lllllllll

oggi è un bel giorno per morire
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13 novembre 2011

...vicini di casa..

Siamo di nuovo alla fine, di un’altra settimana, e che vi racconto…
Domenica siamo andati a pranzo a casa di Benito.
Benito è un italiano, calabrese, ultimo di nove figli emigrato qua quando aveva 15 anni, ora ne ha 73.
Con Benito ci siamo conosciuti a luglio quando eravamo ospiti a casa di Mark in Perth,  conosciuti solo telefonicamente, Benito è il padre di Mark, ed eravamo rimasti che se mai fossimo passati ancora per Adelaide dovevamo venirlo a trovare.
E così abbiamo fatto, gli abbiamo telefonato: ci stava aspettando, il suo non era un invito di quelli così… poi parlando con Mark ho saputo che l’aveva chiamato diverse volte per sapere di noi,  Mark gli  diceva di non preoccuparsi, che ci saremmo fatti vivi non appena arrivati in Adelaide.
Benito abita con la moglie Morin a One Tree Hill, sono 50 kilometri dalla nostra tenda, la strada per arrivarci è stupenda, uno scollinamento continuo, sali scendi curve tornanti … insomma tutto quello che può far felice un motociclista, devo dire che la giornata era già perfetta così.


Loro vivono in una grande casa proprio sopra a una collina, e la vista, la vista  è di quelle che ti siedi li, sotto la veranda e ci rimani ore…wow.


Morin aveva già messo il pollo nel forno, un bicchiere di vino per benvenuto e nell’attesa che il pollo arrostisca ci facciamo un giro giù sotto, nei campi davanti casa.
Sotto una grande quercia ci sono a ripararsi dalla calura sei mucche e due vitellini, Benito ci ha già detto che un vitellino lo farà con le patate per natale, ci sono anche  una quindicina di pecore, ma  scappano paurose alla nostra vista.
All’ora di pranzo puntuali saliamo in casa, maccheroni con sugo fatto in casa, spolverata di parmigiano ee… “maccarone m’hai provocato e io me te magno, ahmm”
Buonissimi, ho fatto il bis, poi cosce di pollo al forno insalata, vino rosso dolce e caffè, caffè con la moka, aroma decisamente diverso da quello della  economica  polvere solubile che usiamo noi, ho fatto il bis… anche del dolce.








Dopo pranzo siamo andati a fare un giro in macchina sino a Barrosa valley, vigneti, vigneti a perdita d’occhio,  tenuti benissimo, tutti precisi puliti, e molti con intorno,  e qualcuno tra i filari cespugli di rose,  e ancora  cantine e cantine dove puoi andare a degustare il vino, insomma un paradiso per gli occhi e per il palato…

Sono le sette quando rientriamo a casa, io la verità ero ancora pieno dell’ottimo pranzo, ma siamo dovuti rimanere anche a cena.
Prima di lasciarci andare Benito ci dice che possiamo rimanere a vivere li con loro, per tutto il tempo che resteremo, e se non ci piace la loro cucina possiamo cucinare per i fatti nostri.  Grazie Benito ma preferisco strare più vicino al posto di lavoro, è più pratico.
-Allora va bene, come vuoi, quando finisci di lavorare?… venerdì!… Bene, come hai finito parti subito e vieni, qua hai la doccia la tua stanza, porta i panni che li lavi.
Ci facciamo una mangiata la sera… cosa preferite da mangiare…bene, poi sabato con calma vi svegliate e facciamo qualcosa, se è bello tempo facciamo un giro,  poi rimanete anche domenica …-
Che cosa  potevo rispondere a Benito…obbedisco… e eccomi qua, sto scrivendo questo post disteso sul letto  in una stanza nella casa di Benito, ma pensate sia finita…noooo, ha detto:- tutti i fine settimana dovete venire, e poi a natale, a natale facciamo il pranzo con tutta la famiglia, ci dovete essere anche voi –
Qua non ci sentiamo ospiti, è come essere a casa, in famiglia, c’è calore c’è…insomma ci stiamo bene, ci fanno sentire bene, come dire è tutto normale ma allo stesso tempo speciale, capito..
Oggi ho sistemato una scatola ingranaggi che poi azionerà una pompa idraulica per muovere una piccola gru su un camion…uff.. una lunga storia,  dovrei andare sul tecnico, lasciamo perdere.. va bè… ho modificato e montato questa sul camion, poi su un catterpillar ho smontato e modificato il tubo del gasolio.
Per Benito l’ora di pranzo è sacra, a mezzogiorno puntuale si deve salire in cucina, che pranzo, non vi sto a dire tutto quello che c’era, provate a immaginare.
Nel pomeriggio mi aspetta un bel lavoretto, di quelli che mi piacciono, una vecchia macchina, una Roll..o qualcosa del genere, ora non mi ricordo, anno...come sopra..., è li parcheggiata sotto la terrazza davanti casa da…quanti anni Benito…-quindici-, un sacco di tempo, e l’ultima volta che l’hai messa in moto…ahh, -sempre quindici -…andiamo bene mha!
 Ha comprato una batteria ma non è del tutto carica e non ha abbastanza forza, i fili sono marci…la benzina è stagionata… e un sacco, ma veramente un sacco di altre cose…ok, come si dice in australia NO WORRIS…
 Dai stacco tutto: via questo e questo, qua metto un filo volante per alimentare la bobina, una pulita ai contatti…in fondo dobbiamo solo vedere se parte e come gira, poi deciderà semmai cosa fare.
Provo con la manovella, ha dato qualche colpo, un paio di borbottamenti,  ma non è stato sufficiente.   Ok Benito attacchiamo la macchina e diamogli una tirata, pochi metri e il quattro cilindri  ha ripreso a cantare, e come cantava, ingrano la prima… no, la prima no grattava troppo non ci sono riuscito,  la seconda e via un giro per i campi, mi sembrava di essere in un altro tempo, un cowboy nelle praterie in sella , si fa per dire alla sua prima macchina.

Benito è contento, -dai lascia tutto e andiamo a bere qualcosa-  ancora.. -  e certo, ho sentito un odorino- ma sono appena le 4,30 che si ricomincia..- ti ho detto qua si deve mangiare, andiamo poi la prossima volta…c’è tempo c’è tempo-
Che cena, e poi il gelato, a me piace il gelato.
Domenica la passiamo in puro stile relax, dopo colazione mentre Benito pota le piantine di pomodoro io e fido andiamo a fare un giro nei campi, ci divertiamo a far correre le pecore.
Shizu è contenta, ha messo la lavatrice e Morin è gia davanti ai fornelli, chissa che cosa ci preparerà.
Finito il suo divertimento di contadino andiamo a fare rifornimento di gasolio, arrivati al distributore gli chiedo ma perché in questo così distante da casa, sono 15 kilometri e sulla strada ne ho visti due, e lui: -ora ti spiego, quelli sono grandi, i lavoratori neanche ti guardano, io vengo qua, la signora almeno ti parla ti saluta, no no io cerco sempre i piccoli-.
Dopo pranzo e che pranzo siamo andati in macchina sino a Murray River e poi  per cena spaghetti.
Alle 6 ci siamo salutati  e Benito: - non ti dimenticare venerdi puntuale che si cena-…ok ok ci vediamo venerdi.
E il lavoro, il lavoro da Greg va alla grande, shizu sempre nei campi, io in officina trattori e affini…Greg sta capendo che non lo voglio troppo intorno e allora mi dice cosa vuole e poi sparisce, bravo Greg.
Sapete ora abbiamo dei vicini, con shizu siamo andati a fare le presentazioni, ma non so se ci hanno capito ben, forse sarà il nostro inglese chissà, comunque li abbiamo avvisati, fate tutto quello che volete ma fatelo un po’ distante da casa nostra... please, natura è natura, ma il naso è il nostro…capito.









In settimana è anche arrivato un pachetto da Taiwan, è lo schermo del nostro pc, evviva, finalmente è ritornato nuovo.






05 novembre 2011

Adelaide...déjà vu...


A volte vi trascuro vero, ma non è proprio tutta colpa mia, il mio portatile ha solo un’ora di autonomia, se non lo uso, quello di shizu…uhm…va bè lasciamo perdere, e così succede che  pur avendo due pc  a volte non riusciamo a far niente.   Adesso ci sono e allora cominciamo: stavamo percorrendo la Great Ocean Road, stendiamo un velo pietoso, che ci ha portati dritti dritti, è il caso di dirlo, sino ad Adelaide.
 Siamo arrivati il giorno 21… perché siamo tornati ad Adelaide?  Dovete sapere che quando eravamo in Tasmania abbiamo ricevuto una mail del nostro amico Greg che ci chiedeva se e quando tornavamo  da queste parti e se in caso potevamo aiutarlo, e ora eccoci  qua. 

Abbiamo montato la tenda dentro a un capannone nel terreno di una vicina di Greg, la signora è una tipa simpatica, l’inverno passato ci portava spesso la cena calda e ora siamo andati a salutarla.  È contenta della nostra visita, ci intratteniamo un po’ a parlare, lei e il marito sono dell’Estonia arrivati qui tanti tanti anni addietro, ora sono pensionati.  Per festeggiare il nostro ritorno  stappa una bottiglia, e ti pareva, qua in Australia a tutto si da il benvenuto stappando una bottiglia di spumante,  qualsiasi occasione è buona per bere, ma quanto devono sti australiani, alcol e barbecue, immagine tipica australiana, va bè.

Greg ora non c’è, è andato a prendere a nord del Queensland dei pezzi usati per un trattore usato, che ha comprato e che dopo dovrò montare, cosi abbiamo un pò di tempo per sistemare alcune cose, incollare i pantaloni, riparare gli stivali di shizuyo, ordinare uno schermo per il portatile, guardate com’è  ridotto....................................................................................
cambiare il paraolio alla forcella della Pode, non ve l’avevo detto, un paraolio della forcella si è messo a perdere, poco danno lo cambio cosi ne approfitto per cambiare anche i soffietti che sono rotti e cosa più importante i cuscinetti di sterzo, ha quel fastidioso scalino, si blocca con lo sterzo dritto, quando ancora c'erano le valige, con il peso dietro, lo sentivo meno, ma adesso è inguidabile, una faticaccia.


Il tempo ha fatto una settimana fantastica, solo un paio di giorni di pioggia, ma non freddo e poi noi siamo all’asciutto. Qua ormai è arrivata l’estate e c’è un gran caldo.
 Vi ho detto sopra che incolliamo le toppe hai pantaloni, proprio così, ago e filo non bastano più, troppo consumati e allora giù di bostick, una meraviglia, rimangono un poco rigidi..ma va bene così.
 però ne abbiamo solo uno a testa e allora ieri siamo andati a cercare quelli per shizu, abbiamo girato tanti negozi ma niente, sempre grandi.
Entriamo nell’ennesimo  negozio, stiamo guardando tra gli scaffali con poca fortuna, chiedo a un commesso  ma non faccio in tempo a finire la frase… sto cercando un pantalone…che come un fulmine si presenta un altro commesso molto..uhm..come dire…molto gaio…e mi chiede - posso aiutarti-…dico  cerco un pantalone …mi guarda li..si si, proprio li…dico no è per mia moglie e indico a shizuyo…lui portandosi una mano al petto ma appoggiando solo la punta delle dita e con l’altra sventolandola in aria, a tempo sopra ogni parola fa:- no no no no no! Nooooo no!
Poi porta le mani sui fianchi e con una posa…quale?…daiii…quella..fa: - io ne so qualcosa,- in effetti il tipo non si può definire un pezzo d’uomo, -devo vestirmi kids.
In australia la misura da donna parte dalla 8, tu sei una 6, no no no, kids, kids anche tu.-
Poi mi spiega dove andare per spendere poco e mi chiede…-sei italiano…io adoro l’italia…parlo un pò di italiano...- assolutamente no, ma gli ho detto ohh very good..era felice, poi con due dita poggiate delicatamente li sotto il mento sul collo sospirando ci saluta- bye bye buona giornata.-

Giorni fa abbiamo incontrato, anzi meglio dire rincontrato  Matteo, ricordate siamo stati ospiti una notte a casa sua in Phert, anche lui viaggiatore, e anche lui partito dall’italia con una vecchia transalp.  Il suo lavoro a Perth è terminato e si è rimesso in viaggio. Qua in Adelaide ci siamo rivisti e ho potuto vedere finalmente la sua moto, l’altra volta era in officina causa un incidente che aveva avuto credo in Indonesia. Per mia fortuna Matteo aveva una frizione di scorta e me l’ha regalata, quella della Poderosa sta piangendo è alla fine.
Sabato salutiamo Matteo, facciamo la foto ricordo, forse domani riparte, dove non lo sa ancora, ma vuol fare altri 3 mesi di lavoro, per prolungare il visto, poi andrà in New Zeland, buona strada Matteo.

due vecchie transalp - Matteo Maurizio e Shizuyo
Domenica mattina sono le 9 stiamo facendo le pulizie di casa…eehh già, toccano anche a noi, quando arriva Greg.
-Come stai… quanto tempo… che fate… mauri hai voglia puoi aiutarmi su in officina-….si si Greg, non aspettavo altro  da una settimana…e vai…si ricomincia. Ok, allora dopo pranzo ci vediamo in officina.

È un vecchio trattore made in romania, ma è un fiat, lo conosco bene.
Greg è un casinista, ha un modo tutto strano di lavorare mi fa perdere un sacco di tempo, ma alla fine il cambio era a terra, ho smontato i cuscinetti tolto l’ingranaggio consumato…e la mia prima giornata di lavoro è finita.
 Lunedì sono ancora in officina, saldare marmitte, smontare differenziali, costruire rollbar, modificare tornire ..insomma un po’ di tutto.




E shizuyo…shizuyo nei campi, a dissodare la terra, che fatica.  Alle 4 quando la nostra giornata finisce, l’ho rivista  era stanchissima… che ridere, non si reggeva in piedi.
Sotto il capannone dove abbiamo montato la tenda ho anche organizzato una doccia, a Brisbane il nostro amico Josh ci aveva regalato una doccia da campeggio, è una semplice sacca o tubo di tessuto impermeabile con un piccolo rubinetto, lo riempi  tiene 10 litri di acqua lo metti al sole e in un paio di ore una calda ecologica doccia è pronta, noi la facciamo sotto un albero,  il posto è protetto da sguardi indiscreti...a me non importa molto, ma shizu ci tiene alla sua privacy.


La settimana è finita, shizu  ha lavorato sempre nei campi, dissodare, togliere le radici di rabarbaro dividerle…insomma  è diventata una perfetta contadina, ha il viso abbronzantissimo e il naso rosso che sembra una ciliegina, io sempre in officina, ogni giorno tira fuori un nuovo lavoro, è una sagoma questo Greg.
Sette giorni sette docce, battuto ogni precedente record, devo dire che dopo una doccia, se è ecologica è meglio, è tutta un'altra cosa..

19 giugno 2011

Adelaide bye bye

Oggi è domenica 19, sono qua che scrivo questo post mentre Shizuyo sistema le borse dei vestiti che  ieri in una lavanderia a monete abbiamo finalmente lavato e asciugato, dopo essere stati all’aeroporto, non per salutare degli amici  ma per farci una doccia.  Proprio cosi, noi ci facciamo la doccia all’aeroporto di Adelaide, qua ci sono delle belle docce, grandi calde e soprattutto, la cosa più importante  free, quindi quando abbiamo la necessita di darci una ripulita via si parte verso l’aeroporto, sono 20 km da dove siamo accampati, e 20 a tornare fanno 40, un pochino tanti, ma non lo facciamo tutti i giorni, una a settimana. 
Il parcheggio dell’aeroporto costa 4 dollari l’ora e allora noi sistemiamo la pode in quello dell’Ikea….Ikea??… anche quaa?…ovunque, che dista appena 100 metri.  

Prendiamo le nostre borse e ci incamminiamo come normali viaggiatori, entriamo, un’occhiata in giro così per dissimulare e poi via io da una parte e Shizu dall’altra, mezzora dopo…ahhh è tutta un’altra cosa, a volte non la riconosco, così pulita.      Poi  prima di ritornare a casa con un pacchetto di biscotti  entriamo all’Ikea!!! perché?…ma per prenderci un buon caffè espesso, corto, lungo, macchiato, cappuccino, insomma come si vuole.   Ohh... guarda guarda, braccine corte vanno a prendere il caffè gratis…no no no, avete pensato male, non è gratis, costa un dollaro e novanta, ma ne paghi solo uno, poi ne puoi bere quanti ne vuoi.     Noi paghiamo una tazza  ci sediamo al tavolino vicino alle grandi vetrate sgranocchiando i biscotti,  ricarichiamo di tanto in tanto e  prima di lasciare questo luogo, anche in questo caso dissimulando, mi approprio indebitamente di una ..diciamo due manciate di bustine di the lipton e di una bella scorta di fazzolettini, ohh ragazzi il cartello è chiaro, paghi uno e bevi quello che vuoi…..grazie Ikea.
La poderosa è pronta, ha una nuova gomma posteriore, questa volta ho montato un Bridgestone t42, speriamo abbia una lunga durata, l’olio è full, catena controllata lubrificata, filtro aria pulito, liquido freni e liquido radiatore sostituito, pressione gomme tutto ok.
Mentre aspetto faccio quella che io chiamo ginnastica anti zavorrina, che cosè??    I motociclisti quelli che abitualmente o no vanno in giro con l’amata zavorrina sanno sicuramente di cosa parlo.
Tu sei in moto, stai sistemando le cose, magari che so, regoli il freno o ti stai infilando i guanti, o solo stai cercando la giusta sistemazione, il giusto equilibrio…che lei, la tua amata zavorrina con slancio da lottatore di sumo, attaccandosi al tuo braccio, ma non normalmente, ma con quelle unghiette che riesci a sentirle anche da sopra la giacca, senza dire una parola… anzi in effetti dice: salgo, ma quando ormai ha appoggiato il suo bel culetto, nel mio caso, o culone, dipende dalla fortuna o dai gusti, sulla sella. Ahii che dolore..
Insomma è proprio in quel momento, non preparato preso alla sprovvista con i muscoli ancora freddi…  che dannazione stringendo i denti e con un o sforzo diciamolo sovraumano riesci a tenerti con tutto il carico in piedi, che  senti quel dolore lancinante ai fianchi, proprio li, sapete nella zona reni… insomma da quelle parti, una fitta micidiale, non so come definirla, strappi o giu di li, una cosa che ti fa veramente star male, e ti fa stare se ti va bene tutto il giorno ingessato, ogni movimento è un dolore…capite..ma che ci volete fare, noi amiamo le nostre zavorrine.
 Comunque per evitare tutto questo ginnastica e soprattutto controllare sempre la distanza con la zavorrina, come si avvicina piedi ben piantati a terra come i piloni del golden bridge, è un attimo, se la perdete di vista …dolore…eeeeeee viva le zavorrine.
Ecco che arriva il nostro amico, viene a salutarci e a fare le ultime raccomandazioni, è preoccupato perché non ho la registrazione della moto, spiego meglio, in australia ogni veicolo per poter circolare deve passare un controllo, un ispezione,  la nostra registrazione è scaduta, aveva la validità del primo visto 3 mesi, io volevo rifarla ma qua nello stato del Sud  mi hanno chiesto 300 dollari, ma come dico io nel Queensland mi è stata fatta gratis, mi rispondono che  ogni stato ha regole differenti, eee già… e io ho le mie, non se ne fa niente, grazie tante e giro senza, proverò semmai nello stato dei territori del nord, magari sarò più fortunato.  Per tranquillizzarlo gli ho assicurato, mentivo, che lo avrei fatto subito, domani lunedì  nella prossima città.
Poi ci regala un altro cellulare, uguale al precedente dice cosi hai una batteria sempre carica. Auguri e ci vediamo.
Ora si parte scendiamo ad Adelaide  per salutare Michael ed Enzo,
i due ragazzi tedeschi, poi passiamo all’ostello per salutare Daniele e Eleonora i  ragazzi italiani che ci hanno tenuto compagnia al shingo hostello la prima settimana in Adelaide.


 E ora andiamo, direzione nord , poi cambiamo rotta e a Porth Augusta sosta per decidere se andare a sud lungo la costa della Eyre Peninsule, ma poi si decide per  tagliare verso l’interno direzione west, pensiamo faccia più caldo.
Ci fermiamo a Kimba, in uno splendido parco, il Lions park, con tavoli barbecoa bagni acqua e luce.   Avevamo quasi finito di sistemare la tenda fuori dal parko, nel parcheggio quando una vecchina con il suo cane viene a farci visita e ci dice di sistemarci dentro, dico dentro il giardino, si si, anche la moto, mettila sotto il gazebo, che stanotte piove…dico dentro ..ma non si puo..e lei..io sono vecchia e questa citta la costruita mio padre prima di me, questo parko è per tutti, welcome in kimba, se qualcuno vi dice…e poi credo che gli si sia staccata la dentiera perché non ho capito  più ne una sola parola, ok grazie mille.
Facciamo come dice ed è stato molto meglio, ha piovuto con vento tutta la notte, ma la tettoia ci ha riparato alla perfezione.
La mattina diversi vecchietti sono venuti a darci il buongiorno e a sapere se avevamo avuto  freddo la notte, poi ci hanno augurato buon viaggio, in cambio noi abbiamo messo 2 dollari nella cassetta delle offerte, è poco ..lo so.
Partenza bagnata e sarà così tutto il giorno, arriviamo a Streaky Bay, facciamo provviste e poi percorrendo una strada bianca arriviamo a Cape Baure, troviamo uno splendido posto sulla spiaggia, proprio dietro a delle dune che ci ripareranno dal forte vento, il cielo stanotte è pieno di stelle.
 Mi è sempre piaciuto guardare le stelle, da ragazzo ho anche provato a studiarle perchè pensavo mi interessasse, ma non era vero.








Però mi piace ascoltare gli altri parlare delle stelle e delle costellazioni.  Avevo un amico che sapeva tutto sulle stelle,  o forse sapeva tutto perché io non sapevo niente,  a volte passavamo le serate così, guardando il cielo: indicandole mi diceva , guarda quello è il piccolo carro, e quello...ma quale..li dai...lo vedi..si, almeno credo, ma poi non è mai stato importante, l’importante è che mi piace ancora oggi stare con il naso all’insù.

11 giugno 2011

Oggi parliamo di numeri

 49  sono i miei anni e li compio proprio oggi, anche se io una settimana fa mi ero già fatto gli auguri.       Ero tutto felice di essere stato il primo, non m i succede mai, dimentico sempre le date dei compleanni, ma questa volta …che sorpresa ho detto, questa volta mi sono ricordato, ho battuto tutti, anche mia sorella Rita che per le date è un vero computer, non se ne scorda una.
Fatto sta che la mattina di una settimana fa mi sveglio e in modo altezzoso dico a Shizuyo… e allora… e allora cosa mi risponde, ha haaa faccio io, non sono il solo, e già perchè credo che un mese fa fosse il suo di compleanno e io come sempre mi sono dimenticato, dicevo ha haaa ti sei dimenticata, mi guarda stranita - dimenticata, di cosa? - oggi è il mio compleanno tatann…. E lei con un espressione perplessa scrollando la testa…quanto sei scemo, non è oggi, manca ancora una settimana.
ohhh…davvero…bhe, non mi sono sbagliato di molto, che sarà mai una settimana.

Ma torniamo al presente, grazie a tutti per gli auguri, siete stati tantissimi.

Dicevamo, parliamo di numeri, sono 754 giorni, praticamente 2 anni e qualcosa che siamo in viaggio
21 paesi visitati
54000 +/- kilometri fatti 
5 copertoni
4 cambi pastiglie freni anteriori
4 cambi pastiglie freni posteriore
1 frizione
1 catena corona pignone
2 filtro olio, 1 causa immersione
2 cambio olio, 1 causa immersione
1 lampadina posteriore
1 cavo frizione
1 leva frizione.
4 candele
1 ingranaggio contakilometri
2 cuscinetti ruota anteriore
benzina…tanta
soldi spesi…un pò
soldi guadagnati…un po’
tante tantissime persone incontrate
tanti tantissimi nuovi amici
mille per mille la voglia di continuare il viaggio.

Ancora 2 giorni  fermi ad Adelaide per sbrigare le pratiche relative al rinnovo del permesso di circolazione della Poderosa, e di nuovo “on the road”, sulla strada con il vento in faccia.



16 maggio 2011

Che serata...

Che serata, qua da noi sono le 10.30, di  festa, il Dottore è tornato…un terzo posto che vale come una vittoria.   Anche per noi è stata come una vittoria, questa è stata la prima gara che vediamo da quando è iniziato il nostro viaggio, due anni e li festeggiamo con Valentino sul podio
.    
Dicevo, serata di vera festa, e si, perché a parte la felicità per il Vale, appena finita la gara mi squilla il telefono… e chi sarà mai, nessuno conosce questo numero …a parteee… Greg!    Wher are you?…also in Adelaide…..tomorrow….8 o’clok…no worries. 
Capito, era Greg, il tipo del telefono, del rabarbaro, l’ avevamo già salutato e ringraziato, e si pensava che non lo avremmo più rivisto.
E invece ci chiama e ci chiede se ancora siamo in Adelaide, c’e lavoro per domani alle 8, forse solo un giorno ma per noi è perfetto, con quello che incassiamo domani recuperiamo i soldi della batteria e della ricarica internet, e ci avanza ancora qualcosa per alcuni espressi, e qui il caffe è carissimo, che ne pensate..bene no.

15 maggio 2011

A casa di Michael...

Una settima a casa di Michael, in Adelaide, che cosa stiamo facendo, quali novità, progetti..?
che volete che vi dica, qua il tempo ormai è bizzarro, cambia almeno 10 volte nella giornata, esci col sole mezz’ora dopo ti ritrovi sotto una valanga di pioggia…la temperatura si è abbassata ulteriormente e quando va bene sta intorno ai 17 gradi, tira vento e in tenda ora sarebbe davvero un poco scomodo, una fortuna avere questo appartamento.

Venerdi scorso mi accorgo per puro caso, che la falsamaglia della catena è spezzata e manca la clips di chiusura,  pensare che l’avevo controllata il giorno prima, non fa niente, ho un ricambio, anzi pensavo di avere il ricambio…umhhh… dovrò addrizzare questa, sapete non c’è niente che non riesca a fare con l’aiuto di un martello, due colpetti ben dati ee.. è tornata come nuova.   Probabilmente un “or”, un gommino di tenuta non ha fatto bene il suo lavoro, uno dei due perni era arrugginito, nonostante la catena della poderosa sia lubrificata continuamente da un sistema automatico di mia costruzione.

Finalmente dopo tanto girare ho trovato in un negozio di attrezzatura e vestiario da campeggio un paio, l’unico che avevano fortuna della mia misura, di anfibi militari, sono usati ma praticamente nuovi, a solo 29 dollari, i miei piedi ringraziano.
Ho cambiato le pastiglie del freno posteriore alla poderosa, anche questa volta le ho sfruttate…un pochino oltre il limite…mi sembra.
                                                   
                                                   







 Che altro…ah, una sera tornando dopo una cena con una nostra amica francese facendo inversione in una strada in salita a credo 3 km l’ora, mi sbilancio e cadiamo, risultato specchio dx. divelto e carena rotta.  Nessun danno per noi, ma per risollevare la poderosa ora a ruote all’aria su questa strada in pendenza abbiamo dovuto aspettare l’arrivo di un’altra macchina.  Fortuna vuole che quella sera avevamo la lampada da camping fuori dalle valige così Shizu ha potuto subito segnalare il nostro incidente agitandola in mezzo alla strada buia.

Domenica con Michael siamo andati al museo e dopo al giardino botanico, lì ho fatto rifornimento di salvia, origano, rosmarino, peperoncino, ho raccolto anche delle ottime fragoline di bosco che Michael e Shizu hanno subito mangiato…poi supermercato e per cena canguro con verdure, pane con olive e rosmarino, il tutto cotto nel barbecue del residence e ho anche insegnato a Michael a fare la bruschetta.
                                                   




                                                   
 Da Greg alla raccolta del rabarbaro abbiamo finito, non gli serve più aiuto, anche la ragazza francese è andata via, ok staremo ancora ad Adelaide, il tempo che mi arrivi la nuova patente di guida e poi verso
nord..oppure ovest…chissà.
Credo ieri o qualche giorno fa ho comprato finalmente la batteria per il mio pc, ho ricaricato la chiavetta per internet e ho riparato e modificato la lampada da camping che non funzionava più, da dopo che era finita sott’acqua, e ho anche smontato e pulito la videocamera, ricordate, anche lei finita sotto.
                                                   





Ma chi è Michael e come lo conosciamo?…. Michael  è tedesco, un ragazzo di 22 anni universitario, e stava facendo uno stage o qualcosa di simile presso la ZF in Germania, un azienda che progetta e costruisce,
tra le altre cose, componenti aftermaket auto,  ammortizzatori, cuscinetti trasmissioni.. e altri , anch’io nella mia officina in Sardegna utilizzavo i ricambia ZF, precisione e affidabilità tedesca,  fa qualcosa anche in campo motociclistico, l'aprilia, la moto monta una sospensione ZF. 
Gli si presenta l’occasione di passare 6 mesi pagato e spesato in Australia presso una succursale della ZF, non ci pensa ne un minuto, e ora è qua.   Gli hanno messo a disposizione un appartamento in questo residence, c’è la piscina con idromassaggio riscaldata, la palestra la sauna un campo da tennis, il giardino con barbecue tavoli  e ombrelloni, e lui ora lo divide con noi, una pacchia.

 Come ci siamo conosciuti, il caso…è stato il giorno che siamo andati a comprare gli stivali, non trovo parcheggio, qua per le moto non c’è né molti…strano, a pagamento io non la metto e cosi finisco per sistemarla in un angolo della strada, proprio davanti alla bici di Michael.
 Michael  non passa mai in questa strada, ma oggi dopo il lavoro aveva voglia di sushi e il locale dove va sempre era chiuso, cosi è capitato qua, dove appunto c’è un altro sushi bar.

Esco dal negozio e vedo un ragazzo chinato a guardare il percorso disegnato sulle nostre valige con un libro in mano che trascrive l’indirizzo della nostra pagina web…e  sapete dove? sull’ultima pagina del libro che aveva appena finito di leggere,  long way round, di Ewan McGregor & Charley Boorman .

Michael è appassionato di moto, a casa sua a Monaco ha un KTM, ho visto alcune sue foto, devo dire che se la cava benino, e di viaggi in moto, il suo sogno… e dai… ma il giro del mondo…naturalmente in moto.
Cosi iniziamo a parlare, al ragazzo brillano gli occhi mentre mi ascolta raccontare, e ci chiede, ma dove andare a dormire, dice se vi va potete stare da me, ho la casa vuota almeno per una settimana…


E allora dai andiamo, ed eccoci qua, ora vi lascio, vado una mezz’ora nell’idromassaggio, adoro stare spaparanzato dentro l’acqua con le bollicine, a presto  bye bye.


10 maggio 2011

GUZENDEWANAKU HITSUZEN...

GUZENDEWANAKU HITSUZEN…non e casualità e inevitabile...
La cose vanno come devono andare, cosi capita ..

Oggi è il 10 maggio, è passato un pò di tempo dall’ultimo mio post: stavamo andando in Tasmania, vero… beh volete sapere com’è la Tasmania, è davvero cosi bella come dicono..??…e chi lo sa, noi non ci siamo mai arrivati!!!!!
Comeee… ora vi spiego, vediamo un po’ se riesco a fare un riassunto di questi  quasi 20 giorni: allora eravamo rimasti, vista l’impossibilita di lavorare, alla nostra decisione di andare in vacanza, in Tasmania.

La mattina del 21 salutiamo i ragazzi con cui dividevamo la stanza nell’ostello,  Daniele ed Eleonora, una giovane coppia italiana, lavorano in una farm, nelle Hills, alla raccolta dell’uva, e Andy un ciclista londinese in viaggio da 15 mesi, in sella alla sua normalissima bicicletta, per le strade del mondo. Lui ci chiama pazzi, ma anche lui a pazzia non scherza affatto, questo è il suo blog dove racconta delle sue pedalate.www.nepalorbust.info.
Nella nostra stanza cerano altri due ragazzi, Angelo bravissimo fotografo siciliano e la sua compagna...ora non ricordo come si chiamava, una francesina, loro sono partiti qualche giorno prima, verso Alice Springs, e ancora Claudio e Claudia, i claudietti vagabondi, la loro pagina su Face Book.
I soliti saluti, le foto, le raccomandazioni, dai ci si vede... scrivi... facci sapere dove siete... ciao... ciao.

Si va direzione sud, verso Goolwa, vogliamo fare di nuovo tutta la costa, ma questa volta scendendo.  Piove, a...non mi ricordo dove ci fermiamo sotto una pensilina della fermata autobus e ne approfittiamo per pranzare, il solito pane con sardine e formaggio, ormai un classico della nostra dieta. 
È stato un pranzo bagnato, si è alzato un vento freddo e la piccola tettoia non è bastata a ripararci, ma è durato poco, giusto il tempo di pranzare, poi tutto tranquillo, la solita fortuna / sfortuna!
Stiamo aspettando che smettano le ultime gocce di pioggia e si avvicina un ragazzo: - sono passato prima con la macchina e ho visto la moto e il percorso sulle valige, incredibile, ho parcheggiato moglie e figlio li,- dice indicandoci il parcheggio dove c’è la sua macchina, - dovevo conoscervi.-
Si parla per una buona mezzora, poi ci chiede -… e adesso dove andate…  ma allora siete sulla strada sbagliata, dovete andare dalla parte opposta.- Mi spiega il percorso e poi per essere sicuro che abbiamo capito bene ci scrive tutti i paesi che dobbiamo attraversare.
Prima di andare vuole una foto con la poderosa, - quanto vi invidio, anche io sono motociclista, ho viaggiato in tutta l’Australia, ma ora faccio solo i giri del fine settimana, sai adesso c’è la  famiglia.-  Siamo ancora li cercando di memorizzare il percorso che passa con la sua macchina e ci salutano, lui la moglie il figlio e un grosso cane di razza…umhhhh diciamo di razza canina, del tipo molto grande.
Ora che -Andrew Harris- From Middleton SA- VTR1000 Honda, ci ha scritto un ottima mappa procediamo, dobbiamo tornare sui nostri passi per buoni 30 kilometri, la strada è veloce continua a piovere e fa freddo, ma non fa niente.
 A un certo punto decidiamo di cambiare strada, lasciare la costa e prendere una strada interna, pensiamo che verso l’interno non piova e faccia più caldo. Nessuna base scientifica a dar supporto alla nostra tesi, solo la speranza, la nostra illusione, quindi imbocco la prima strada laterale, mi accorgo quasi subito, mica vero, che qualcosa non mi quadra, le macchine che dovrebbero essere nella corsia opposta invece viaggiano proprio di fronte a me e mi lampeggiano ripetutamente…ora realizzo... accidenti...  Shizuuuuu ho sbagliato strada.
 Ok risolto il piccolo equivoco continuiamo con calma causa pioggia  a intermittenza il nostro cammino della speranza e arriviamo ancora umidi e infreddoliti a Culburra.

Sistemiamo la tenda con il sole al tramonto che dipinge il cielo di rosso, e come direbbe mia madre: rosso di sera bel tempo si spera…e noi speriamo, buonanotte.



Il giorno dopo una strada praticamente dritta passando per Keith, Naracoorte, Casterton, ci porta sino a Tyrendarra, sulla costa sud vicino a Portland, qua ci accampiamo in una Rest Areas, grande serbatoio dell’acqua, tavolo con luce e la cosa più importante niente insetti  volanti.


La mattina mi sveglia il suono della pioggia sulla tenda, non mi alzo, rimango sdraiato sino a che non smette. Sono le 7 quando esco, non siamo a molti chilometri da Adelaide, il contakilometri della poderosa ne segna 670 in più, ma più andiamo verso sud più la temperatura si abbassa, comunque ora il sole sta scaldando.
Dopo colazione aspettiamo che asciughi la tenda, rabbocco l’olio alla poderosa e guarda caso ricomincia a piovere, partenza bagnata.
Non so esattamente quanti kilometri ma mi ricordo il nome del posto, Broadwater, qua ci fermiamo per un caffè caldo preparato in precedenza e messo nel thermos. C’è freddo, ho i piedi che navigano, ancora sto andando con i vecchi stivali, guardo Shizuyo che più di me ha freddo, accovacciata chiusa dentro la tuta antipioggia con stretta tra le mani la tazza di caffè e… non mi ci vuole molto per decidere. Shizu si va al nord preparati, credo che non stesse aspettando altro, un balzo è dritta in piedi, - ok sono pronta - dice a voce alta con un sorriso che è tutto un programma.
E allora andiamo, imbocco la C184 una strada tranquilla e divertente che va verso nord, passiamo Hamilton poi Colerain dove ci fermiamo per pranzo e dopo il solito panino e non vi sto a dire con cosa, procediamo, la temperatura ora si fa piacevole, 24 gradi, la strada è sempre divertente, belle curve che ti invitano a camminare, un bel nastro giusto giusto  d’asfalto tra paesaggi di campagna.







È ormai l’ora di trovare un posto per la notte, fermi a bordo strada davanti a un incrocio non sappiamo che direzione scegliere, destra o sinistra, i nomi sui cartelli non ci dicono assolutamente niente, ma decidiamo comunque di andare in direzione Goroke, il nome ci ispira fiducia. Nello stesso momento passa un fuoristrada che poco più avanti  fa inversione e si ferma affianco a noi.- Serve aiuto, dove volete andare,- dico a Goroke.. e il tipo, un baffuto corpulento signore mi fa: - e perché, cosa ci andate a fare?-….che strana domanda penso, e gli rispondo: cerco un posto per campeggiare, c’è forse qualche problema?…e lui agitando le mani e portandosele al petto ridendo quasi per scusarsi...- no..no..è che.. non c’è proprio niente, seguitemi.-
Seguiamolo, vediamo dove ci porta, magari ci invita per cena ci offre una doccia e ci fa dormire in casa.
Ehi ma dove stiamo andando? Abbiamo già fatto 15 kilometri, e ora… l’asfalto è finito, fuoristrada…ancora 3 ..e 5 e 6 kilometri…a quanto pare siamo arrivati a destinazione, non a casa sua ma sulle rive di un lago, il lago Ratzcastle.
Ci sono altri campeggiatori con i loro camper e fuoristrada, Jim cosi si chiama ci disegna la mappa per arrivare dice lui in un posto bellissimo, su una montagna, mi sembra monte Arapiles, da dove si ha una vista mozzafiato, bene, domani ci andiamo senz’altro, poi i saluti e le solite foto.








Il posto è grande, facciamo un giro e ci sistemiamo in una radura di fronte al lago sotto alcuni alberi di… eucalipto….ahh… non ve lo aspettavate vero, ma qualche albero lo conosco anch’io, il pioppo l’eucalipto l’albero di natale, anche se a dire il vero credo che quest’ultimo  sia conosciuto con un altro nome.
Accendo un gran bel fuoco, le foglie e il legno dell’eucalipto bruciano che è un piacere, ceniamo davanti al fuoco una zuppa di patate carote asparagi cipolla mais e peperoncino, piccantissima, un fuoco, tanto per rimanere in tema.

Da questa parte del mondo il cielo è diverso, ci sono tantissime stelle e poi sembrano più vicine, a Shizuyo piace molto, poi guardare le stelle affianco al fuoco  con una tazza di the in mano…non ha prezzo.
Aspettiamo che il fuoco sia in sicurezza e entriamo in tenda.


La mattina su consiglio di Jim che ci ha accompagnato qua ieri, decidiamo di andare alla montagna Arapiles, dista 50 km, ma sulla strada mi accorgo che non abbiamo benzina a sufficienza.  Un cartello segnala Goroke a 15 km, andiamo, ma non siamo fortunati, l’unico distributore è chiuso, chiedo e mi dicono che il più vicino è a Nhill, 50 km, ma verso nord e noi dobbiamo andare a est.  A quanto pare non abbiamo alternativa, ci sono un paio di giorni di festa, festa nazionale, commemorazione di qualche guerra vinta o persa, non so bene, e nei piccoli centri tutto chiuso, tutti a far festa, a ingozzarsi di birra e carne alla griglia.
 Andiamo, procediamo tranquillamente, non voglio rimanere a secco in mezzo alla strada.
Finalmente, dopo 65 km ecco Nhill, facciamo benzina, carichiamo acqua e …e ora che si fa…tornare indietro sono 50 kilometri sino a Goroke e poi altri 50 per la montagna, ma non è finita, ci sono ancora gli altri 100 per ritornare indietro nella direzione giusta, decidiamo che se questo era il destino deve essere così, niente montagna con vista mozzafiato, si prosegue per Alice Springs.
 All’una ci fermiamo a pranzare, pane con…non ve lo dico, tanto ormai lo sapete, il solito.
 Gia che ci siamo apriamo il pc e controlliamo l’email, sorpresa, Greg ha scritto …ahh... ma voi non lo conoscete, allora vi spiego, la settimana  scorsa quando eravamo ad Adelaide, ve l’ho già detto, siamo andati un po in giro, intorno, nelle campagne a chiedere per un lavoro, la risposta era sempre no, senza il permesso niente lavoro.

L’ultimo signore visitato, cosi per caso, diciamo per sbaglio, avevo imboccato una strada chiusa e gli sono capitato davanti, si chiama Greg,
Comunque  ormai si era deciso di partire per le vacanze, ma visto che sono qua e lui è davanti a me gli chiedo per un lavoro, mi risponde la stessa cosa, no senza visa work non posso. Ok gli dico, poi non so perché ma gli lascio un nostro biglietto da visita, questo è l’indirizzo del nostro blog di viaggio e c’è anche la nostra email, se sai di qualche lavoro puoi scriverci gli dico, ma gli e l’ho detto così, senza convinzione.
Apro la mail  di Greg, l’ha mandata sabato, oggi è domenica, dice: lunedi alle 8 davanti al capannone dove ci siamo incontrati.
Uffi... siamo contenti, ma dove ci siamo incontrati? siamo capitati lì cosi, per caso, nella email ci sono due numeri di telefono, proviamo… segreteria, lascio un messaggio e mando una email di conferma, chiedendo anche un indirizzo. Aspettiamo ancora una mezzora e riprovo a telefonare, niente sempre la segreteria.
E adesso, siamo a 330 kilometri da Adelaide, sono le 2,- che facciamo - mi chiede Shizuyo, andiamo,- andiamo  dove,- non so, intanto vediamo di arrivare ad Adelaide prima del buio, poi ci verrà in mente qualcosa.
Do gas alla poderosa, nessuna divagazione, una sola fermata per rifornire ed entriamo nuovamente ad Adelaide che sono le 5, che fare?... proviamo ad andare su, verso le colline, magari ci ricordiamo qualche strada.
Si sta facendo scuro e fermi a un semaforo ci affianca una macchina con a bordo una ragazzina e un signore dai connotati orientali.
Il tipo mi urla - da dove vieni,- from italy faccio e lei indicando a Shizu japan,- ohh-… e comincia a parlare giapponese,- dove andate?-  uhmm..." wakarimasen".. non lo so.. gli faccio io,- seguitemi - dice.
Lo seguiamo sino a casa sua.
Parcheggio nel suo giardino e facciamo le presentazioni, di giapponese mi sembra che gli sia rimasto poco al tipo. Appena dopo ne avrò la conferma, quando entriamo in casa e non si toglie la scarpe e ci offre un bicchiere di vino accompagnato da formaggio francese…!!!!-
 Sapete ho visto la moto tutte le bandiere, poi il kangi, la scritta giapponese sul casco, ma quando poi ho visto la tua faccia ho detto che strano, non è giapponese, ma raccontate, intanto stasera cenate con noi.-
Dobbiamo aspettare la famiglia, è andata in chiesa, e nel frattempo il sig.Fumito ci bombarda di domande,  dopo un’ora e una bottiglia di vino finita arriva la famiglia, moglie, padre madre di lei, le tre figlie e 4 amici, è una gran festa. Finita  la cena  finalmente arriva il the verde, non ci speravo quasi più, che insieme al cibo e alla lingua sono le sole cose a ricordarmi il Giappone in questa casa, la famiglia è ormai occidentalizzata, le bambine hanno mangiato la pizza...strano.
Ottima la cena, loro hanno un ristorante giapponese e abbiamo anche ricevuto un invito per pranzo.
Già che ci siamo gli chiedo di telefonare a Greg spiegandogli il fatto, perfetto, ora abbiamo anche l’indirizzo, non è difficile arrivarci, comunque ci regala uno stradario della città.
Foto ricordo saluti e poi andiamo.








Anche con il buio troviamo facilmente il posto, montiamo la tenda nelle vicinanze, in un piccolo parco, con bagni acqua campi da netball e barbecue elettrico free.
Siamo in tenda e pensiamo a come vanno a volte le cose, avevamo salutato Adelaide 4 giorni e 1370 kilometri fa, e ora... di nuovo Adelaide…destino…

La mattina alle 8 siamo da Greg, ci spiega il lavoro e si inzia. Che cosa facciamo, raccogliamo il rabarbaro.
Non avevo mai visto il rabarbaro, il rabarbaro è una pianta, e fin qui ci siamo, ha un gambo e una foglia, come tutte, credo, noi stacchiamo il gambo e con un coltello lo decapitiamo della sua foglia che non è commestibile e lo mettiamo nelle casse e si va avanti cosi.








Alle 2 arriva Greg, 5 ore di lavoro mi da 150 dollari e dice che per oggi abbiamo finito, domani a che ora gli faccio..-.no no dice, domani niente,- e io: dopodomani, - no- la prossima settimana, anche solo un giorno, anche qualche ora  è ok per me..-.no , non so, dammi il tuo numero se mi servite ti chiamo,- Greg scusa ma il telefono me l'hanno rubato, però posso passare tutti i giorni a vedere, siamo accampati qua vicino....uhmmm ...fa lui, e poi  mi dice aspetta qua.


Dopo mezzora ritorna , mi chiama in disparte, gli altri stanno ancora lavorando, e mi da una scatola con un telefonino, dice un regalo per te, c’è anche la scheda, però la devi ricaricare, è a mio nome quando vai via dall’Australia la distruggi…!!.grazie Greg.


Gli chiedo se posso prendere alcune mele da degli alberi che sono al bordo del campo, quante ne vuoi mi dice. Poco dopo, mentre io e Shizu stiamo raccogliendo ritorna e ci dice: seguitemi  vi presento mio padre che vuole conoscervi, parla italiano.
Andiamo, la casa è proprio sulla strada vicino al campo, ci presenta a suo padre e ci saluta.
Si è vero il padre parla italiano, in maniera comprensibile, ma parla solo, non capisce niente, riesce solo a tradurre quello che vuol dire.
Lo ha studiato con i dischi e sui libri 40 anni fa, pero è simpatico e ancora di più sua moglie.
Si parla molto, lui, e poi caffé biscotti e finalmente scopriamo come si utilizza il rabarbaro, nella preparazione dei dessert.

Non è finita ci portano fuori in macchina, un giro nei dintorni, al parco degli animali al monte Lofty da dove si vede tutta la città e poi ci invitano a cena, pollo con patate, comprato in un chicken and chip… ohh che volete, siamo in Australia.
E per finire ci ospitano nella loro dependance, una doccia e buonanotte
I vecchietti, 83 anni entrambi sono veramente simpatici, la mattina colazione e ci salutiamo, dicono che sono contenti di esserci di aiuto e che possiamo stare li da loro o passare quando vogliamo, anche solo per una doccia.

Scendiamo ad Adelaide dobbiamo rifornire sia la poderosa sia la nostra dispensa, poi ritorniamo al nostro parco, e ci prepariamo uno spuntino sul barbecue. Siamo li tranquilli e arriva Greg con il suo furgone,- vi stavo cercando, ma il telefono?-  scusa non l’ho ancora caricato,- vi volevo dire che ci vediamo il 28 alle 8 al capannone,- bene, caro Greg e perfetto, grazie e ci vediamo il 28.

Incredibile, quindi ricapitoliamo, cerchiamo lavoro ma niente… sbagliamo strada…  l’incontro  con Greg…al lavoro non ci pensiamo più… decidiamo di andare in vacanza Tasmania…. troppo freddo…cambiamo itinerario, andiamo a nord… rimaniamo senza benzina…  quindi ancora un cambiamento, Greg ci chiama… ma dove andare non lo sappiamo… l’invito a cena dal giapponese Fumito...un lavoro…un telefonino…altri amici…e ora da 5 giorni siamo a casa di  Michael un ragazzo tedesco per sei mesi  in australia, casa con campo da tennis palestra idromassaggio piscina riscaldata, sauna  tutto free. Nel nostro portafoglio abbiamo 1275 dollari in più per pochi giorni di lavoro…così è la vita…bisogna perdersi per trovare la strada….se non ti lasci andare se non ti apri  se non sorridi alla vita non avrai mai delle occasioni, non ti accadrà mai niente di…straordinario…così è la vita… straordinaria, almeno per noi…

21 aprile 2011

ADELAIDE

Adelaide è una bella città, mi sembrava piccola, ma non lo è. Occupa una superficie di più di 1000 km quadrati, ma vista da qua sembra piccola.
La sensazione  che da, almeno a noi è di una città spaziosa,  è fatta come una scacchiera, strade dritte e incroci, case basse  tanti parchi e giardini.
Il centro della città è racchiuso in un grande parco che gli fa da cornice, poi fuori verso nord c’è Adelaide Nord, beh, mi sembra normale, come altro potevano chiamarla. Adelaide Hills, Barossa Valley  le colline attorno alla città dove si produce il vino, e a ovest si affaccia sull’oceano.









Mi piace perchè è tranquilla,  dall’aspetto romantico un pò ottocentesco, molto spaziosa,  case basse e pochi palazzi, danno un senso di libertà, si vedono le colline tutt’intorno, e poi piena di ragazzi, studenti, è una città multirazziale, non è la solita città turistica, mi piace.

Sulle targhe delle auto si legge  The Festival State o The Creative State,  Adelaide si vanta di essere la capitale artistica dello stato, perché  qua si svolgono  molti eventi, tutto l’anno, arte spettacolo sport .











Oggi visita all’ufficio immigrazione e compilato moduli con stupide domande, tipo: quali sono i tuoi interessi in Australia, e nel tuo paese...sei delinquente.. hai mai fatto atti contro l’umanità.. vuoi fare cose illegali in Australia.. sei venuto per fari curare… vuoi andare nei nostri ospedali…”e qua  una toccatina è d’obbligo”… hai mai fatto radiografie al torace,  e se si hanno evidenziato delle anomalie, quali…. e cose di questo genere.
Compiliamo i nostri moduli poi timidamente li consegno allo sportello, vorrei chiedergli qualcosa ma l’impiegato mi  dice firma qua, mi da due numerini e mi dice di aspettare la chiamata.
Arriva il nostro turno, entriamo  consegniamo numero  moduli e passaporti, vorrei far presente all’impiegato che non ho specificato la richiesta di…ma lui va all’ultima pagina controlla la firma, passaporto e visto di entrata sul monitor del suo pc, poi mi dice 255 dollari.
Paghiamo, ci consegna la ricevuta e dice tutto apposto, 12 mesi.
Poi andiamo all’ufficio AAA, il corrispettivo del nostro ACI e incassiamo il secondo ok,  questa volta gratis, per la Poderosa, può stare anche lei.

 Adesso dobbiamo pianificare, una cosa sapete che non mi è mai riuscita, mal si addice alla mia personalità.
E si perché l’Australia e un big country e non è che possiamo andare un pò qua e un pò la, come abbiamo fatto finora, dobbiamo perlomeno avere, non dico proprio tutto perfetto, ma almeno uno straccio di idea su da che parte andare e questa volta cercare di seguire una linea.
Ma vediamo, personalmente mi piace aprire gli occhi la mattina e guardare da che parte è il sereno .
Il casino è quando è tutto nuvolo o tutto  sereno, che fare, ritornare a dormire e riprovare…non è possibile.

Siamo andati  in giro, sulle  colline intorno Adelaide, nelle fattorie, a chiedere per un lavoro, ma sempre la stessa risposta, a fine maggio forse trovate qualcosa ma meglio a settembre ottobre, per la raccolta della frutta, ora è finito, arriva l’inverno, ma senza il visa work non posso darvi lavoro.
In Australia puoi lavorare se hai il visto chiamato vacanza lavoro, ma lo rilasciano solo a chi non ha superato i 30 anni di età, e noi per poco, veramente poco siamo rimasti fuori.!!!

Così è deciso, si va in vacanza, non pensiamo per ora al lavoro e decidiamo di andare verso sud, precisamente in Tasmania, tutti ci dicono che è bellissima soprattutto da girare con la moto e poi li abita il nostro nuovo amico Adrian.