venerdi 8
Mi sveglio presto, mister Narko, l’uomo
della security, ci porta il caffè, preparo la moto voglio andare a rifornire
così da non creare intoppi alla partenza.
Poi arriva Nunung con la colazione, finito di
sistemare le ultime cose ce ne andiamo un paio d’ore in centro, mister Tigre,
Gembong tradotto significa tigre… ah, un'altra cosa il sig. Gembon o Tigre ha
chiamato i suoi due figli uno Puma e l’altro Jaguar, ha una vera passione per i
felini, in casa ha dodici gatti, ha anche diverse di tigri, ma quelle sono di
pietra, dicevo che ce ne andiamo un paio d’ore in centro, abbiamo tempo mister
G ha fissato la partenza per le 2, che poi saranno le 3 e poi ancora le 4.
mr Mokhtar and mr Gembong |
Prima di lasciare la città siamo stati
alla sede del giornale il Radar Malang per le foto e un’intervista sul raduno
di Blitar, poi finalmente sotto la pioggia si parte.
Arriveremo a Blitar alle 7,
registrazione spuntino di benvenuto, ci consegnano il pass e ci dirigiamo
sempre scortati dalla polizia al luogo della manifestazione.
Un paesino sulle colline e tutt’intorno piantagioni di caffè. Nel campo
da calcio ci sono montate le tende le toilette e le cucine. C’è il palco per la
band e c’è anche una grande catasta di legna che servirà per il falò di
inaugurazione, ah… cosa importantissima ci sono tavolate stracolme di cose
buone, lo spero, da mangiare.
sabato 9
Che serata, ci hanno chiamato sul
palco e intervistato, poi mi hanno costretto a ballare il dangut la famosissima
danza indonesiana. Io, diciamo la verità con il ballo non ci azzecco proprio
niente, ma stare in mezzo a quelle due ballerine che muovevano uhm…tutto quello che si può
muovere… ne è valsa la brutta figura, altro che falò, qua ci vuole del
ghiaccio, tanto ghiaccio.
A mezzanotte io mi butto in branda
esausto, la mattina alle 6 attorno ai resti del falò ci sono i miei amici Eko e
mister G. che ancora dormono. Alle 7
tutti in piedi, un po’ di aerobica per svegliarsi e dopo colazione. Aspettiamo
che arrivino tutti i motociclisti e via tour della città con visita alla tomba
del primo e amatissimo presidente Sukarno … e ancora sul palco e intervista
assieme al non mi ricordo il nome ma mi dicono sia il primo cittadino.
Poi ancora un ballo con maschere
tradizionali assieme al
governatore, foto e bla bla, e ancora in
moto a 20 forse 30 kilometri dalla
città, su una bellissima spiaggia dove
un gruppo di suonatori con dei danzatori bambini ci aspettavano. Fresche noci di cocco come benvenuto e poi la
danza del cavallo di bambù.
È
toccato danzare anche a me e al
governatore, ma nemmeno la presenza del cavallo di bambù mi ha salvato da un’altra brutta figura, oh…
ci tengo a precisare che anche il governatore era un tantino rigido.
Ma non è finita, tornati in città al
palazzo della regione, chiamiamolo così, dove abbiamo fatto la cena ci sono
state le premiazioni ai motociclisti, il governatore ha avuto la sua prima
spilla dei 1500 kilometri, anche io sono stato premiato con quella dei 2500, è
la più grande che hanno, e ancora una volta non è finita, il governatore mi ha
cantato happy birthday…e si gente oggi è il mio compleanno, in effetti è
dopodomani ma qua hanno voluto anticipare, siete curiosi…ecco qua accontentati,
sono 50 tondi tondi.
I motociclisti del Honda Phantom
Indonesia e anche tutti gli altri mi hanno fatto le felicitazioni, mi è toccato
il solito discorso e anche questa sera sono stato trattenuto sul palco in mezzo
alla band e alle ballerine, ormai non arrossisco neanche più.
domenica 10
Giornata finale, abbondante
colazione, noi ci limiteremo a un riso bianco e un uovo sodo, poi tutti in fila
percorriamo la strada dei misteri che porta in cima al monte Kelud, un vulcano attivo.
mr.Eko |
Anche qua ci hanno fatto salire sul
palco presentato al pubblico e intervistato, poi mr. Gembong tra le lacrime ci
saluta e mr Eko dal palco ci canta una canzone. Ci consegnano a un gruppo di
bikers di Yogyakarta, la nostra prossima destinazione. Ora abbiamo la scorta e un posto per dormire
stanotte, a casa di Andy, un mister
Jefferson indonesiano, ve lo ricordate mr Jefferson, quel simpatico negretto del telefilm
che aveva 7 lavanderie a Park Avenue, Andy
ne ha 70 sparse in tutta l’Indonesia. Beach laundry
lunedi 11 giugno giorno del mio compleanno
Oggi andiamo al tempio di Borobudur, ma
prima passiamo alla sede del Kedaulatan Rakyat il giornale di Yogyakarta per un’altra intervista,
e questo è l’articolo.
Borobudur è il tempio buddista più grande al mondo, ma quando
arriviamo ricevo un messaggio che mi rattrista, mi dice che Ivan il mio amico
di Jember è morto in un incidente stradale poche ore fa.
Con shizu decidiamo di ritornare a Yogyakarta e ripartire per Jember,
chiamo mr G. per avvisarlo delle nostre intenzioni e tempo 10 minuti ricevo
telefonate da ogni dove. Sono bikers che mi dicono di non ritornare a Jember,
la strada è troppa e non è il caso, io non so che fare, ma prima di prendere la
decisione finale voglio parlare con Ika, la moglie di Ivan. Solo a sera
riuscirò a parlare con Ika, alla fine della nostra chiacchierata Ika mi augura
buon viaggio e dice di stare attento, decidiamo così di ascoltarla e continuare
per la nostra strada.
Come vanno le cose, avevo parlato di
Ivan proprio ieri, con un motociclista di Ambulu, amico anche lui di Ivan che
mi diceva appunto che Ivan era a Bali e
che sarebbe tornato la notte, già la notte, ma la notte se lo è portato via.
Penso ad Aris e Sandra che il giorno
che abbiamo lasciato Jember loro sono andati arrabbiatissimi a cercare Ivan e
volevano picchiarlo, ho saputo poi che gli hanno portato via la moto e venduta
per due lire, non hanno nemmeno recuperato tutti i loro soldi, come si
sentiranno ora…
Una volta ho raccontato a shizu un
fatto successo anni fa, mi è rimasto impresso e me lo ricordo sempre nitido
come se stesse accadendo ora.
È successo quando è morta mia nonna
Eva, sono passati tanti anni, io ero ragazzo, forse 18 anni, non so, sapete che
con le date… comunque.. sinceramente non saprei dirvi di più perché ricordo
solo una sera e la mattina dopo.
Mia nonna stava seduta a letto, credo
di ricordare che non si alzasse più molto, non stava molto bene, ma la cosa che
mi ricordo perfettamente è che mia madre
gli porta la cena. Ma quella sera la
cena non era di suo gusto e non voleva mangiare, mia madre si arrabbia con lei,
gli grida sbatte..insomma le solite cose, si va a dormire e la mattina troviamo
mia nonna morta, mia madre si dispera,- come
faccio, ieri sera l’ho sgridata mi sono arrabbiata e adesso non posso dirgli
niente-… io non ho mai dimenticato la disperazione e le lacrime di mia
madre. Ho sempre pensato che ogni
sera quando mi addormento devo essere “apposto”, la vita è fatta di attimi non puoi tornare a vivere l’attimo passato e non puoi vivere l’attimo futuro,
abbiamo solo quell’attimo e in quell’attimo io ci voglio essere, presente
consapevole e con tutto il mio amore, perché alla fine quello che conta veramente
quello che resta è l’amore, tutto il resto …per quanto mi riguarda …fan culo.
Feliz cumpleaños Mauri. ¡Que cumplas muchos!
RispondiEliminaAhora que acabas de contar la historia de tu abuela, siento una enorme compasión por tu madre, pues se que es una bellisima persona, y que debió de ser terrible para ella.
Por eso necesitamos la compresión de los demás, de alguien que nos quiera, para superar los momentos difíciles.
- sobre todo en nuestro carácter y cultura latina, que tanto nos traiciona por culpa de nuestras encendidas pasiones-
Me gustaría pensar que aquella noche tu abuela fue llamada a habitar felizmente otro lugar. Como así fue.
Siento lo de tu amigo Mauri.
Que Dios lo guarde.
Salam Satu Jiwa "AREMA INDONESIA"
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