lllllllll

oggi è un bel giorno per morire

22 settembre 2011

Canberra a meno 70


Che freddo, c’è il ghiaccio sono le sei e non ho nessuna voglia di uscire dal sacco e dalla tenda, se qua dentro fa cosi freddo pensa fuori, aspettiamo ancora, alle 7 il sole comincia a scaldare, me ne accorgo perché sta squagliando il ghiaccio sulle nostre teste e ora l'acqua gocciola dentro.   Usciamo…brrr che freddo…uffi, voglio il caldo.
Per fortuna che qua in questo parko ci sono le docce calde, e fanno tre in tre gioni, che strano quando troppe quando niente, subito sotto per scaldarci un po’, poi colazione, aspettiamo che asciughi la tenda e il bucato, shizuyo ha fatto la lavanderina e via, Canberra è a 70 kilometri.
Prima di andare cambio le pastiglie dei freni, erano arrivate alla fine, il ferro toccava sul disco.










21 settembre 2011

Sydney ci regala nuovi amici


20 martedì: Stamattina sveglia presto, vogliamo andare  a Bondi beach, è già passata una settimana dall’ultima doccia.
Attraversare la città come al solito è un vero caos,  di qua..di là…forse questa..nooooooo ho sbagliato, proviamo con questa..e adesso…due ore dopo  arriviamo a Bondi beach.  Prepariamo le nostre borse, bagno schiuma shampoo, a te non serve, dice shizuyo, vero
Dai dai andiamo che sono sudato e sto morendo dal caldo.
La doccia non è proprio calda ma certe volte come in questa non ci si fa caso, ne avevamo bisogno, l’avremmo fatta anche ghiacciata.
 Finito passeggiamo sul lungomare, c’è un gran bel sole e shizu ne approfitta per asciugarsi i capelli, io non ne ho bisogno, li tengo sempre moltoo corti, non so ma lo trovo più pratico, molto sbrigativo, soprattutto in viaggio, un colpo di straccio e smak, tutto brilla.
È l’una passata, pranziamo sul prato e poi andiamo a Sydney,  alla biblioteca per caricare le batterie al nostro portatile e alla camera fotografica,  domani ci rimettiamo in viaggio.
Alle 5 con tutta la nostra attrezzatura carica lasciamo la biblioteca e andiamo al super, poi per l’ultima volta andremo al nostro accampamento, sempre lo stesso da 5 giorni.  È  un posto tranquillo in una località chiamata Belrose nella Frenchs forest, niente di particolare, è soltanto uno spiazzo in mezzo agli alberi, ma pulito e lontano dal rumore della strada, a noi piace molto e poi la mattina prestissimo degli uccelli cantano in un modo strano che mi piace molto.

Non arriveremo mai al nostro accampamento, mi accorgo di aver finito la benzina, entro nel primo distributore che incontro, faccio il pieno sto per ripartire quando un ragazzo dall’altra parte della strada, tre corsie per senso di marcia,  si agita facendo segno di aspettare, rischiando la vita cerca di attraversare, speriamo bene, la vedo dura ho pensato, ma eccolo, dopo 5 minuti e non sto scherzando sano e salvo c’è riuscito.
Ciao mi chiamo Mark, anche io ho fatto il giro del mondo in moto, l’anno scorso, vi ho visto, non potevo non fermarvi, dove andate stasera, dove dormite…aspettate, vi va di venire da me…ok…allora 2 minuti vado a prendere la macchina e mi seguite, sono 15 kilometri…ok andiamo.
A casa ci aspettano sua moglie Gina e i suoi due figli, Liberty e Sebastien.
Gente che casa… bellissima super fighissima  vista oceano, un posto veramente tranquillo a Collaroy sulla costa.
Si parla si vedono le foto del suo viaggio ci si raccontano un po di cose, poi arriva la pizza hai bambini piace molto.
La nostra stanza era già pronta, un comodo letto matrimoniale, lenzuola profumate e lisce ummm…buonanotte e... sogni d’oro.

La mattina doccia, questa calda, poi colazione sulla terrazza vista oceano da dove è spuntato questo sole che ora ci scalda.

Alle 7 salutiamo Mark, va a lavoro, oggi in bicicletta, non ho capito bene ma deve essere una giornata di quelle “oggi tutti a piedi o in bici”.
Preparo le nostre cose carico la moto mentre shizuyo tiene a bocca aperta e occhi spalancati i bambini facendo origami, gru fiori scatoline palle e non so che altro, poi Gina ci da delle mele e ci salutiamo.









Com’è strano, particolare e interessante il nostro viaggiare e che e quanta gente interessante  incontriamo…
Dopo 400 kilometri di strade di montagna, fatte a tratti con andatura leggera sottovoce prendendoci tutto il tempo per respirare e osservare, altre volte non so resistere, devo per forza sentire l’adrenalina pompare forte nelle vene e nello stomaco, che divertimento arrivare in staccata piegare aprire tutto il gas e ricominciare…montiamo la tenda in un vecchio parko, non più in uso ma ancora funzionale.
 Abbiamo un bel gazebo sotto il quale cucino un piatto di spaghetti piccantissimi…e poi buonanotte.




18 settembre 2011

Sydney la perfetta


Sydney  la perfetta, cosi una volta da qualche parte avevo letto.
Sydney è una serie infinita di grattacieli, non molto grandi,  e poi vecchi  edifici in stile vittoriano, di pietra e mattoni, che si integrano alla perfezione tra il luccichio del vetro e dell’acciaio dei grattacieli.

La città la si può girare tutta a piedi, c’è l’onnipresente giardino botanico, i musei le biblioteche con internet free, da dove io adesso sto aggiornando il blog, tanti caffè e ristoranti, poi grandi e piccoli parchi tenuti come giardini, perfetti.



Insomma una grande città perfetta, dicono ideale per vivere…per me rimane una città e la mia idea di vita ideale è molto differente.

Girare in moto in città è abbastanza stressante, parcheggi  “nu ghe ne” , ho provato a fare l’indiano e parcheggiare come si fa  da noi, non ho fatto neanche a tempo a chiuderla che è arrivato il policeman,
ma da dove sei sbucato fuori, -mi chiamano per radio,  qua non si può stare, ragazzi io faccio il giro quando ritorno se siete qua vi metto la multa , sono 200 dollari, sorry-.
Dopo tanto girare, vicino al giardino botanico troviamo un parcheggio free per la moto.
Decidiamo di fare i turisti, prendiamo un bus a due piani , costo 35 dollari, il biglietto vale 24 ore e puoi scendere e salire quando e dove vuoi, ogni 15 minuti ne passa uno, oggi c’era la possibilità di fare due tour, uno in città e uno che porta a Bondi Beach, su una famosa spiaggia, fanno surf  tutto l’anno, un posto turistico.


 Abbiamo prima fatto un giro completo della città, 90 minuti, cosi per vedere i punti che ci potevano interessare e dopo visto tutto in generale ne abbiamo scelto un paio, poi nel pomeriggio abbiamo preso quello che andava alla spiaggia, qua siamo scesi abbiamo fatto merenda sul prato e passeggiando abbiamo incontrato udite udite i bagni pubblici …-e allora?-…e allora ci sono grandi docce free, per noi l’unica cosa interessante di questo posto.
Per dormire abbiamo trovato un posto a circa 20 kilometri, nella French Forest, si chiama Belros, è tranquillo, e silenzioso.  A poche 100 di metri c'è un' antenna wi fi  e  il segnale internet è sempre al massimo.

Il giorno dopo siamo stai a prendere un caffè con Taka Asano, un giapponese amico di Motoyama, ricordate il ristorante Palermo a Kobe, la maratona del gusto.
Saputo del nostro viaggio dal suo amico ci aveva invitato non appena fossimo arrivati, e ora siamo  seduti a un tavolino di un caffè in una strada identica, precisa precisa a una in Adelaide, che strano.

  Alle 11 lasciamo il nostro amico e andiamo al porto, prendiamo un traghetto per Manly,  ci si può anche arrivare via terra, ma preferiamo il mare così per avere un’altra veduta, dopo 45 minuti sbarchiamo, una marea di gente invade le strade di questa località, spiagge e surf, noi mangiamo qualcosa e poi andiamo a camminare su per le scogliere del parco naturale, la Manly Scenic Walkway, non so quanti kilometri abbiamo fatto, ma la notte che stanchezza.






Alle 5 ritorniamo al porto di Sydney , un'altra camminata per andare a prendere la moto e poi via 20 kilometri e siamo a casa.
Oggi è domenica, c’è la maratona  e la città è chiusa, un gran caos, noi rimaniamo in zona vicino alla nostra casa , troviamo una biblioteca aperta e ci passiamo la giornata,  domani non so cosa faremo, forse ci rimettiamo in viaggio.
Da dove siamo noi per entrare in città  passiamo un ponte, L’ Harbour bridge,che  è a pagamento, ma non sappiamo come  fare a pagare, ci sono le telecamere che leggono la targa, magari un giorno ci arriverà una multa in italia..chissà.

14 settembre 2011

Sydney in avvicinamento


dopo una giornata calda e divertentissima siamo arrivati vicinissimi a Sydney.
Trovare un posto per campeggiare è stata un’impresa difficile ma alla fine come sempre abbiamo trovato un posticino perfetto.
Oggi abbiamo fatto 320 kilometri, in mezzo alla natura, su strade entusiasmanti, disegnate per i motociclisti, Shizuyo si è divertita come una matta, a un certo punto ho anche pensato che il sole le avesse dato alla testa, scherzo, sapete  sempre mi ripete di stare attento, vai piano, guarda la strada…oggi invece era sempre con la camera ha filmare, soprattutto nei tratti in discesa con tornanti da paura.
 Stasera cucino un bel piatto di spaghetti e domani faremo questi ultimi 20 kilometri che ci separano da Sydney.

13 settembre 2011

i tre moschettieri....


Siamo a Dungog, 470 kilometri da Sandy Beach.
Lunedì mattina abbiamo salutato i nostri amici e…aah…la novità,  eccola, abbiamo montato due belle ruote nuove.
Niente di strano, quelle che avevamo erano finite, quindi bisognava cambiarle, la cosa è che ce le hanno regalate i nostri 3 amici, Bruce  Andy e Franco, ma facciamo un po’ d’ordine.

Sabato sera abbiamo fatto una cena a casa di Bruce con Andy Franco e rispettive mogli.
Cena fantastica, Franco ha portato la bruschetta poi pollo e carne salsicce  e verdure cotte al barbecoa, e vino birra gelato caffè e ammazza caffè, una cena completa da leccarsi i baffi.
Ma lasciamo perdere la cena  che se no mi ritorna l’appetito, il fatto è che dopo aver visto le condizioni delle ruote della poderosa hanno deciso, e non c’è stato modo di dissuaderli, di regalarcele. 
Il negozio della Honda è a Coffs Harbor, qua ci abita anche Franco, che ha detto, anzi ha deciso, che domani sera noi saremmo andati a cena, cena italiana, e a passare la notte a casa  sua, così lunedì mattina presto vi accompagno al negozio e poi vi metto sulla strada giusta.  Ok, così hanno deciso.
Poi  finita la cena vanno via tutti e noi rimaniamo a parlare con Bruce e Kerri, parlare e stare in loro compagnia è piacevole,  mi da una sensazione di tranquillità, mi sembra di conoscerli da sempre.
Domenica mattina dopo colazione siamo andati a fare una passeggiata sulla spiaggia, pranzato pesce fritto con patatine e  dopo un caffè ho preparato la moto, ci è dispiaciuto davvero tanto andar via, ma so di certo che ci rivedremo ancora, come mi ha detto Bruce abbracciandomi, friends for ever.
Siamo pronti, andiamo, Bruce e Kerri con la loro BMW ci accompagnano  a casa di Franco, una merenda e poi ancora ci si saluta.
Franco e Mari ci fanno vedere la nostra stanza e poi si va tutti e 5… il quinto è charli, il cane, sulla spiaggia, tutti i giorni  charli fa la sua passeggiata.
Rientriamo a casa, Franco prepara qualche stuzzichino, bruschetta olive e prosciutto, poi spaghetti alla puttanesca e per finire il gelato.
La mattina salutiamo Mari che va al lavoro, insegna inglese ai figli dei rifugiati, e noi seguiamo Franco, andiamo a cambiare le ruote.
Arriviamo al negozio Honda e indovinate chi c’è, Bruce e Andy, che sorpresa, e voi, uumm volevamo vedere.  Scegliamo le gomme e ora aspettiamo, è la prima volta che un estraneo mette le mani sulla poderosa, non sono per niente tranquillo.

Due ore dopo la moto ha le scarpette nuove, grazie ai tre moschettieri.

Si va tutti a prendere un caffè e di nuovo ci si saluta, noi seguiamo Franco che va a Dorrigo a prendere sua figlia, anche noi andiamo su questa strada.
Che bella questa strada, ma che freddo, siamo a più di mille metri.
A Dorrigo conosciamo Anna la figlia che ora va 5 mesi in italia, all’università di macerata, salutiamo Franco e via, ancora più su, arriviamo a Ebor, quota 1200 metri e ci fermiamo in una rest areas, monto la tenda vicino a un tavolo e accendo un fuoco, ogni tanto piove, fa freddissimo.
Alle 7 siamo in tenda, vestiti, fa troppo freddo non riusciamo a dormire.
Dentro la tenda è bagnata, credo l’umidità o la condensa, comunque a un certo punto fa davvero troppo freddo, accendo la luce, una bella sorpresa, anche i sacchi sono bagnati, che casino.
Qualche ora dopo ghiaccia tutto, ghiaccio al soffitto, alle pareti, non sappiamo più come stare, come poter prendere calore, fa freddissimo.
Vogliamo uscire, questo freddo come dire…stimola,  la cerniera della tenda è ghiacciata e mi tocca sudare!!! per riuscire ad aprirla. Che notte!!!


 Finalmente arriva il sole, aspettiamo che si sciolga il ghiaccio e poi facciamo colazione.
Il freddo dovrebbe finire rapidamente, ora si scende di quota.
La  giornata è bella e in un paio d’ore siamo arrivati a 300 metri, cominciamo a scongelarci, bene bene.
Continuiamo su una bellissima strada tutta curve, uno scollinamento continuo e che paesaggi.
Ora finalmente con le gomme nuove ci possiamo divertire in sicurezza,  anche a shizuyo piacciono molto le curve, e allora dai, apro ancora un pò il gas.
Ci fermiamo in una rest areas vicino a Dungog, con borbecoa free, bagni con acqua calda, bollente, e tavolo con tettoia dove vicino montiamo la tenda.    Ieri sera a quest’ora stavamo tremando dal freddo, adesso siamo ancora fuori dalla tenda, c’è la luna piena e una tazza di the caldo tra le mani a tenerci compagnia mentre ci raccontiamo dei giorni appena passati.



11 settembre 2011


Giornata splendida, mi alzo presto come al solito, Bruce sta uscendo, ha un torneo di golf.
Noi aspettiamo che Kerrie si svegli e dopo colazione andiamo a fare una passeggiata sulla spiaggia.   Ci sono tanti canguri, stanno tranquilli a  prendere il sole noncuranti della nostra presenza, facciamo il giro del promontorio e arriviamo a una spiaggia dove i  ragazzi fanno surf, poi ritorniamo alla macchina andiamo al centro e ci facciamo un amore di caffè.



È l’ora di pranzo si torna a casa, oh, ecco Bruce, e allora com’è andato il torneo…-ummm mi sono divertito-,   ok, ma com’è andata…  -la pallina mi è finita in acqua-…abbiamo capito, ti sei divertito.
Shizu aiuta Kerrie a preparare il tavolo per pranzare fuori sul prato davanti a questo panorama, che vi sembra…buon appetito a tutti voi.











Stasera vengono a cena per un originale barbecue australiano  Andy la moglie e un’altra coppia di  amici,  Franco, italiano, con la moglie Mari.
Franco era professore universitario e Mari insegna inglese ai rifugiati, coppia simpaticissima, anche loro motociclisti.

Quel pazzo di Andy  ha portato la pelle che un pitone che viveva o vive ancora, non si sa, nel  sottotetto del suo bagno ha cambiato, lunga più di 3 metri.



Che spettacolare serata e ci sono interessanti novità ma ve le racconto domani, anzi no domani riposo.
Una cosa la dico…i motociclisti …i viaggiatori…tutta un’altra storia, e sempre per rimanere in tema, che gente spettacolare.

09 settembre 2011


Continua il brutto tempo, non piove ma il cielo non promette bene, mentre facciamo colazione telefona Bruce per sapere dove siamo, abbiamo appuntamento a casa sua.
Abita a Sandy Beach e non è lontana, 15, forse 20 kilometri, smontiamo il campo e andiamo.
Arriviamo a Sandy Beach e giriamo tutto il piccolo paese, ma non riusciamo a trovare la via,  vedo un signore che a appena parcheggiato la sua auto, mi avvicino e gli chiedo se conosce questo indirizzo mostrandogli il mio taccuino, il tipo letto l’indirizzo mi fa, ahh Bruce… seguitemi, vi accompagno.
La casa è sulla collina che domina il piccolo paese, 100 metri dal mare, una meraviglia,tutta vetri, che vista ci sono anche i canguri che saltellano in giardino, Wow…









Parcheggio la poderosa nel garage affianco alla moto di Bruce, una BMW 1200. Bruce ha fatto molti viaggi in Australia e non solo, una volta è venuto anche in Italia, ha noleggiato una moto Guzzi a Mandello del Lario e ha fatto il giro delle Dolomiti, ne è rimasto affascinato.
Dopo la doccia e il caffè shizuyo mette tutto nella lavatrice, è contenta, poi assieme a Bruce andiamo a fare un giro a   Woolgoolga, la città vicina
Piove e fa freddo, facciamo un giro sulla costa e avvistiamo due balene, ma molto lontane. Compriamo dei  tortini ripieni di carne e torniamo a casa.
 Pranziamo,  parliamo dei viaggi e di tante altre cose, Bruce come sua moglie Kerrie sono  insegnanti, Bruce  ha insegnato per trentenni nella scuola del paese, proprio sotto casa sua in fondo alla strada ed è conosciuto da tutti, ma ora è in pensione, mentre  Kerrie ancora insegna.
La sera andiamo a cena da due loro amici, Andy e la moglie Leslie.  Andy è un simpatico pazzoide, compagno di avventure in moto di Bruce.
Una bella serata.
Quando rientriamo a casa il cielo è stellato e Bruce mi fa vedere le stelle che compongono la bandiera australiana, sono quelle della costellazione della Croce del Sud e mi spiega come osservando le stelle ci si può orientare visto che qua non si vede la stella polare.

08 settembre 2011


Come si dorme bene sulla sabbia, è un po’ una menata, alla fine c’è sabbia dovunque e shizuyo prima di riporre la tenda pretende di toglierla con scopettina e paletta…  missione impossibile, ma va bene comunque.
C’e umidità , la tenda è bagnata decidiamo di aspettare che il sole la asciughi, decisione sbagliata, il sole ha asciugato la tenda, ma sta bagnando noi di sudore.
Ancora verso sud sulla costa evitando come la peste la Hwy, la superstrada,  sbagliamo molte volte ma alla fine vinciamo sempre noi.
Facciamo una sosta a  non mi ricordo dove e andiamo a vedere il faro, riusciamo anche a vedere un gruppo di delfini, ma la cosa più interessante e che abbiamo visto 2 balene, sbuffavano e sbattevano la coda e poi si immergevano e ancora si giravano con la pancia bianca all’aria  e poi di nuovo si immergevano e sbuffavano e sbattevano la coda, insomma io non le avevo mai viste dal vivo, e anche se lontane  è stato emozionante.










Continuiamo ancora sulla costa fino a Ballina,  poi la strada comincia a farsi noiosa e tagliamo verso l’interno, Lismore e poi Casino, nonostante il nome un posto ordinato e tranquillo, e ancora verso sud sino a Grafton dove facciamo il pieno e le provviste.
Mando un sms a Bruce e Kerrie, una coppia conosciuta tempo fa a Glenmorgan, dicendogli che domani  passeremo a salutarli e se sono liberi per un caffè.
Sono appena le 2, è presto, ci separano solo un centinaio di kilometri dalla costa... che aspettiamo andiamo.
Montiamo la tenda a Red Rock, anche questa volta facciamo appena a tempo che comincia a piovere, ma ormai siamo esperti nel costruire ripari di fortuna.