa, solo una carta da ufficio informazioni in lingua koreana, quindi interpretare e memorizzare i simboli e poi partire, divertentissimo.

Dobbiamo però andare in Giappone, l’orecchio di Shizuyo non migliora, anzi sente ancora meno.



14 settembre 2009

DAY120

Salutiamo i nostri amici e andiamo, partenza da Socko destinazione, non lo sappiamo, andiamo a ovest,  domani ci piacerebbe svegliarci in montagna.

Giornata nuvolosa ma non fredda, ci accampiamo fuori Seul, in un campo con delle serre, una signora che abita li viene a trovarci e ci porta della frutta e delle castagne, poi chiama Shizu a casa sua per darle il kimuci, una specialita koreana, ancha stasera ottima cena , gratis.

Domani andiamo verso sud, sulla costa, verso Busan, Shizuyo non sta bene. 


13 settembre 2009

DAY119....korea...

Arriviamo in Korea  a Socko alle 12, solo alle 5 usciamo dai controlli, con tutti i documenti in regola, l’assicurazione, e 450 dollari in meno.

Un sig. inglese conosciuto a bordo ci ha già prenotato 2 stanze in un hotel vicino, 10 euro.

 Cena tipica koreana e a nanna.

Gia a bordo si respirava un aria differente, ma qua in Korea è un altro mondo, la distinzione è netta, l’oriente è diverso, la gentilezza e l’eleganza della gente è naturale, non la trovi  da altre parti.

Domami andiamo via, facciamo un giro in Korea e poi Giappone, Shizuyo deve farsi controllare un orecchio, sono 15 giorni che non ci sente bene e continua a uscirle del pus, ma vuole  farsi controllare in Giappone.



12 settembre 2009

DAY118 ci si imbarca..



La mattina colazione alle7, uova salsiccia, pane e the, poi alle moto,si parte.

 E' ancora buio e piove, nonostante il nostro capofila avesse il navigatore sbaglia subito strada: proseguaiamo, la strada si fa brutta, è sterrato fango e ghiaia, Karina che è davanti a noi prende una sbandata,  la moto si traversa, si punta poi si inpenna, fa un giro in aria e ricade vicino a Karina, mi fermo e soccorriamo Karina , per fortuna non si è fatta niente, solo un po di spavento, è andata bene.

Ritorna Kelli e rialzata e controllata la moto, si riparte.

Arriviamo a Zurubino alle 11, i soliti documenti russi con i tempi russi, alle 6 ci si imbarca, le 6 Koreane, a bordo sono tutti koreani, si dorme in grandi stanze

. Cena 2 euro a testa, ottima, faccio amicizia con 2 pescatori russi di granchi e con un gruppo di koreani che mi invitano a bere vodka.


      





11 settembre 2009

DAY117.. .si va in Korea....

Stupenda mattinata, andiamo all’ufficio dei traghetti,  decidiamo di andare in Korea e di prendere poi da lì il traghetto per il Giappone.

La nave parte domani, perfetto, torniamo in albergo e incontriamo la coppia svedese , anche loro vanno in Korea e partono domani, stessa nave, molto bene faremo il viaggio assieme, non abbiamo nemmeno bisogno della mappa perché lo svedese ha il navigatore, il porto di Zurubino, da dove partono i traghetti per la Korea dista circa 300km.

10 settembre 2009

DAY116.. .vladivostok..

Una giornata nuvolosa, indossiamo le tute da pioggia, percorriamo gli ultimi 350 km che ci separano da Vladivostok.
  Dopo 100 km il clima è decisamente cambiato, ora la temperatura è di 25 gradi , la siberia sembra un lontano ricordo.

Arriviamo a Vladivostok alle2 fa caldo, molto caldo, noi sudiamo la citta è come sempre un caos, dopo mille giri troviamo il porto e l’ufficio del traghetto per il Giappone, la nave parte il 30, il nostro visa scade il 17, bisogna trovare un'altra soluzione.

Ci rivolgiamo ad un'altra compagnia, c’è una nave il 15, fa Korea e poi Giappone, potrebbe andare bene, ma ora non ho voglia di pensare, ho fame e sono completamente sudato, voglio trovare un albergo e rilassarmi sotto una doccia.
Troviamo un albergo economico vicino alla stazione marittima.

 È tutto un senso unico per arrivarci un caos, qui incontriamo una coppia di svedesi, fanno il giro del mondo su due moto bmw, sono partiti da un mese, loro ora vanno in Korea, partono il 12, quasi quasi facciamo un giro in Korea anche noi, domani mattina chiamo l’ambasciata koreana per informarmi sul visto , ma credo che non ce ne sia bisogno.

Sono una coppia simpaticissima ,lui ha 56 anni lei 49, ceniamo assieme in albergo cibo koreano in scatola, ottima e birra russa, poi a dormire




09 settembre 2009

DAY115

Piove, partiamo mancano 200 km a Chabarovsk, arriviamo alle 2, passiamo al super per provviste, troviamo con nostra  felicita del cibo giapponese, lo compriamo .

Ci accampiamo in  uno spiazzo di ghiaia vicino strada, cuciniamo in tenda, la prima volta dopo 3 mesi un ottima zuppa giapponese, siamo contenti.

Siamo a 300/400 km da Vladivostok, oggi abbiamo fatto 650 km.


08 settembre 2009

DAY114..........ieri acclamato, oggi................

Partiamo con tute da pioggia , piove poco , ma smette presto, dopo 75 km il contakilometri si ferma, anche noi ci fermiamo e controllo subito, smonto la ruota anteriore, non ce niente da fare, l’ingranaggio in teflon che trasmette i giri al cavo e consumato, non si puo riparare , soltanto sostituire, mi dispiace ,  ora dovro prestare piu attenzione ai cartelli kilometrici stradali, per sapere quanta benzina ci resta.

Femo a un distributore a fare benzina ci accorgiamo che abbiamo ammazzato un uccellino, i suoi resti sono incastrati tra la pedivella del freno e la pedalina destra,  lo tolgo con la punta delle dita, mentre un automobilista mi dice qualcosa in russo, io alzo le spalle e metto su una faccina triste, lo guardo come dire: che potevo fare, non ho potuto evitarlo, facciamo il pieno e ripartiamo.

La strada a tratti è veloce e a tratti ritorna lo sterrato, ci fermiamo ogni distributore che incontriamo, anche solo per mettere 3 o 4 litri.
Alle 11 ci fermiamo a far colazione in un cafe appena aperto, gestito da due simpatiche signore.

E’ pomeriggio percorriamo a 7000 giri , credo a quasi 130 km orari un tratto di strada asfaltata, quando  vedo qualcosa, forse un cane che esce correndo dalla boscaglia, una botta, un forte colpo allo stinco destro, un sobbalzo della moto, rallento mi fermo, scendiamo controllo la moto, il paramotore  è piegato, il paracarene destro piegato e rotto in due punti, ma hanno fatto il loro lavoro, il radiatore si è salvato.

Ci siamo fermati a 100 m dall’impatto, c’e una macchina ferma con una signora, sicuramente era il suo cane, ci dispiace.

Soltanto ieri venivo acclamato, oggi vengo additato come assassino, come è strana la vita.

La signora riparte caricando i resti del suo cane in auto e anche noi , nella direzione opposta.

Anche oggi si sposta l’orologio di un’altra ora avanti, sono le 8,30 il primo paese è ancora lontano, non abbiamo niente da mangiare, ci fermiamo in un caffè sulla strada, zuppa di pollo, purè con amburghesa russa, pomodori e cetriolo, naturalmente the il tutto per 6 euro.
Siamo sazi, la cena era ottima, le due signore anche queste simpaticcissime, vogliono che firmiamo il libro degli ospiti.

Ripartiamo ancora 10 km e ci accampiamo .

Oggi fatti 650 km  dovrebbero esserci rimasti ancora 1000 km per Vladivostok, e poi Giappone.


07 settembre 2009

DAY113 ... applausi e strette di mano........

Piove, percorriamo 45 km di asfalto, poi il cantiere, iniziano 250 km di sterrato, facciamo benzina a un distributore, una cisterna, dove il benzinaio ha voluto che cantassi una canzone di Toto Cotugno, non mi dava il resto, cosi ho dovuto intonare il ritornello di una canzone di Celentano, la prima che mi e venuta in mente, il benzinaio contentissimo mi da il resto e mi fa capire che per lui Toto è il migliore.

Che figura, raccolgo gli ultimi applausi di un gruppetto di lavoratori venuti a vedere ed ascoltare, l’ennesima stretta di mano e andiamo, la strada è lunga.

Guido sullo sterrato sotto l’acqua, ha piovuto tutta la notte, proprio quello che temevamo, la strada è durissima , scivolosa e le buche piene d' acqua non si vedono, e a volte sono veri crateri e la poderosa arriva spesso a pacco, e cosi anche la nostra schiena, .

Non c’è un paese  e neanche un caffè, pompe di benzina ogni 200 km e più, oggi incontrato primo caffè alle 11, non aveva niente.

Alle 5,finalmente ci appare davanti un distributore con caffè, noi non abbiamo più provviste e stasera non abbiamo niente da mangiare, il primo market è troppo distante, ci fermiamo a cena in questo caffè, ottima cena per 4 euro 180 rubli, zuppa pollo arrosto con kartoske,( patate), the e gelato,compriamo anche una bottiglia di acqua per il the della notte.

Accampati vicino strada, come al solito comincia a piovere, noi siamo in tenda con il trangia acceso per scaldare un poco.

Oggi fatto 610 km,dei quali più di 400 di sterrato.





06 settembre 2009

DAY112

Partiti da Cita, un cartello ci dice che mancano 2030 km a Chabarovs, il tempo è bello, meno freddo di ieri , 10 gradi, il vento continua a soffiare.



Percorriamo una strada ancora in costruzione, faticossissimo, incontriamo solo 2 pompe di benzina e nessun cafè.


Montiamo la tenda nei pressi della linea ferroviaria, non abbiamo molto da mangiare,  non abbiamo incontrato nessun paese  durante il tragitto, speriamo domani.

Oggi fatti 6oo km, ma non sappiamo dove siamo. 

05 settembre 2009

DAY111

Partiti da Ulan Ude, il tempo è bello ma freddissimo, 4 gradi e vento forte, procediamo di bolina per tutti i 645 km, ci fermiamo 4 volte per rifornire e prendere un the.

Alle due fermi in un bar  a mangiare una zuppa , un gruppo di ragazzi entrati dopo di noi si avvicinano mostrandoci un telefonino, chiedono se questa è la nostra home page, guardo, è  il nostro sito,andiamoper, il primo contatto russo, si parla un po del viaggio poi si siedono a mangiare e continuano a sfogliare il sito.

Vogliono fare anche alcune foto con noi.

Ripartiamo ma con cadenza oraria ci dobbiamo fermare, troppo freddo.
Siamo congelati

Arriviamo a Cita alle 5, supermarket per comprare acqua e poi ricerca di un posto per accampare.

 Individuata bellissima pineta, stasera faccio un grande fuoco di legna,è bello cenare al caldo.

 Come sempre da queste parti ora piove, ma noi siamo in tenda e per il momento non ci disturba, speriamo nel bel tempo domani.

Da domani dovrebbero iniziare quasi 2000 km di sterrato, preferisco farlo senza pioggia






04 settembre 2009

DAY110 i piedi asciutti......

Partenza da Irkutsk, ore 9 temperatura 3 gradi, il tempo è bello.

 Fa freddissimo ma ho i nuovi scarponi, e i piedi sono asciutti.

La strada è abbastanza bella , il paesaggio è cambiato e soprattutto il clima, non siamo preparati a questo clima, secondo i nostri progetti dovevamo passare da qua circa un mese fa.

Sulla strada incontriamo con Robert, francese di Lion che va in Mogolia in bicicletta, se in moto è faticoso pensate in bici.



Arriviamo a Ulan Ude sotto la pioggia, ci accampiamo in un campo affianco ai binari del treno.

Oggi un poco di grandine, la neve apparsa sulle montagne intorno.
Fa freddissimo e ci fermiamo più volte a prendere un the per scaldarci un poco, è un peccato non avere tempo per potersi fermare, qua la gente è molto ospitale e simpatica.

Conosciamo una donna che ci ha invitati a casa sua, non possiamo non abbiamo tempo, ci da il suo indirizzo e dice che ci aspetta quando ripasseremo da lì.

Siamo intenda ottima cena, certamente la solita zuppa, patate e carote con fagioli, questa volta bianchi.

The, biscottini e tanti bacini, buonanotte.

Oggi 480 km



03 settembre 2009

DAY109

Dobbiamo rinnovare il permesso d’inportazione per la moto, scade domani.

 Dal nostro nuovo amico Sergei, il costruttore di carozzerie auto, ci facciamo scrivere l’indirizzo della stazione di polizia, è lontana e chiamiamo un taxi, arrivati alla stazione ci dicono che loro non lo possono fare, dobbiamo andare in un'altra, ci scrivono l’indirizzo e con il taxi andiamo alla prossima stazione, lontanissima.

 Arrivati, qua come nella prima nessuno parla inglese, non riusciamo a capire niente, da un ufficio all’altro, passa un ora e ancora nessuno ci sa dire cosa dobbiamo fare, finalmente un signore, si chiama Peter, che ci capisce, e ci aiuta a compilare i moduli, e sono tanti e tutti scritti in russo, e dobbiamo scrivere in russo, ma ci pensa Peter a compilare tutto, fa anche le fotocopie dei miei documenti e ci porta nei vari uffici, qua la burocrazia è complicata e macchinosa, dopo 4 ore mi consegnano un nuovo permesso, fortuna che doveva essere un operazione veloce.

Sono ancora senza stivali, cosi insieme a Jastin, un motociclista nezalandese, arrivato oggi, anche lui senza stivali, andiamo in un negozio di vestiario militare, e finalmente ne usciamo con ai piedi un bellissimo paio di scarponi militari, io ero entrato in ciabatte, oggi piove e ci sono 4 gradi, ora si che mi sento bene.

Domani si parte.

Dimenticavo è molto semplice comprare l’alcol in Russia, basta andare al bar, incredibile, 96% lo bevonooooo………ne compriamo 4 litri.