lllllllll

oggi è un bel giorno per morire
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01 gennaio 2014

ancora una volta.. Buon anno



   E anche questo è andato...uno più o uno meno, dipende dai punti di vista...!!
Buon anno a tutti dicevo, noi abbiamo già festeggiato, alle 10 ci siamo fatti gli auguri, sai com'è, noi siamo "avanti"..!!!
Un grande cenone in stile... mauri shizu, Riso con verdure e zuppetta, accompagnato il tutto con the verde..e per finire ho preparato anche uno sfiziosissimo dessert. Con le briciole rimaste sul fondo del sacchetto del panettone natalizio, regalo della mamma di maika, si aggiunge del caffè e si ricopre con ricotta  yogurt caffè e scaglie di cioccolato 85%, una delizia.








a presto...

25 dicembre 2012

Buon Natale


Auguri, ve li avevo fatti ?..noo, auguri allora.
Che abbiamo fatto noi..  Abbiamo continuato il nostro viaggio.
La mattina lasciato il parcheggio sotterraneo ci mettiamo in viaggio, andiamo con tranquillità il paesaggio ci piace, il mare alla nostra sinistra appena scavalcata la linea ferroviaria che gli corre affianco, a tratti sembra quasi corrergli sopra, è calmo e di un blu meraviglioso.
 Attraversiamo un paese dopo l’altro, ci fermiamo un paio di volte a ripararci dalla pioggia e  alle 12 arriviamo a Caulonia il paese del  nostro amico Ben, siamo stati suoi ospiti in Australia.
Vorrei chiamarlo telefonicamente, ma in Australia ora è troppo tardi, almeno per lui, sono le 10  e Ben è già a nanna.
Caulonia è un caratteristico paesino abbarbicato su in collina, le stradine di pietra strette ci  portano sino ai resti di un antico castello. Ci fermiamo a fare  quattro chiacchiere con i locali ma non troviamo la sorella di Ben, troviamo la casa ma non c’era nessuno. 








Dopo le foto di nuovo in strada, ci fermiamo a Roccella Ionica per farci 2 panini imbottiti, che vi devo dire, piacciono molto a shizu. Poi decidiamo di continuare su questa strada e fare tutta la costa ionica e poi quella tirrenica e arrivare a Napoli, dove abbiamo un appuntamento con Diego. Ma prima faremo uno stop a Ioggi, dobbiamo conoscere assolutamente un altro amico, Massimo anche lui  motociclista e possessore di transalp e, anche lui sognatore.
Verso le 4 ci fermiamo dopo Capo Spartivento, mettiamo la tenda sotto una galleria in costruzione ma abbandonata, il posto però era pulito e in caso di pioggia asciutto.








Che spettacolo quando la mattina esco dalla tenda, la sera non ce ne siamo resi conto, il cielo era nuvoloso, ma oggi è sereno e davanti a noi vediamo la costa siciliana con l’Etna innevato, magnifico.
Colazione e poi via. Non riusciamo a staccare gli occhi di dosso a questo panorama, guido e continuo a guardare alla mia sinistra, alla fine mi verrà il torcicollo.







Alle 3 arriviamo a Joggi.  Il nostro amico Massimo ci aveva già preso una stanza in un agriturismo. Il Castagneto,un bel posto tranquillo immerso in un bosco di castagne con una bella vista sui monti intorno, ora ricoperti di neve.
Alle 6 finalmente incontriamo Massimo, giro per il paese presentazioni aperitivo e poi a cena. Qui conosciamo Eugenio, amico di Massimo e anche lui motociclista.  È stata una bella serata, abbiamo mangiato bene e bevuto ancora meglio, ci siamo divertiti.
Il giorno dopo con Massimo abbiamo fatto un giro su una montagna vicina per vedere un lago, ma  cera molta nebbia e il lago lo abbiamo solo immaginato. Poi siamo stati a pranzo e cena a casa dei suoi genitori e qua abbiamo conosciuto la sorella e altri amici. Alle 11 Massimo ci riaccompagna all’agriturismo e ci salutiamo, noi domani ci rimettiamo in viaggio, andiamo a Napoli.




Oggi è il giorno di Natale. È una bella giornata, preparo la moto poi facciamo colazione con dolcetti natalizi tipici calabresi .
Alle 10 siamo pronti, metto in moto e andiamo, non fa per niente freddo. Guido con tranquillità, ci gustiamo davvero il panorama. A una cert’ora ci viene fame, il primo paese che ci si presenta ci fermiamo e in un bar ristorante ci facciamo anche noi il nostro pranzo di Natale, due giganti sfilatini con prosciutto e formaggio accompagnati da due tè caldi.
La sera ci accampiamo vicino al mare affianco alla foce di un ruscello, in un campo di olivi dove ci sono anche due piante di arance, ne abbiamo raccolto due, ma erano immangiabili.
Prepariamo una zuppa e di corsa in tenda, c’è molta umidità qua fuori.




16 gennaio 2012

Australia ultimo giro...


16 gennaio 2012, se non l’ho detto buon anno a tutti…in ritardo…noooooooo, dipende.
Eravamo rimasti alla salsa di pomodori…uhm  che buona,  poi c’è stato il natale con il pranzo insieme a tutta la famiglia di Ben e grande sorpresa abbiamo ricevuto anche dei regali: un nuovo casco, le ruote per la moto, una borsa per l’acqua, questa è davvero eccezionale, l’acqua rimane fresca, la borsa è fatta di una grossa tela di cotone, tiene 6 litri l’appendi alla moto e… acqua fresca tutto il giorno, poi i lucchetti per le valige, pantaloni per me, 4 kili di miele e tante altre cose, ma la cosa che più ci fa felici è il modo in cui ci hanno fatto sentire, come ci hanno trattati, l’aver ricevuto tanto amore.
Il pranzo una vera delizia, tante tante cose buone.


A casa di Ben e Maureen ci stavamo davvero bene, sapete non siamo stati  ospiti per un paio di giorni, in questo caso normalmente va tutto bene, è tutto ..ohh che meraviglia…come fratelli, poi… noi ci abbiamo passato un mese e non ci siamo mai sentiti degli ospiti.   Quando siamo andati via Ben era molto triste, vuole che ritorniamo presto, a volte mi telefona e sempre mi chiede se ho fatto la richiesta di un nuovo visto,” perché qui all’australia è un bel posto”, così mi dice.
Per farla breve dopo aver sistemato la Poderosa, cambio gomme paraoli forcella cuscinetti sterzo,  shizu invece ha voluto lavare tutto, ma proprio tutto, anche la tenda, il giorno 4 gennaio 2012 ci siamo rimessi in strada, in marcia verso Darwin, c’eravamo gia stati, ma avevamo percorso la costa, ora invece ci arriveremo attraversando il centro dell’australia.

4 gennaio 2012 ore 6,30 ultima colazione insieme a Ben, questa mattina c’è anche Maureen, normalmente lei dorme un po’ di più, poi… sono fuori sotto la veranda a controllare il bagaglio della moto, che strana sensazione, non ho tanta voglia di andare, mi piacerebbe rimanere ancora un po’ per aiutare Ben, ma il nostro visto sta per scadere, dobbiamo uscire dal paese.   Ci siamo sempre mossi da un posto all’altro senza  darci dei tempi,  senza date senza orari, seguendo suoni odori vibrazioni,  ora dover programmare..uff..va bhè,  le solite raccomandazioni e ciao Ben ci vediamo presto.
Dovremmo andare a nord, ma facciamo una puntatine nella direzione opposta, solo 50 km, per salutare il nostro amico Greg, poi inversione.
La giornata è perfetta, fa caldo ma le nuvole ci fanno ombra e si procede bene, passiamo Port Augusta e ci troviamo dopo una deviazione di un centinaio di kilometri, causa un ‘incendio, sulla Stuart highway, strada  che ci porterà sino a Darwin.
In due giorni facciamo 1100 kilometri, carichiamo provviste a Coober Pedy, la città sottoterra, un posto in mezzo al deserto, caldo e..  non c’è niente, solo buchi tanti buchi, qua un tempo scavavano l’opale, ora portano i turisti giù, sotto a fare il giro delle miniere.
                                                   



La Stuart higway è una bella strada,  a dir il vero c’è solo questa, quindi in ogni caso te la devi far piacere. Questa strada taglia l’australia in due, proprio al centro e va da sud a nord, da Port Augusta a Darwin.
A noi è piaciuta molto, attraversa il Great victoria desert, il Simpson desert, il Tanami deser, insomma tutti deserti e davvero non c’è niente a parte Alice Springs, proprio al centro dall’australia il resto è praticamente disabitato.

Il giorno 6 siamo arrivati a Uluru, Ayers Rock, la montagna sacra, territorio ritornato nelle mani aborigene, virtualmente, nel 1985 e immediatamente affittato al governo australiano per 99 anni che ne ha fatto un parco nazionale, quindi sotto la legge federale.
Avevo sentito parlare molto di questa roccia sacra da altri viaggiatori o turisti che ho incontrato, chi mi raccontava che appena vista dai finestrini dell’autobus è scoppiato in un pianto a dirotto, chi a camminato a piedi scalzi intorno e sopra alla roccia chi si è seduto davanti per più di 4 ore come in estasi, chi…chi..chi…io di sacro non ci ho visto ne sentito niente,  a parte i cartelli che proibivano per rispetto alla cultura aborigena di fotografare certe parti della roccia considerate sacre, strano poi trovare le foto in vendita nel negozio di suvenirs, oppure che chiedevano di non salire sulla roccia, sempre per rispetto alla cultura aborigena che la considera sacra, e poi trovarmi davanti una bella ringhiera di corda per facilitarne l’ascensione, di aborigeni nemmeno l’ombra a parte un paio che si aggiravano come zombi nel bel cortile con fontana del centro commerciale…di sacro c’è solo il business.
A parte queste mie considerazioni il posto è bello, il paesaggio, la natura la tranquillità
… tranquillità… dipende dai momenti,  l’alba e il tramonto sono  i momenti più rumorosi, no, non è il sole che fa casino ma gli autobus turistici con il loro carico umano, autobus che spesso continuano a rimanere in moto per far funzionare l’aria condizionata, e poi gli elicotteri e i piccoli aerei che sorvolano la roccia per rendere ancora più sacrale il momento, ohh che tranquillità e ancora cartelli con scritto per favore non disturbate la fauna locale…ma mi faccia il piacere…
è così ma non ci fa caso nessuno, o forse in pochi, gli altri sono concentrati sulle foto, sul programma, sveglia all’alba pullman colazione stile cowboy con vista grande roccia sacra, poi camminata di tre ore, nel frattempo il pullman si è spostato dall’altra parte della roccia e vi aspetta col motore acceso e con delle belle fette di ananas fresco, proprio qui davanti a questo cartello che mi chiede per rispetto di non fotografare… poi a bordo via a vedere il deserto, due animali in semilibertà…e poi di corsa, dai che c’è il tramonto… e finalmente la cena, a buffet in albergo…che splendida giornata.




Noi siamo stati tre giorni nel Uluru Kata Tjuta National Park, e come ho detto è bellissimo, siamo anche stati al Kings Canyon nel Watarrka National Park, poi volevamo raggiungere Alice Springs percorrendo una strada sterrata ma la pioggia ce lo ha sconsigliato, e allora siamo tornati indietro per 260 kilometri, tra un alternarsi di pioggia e sole  arriviamo ad Alice, ci fermiamo giusto il tempo di un passaggio al super per rifornire la cambusa e si prosegue.



 Il giorno 11 ci accampiamo vicino a Tennant Creeck,  da qui in poi la strada la conosciamo, Three Ways, esattamente 5 mesi fa siamo passati da qui scendendo da Darwin,  poi abbiamo preso la Barkly Higway che ci ha portato sulla costa est.
Stessa strada ma il paesaggio differente, ora è molto verde.
Dopo Katherine a Pine Creek cambiamo strada entriamo nel Kakadu National Park, che bello, che strada fantastica e non c’è nessuno, solo canguri, arriviamo sino a Jabiru ma la piogge delle scorse settimane hanno alzato il livello dei fiumi  e i coccodrilli camminano per le strade, così  troviamo tante strade chiuse e anche le rest area sono chiuse per sicurezza.
Shizuyo dice che vuol tornare indietro, non sta tranquilla, un po’ mi dispiace, avrei proprio bisogno di un bel paio di stivali nuovi, va bhè, sarà per la prossima.
Comunque abbiamo campeggiato nel Kakadu, ho montato la tenda, me ne sono accorto dopo, a 20 30 metri da un ruscello, l’erba era alta e non si vedeva, così ho sistemato la moto e le valige a mo di recinto attorno alla tenda, con shizu che mi guardava stupita e mi chiedeva: ma ci sono i coccodrilli anche qua  .
Poi entrato in tenda mi sono armato…?? Proprio così, armato della mia inseparabile olimpus tough e..magari non riuscirò a farmi gli stivali ma almeno una foto quando mette dentro il muso gliela faccio…ma purtroppo niente, ne stivali ne foto ricordo.




 Sabato 14 gennaio dopo 4730 kilometri siamo arrivati a Darwin, cerchiamo un posto per sistemarci e poi relax.
Domenica spiaggia nudisti doccia e bucato.
Mentre percorriamo la strada che va alla spiaggia vediamo a terra su un marciapiede una grossa anguria, mi fermo controlliamo, è tutta intera, perfetta peserà 5/6 kili, la prendo e via in spiaggia, dopo la doccia e il bucato aspettando che i panni asciughino la taglio e la mangiamo tutta…non ci ha fatto molto bene.

 Ed eccoci qua lunedì 16 gennaio, ufficio doganale per il timbro sul carnet, poi alla stazione marittima per sapere quando parte la nave per…non ve lo dico.

Abbiamo fatto tutto, ora dobbiamo aspettare, per festeggiare stasera ci concediamo una birretta, una in due, e sarà una birra del sud australia, la Coopers quella che beve Ben, una delle più buone birre che ho bevuto. Salute.

21 dicembre 2011

Buon Natale


21 dicembre 2011..di già… pochi giorni ed è natale, facciamoci subito gli auguri così non ci si dimentica…Auguri a tutti.
Noi stiamo bene, da dieci giorni ci siamo trasferiti a casa di Benito e Maureen, a One Tree Hill.

L’esperienza rabarbaro si è conclusa, abbiamo salutato e ringraziato il nostro amico Greg per il suo aiuto e siccome a shizu piacciono molto le ciliegie siamo stati 10 giorni in una farm a fare la raccolta, interessante shizu si diverte molto a raccogliere ciliegie, è meno faticoso del rabarbaro e sicuramente molto più gustoso, umh…quante ciliegie che ha mangiato.


Abbiamo anche conosciuto tutta la famiglia di Ben, diverse volte siamo stati a cena  a casa delle sue figlie.
 Il giorno del compleanno di Maureen abbiamo rivisto Mark.Vi ricordate, Mark è il figlio, vive a Perth e noi siamo stati ospiti a casa sua, è  stata una sorpresa bellissima ed è grazie a lui se ora noi viviamo tutto questo.

Sono arrivati anche i ricambi per la moto che avevo ordinato online, cuscinetti sterzo e paraoli forcella, ora qua a casa di Ben ho il tempo per revisionare la Pode per l’ultimo tratto di avventura  australiana.
Ieri  qua a “casa Ben” grande festa, abbiamo preparato la salsa di pomodoro.
Ben la fa ogni anno da…da sempre e la cosa bella è che sembra che sia la prima volta.
Proprio così, una pensa bhe, se la fa ogni anno… da una vita… avrà tutto organizzato, tutto al suo posto perfetto in regola, ognuno sa cosa deve fare.
No, nessuno sa niente, le cose non si trovano, ma non è un problema, anzi è questo il bello, è un modo per conoscersi per stare insieme, si scherza si ride si beve…la salsa!! noo, vino tanto vino.
A questa festa a parte Lenny, il genero, con i tre figli, Ben Maureen  io e shizu sono venuti anche Frank e Serg, amici di Ben, origini italiane , Serg veneto e Frank calabre.
Che strano, a me e a shizu  ci sembrava di stare   con certi miei parenti, per la precisione con mio zio Ruggero,  in verita un pò Serg ce lo ricorda a Ruggero, pensa che Serg ha un fratello che si chiama Ruggero, ma non è questo, è un po’ la postura, il modo di fare…la pancia…  il suo lavoro hobby, va in giro a fare barbecue e a svuotare bottiglie, mio zio fa l’asado e  anche lui svuota bottiglie…  di vino,  nella pancia… ma lo avevate capito.









Che lavoro, più di 600 kili di pomodori, raccolti tutti personalmente da Ben il venerdi.
Sabato li abbiamo lavati, 2 volte, e poi messi bene in ordine nelle vaschette.
Domenica grande giornata, tutti al lavoro: tagliare a metà, strizzare per togliere i semi, Ben fa solo polpa, poi … poi è l’ora di pranzo.
Saliamo su in casa  la tavola è apparecchiata,  spaghetti con sugo di carne polpettine insalata dolce caffe ,  -vino?-, si, molto.
Il pranzo è finito ma il lavoro ancora no, i pomodori ci aspettano, è il momento di passarli nel…, ma cosa ne so di come si chiama questa macchina,  diciamo…uhmm… trita pomodori…ok.
Frank mi ha detto che è una macchina italiana, ma non l’ha comprata qua, questa arriva direttamente dalla calabria, -smontata dentro a na valigia-.
I pomodori li abbiamo passati 2 volte, poi si imbottiglia la salsa, per finire si mettono i tappi e dentro al pentolone a bollire, e che pentolone.



Sono le otto, siamo rimasti solo io Ben e due bottiglie di birra a lavare e sistemare  le ultime cose, ci vorranno ancora diverse ore, io a mezzanotte vado a letto, Ben spegnerà il fuoco all’una e mezza, che giornata meravigliosa.