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oggi è un bel giorno per morire

10 maggio 2011

GUZENDEWANAKU HITSUZEN...

GUZENDEWANAKU HITSUZEN…non e casualità e inevitabile...
La cose vanno come devono andare, cosi capita ..

Oggi è il 10 maggio, è passato un pò di tempo dall’ultimo mio post: stavamo andando in Tasmania, vero… beh volete sapere com’è la Tasmania, è davvero cosi bella come dicono..??…e chi lo sa, noi non ci siamo mai arrivati!!!!!
Comeee… ora vi spiego, vediamo un po’ se riesco a fare un riassunto di questi  quasi 20 giorni: allora eravamo rimasti, vista l’impossibilita di lavorare, alla nostra decisione di andare in vacanza, in Tasmania.

La mattina del 21 salutiamo i ragazzi con cui dividevamo la stanza nell’ostello,  Daniele ed Eleonora, una giovane coppia italiana, lavorano in una farm, nelle Hills, alla raccolta dell’uva, e Andy un ciclista londinese in viaggio da 15 mesi, in sella alla sua normalissima bicicletta, per le strade del mondo. Lui ci chiama pazzi, ma anche lui a pazzia non scherza affatto, questo è il suo blog dove racconta delle sue pedalate.www.nepalorbust.info.
Nella nostra stanza cerano altri due ragazzi, Angelo bravissimo fotografo siciliano e la sua compagna...ora non ricordo come si chiamava, una francesina, loro sono partiti qualche giorno prima, verso Alice Springs, e ancora Claudio e Claudia, i claudietti vagabondi, la loro pagina su Face Book.
I soliti saluti, le foto, le raccomandazioni, dai ci si vede... scrivi... facci sapere dove siete... ciao... ciao.

Si va direzione sud, verso Goolwa, vogliamo fare di nuovo tutta la costa, ma questa volta scendendo.  Piove, a...non mi ricordo dove ci fermiamo sotto una pensilina della fermata autobus e ne approfittiamo per pranzare, il solito pane con sardine e formaggio, ormai un classico della nostra dieta. 
È stato un pranzo bagnato, si è alzato un vento freddo e la piccola tettoia non è bastata a ripararci, ma è durato poco, giusto il tempo di pranzare, poi tutto tranquillo, la solita fortuna / sfortuna!
Stiamo aspettando che smettano le ultime gocce di pioggia e si avvicina un ragazzo: - sono passato prima con la macchina e ho visto la moto e il percorso sulle valige, incredibile, ho parcheggiato moglie e figlio li,- dice indicandoci il parcheggio dove c’è la sua macchina, - dovevo conoscervi.-
Si parla per una buona mezzora, poi ci chiede -… e adesso dove andate…  ma allora siete sulla strada sbagliata, dovete andare dalla parte opposta.- Mi spiega il percorso e poi per essere sicuro che abbiamo capito bene ci scrive tutti i paesi che dobbiamo attraversare.
Prima di andare vuole una foto con la poderosa, - quanto vi invidio, anche io sono motociclista, ho viaggiato in tutta l’Australia, ma ora faccio solo i giri del fine settimana, sai adesso c’è la  famiglia.-  Siamo ancora li cercando di memorizzare il percorso che passa con la sua macchina e ci salutano, lui la moglie il figlio e un grosso cane di razza…umhhhh diciamo di razza canina, del tipo molto grande.
Ora che -Andrew Harris- From Middleton SA- VTR1000 Honda, ci ha scritto un ottima mappa procediamo, dobbiamo tornare sui nostri passi per buoni 30 kilometri, la strada è veloce continua a piovere e fa freddo, ma non fa niente.
 A un certo punto decidiamo di cambiare strada, lasciare la costa e prendere una strada interna, pensiamo che verso l’interno non piova e faccia più caldo. Nessuna base scientifica a dar supporto alla nostra tesi, solo la speranza, la nostra illusione, quindi imbocco la prima strada laterale, mi accorgo quasi subito, mica vero, che qualcosa non mi quadra, le macchine che dovrebbero essere nella corsia opposta invece viaggiano proprio di fronte a me e mi lampeggiano ripetutamente…ora realizzo... accidenti...  Shizuuuuu ho sbagliato strada.
 Ok risolto il piccolo equivoco continuiamo con calma causa pioggia  a intermittenza il nostro cammino della speranza e arriviamo ancora umidi e infreddoliti a Culburra.

Sistemiamo la tenda con il sole al tramonto che dipinge il cielo di rosso, e come direbbe mia madre: rosso di sera bel tempo si spera…e noi speriamo, buonanotte.



Il giorno dopo una strada praticamente dritta passando per Keith, Naracoorte, Casterton, ci porta sino a Tyrendarra, sulla costa sud vicino a Portland, qua ci accampiamo in una Rest Areas, grande serbatoio dell’acqua, tavolo con luce e la cosa più importante niente insetti  volanti.


La mattina mi sveglia il suono della pioggia sulla tenda, non mi alzo, rimango sdraiato sino a che non smette. Sono le 7 quando esco, non siamo a molti chilometri da Adelaide, il contakilometri della poderosa ne segna 670 in più, ma più andiamo verso sud più la temperatura si abbassa, comunque ora il sole sta scaldando.
Dopo colazione aspettiamo che asciughi la tenda, rabbocco l’olio alla poderosa e guarda caso ricomincia a piovere, partenza bagnata.
Non so esattamente quanti kilometri ma mi ricordo il nome del posto, Broadwater, qua ci fermiamo per un caffè caldo preparato in precedenza e messo nel thermos. C’è freddo, ho i piedi che navigano, ancora sto andando con i vecchi stivali, guardo Shizuyo che più di me ha freddo, accovacciata chiusa dentro la tuta antipioggia con stretta tra le mani la tazza di caffè e… non mi ci vuole molto per decidere. Shizu si va al nord preparati, credo che non stesse aspettando altro, un balzo è dritta in piedi, - ok sono pronta - dice a voce alta con un sorriso che è tutto un programma.
E allora andiamo, imbocco la C184 una strada tranquilla e divertente che va verso nord, passiamo Hamilton poi Colerain dove ci fermiamo per pranzo e dopo il solito panino e non vi sto a dire con cosa, procediamo, la temperatura ora si fa piacevole, 24 gradi, la strada è sempre divertente, belle curve che ti invitano a camminare, un bel nastro giusto giusto  d’asfalto tra paesaggi di campagna.







È ormai l’ora di trovare un posto per la notte, fermi a bordo strada davanti a un incrocio non sappiamo che direzione scegliere, destra o sinistra, i nomi sui cartelli non ci dicono assolutamente niente, ma decidiamo comunque di andare in direzione Goroke, il nome ci ispira fiducia. Nello stesso momento passa un fuoristrada che poco più avanti  fa inversione e si ferma affianco a noi.- Serve aiuto, dove volete andare,- dico a Goroke.. e il tipo, un baffuto corpulento signore mi fa: - e perché, cosa ci andate a fare?-….che strana domanda penso, e gli rispondo: cerco un posto per campeggiare, c’è forse qualche problema?…e lui agitando le mani e portandosele al petto ridendo quasi per scusarsi...- no..no..è che.. non c’è proprio niente, seguitemi.-
Seguiamolo, vediamo dove ci porta, magari ci invita per cena ci offre una doccia e ci fa dormire in casa.
Ehi ma dove stiamo andando? Abbiamo già fatto 15 kilometri, e ora… l’asfalto è finito, fuoristrada…ancora 3 ..e 5 e 6 kilometri…a quanto pare siamo arrivati a destinazione, non a casa sua ma sulle rive di un lago, il lago Ratzcastle.
Ci sono altri campeggiatori con i loro camper e fuoristrada, Jim cosi si chiama ci disegna la mappa per arrivare dice lui in un posto bellissimo, su una montagna, mi sembra monte Arapiles, da dove si ha una vista mozzafiato, bene, domani ci andiamo senz’altro, poi i saluti e le solite foto.








Il posto è grande, facciamo un giro e ci sistemiamo in una radura di fronte al lago sotto alcuni alberi di… eucalipto….ahh… non ve lo aspettavate vero, ma qualche albero lo conosco anch’io, il pioppo l’eucalipto l’albero di natale, anche se a dire il vero credo che quest’ultimo  sia conosciuto con un altro nome.
Accendo un gran bel fuoco, le foglie e il legno dell’eucalipto bruciano che è un piacere, ceniamo davanti al fuoco una zuppa di patate carote asparagi cipolla mais e peperoncino, piccantissima, un fuoco, tanto per rimanere in tema.

Da questa parte del mondo il cielo è diverso, ci sono tantissime stelle e poi sembrano più vicine, a Shizuyo piace molto, poi guardare le stelle affianco al fuoco  con una tazza di the in mano…non ha prezzo.
Aspettiamo che il fuoco sia in sicurezza e entriamo in tenda.


La mattina su consiglio di Jim che ci ha accompagnato qua ieri, decidiamo di andare alla montagna Arapiles, dista 50 km, ma sulla strada mi accorgo che non abbiamo benzina a sufficienza.  Un cartello segnala Goroke a 15 km, andiamo, ma non siamo fortunati, l’unico distributore è chiuso, chiedo e mi dicono che il più vicino è a Nhill, 50 km, ma verso nord e noi dobbiamo andare a est.  A quanto pare non abbiamo alternativa, ci sono un paio di giorni di festa, festa nazionale, commemorazione di qualche guerra vinta o persa, non so bene, e nei piccoli centri tutto chiuso, tutti a far festa, a ingozzarsi di birra e carne alla griglia.
 Andiamo, procediamo tranquillamente, non voglio rimanere a secco in mezzo alla strada.
Finalmente, dopo 65 km ecco Nhill, facciamo benzina, carichiamo acqua e …e ora che si fa…tornare indietro sono 50 kilometri sino a Goroke e poi altri 50 per la montagna, ma non è finita, ci sono ancora gli altri 100 per ritornare indietro nella direzione giusta, decidiamo che se questo era il destino deve essere così, niente montagna con vista mozzafiato, si prosegue per Alice Springs.
 All’una ci fermiamo a pranzare, pane con…non ve lo dico, tanto ormai lo sapete, il solito.
 Gia che ci siamo apriamo il pc e controlliamo l’email, sorpresa, Greg ha scritto …ahh... ma voi non lo conoscete, allora vi spiego, la settimana  scorsa quando eravamo ad Adelaide, ve l’ho già detto, siamo andati un po in giro, intorno, nelle campagne a chiedere per un lavoro, la risposta era sempre no, senza il permesso niente lavoro.

L’ultimo signore visitato, cosi per caso, diciamo per sbaglio, avevo imboccato una strada chiusa e gli sono capitato davanti, si chiama Greg,
Comunque  ormai si era deciso di partire per le vacanze, ma visto che sono qua e lui è davanti a me gli chiedo per un lavoro, mi risponde la stessa cosa, no senza visa work non posso. Ok gli dico, poi non so perché ma gli lascio un nostro biglietto da visita, questo è l’indirizzo del nostro blog di viaggio e c’è anche la nostra email, se sai di qualche lavoro puoi scriverci gli dico, ma gli e l’ho detto così, senza convinzione.
Apro la mail  di Greg, l’ha mandata sabato, oggi è domenica, dice: lunedi alle 8 davanti al capannone dove ci siamo incontrati.
Uffi... siamo contenti, ma dove ci siamo incontrati? siamo capitati lì cosi, per caso, nella email ci sono due numeri di telefono, proviamo… segreteria, lascio un messaggio e mando una email di conferma, chiedendo anche un indirizzo. Aspettiamo ancora una mezzora e riprovo a telefonare, niente sempre la segreteria.
E adesso, siamo a 330 kilometri da Adelaide, sono le 2,- che facciamo - mi chiede Shizuyo, andiamo,- andiamo  dove,- non so, intanto vediamo di arrivare ad Adelaide prima del buio, poi ci verrà in mente qualcosa.
Do gas alla poderosa, nessuna divagazione, una sola fermata per rifornire ed entriamo nuovamente ad Adelaide che sono le 5, che fare?... proviamo ad andare su, verso le colline, magari ci ricordiamo qualche strada.
Si sta facendo scuro e fermi a un semaforo ci affianca una macchina con a bordo una ragazzina e un signore dai connotati orientali.
Il tipo mi urla - da dove vieni,- from italy faccio e lei indicando a Shizu japan,- ohh-… e comincia a parlare giapponese,- dove andate?-  uhmm..." wakarimasen".. non lo so.. gli faccio io,- seguitemi - dice.
Lo seguiamo sino a casa sua.
Parcheggio nel suo giardino e facciamo le presentazioni, di giapponese mi sembra che gli sia rimasto poco al tipo. Appena dopo ne avrò la conferma, quando entriamo in casa e non si toglie la scarpe e ci offre un bicchiere di vino accompagnato da formaggio francese…!!!!-
 Sapete ho visto la moto tutte le bandiere, poi il kangi, la scritta giapponese sul casco, ma quando poi ho visto la tua faccia ho detto che strano, non è giapponese, ma raccontate, intanto stasera cenate con noi.-
Dobbiamo aspettare la famiglia, è andata in chiesa, e nel frattempo il sig.Fumito ci bombarda di domande,  dopo un’ora e una bottiglia di vino finita arriva la famiglia, moglie, padre madre di lei, le tre figlie e 4 amici, è una gran festa. Finita  la cena  finalmente arriva il the verde, non ci speravo quasi più, che insieme al cibo e alla lingua sono le sole cose a ricordarmi il Giappone in questa casa, la famiglia è ormai occidentalizzata, le bambine hanno mangiato la pizza...strano.
Ottima la cena, loro hanno un ristorante giapponese e abbiamo anche ricevuto un invito per pranzo.
Già che ci siamo gli chiedo di telefonare a Greg spiegandogli il fatto, perfetto, ora abbiamo anche l’indirizzo, non è difficile arrivarci, comunque ci regala uno stradario della città.
Foto ricordo saluti e poi andiamo.








Anche con il buio troviamo facilmente il posto, montiamo la tenda nelle vicinanze, in un piccolo parco, con bagni acqua campi da netball e barbecue elettrico free.
Siamo in tenda e pensiamo a come vanno a volte le cose, avevamo salutato Adelaide 4 giorni e 1370 kilometri fa, e ora... di nuovo Adelaide…destino…

La mattina alle 8 siamo da Greg, ci spiega il lavoro e si inzia. Che cosa facciamo, raccogliamo il rabarbaro.
Non avevo mai visto il rabarbaro, il rabarbaro è una pianta, e fin qui ci siamo, ha un gambo e una foglia, come tutte, credo, noi stacchiamo il gambo e con un coltello lo decapitiamo della sua foglia che non è commestibile e lo mettiamo nelle casse e si va avanti cosi.








Alle 2 arriva Greg, 5 ore di lavoro mi da 150 dollari e dice che per oggi abbiamo finito, domani a che ora gli faccio..-.no no dice, domani niente,- e io: dopodomani, - no- la prossima settimana, anche solo un giorno, anche qualche ora  è ok per me..-.no , non so, dammi il tuo numero se mi servite ti chiamo,- Greg scusa ma il telefono me l'hanno rubato, però posso passare tutti i giorni a vedere, siamo accampati qua vicino....uhmmm ...fa lui, e poi  mi dice aspetta qua.


Dopo mezzora ritorna , mi chiama in disparte, gli altri stanno ancora lavorando, e mi da una scatola con un telefonino, dice un regalo per te, c’è anche la scheda, però la devi ricaricare, è a mio nome quando vai via dall’Australia la distruggi…!!.grazie Greg.


Gli chiedo se posso prendere alcune mele da degli alberi che sono al bordo del campo, quante ne vuoi mi dice. Poco dopo, mentre io e Shizu stiamo raccogliendo ritorna e ci dice: seguitemi  vi presento mio padre che vuole conoscervi, parla italiano.
Andiamo, la casa è proprio sulla strada vicino al campo, ci presenta a suo padre e ci saluta.
Si è vero il padre parla italiano, in maniera comprensibile, ma parla solo, non capisce niente, riesce solo a tradurre quello che vuol dire.
Lo ha studiato con i dischi e sui libri 40 anni fa, pero è simpatico e ancora di più sua moglie.
Si parla molto, lui, e poi caffé biscotti e finalmente scopriamo come si utilizza il rabarbaro, nella preparazione dei dessert.

Non è finita ci portano fuori in macchina, un giro nei dintorni, al parco degli animali al monte Lofty da dove si vede tutta la città e poi ci invitano a cena, pollo con patate, comprato in un chicken and chip… ohh che volete, siamo in Australia.
E per finire ci ospitano nella loro dependance, una doccia e buonanotte
I vecchietti, 83 anni entrambi sono veramente simpatici, la mattina colazione e ci salutiamo, dicono che sono contenti di esserci di aiuto e che possiamo stare li da loro o passare quando vogliamo, anche solo per una doccia.

Scendiamo ad Adelaide dobbiamo rifornire sia la poderosa sia la nostra dispensa, poi ritorniamo al nostro parco, e ci prepariamo uno spuntino sul barbecue. Siamo li tranquilli e arriva Greg con il suo furgone,- vi stavo cercando, ma il telefono?-  scusa non l’ho ancora caricato,- vi volevo dire che ci vediamo il 28 alle 8 al capannone,- bene, caro Greg e perfetto, grazie e ci vediamo il 28.

Incredibile, quindi ricapitoliamo, cerchiamo lavoro ma niente… sbagliamo strada…  l’incontro  con Greg…al lavoro non ci pensiamo più… decidiamo di andare in vacanza Tasmania…. troppo freddo…cambiamo itinerario, andiamo a nord… rimaniamo senza benzina…  quindi ancora un cambiamento, Greg ci chiama… ma dove andare non lo sappiamo… l’invito a cena dal giapponese Fumito...un lavoro…un telefonino…altri amici…e ora da 5 giorni siamo a casa di  Michael un ragazzo tedesco per sei mesi  in australia, casa con campo da tennis palestra idromassaggio piscina riscaldata, sauna  tutto free. Nel nostro portafoglio abbiamo 1275 dollari in più per pochi giorni di lavoro…così è la vita…bisogna perdersi per trovare la strada….se non ti lasci andare se non ti apri  se non sorridi alla vita non avrai mai delle occasioni, non ti accadrà mai niente di…straordinario…così è la vita… straordinaria, almeno per noi…

21 aprile 2011

ADELAIDE

Adelaide è una bella città, mi sembrava piccola, ma non lo è. Occupa una superficie di più di 1000 km quadrati, ma vista da qua sembra piccola.
La sensazione  che da, almeno a noi è di una città spaziosa,  è fatta come una scacchiera, strade dritte e incroci, case basse  tanti parchi e giardini.
Il centro della città è racchiuso in un grande parco che gli fa da cornice, poi fuori verso nord c’è Adelaide Nord, beh, mi sembra normale, come altro potevano chiamarla. Adelaide Hills, Barossa Valley  le colline attorno alla città dove si produce il vino, e a ovest si affaccia sull’oceano.









Mi piace perchè è tranquilla,  dall’aspetto romantico un pò ottocentesco, molto spaziosa,  case basse e pochi palazzi, danno un senso di libertà, si vedono le colline tutt’intorno, e poi piena di ragazzi, studenti, è una città multirazziale, non è la solita città turistica, mi piace.

Sulle targhe delle auto si legge  The Festival State o The Creative State,  Adelaide si vanta di essere la capitale artistica dello stato, perché  qua si svolgono  molti eventi, tutto l’anno, arte spettacolo sport .











Oggi visita all’ufficio immigrazione e compilato moduli con stupide domande, tipo: quali sono i tuoi interessi in Australia, e nel tuo paese...sei delinquente.. hai mai fatto atti contro l’umanità.. vuoi fare cose illegali in Australia.. sei venuto per fari curare… vuoi andare nei nostri ospedali…”e qua  una toccatina è d’obbligo”… hai mai fatto radiografie al torace,  e se si hanno evidenziato delle anomalie, quali…. e cose di questo genere.
Compiliamo i nostri moduli poi timidamente li consegno allo sportello, vorrei chiedergli qualcosa ma l’impiegato mi  dice firma qua, mi da due numerini e mi dice di aspettare la chiamata.
Arriva il nostro turno, entriamo  consegniamo numero  moduli e passaporti, vorrei far presente all’impiegato che non ho specificato la richiesta di…ma lui va all’ultima pagina controlla la firma, passaporto e visto di entrata sul monitor del suo pc, poi mi dice 255 dollari.
Paghiamo, ci consegna la ricevuta e dice tutto apposto, 12 mesi.
Poi andiamo all’ufficio AAA, il corrispettivo del nostro ACI e incassiamo il secondo ok,  questa volta gratis, per la Poderosa, può stare anche lei.

 Adesso dobbiamo pianificare, una cosa sapete che non mi è mai riuscita, mal si addice alla mia personalità.
E si perché l’Australia e un big country e non è che possiamo andare un pò qua e un pò la, come abbiamo fatto finora, dobbiamo perlomeno avere, non dico proprio tutto perfetto, ma almeno uno straccio di idea su da che parte andare e questa volta cercare di seguire una linea.
Ma vediamo, personalmente mi piace aprire gli occhi la mattina e guardare da che parte è il sereno .
Il casino è quando è tutto nuvolo o tutto  sereno, che fare, ritornare a dormire e riprovare…non è possibile.

Siamo andati  in giro, sulle  colline intorno Adelaide, nelle fattorie, a chiedere per un lavoro, ma sempre la stessa risposta, a fine maggio forse trovate qualcosa ma meglio a settembre ottobre, per la raccolta della frutta, ora è finito, arriva l’inverno, ma senza il visa work non posso darvi lavoro.
In Australia puoi lavorare se hai il visto chiamato vacanza lavoro, ma lo rilasciano solo a chi non ha superato i 30 anni di età, e noi per poco, veramente poco siamo rimasti fuori.!!!

Così è deciso, si va in vacanza, non pensiamo per ora al lavoro e decidiamo di andare verso sud, precisamente in Tasmania, tutti ci dicono che è bellissima soprattutto da girare con la moto e poi li abita il nostro nuovo amico Adrian.

20 aprile 2011

Compleanno Shizuyo

Buongiorno a tutti voi che ci seguite dalle pagine di questo blog....

oggi è il compleanno di Shizuyo...e io me ne sono dimenticato...anche quest'anno...



                             A  U  G  U  R  I

08 aprile 2011

il lago che non c'è....

Ieri poco dopo  Wentworth siamo entrati nello stato del Vittoria, il paesaggio è cambiato, tanti  frutteti  vigneti e campi di verdura,  colori autunnali, molto bello.
Come ho scritto,  abbiamo dormito accanto a un campo di mandarini, a Colignan,  però oggi  siamo dovuti ritornare sulla strada principale, la A79, era un continuo trovare strade chiuse.
Noi volevamo scendere a sud con strade secondarie e campeggiare vicino a i tanti laghi, ma non è stato possibile, per ora.
Comunque da Colignan dopo vari tentativi troviamo 20 km di strada sterrata che ci portano purtroppo sull’asfaltata A79… beh, ci siamo divertiti, poco ma meglio accontentarsi.


Arriviamo a Ouyen, poi a Hopetoun, la nostra strada va a sud, vedo un’indicazione, Lake Albacutya 36 km, tiro dritto, poi dopo un paio di km rallento e domando a Shizuyo cercando di convincerla, …non è distante e poi è ancora presto…, se vuole andare a vedere il lago.

Ho la sua approvazione, si torna indietro: 40 km di sterrato divertente, fatto in tranquillità gustandoci il panorama.
 Arriviamo, almeno così dice il cartello, ma del lago nemmeno l’ombra.
 Proviamo questa strada indica Western Beach...10 minuti eehh…oohh attenzione, la sabbia c’è ed è tanta, tanta che Shizuyo deve scendere e aiutarmi nella manovra di disimpegno, ma del lago ancora niente.
Torniamo un pò indietro, dove avevamo visto i bagni  le docce e il grande serbatoio dell’acqua, li ho visto anche un pannello informativo.
Questo è uno strano lago davvero, Lake Albacutya.. il lago che non c’è, va e viene, ora è… e-v-a-p-o-r-a-t-o.
Il posto è bello, ci accampiamo vicino lo scivolo per la barche e Shizuyo non perde l’occasione come trova un pò d’acqua di lavare, ha una vera passione, oppure la paranoia dello sporco, chissà.








Sabato 9 Aprile
Notte fantastica, poche zanzare, ma tanto ormai Shizuyo è stata marchiata su tutto il corpo. La mattina fatta colazione e caricata la poderosa vogliamo andare a vedere quanta acqua c’è in questo lago, via giù lungo lo scivolo fino dentro al lago, uno, due, tre kilometri, dovremmo quasi essere al centro di questo lago, ma dell’acqua niente, il terreno spaccato, secco.
 Incredibile, 55km quadrati, 8 metri di profondità, non so quanti milioni di litri d’acqua e ora è secco.
Ci fermiamo alcuni minuti, viaggiamo con lo sguardo a360 gradi, lo immaginiamo colmo d’acqua…dai dai andiamo, non si sa mai …
l'alba sul lago che non c'è
verso il centro

















Passiamo a Rainbow a fare rifornimento e via verso Dimboola, ma appena fuori il paese, strada chiusa.
Ritorno indietro e  chiedo al benzinaio come mai e se si può tentare di passare, il tipo dice flood, innondato, impossibile passare, è da dicembre che è chiusa, l’acqua alta cosi e porta la mano a un buon metro e mezzo.
Dico: ma cosa stai a dire, scusa stanotte abbiamo dormito dentro al lago, è asciutto.
Lui ride, si si asciutto, l’acqua adesso è qui, poi aggiunge qualcosa che non capisco e mi fa vedere una cartina con un altro percorso.
È una strada bianca ma dice che ora è asfaltata, fa il giro di un altro lago e ci porterà a Jeparit e poi a Dimboola.
Proviamo, la strada è interessante, hanno steso giusto una striscia di asfalto sulla terra, giusta giusta, tanto che quando incrociamo una macchina questa deve per forza spostarsi  di lato e finire con le ruote sulla terra.
Che strano, il lago senz’acqua e a pochi km la strada allagata da tre mesi.










Arriviamo a Horsham sotto l’acqua, è una città abbastanza grande, ci fermiamo a fare la spesa in un centro commerciale e incontriamo Philip Nicks, un motociclista, lui ha girato l’Australia con la sua moto, un Harley.

Ci chiede dove andiamo, gli spiego la nostra idea, lasciare la strada principale e scendere nel Grampians National Park, Wartook, Halls Gap e poi giù, verso Dunkeld  e da lì raggiungere Port Fairy,  sempre su strade secondarie.

Dice gran bel giro, bei posti, ma non so se troverete le strade aperte, poi questa settimana  fa freddo.  Scambio di email e buon viaggio, indossiamo le tute impermeabili e andiamo.
Percorriamo questa  strada di montagna, asfaltata ma con delle belle curve, divertente anche se sta piovendo e la temperatura sfiora i 10 gradi.
Dopo aver passato Wartook sulla strada che porta a Halls Gap  un bel cartello indica strada chiusa,  si cambia rotta,  torniamo indietro qualche km e prendiamo un’altra strada, ma poco dopo chiusa anche questa e ancora questa e questa.
Piove, arrivati ad un bivio un cartello indica Roses Gap, il nome ci piace e poi dice che ci sono anche delle cascate, proviamo.

È l’una continua a piovere, la strada passa in mezzo alla foresta c’è umido e fa freddo, alle due decidiamo di cercare un posto per campeggiare.   Sulla strada incontriamo un ristorante abbandonato in vendita, ha una grande veranda con un bel tavolo corredato di panche, fermiamoci qua, e perfetto vero
Un caffè caldo, biscotti, poi controlliamo le foto sul compiuter e cerchiamo di capire dove siamo.

A un certo punto mentre stiamo cenando, una vera invasione di falene, grandi e anche abbastanza ripugnanti, che si scaraventano letteralmente su di noi, sul tavolo sul fuoco, che schifo, devo proprio dirlo, un casino, e non abbiamo ancora montato la tenda.
Non so se vi è mai capitato, a me mai, e vi assicuro che è da…non ci voglio pensare, poi la mattina un campo di battaglia decine di vittime agonizzanti…che schifo.
Ingoiamo rapidamente l’ultimo boccone e poi lasciato tutto cosi com’è cerchiamo di montare la tenda, e  rapidamente ci entriamo, che serata.

Domenica 10     ...la cascata...come il lago...
Pioverà per tutta la notte,  la mattina continua, però  sembra rimettersi sul bello, ieri abbiamo tirato fuori le felpe, qua fa freddo, oggi 15 gradi..
 Sembra uscire il sole, via andiamo a cercare le cascate, ecco il cartello, parcheggio, bisogna proseguire a piedi, camminiamo un kilometro dentro la foresta, ma di acqua non ne vediamo e nemmeno ne sentiamo il suono.






Comincia anche una pioggerellina fina fina, Shizu non ne può più, - torniamo indietro, le cascate sono come il lago-  senti, faccio io, è più di mezz’ora che cammino, almeno voglio vedere com’è.
Ancora 10 minuti,  poi passato un ponticello in legno eccole, maestose imponenti…e che cavolo, ma queste sono come il lago…l’acqua dov’è?
Anche loro come il lago asciutte, e come successo per il lago, tutto intorno strade chiuse per allagamento, scattiamo un paio di foto comunque e sulla via del ritorno immortaliamo anche due tranquillissimi canguri .
Andiamo verso Halls  Gap, ma di nuovo strada chiusa, allagata.









Cerchiamo un'altra strada, un paio di tentativi andati male poi imbrocchiamo quella giusta.
Halls Gap è un posto di montagna super turistico, freddo, e come accoglienza la polizia sulla strada ferma tutti e gli fa il controllo alcolemico, anche a noi.
Da qui vogliamo arrivare a Dunkeld, 70 km, ma la strada è ancora chiusa, non faccio caso al cartello e dico proviamo, poco dopo se il primo cartello non era chiaro adesso lo è, hanno messo un cancello con lucchetto e alcuni massi per evitare che qualche finto analfabeta come me passi di straforo, torniamo indietro, altra strada.









Arriviamo sotto la pioggia a Tarrington e mettiamo la tenda in un parco sotto una veranda, ma il vento e la pioggia sono fortissimi,  speriamo bene.


Lunedì 11 
Il fortissimo vento la notte mi ha costretto a uscire, staccare le valige dalla moto e sistemarle a un lato della tenda, praticamente proprio sopra, difatti dentro eravamo, non è per fare una battuta, accampati.
 Chiaramente abbiamo tutto bagnato,  non c’è il sole e non sappiamo cosa fare, Shizu dice di fermarci ancora qua, secondo me le dico siamo bagnati, qua non ci asciughiamo, tanto vale andare avanti, magari incontriamo un posto più protetto dove ci possiamo sistemare, si convince e dopo messa la tuta impermeabile  si và.

Percorriamo una strada tra boschi di alberi, senza alcuna personalità, tutti belli dritti, in fila precisi come tanti soldatini, pronti per essere tagliati, chissà se loro conoscono la loro fine.


Poi dopo 89 km arriviamo a Dartmoor, il paese dei grandi alberi, così l’abbiamo ribattezzata.
Che spettacolo, alberi grandissimi.
 Dartmoor è, lo definirei un borgo, carino, grandi prati con l'erba tagliata verde verde, un piccolo General Store dove non c'è niente ed è mischiato con tutto, sullo scaffale tra i biscotti e le scatolette di tonno trova posto un raccordo idraulico da mezzo pollice, pinze cinghie per auto, pacco di riso, colla, pennello, farina,  tre barattoli di marmellata, trementina, chiodi zincati, umhh...non ne ho idea ma penso non sia commestibile, c'è anche il frigo dei gelati con 5 e dico 5 cremini, 2 li abbiamo comprati, pagati il doppio.
Un  grande parco dove si può fare barbecoa e poco  piu in giù tutto un bosco, con un fiume, ben curato dove è possibile fare camping free.
Noi abbiamo scelto il piccolo parco perchè ci sono due grandi gazebo in legno con tavolo panche e corrente elettrica, la notte monteremo la tenda al centro del gazebo, al riparo dalle intemperie, niente insetti, posto perfetto, a 50 metri ci sono anche splendidi e pulitissimi bagni, nuovi nuovi, con la doccia, ma fredda veramente ghiacciata.
Ci mettiamo indumenti asciutti, prepariamo il solito caffè caldo, scarichiamo le foto sul pc e ci rilassiamo.
Non possiamo fare granché, continua a piovere a singhiozzo, c’è un buon collegamento e allora navighiamo un po’ e ne approfittiamo per rispondere alle email e aggiornare il blog.
La sera cena in tranquillità, senza insetti volanti, con spaghetti aglio olio e peperoncino, a Shizuyo è un periodo che gli piacciono molto.
Per poterli cucinare, sono costretto a fare una cosa orribile, spezzarli in due, la nostra pentola è piccolina, ma sono buoni ugualmente.











Martedì 12 
mattina nuvolosa, facciamo colazione un po’ svogliati, così sperando che se non gli diamo importanza magari  esce il sole, sistemiamo il carico sulla moto e aspettiamo, forse…no no,  sembra di no, ha ripreso a piovigginare, lo fa a intervalli di 10 minuti, che palle.
Non se ne può più, dai andiamo, magari sulla costa troviamo il sole.
Felpa giacca di jeans gilet di piumino giacca da moto guanti e pantaloni impermeabili, dopo 85 km appena passato Mount Gambier, stiamo andando a nord verso Adelaide, esce un po’ di sole, proseguiamo verso Millicent dove pranziamo il solito, pane sardine e formaggio, e un caffè caldo preparato la mattina.
Prendiamo la strada della costa certamente più interessante che questo dritto nastro di asfalto.


Lasciamo spesso la strada per avventurarci in qualche piccola stradina laterale che porta sulle spiagge, è bellissimo,  ci fermiamo abbastanza presto, montiamo il campo a Coorong, c’è il sole e così possiamo far asciugare la tenda i materassini e i sacchi che sono ancora umidi.





Mercoledì 13 
mattina di sole finalmente, controllo olio alla poderosa, tutto ok, andiamo.
Faremo tutta la costa nel Coorong National Park, che posto incantevole, pellicani cigni neri, e tante altre specie di uccelli, vogliamo arrivare ad Adelaide passando tutto dentro a questo parco, entrando da sud, passando per la città di Goolwa, ma a un certo punto la strada è chiusa, non c’è permesso entrare, non fa niente, passiamo la giornata sperimentando nuove strade, alcune sono davvero difficili, la solita sabbia, ma ormai lo sappiamo e andiamo con estrema attenzione.
Facciamo foto e ci godiamo il posto, siamo solo noi e la natura, qua  in mezzo al niente…, come direbbero in molti,  ma noi preferiamo dire qua in mezzo al tutto non abbiamo bisogno di niente.
Anche oggi ci fermiamo prestissimo, siamo in riva al mare anche se questo viene chiamato Lake, davanti a noi  al di là della lingua di mare una striscia di dune di sabbia ci impedisce di vedere l’oceano, ma ne sentiamo comunque l’odore, e poi la vista che ci dà ci fa sognare.
Oggi non abbiamo voglia di modernità, ci colleghiamo giusto il tempo di cercare un indirizzo di Adelaide e poi stacchiamo tutto,  passeggiamo accompagnati da un venticello teso, ma non freddissimo.
Aspettiamo il tramonto e ceniamo, sempre in compagnia del vento, utile in questo caso per mandare via eventuali zanzare.







Giovedì 14    arriviamo ad Adelaide
sveglia come sempre alle 6, per me, esco e il cielo è nuvoloso, ma sono quelle nuvole che come vedono il sole non so come ma scompaiono, tanto per rimanere in tema, si nebulizzano.
Dopo esce Shizuyo, stamattina non parliamo, ho già preparato la colazione, pane caldo caffè e miele, mangiamo e poi rimaniamo ancora dieci buoni minuti in silenzio a guardare una coppia di cigni neri che si lascia trasportare dalla corrente.
Non c’è un filo di vento e ora il sole comincia a riscaldare, -dai Shizu prepariamo, non c’è umidità, la tenda è asciutta, smontiamo dai, …sveglia amore mio, su…che oggi proviamo altre strade-…no e, non voglio cadere, ok .  - D’accordo, tranquilla andiamo piano-.
Scorrazziamo ancora qualche ora in questo parco, visitiamo anche un villaggio aborigeno, chiamiamola riserva, è più appropriato, magari un giorno parleremo di questa situazione.
Attraversino anche 120 metri di mare con una chiatta, tirata da funi, questa ovviamente motorizzata, ma praticamente uguale a quelle che si vedono nei film di John Wayne



 Arriviamo a Tailem Bend, ci rimangono 30 km per Adelaide, ma non ho nessuna intenzione di farli con la superstrada o Highways  come si chiama qua-
 nessuno sa darci indicazioni esatte, c’è  chi dice di non ricordarsi, ormai si prende solo la super strada, chi non conosce l’esistenza di altre strade, poi alla fine non so dove un meccanico in un piccolo centro, dopo che gli spiego che non voglio fare la noiossissima superstrada, mi dice vuoi le curve aspetta, va in ufficio e ne esce dopo poco con una bellissima mappa, e dice spiegandomi il percorso, questa è tutta curve, molto divertente con la moto. 
La strada è bella davvero, e il suo disegno preciso, non sbagliamo niente, abbiamo anche il tempo di fermarci a mangiare un paio di grappoli di uva, buonissima dirà Shizuyo.
Arriviamo ad Adelaide, subito già prima di entrare vedendola dall’alto ne ho una buona impressione, la città non è grande, e non ci sono grattacieli o alti palazzi a coprire il panorama, è tranquilla, luminosa, non turistica, mi piace.








Troviamo facilmente l’ostello, dove ci fermeremo per riposare e per andare nei vari uffici, all’immigrazione per il nostro visto e all’ufficio AAA, il corrispettivo dell’ACI,  per quello che riguarda la poderosa.
Mentre sto facendo una delle mie solite manovre all’italiana, ovvero inversione a U dove non si potrebbe, vedo dallo specchietto che c’è una macchina della polizia dietro, che fare.??!!, sono in mezzo alla strada,faccio finta di niente e continuo la mia manovra…? ..nicchio, poi mi volto e con un grande sorriso indicandomi gli dico, al poliziotto nella macchina, cerchi meee???
Il poliziotto sorride e mi fa cenno di indietreggiare e accostare,  intanto io sto pensando ad una strategia, accosto scendo e mi si avvicina il poliziotto, buttiamola sul comico, metto su uno spettacolino e con una faccia stupida e stupita guardandomi in giro dico - there is a problem, c’è un problema?.
Il poliziotto mi chiede se parlo inglese, dico veramente poco poco, lui fa -da dove vieni-, italia dico, - vieni guarda-, e mi mostra la targa, non si vede niente, troppa terra e fango, ohh dico io ringraziandolo, e subito prendo uno straccetto e la targa ritorna nuova, poi portandomi la mano al petto continuo a ringraziarlo, -Shizu guarda avevamo la targa sporca e non si vedeva niente-, grazie veramente grazie, non me n’ero accorto-  continuo a ringraziarlo e nel mentre lo invito quasi a tornare alla macchina, spingendolo in maniera gentile e spostandomi con lui, non si sa mai che veda altre cose storte.  Risale in macchina, io faccio segno posso girare e lui ridendo insieme al suo collega non dice niente ma mi indica di andare dritto, e va via continuando a ridere e agitando la mano dice buon viaggio.

Aspetto che sparisca dalla vista poi faccio inversione, e che cavolo, l’ostello è dall’altro lato della strada davanti a me.